Rischio manifesto

Rischio manifesto

di Lorenzo Merlo

Per la prima volta nella storia della sua politica egemonica, gli Usa stanno vivendo il rischio di autarchia.

Quattro passi
Sospinti dal volano spirituale detto destino manifesto, a mezzo del quale si sentivano detentori della verità e, contemporaneamente, obbligati a diffonderla, gli Usa, in nome del loro dio, dapprima si sono presi la terra occupata dai nativi, una razzia di stampo unico in terra occidentale. Successivamente, hanno distribuito ai contendenti del mondo, per informarli sulle carte che avevano in mano e sulle regole del gioco in corso, il biglietto da visita delle bombe nucleari di Hiroshima e Nagasaki.

Paesi canaglia ed esportazione della democrazia in pectore.

Anche se il massiccio impiego del napalm in Vietnam ne era stato un tragico-degno prodromo, nello shock incredulo del resto del pianeta per le due bombe vigliacche, forse nessuno ha potuto intendere che la dimensione etica della lealtà, presente nelle guerre combattute sul campo, era stata annientata insieme ai 214.000 civili sciolti nelle due esplosioni per mano dei buoni. Ma i preposti a riflettere, chiusi nelle loro cabine di studio, protetti dalle malevole critiche successive ai funghi atomici, erano già avanti, con quanto anticipo, sarebbe bello saperlo. Appena si verificarono le condizioni i benedetti da dio, nel 1947 posero sul tavolo mondiale la carta dell’European Recovery Program, più noto come Piano Marshall. Vale a dire vagonate di aiuti per la ricostruzione post-bellica. I buoni così fanno per obnubilare la carta giocata in Giappone e, soprattutto, per creare le condizioni necessarie al fine di piazzare in Europa, a ovest della Cortina di ferro, le loro basi militari camuffate da Nato. Erano avanti a tutti.

Gli accordi di Bretton Woods, del 1944, ponevano il dollaro statunitense al centro della rete dei mercati internazionali. Per poi slegare la valuta verde dall’oro con lo Smithsonian agreement del 1971, anch’essa un’azione per proseguire ad essere l’ammiraglia della flotta dei paesi atlantici.
Se lo scopo era l’egemonia mondiale, andava da sé che era necessario predisporre quanto avrebbe impedito o contrastato un eventuale ed esiziale espansionismo sovietico. Con la resa del Giappone e le successive guerre nel sud-est asiatico, proseguiva la strategia di deterrenza del mondo non in loro possesso. La guerra fredda era un treno silenzioso per tutti ma chi vi viaggiava sapeva della sua alta velocità. Non si poteva tralasciare nulla.

L’approvvigionamento di fonti di energia era fondamentale: cinque delle sette sorelle, le multinazionali che detenevano il dominio del mercato del petrolio, erano, sono statunitensi; la diffusione edulcorata del modello, del benessere e della forza americana, confluivano nella produzione e distribuzione hollywoodiana per passare, come un’endovena di piacere, nelle sinapsi delle platee, oltre che subliminali iniettori dia violenza, quale caposaldo di un’intera cultura. Tu vuò fà l’americano, il brano di Renato Carosone del 1956, ebbe grande successo perché scorrazzava entro un flusso emozionale già presente in tutti. Il boom economico del nostro dopoguerra godette anche dell’energia portata dalle note e dal testo della canzonetta.

Non si guardava in faccia a niente, quello che serviva allo scopo di stare in sella al mondo i cow boy lo facevano e basta. Il rischio di finire male, non gli permetteva di dormire sonni tranquilli. Svegli, con gli occhi sbarrati, qualunque invenzione poteva tornare utile. Se la corsa agli armamenti alimentava l’economia americana e demoliva quella sovietica, non da meno doveva essere quella allo spazio. Barare faceva, secondo i rinchiusi nella cabina, parte del gioco. L’allunaggio statunitense, già messo in discussione da tempo a causa di diversi particolari che ne potrebbero rivelare la pantomima, è ora tornato in auge per i continui rimandi della Nasa al nuovo sbarco lunare. Soprattutto all’argomento che viene addotto: la tecnologia disponibile non fornisce le garanzie necessarie ai rischi annessi. Se quella degli anni Sessanta del secolo scorso lo è stata, come si spiega che quella attuale non lo sia? Intanto pare abbiano conficcato nel suolo lunare la loro bandiera e lasciato un messaggio di pace rivolto all’universo. Se di sceneggiata si può temere, gli sceneggiatori, i buoni, non hanno tralasciato nulla, o quasi.

