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Rischio di scontro fra Esercito turco e forze USA in Siria

Erdogan avvisa di voler estendere l’operazione in Siria nonostante il rischio di uno scontro con gli USA
ANKARA / BEIRUTIl presidente Tayyip Erdogan ha avvertito mercoledì che la Turchia estenderà la sua operazione militare in Siria alla città di Manbij, una mossa che potrebbe potenzialmente portare le forze turche allo scontro con quelle dei loro alleati della NATO negli Stati Uniti.

L’operazione aerea e terrestre della Turchia, giunta alla quinta giornata, ha come bersaglio i combattenti YPG curdi sostenuti dagli Stati Uniti nella regione di Afrin e ha aperto un nuovo fronte nella guerra multilaterale che si svolge in Siria. Una avanzata dei turchi verso Manbij, città a circa 100 km a est da Afrin, potrebbe minacciare i piani statunitensi di installare una entità curda autonoma nella parte della Siria nord-orientale.

Le forze turche ed i loro alleati ribelli hanno lanciato l’Operazione “Olive Branch” (ramo di ulivo) ad Afrin perché Ankara considera le YPG come un’estensione del un gruppo terrorista curdo PKK che da anni ha intrapreso un’insurrezione nel sud-est della Turchia, nelle zone di etnia curde.

“Con l’operazione Olive Branch, abbiamo ancora una volta ostacolato il gioco di quelle forze subdole i cui interessi nella regione sono diversi”, ha detto Erdogan in un discorso ai leader provinciali ad Ankara . Il presidente turco si riferiva chiaramente agli USA che avevano dichiarato di voler costituire una forza di frontiera di 30.000 unità nella zona curda, salvo poi tentare di rettificare l’annuncio dopo la reazione furiosa di Erdogan.

“A partire da Manbij, continueremo a contrastare il loro gioco,” ha aggiunto Erdogan sempre più deciso a contrastare qualsiasi ipotesi di una entità curda alle sue frontiere.

Le differenze rispetto alla politica siriana hanno già messo a dura prova le relazioni della Turchia con Washington, arrivando quasi fino al punto di rottura. Per gli Stati Uniti, l’YPG è un alleato chiave da utilizzare per indebolire le forze del presidente siriano Bashar al-Assad, dietro il pretesto di combattere l’ISIS, che d’altra parte il comando USA ha dimostrato di proteggere, come accaduto a Raqqa dove gli USA Ahanno consentito la ritirata degli Jihadisti verso altre zone sicure.

La politica ambigua ed il doppio gioco di Washington hanno esasperato il presidente turco e questi ha rotto gli indugi ed ha dato il via all’operazione militare contro le formazioni curde.

Una estensione dell’operazione turca a Manbij sarebbe gravida di rischi a causa della presenza di personale militare statunitense all’interno e intorno alla città. Le special forces USA sono state schierati in quella zona lo scorso marzo per dissuadere i ribelli turchi e le forze curde dall’attaccarsi a vicenda e hanno anche svolto missioni di addestramento a Manbij. Adesso rischiano di fare da forza sacrificale fra i due contendenti. Vedi: Youtube.com/watch

Il presidente Donald Trump intende sollevare le preoccupazioni degli Stati Uniti sull’offensiva turca ed ha fatto una telefonata diretta ad Erdogan, tenutasi mercoledì, come ha riferito un alto funzionario americano. Non sembra però che Trump sia riuscito a calmare la rabbia del turco il quale anzi si è ulteriormente infuriato quando il suo servizio di intelligence gli ha trasmesso i dati dell’impressionante quantità di armi che Washington ha fornito ai ribelli curdi: oltre 3.000 blindati, artiglierie e perfino missili anticarro ed antiaerei di cui non dispone ancora l’esercito turco, nonostante sia un alleato della NATO.

Truppe turche in zona curda

In un’intervista a Reuters, il portavoce del governo turco ha detto di aver visto una piccola possibilità che le forze turche possano trovarsi faccia a faccia con le truppe statunitensi a Manbij e sapranno come comportarsi. Vedi: Youtube.com/watch

In crescita il numero delle vittime ed i profughi per il conflitto

I combattenti siriani curdi sostenuti dagli Stati Uniti nell’area di Manbij si sono schierati in prima linea per affrontare qualsiasi assalto turco e sono in contatto con la coalizione guidata dagli Stati Uniti per difendere la città di Manbij, ha dichiarato il portavoce Sharfan Darwish.”Siamo pronti a rispondere a qualsiasi attacco”, ha detto.

