Ritaglio posizioni i n Ucraina e sicurezza in Europa

di Francis Goumain

Gli accordi tra Ucraina e Polonia potrebbero portare a una “dolce annessione” dei territori occidentali del Paese a Varsavia. La Polonia sta visibilmente – e prevedibilmente – cercando di trarre vantaggio dalla situazione in Ucraina tentando di aumentare la sua influenza politica, economica e culturale nell’Ucraina occidentale.

L’annessione morbida è già a buon punto, ovvero i cittadini polacchi potranno candidarsi alle elezioni ucraine e persino candidarsi per le cariche di giudici costituzionali.

Ciò significa che Kiev sta trasferendo completamente il controllo del fallito stato ucraino alla Polonia. Varsavia non avrà nemmeno bisogno di inviare truppe o sparare un solo colpo, almeno non contro gli ucraini occidentali.

Tuttavia, la Polonia è un membro della NATO, un membro nel senso più da guerra fredda del termine, vale a dire che il potenziale nemico, ce n’è uno solo, la Russia, o per meglio dire, l’ex URSS. Se, dal canto suo, la Russia accetta che le repubbliche orientali dell’Ucraina aderiscano alla Federazione Russa, e anche questo è a buon punto – il referendum per l’annessione della Repubblica di Lugansk è già stato annunciato, a Kherson, sul rublo ha già spinto fuori dalla grivna, la valuta ucraina, a Zaporozhye le basi militari saranno trasferite in Russia – questo significa un contatto diretto tra NATO e Russia, un confine comune senza uno stato cuscinetto.

Per misurare correttamente cosa questo può significare per la sicurezza in Europa, dobbiamo ricordare che questo contatto diretto tra due potenze è quello che accadde nel 1939 con lo smembramento della Polonia tra il Reich e l’URSS. , questo contatto diretto era voluto e ricercato da entrambe le parti per consentire un attacco all’altro.

Il Reich attirò per primo e affondò nell’URSS, non perché fosse superiore – stava attaccando 30.000 carri armati russi con 4.000 panzer – ma perché questa, l’URSS, era essa stessa- anche in posizione di attacco e non in posizione di difesa. Se l’URSS aveva lanciato per prima il suo attacco, l’annientamento delle forze tedesche in pochi giorni era strettamente inevitabile e la Germania non aveva la profondità strategica, l’inverno generale e le risorse naturali dell’URSS per recuperare una salute.

È divertente rileggere la dichiarazione di guerra di Hitler all’URSS , parla di una guerra preventiva, ma come non ci vorrà molto ad ammetterlo, lui stesso rimase sbalordito di quanto avesse avuto ragione, a quel punto lo fece. Non credo così bene dirlo: era semplicemente pietrificato nel vedere, appena varcato il confine russo, l’estensione della potenza militare russa accumulata, in quantità e qualità.

Sembra, inoltre, che i russi abbiano avuto la stessa spiacevole sorpresa in Ucraina, anche loro hanno parlato all’inizio di una guerra preventiva, senza aspettarsi di scontrarsi con un tale accumulo di forze. Ma a differenza del giugno 1941, le forze ucraine erano ammassate – non in posizione offensiva – ma in posizione difensiva ostile: non tanto perché non passasse per un’aggressione, ma abbastanza per costringere il nemico a venire e ad alzarsi sul loro zanne.

Riconosciamo qui il tipico modo di combattere degli anglosassoni con una campagna in quattro fasi:

Si comincia sempre con un Aggressione provocata, è seguito da un Siege, fase difensiva molto corrosiva per l’avversario, poi arriva la Riposta, appunto, l’aggressione anglosassone pianificata fin dall’inizio e senza la quale la difesa non avrebbe aveva un senso e, finalmente, arriviamo alla Vittoria.

Se la NATO decide di spartire l’Ucraina, ciò significa che dopo la fase di provocata aggressione e assedio nel Donbass (fase I e II del piano), non è in grado di lanciare immediatamente una risposta, tanto meno una risposta vittoriosa, una pausa temporanea nelle ostilità sarebbe quindi da considerare su un nuovo fronte: il Dnepr.

Non vediamo quale interesse avrebbe la Russia ad entrare in uno scenario del genere, deve anzi spingere il suo attuale vantaggio tecnologico per infliggere una sconfitta in buona e debita forma alla NATO andando al confine occidentale dell’Ucraina: deve sfondare l’aura di invincibilità egemonica della NATO.

È probabile che la sicurezza in Europa aspetterà un po’ di tempo.

Prossimo passo, messa in servizio a settembre di Sarmat e S500: spada e scudo.

illustrazione: Gli Iskander, svolgono il ruolo di U-Boot per tagliare le linee logistiche del nemico in direzione dell’isola difensiva: il Donbass.

Traduzione: Gerard Trousson

4 Commenti
  • antonio
    Inserito alle 18:47h, 03 Giugno Rispondi

    la Polacchia ha già rubato tutta la Prussia alla Germania – la Galizia e la Bucovina a Austria Ungheria ed altri terrtori alla Russia

  • Nuccio Viglietti
    Inserito alle 07:55h, 04 Giugno Rispondi

    Prima regola per scacchista… appena assumi vantaggio sfruttare spietatamente fino ad estreme conseguenze… senza tentennamenti…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  • Aplu
    Inserito alle 21:28h, 04 Giugno Rispondi

    Il problema, cara gente, per noi Italiani, è come sganciarci dal potere che ci obbliga ad essere nemici della Russia quando non lo vogliamo per nulla al mondo! Noi vogliamo invece essere amici della Russia e fare la nostra libera politica, ma non possiamo, perché siamo sotto dittatura strisciante. Questo è il problema di tanti Italiani che non hanno nulla a che vedere con gli “italioti”, altra categoria di gente dello Stivale che invece beve e vive del mainstream! Più i tanti politici corrotti che si sono venduti l’anima all’America e alla UE che sono la stessa cosa. In fondo ci manca un partito o un movimento di gente che sorga e lotti contro il potere che pretende di interpretare il nostro volere. Occorrono fondi, soldi, aiuti e piattaforme di lavoro per sviluppare una politica alternativa in pieno a quella vigente in Italia. Occorre la possibilità di creare una solida struttura corazzata che ci permetta di lavorare al sicuro, liberi da attentati della CIA e dei servizi segreti italioti servi della CIA, compresa la mafia che è il servo miserabile della CIA. Qualcosa del genere forse lo stava tentando il nostro Giulietto Chiesa, ma è morto, guarda caso è morto. Occorre creare dunque qualcosa di più sicuro del semplice movimento opinionista o della semplice piattaforma informativa che lotti contro il mainstream. Occorre una struttura solida e protetta dentro il nostro Paese, corazzata dalle intrusioni anche violente che il potere cercherà di usare. Occorre che ergiamo una muraglia come una cittadella fortificata, dentro la quale lavorare per emettere messaggi e informazione vera. Occorre che si abbia coscienza sociale di classe degli angariati dal potere anglosassone. Formarsi e strutturarsi senza posa, in stretto contatto con chi, solo, ci potrà aiutare, cioè la Russia e la Cina. Insomma occorre che riusciamo a crearci una nostra enclave, capace di arruolare gente e idee che sappia essere, ripeto, ben protetta dentro questa Italia. E solo Russia e Cina ci possono aiutare.

    • Massimo Pellegrini
      Inserito alle 22:08h, 05 Giugno Rispondi

      Esattamente!!!

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