La caduta dell’Urss pareva corrispondere al successo pieno, quindi alla veridicità del destino manifesto. Insieme all’Unione Sovietica, si sfalda il Patto di Varsavia. La Nato non ha che da raccogliere le preghiere di paesi mendicanti, precedentemente a est della cortina di ferro. L’accerchiamento dei paesi fuori controllo prosegue, e l’egemonia veleggia nell’aria rarefatta delle vette più alte.
Non c’era altro da fare! Ma non era questo il pensiero dei progettatori della storia. La fomentazione delle rivoluzioni colorate e lo sfruttamento delle primavere arabe, facevano gioco strategico, tanto per l’accerchiamento fisico e politico, quanto per l’aspetto dell’approvvigionamento energetico. In ogni caso, da fare ce n’era. Meglio sbarazzarsi del tutto o sottomettere gli antichi nemici. Così quando la Russia, dopo essere riuscita a rimettere insieme i cocci e a risalire la scala di valori che ha di se stessa, è divenuta agli occhi americani, nuovamente preoccupante, la predisposta brace ucraina si è incendiata allo scopo di balcanizzare la Russia, per ritornare a credere nelle fine della storia.2.

Da rammentare che il rispetto della dottrina Monroe, che prevede di tenere alla larga il nemico dai confini statunitensi e che i conflitti centro e sudamericano non possano vedere la presenza di forze militari extracontinentali, non è mai dimenticato, e fa sempre da sfondo alle opere di pace in giro per il mondo. A balcanizzare, c’erano riusciti in Jugoslavia e poi strappando il Kosovo alla Serbia, perché non applicare il medesimo criterio ai nemici rossi? Ammansire la Russia e con essa i paesi dell’Asia centrale – Turkmenistan a parte, piuttosto restio ad allineamenti e votato alla neutralità e a una indipendenza politica profonda – era la miglior mossa per arrivare ai confini cinesi, con ancora il vessillo del destino manifesto in mano.

La Cina, ultima arrivata nel grande gioco capitalistico, con un codazzo di altri paesi asiatici, tra cui Pakistan e India, nel silenzio mondiale, quello che avvolge le orecchie della maggioranza, aveva in pochi decenni risalito la scala della vita. Dalla miseria analfabetica era divenuta un colosso economico in grado di infastidire la corsa all’egemonia degli americani. E anche più. Il costo del capitalismo orientale, assai inferiore a quello occidentale, ha sparigliato le carte.

Ci volevano altre idee. In realtà le avevano già trovate. Quelli sono avanti, mica indietro, come spesso si sente affermare. Alimentazione dell’immigrazione, cancellazione delle culture, alimentazione dell’Unione europea che non ha alcun tessuto connettivo che unisca i paesi che ne fanno parte, fluidità di genere, abbattimento delle identità nazionali e biologiche, cultura woke, ambientalismo, globalismo, economia verde, economia circolare, impatto zero, inclusività, passaporto vaccinale o dispotismo sanitario, mercificazione di uteri, uomini e scienza, ordoliberismo, precarietà, controllo digitale, vita a punti, non sono problemi in sé per i quali azzannarsi, non hanno niente a che vedere con i diritti delle minoranze e con la democrazia (o il posticcio che ne resta), come invece viene raccontato. Il tutto, disinteressandosi in modo incommentabile al nichilismo galoppante e il suo strascico di stragi, di autolesionismo e lesionismo.

Anche il Great Reset, portato avanti anche a colpi di telegiornali quotidiani, di magli olimpionici, e festival canori, non è che fumo negli occhi per attirare verso le frenetiche onde dell’attualità al fine di nascondere da quelle lunghe e rivelatrici della rivoluzione capitalistica in corso. Non sono infatti che le nuove carte sul tavolo, giocate dagli americani e dai collusi europei, il cui scopo non è certo quello di libertà dichiarato, con tanto di guerre per la pace – quelle sì ossigeno puro all’economia americana – ma quello di abbassare i costi del capitalismo, altrimenti geo-perdente e quelli di autosostentamento del sistema in via di bancarotta (1) e di un apparato militare in difficoltà (2) che alimenta in tutti i modi la sua bombola ad ossigeno (3, 4). Allora sì che il destino diverrebbe autarchico.