Risulta che dozzine di combattenti sono stati uccisi da quando la Turchia ha lanciato la sua offensiva, come riferito da varie fonti ed anche decine di civili sono rimasti uccisi e feriti per causa dei bombardamenti dell’esercito turco.
I bombardamenti turchi e i raid aerei di Afrin hanno ucciso 28 civili, mentre due civili sono stati uccisi vicino alla città di Azaz detenuta dall’opposizione siriana a seguito del bombardamento da parte dell’YPG, ha riferito il gruppo di monitoraggio britannico.

La Turchia ha dichiarato che tre dei suoi soldati sono stati uccisi. Il capo dell’osservatorio, Rami Abdulrahman, ha detto che 48 combattenti siriani sostenuti dalla Turchia con gruppi dell’esercito siriano libero sono stati uccisi e il bilancio delle vittime tra le YPG curde finora si è attestato a 42, ha detto.
I militari turchi hanno riferito di aver ucciso almeno 260 combattenti kurdi e militanti dello Stato islamico nell’offensiva. Le forze democratiche siriane sostenute dagli Stati Uniti (SDF), che sono guidate dall’YPG, hanno respinto tale resoconto, dicendo che lo Stato islamico non è presente in Afrin, e ha accusato la Turchia di aver esagerato enormemente il numero di vittime.

In ogni caso il sangue sta scorrendo nella zona del nord siriano e non risparmia i civili, una buona parte dei quali sta cercando di fuggire dalla zona. Si prevede quindi una nuova ondata di profughi verso l’Europa.
Il maltempo, comprese le forti piogge, ha ostacolato l’offensiva turca. Nuvole pesanti hanno ostacolato il supporto aereo, limitando i progressi e le milizie curde hanno ripreso alcuni territori.
Le truppe turche e i combattenti alleati siriani hanno cercato di prendere la vetta della collina di Bursaya, con vista sull’approccio orientale alla città di Afrin.
“La Turchia non è ancora riuscita a rafforzare il controllo su nessuno dei villaggi su cui è progredita”, ha affermato Abdulrahman dell’Osservatorio. Ha attribuito questo alla fiera resistenza dei combattenti YPG originari di Afrin e del terreno collinoso dell’area.
Nel 2016, le forze curdo arabe avevano spinto i combattenti dello Stato islamico fuori da Manbij. Erdogan ha accusato gli Stati Uniti di aver rinnegato la promessa di assicurarsi che la città tornasse al controllo arabo.
Volontari statunitensi, britannici e tedeschi che hanno combattuto lo Stato islamico a fianco delle forze a guida curda in Siria sono ora nella zona di Afrin per aiutare a combattere la Turchia, riferiscono le fonti.

Fonti: HispanTv  Fars News    Al Masdar News

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Catione 8 mesi fa

    Sui quotidiani nazionali non ce nulla riguardo questo avvenimento. I giornali potrebbero vendere un sacco di copia intitolando la guerr della turkia. Eppure nessuna notizia riguardo la guerra della turkia.

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  2. atlas 8 mesi fa

    nn credo ad una sola lettera di quello che dice merdogan. Mi dispiace per le forze armate e per il popolo turco, cioè quel più della metà della Nazione che nn si riconosce nel partito giudeo wahhabita di merdogan. Turchia e Tunisia (da dove sn andato e venuto ogni mese per più di vent’anni) sono ora sullo stesso livello, ostaggio della confraternita salafita. Sn tornato ieri dal Marocco: tutta un’altra cosa, una Nazione che progredisce sempre più tranquillamente quando a comandare è solo il RE

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  3. Eugenio Orso 8 mesi fa

    Chissà se la feccia sinistroide pacifinta (da caviale e calci in culo) che starnazza per i “diritti umani” quando conviene agli usa/nato/occidentali, s’indignerà anche per i civili uccisi dalla soldataglia turcoide della bestia Erdogan, membro della nato!
    Personalmente, godrei come un riccio a vedere i “consiglieri americani” fra i curdi ridotti a carcasse sanguinolente dai selvaggi bombardamenti ottomani e, come risposta, un bel, sanguinoso bombardamento aereo generalizzato usa (anche con lanci di cruise dalle navi) au Ankara e sulle infrastrutture di Erdogan!
    Con i russi e i loro alleati mediorientali che si terrebbero fuori, fregandosi le mani …
    Solo un bel sogno, naturalmente, ma per ora ci dobbiamo accontentare di un paio di carcasse di “consulenti militari” usa far i curdi …
    Cari saluti

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    1. Mardunolbo 8 mesi fa

      Concordo nell’attendere con gioia la cadaverizzazione dei consulenti ameri-cani in Manbij ! Che giorno da ricordo sarebbe !

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