Note

  1. https://www.sinistrainrete.info/crisi-mondiale/28704-giuseppe-masala-dove-porta-la-grand-strategy-di-washington-per-evitare-la-bancarotta.html
  2. https://www.ariannaeditrice.it/articoli/gli-stati-uniti-tra-debolezza-e-ambiguita
  3. https://comedonchisciotte.org/cosa-diavolo-sta-succedendo-a-trieste/
  4. https://www.ariannaeditrice.it/articoli/andare-a-funghi-nel-mondo-multipolare

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8 commenti su “Rischio manifesto

  1. Lorenzo Merlo ha descritto, in modo incontestabile, origine, sviluppo e decadenza dell’occidente a guida anglo americana ! Il modello iper liberista, globalista e nichilista, che, nonostante le menzogne e la propaganda, si avvia verso la propria fine !

  2. Gli Stati Uniti hanno avuto la disgrazia, fin dall’inizio, di avere una “élite” SCADENTE, che si è eternata con lo stesso stampo. Essa credeva di conquistare il Mondo, ma obiettivamente, come scrivo, non ha le capacità, dato che il suo QI non è alto, ma mediocre; poi altri fattori, come la timidezza, la vigliaccheria degli anglosassoni, la scarsa combattività delle truppe, dato che il Sistema svuota di valori tradizionali la gente e crede che la gente va a morire allegramente per le futilità inculcate.
    Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, i padroni americani si sono accorti di essere stati fregati e sconfitti in modo catastrofico, IRREPARABILE !!!!!!!!! Hanno celebrato nelle strade la “vittoria”, ma i padroni usurai erano incavolatissimi e frustratissimi, dato che gli obiettivi principali della loro 2GM erano sfumati !!!!!!!!!
    Faccio presente che il Giappone ha causato tanti morti americani che sembra un film da fantascienza, e come sostengo “vincere” perdendo il migliore DNA della nazione, non è una vittoria !!!! Per es. la più grande portaerei americana, la ammiraglia, durante la Battaglia di Okinawa fu centrata da un valoroso e abile aereo KAMIKAZE, fu distrutta e affondata con migliaia di morti ………… Le spiagge dove sbarcavano gli americani erano ricoperte dei loro cadaveri ……………………………(molte foto sono sparite da Internet….).
    L’URSS aveva illuso (preso per i fondelli !!!) l’America facendo credere al presidente Roosevelt e c. che l’URSS ubbidiva e che le era sottoposta ……………….. ed invece, il povero Roosevelt che voleva essere “il primo imperatore americano del mondo” fu raggirato alla grande da Stalin, e morì di crepacuore, data la frustrazione gigantesca, insopportabile.
    Il piano Marshall non è stato a gratis, ma a PAGAMENTO da parte delle potenze sconfitte. Gli americani sono usurai, non regalano niente.
    Tenete presente che gli Stati Uniti, durante la 2GM, se la sono passata male. C’era il RAZIONAMENTO DEL CIBO E DEL CARBURANTE, e siccome mancava il ferro, l’America iniziò a fondere anche le moto di valore !!!!
    Quindi, il sogno, l’OBIETTIVO PRIMARIO americano di conquista dell’EST è stato sconfitto nella 2GM !!!!!!!!!
    I Giapponesi, i Cinesi e i Russi hanno fregato alla grande gli onnipotenti fessacchiotti usurai americani !!!!!!!
    Le due bombe atomiche le hanno sganciate per far paura ai Russi …………… Stalin grazie al fisico Klaus Fuchs, filosovietico che lavorava al progetto atomico americano, aveva tutti dati e poi i piani delle bombe atomiche, e quando Truman lo volle spaventare a Potsdam, Stalin neanche si scompose, sapeva tutto ed era VINCENTE.
    Il “Grande Reset” si è trasformato nella “Grande Sconfitta” …… la guerra dei vaccini-veleno è stata persa in tutto l’occidente ! Quindi una sconfitta interna notevole ! Poi tutte le idee “geniali” tipo invasione di negri, impoverimento degli autoctoni, violenza contro gli autoctoni, ecc. accelerano la caduta del Sistema usuraio (che non è capitalismo, ma USURA camuffata da democrazia e capitalismo). Si credono onnipotenti, saputoni, ma dai FATTI si capisce che sono inferiori e perdenti.

  3. Le due bombe vigliacche. Io direi demoniache. Furono sganciate a Giappone già praticamente sconfitto e costretto, anche a mezzo di banale embargo totale, alla resa obbligatoria per fame. No, ai demoni americo sionisti non bastava. Bisognava umiliare e trucidare il nemico per impressionare russi e cinesi. Vaporizzarono quasi 250 MILA PERSONE INNNOCENTI. Dopodiché inviarono pure squadre scientifiche militari per studiarne per mesi gl’ effetti proprio su edifici distrutti e cadaveri evaporati. Il male in terra. Il mio commento vuole essere un complimento alla penna, ottimo Merlo.

    1. Lollo73, ciao. Nonostante le bombe atomiche e quelle incendiarie …………………. SONO MOLTI, MA MOLTI PIU’ GLI AMERICANI MORTI AMMAZZATI DAI GIAPPONESI !!!!!! E’ come con i campi di sterminio americani in Europa per i prigionieri della Wehrmacht. Ebbene, i MORTI ANGLOSASSONI NELLO SBARCO DI NORMANDIA SONO CIFTE NON PARAGONABILI CON I NUMERI DEI MORTI DELL’ASSE ! Tieni presente che i generali e ammiragli americani NON ERANO CONDOTTIERI, ma massacratori dei propri soldati !!!! Eisenhower il più IDIOTA di tutti !!!!

  4. Non penso proprio che queste nuove “carte” salveranno il collasso dell’occidente collettivo; anzi, secondo me, lo stanno accumulando.
    Gli Usa sono La terza economica del globo, subito dietro c’è l’india,
    La quale a presto la supererà.
    Fra qualche anno , la crisi economica divorerà sempre di più le popolazioni dell’occidente collettivo.
    La gente inizierà ad innervosirsi sempre di più.
    L’elite non potrà coprire a lungo i disastri da loro creati.

  5. Armin, tempo fa venni a sapere di tedeschi morti, anzi, lasciati morire di stenti e malattie nei campi di prigionia anglo-americani fra Sudan, Sudafrica, India, Australia, U S.A. Le cifre oscillavano fra 500.000 e un milione. Sarei grato a te e altri se sapeste qualcosa in proposito.
    Allo stesso modo, al termine della guerra, proprio in conseguenza delle condizioni cui i militari tedeschi erano sottoposti, si ebbero ribellioni in diversi campi di prigionia: che suggeriscono un parallelo con le Fosse Ardeatine circa il rapporto fra guardie uccise e prigionieri fucilati: si va da 50 prigionieri in un campo di prigionia francese a 250 in uno russo. Un tema del genere è al centro di un film del 1969, mi pare: GOTT MIT UNS.
    Se qualcuno ne sa di più e di meglio, grazie.

    1. White Warrior, ciao. So dei Tedeschi della Wehrmacht prigionieri in Europa, in campi di sterminio americani, sotto il comando dell’idiota bandito Eisenhower. Ne morirono di fame UN MILIONE. So che in America, Italiani e Giapponesi civili furono internati (donne e uomini cittadini americani) in campi di concentramento e gli confiscarono i beni (erano centinaia di migliaia)……. Per quanto riguarda altri Paesi, tipo in Africa, non ho dati.
      In Italia prigionieri militari Italiani furono fucilati dai “liberatori”, oltre alle violenze per es. in Ciociaria dove i marocchini di merda ebbero da parte degli americani e francesi il permesso di massacrare e violentare……
      Delle atrocità americane contro i prigionieri militari Giapponesi e pure civili, ce ne sono moltissime. Gli americani, da buoni morti di fame, cavano dai Giapponesi morti o feriti ! le corone dentarie d’oro …………… Nel famoso filmato americano dove si vedono alcune ragazze Giapponesi vestite di bianco buttarsi dal ciglio della montagna nel vuoto ….. ma non inquadrano il lanciafiamme che le minacciava con le fiamme ……………………… Che banditi !!!!! Ma posso riconfermare con grande piacere che gli americani ebbero perdite ASTRONOMICHE, INCONFESSABILI, che nessun bombardamento o campo di sterminio hanno mai pareggiato !!!!

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