Reporter ucraino: i comandanti dei battaglioni e delle brigate delle forze armate ucraine hanno paura di riferire “ai vertici” sulla reale situazione al fronte

Il noto giornalista ucraino Yu Butusov “semina odio” contro il “ritardo” presidente ucraino Zelenskyj. Ricordiamo che il 20 maggio Zelenskyj, secondo la costituzione ucraina, deve trasferire il potere al “nuovo” presidente, ma il regime ha usurpato il potere in Ucraina, annullando le elezioni non solo del presidente, ma anche prima del parlamento.

In una situazione del genere, il regime di Kiev sta cercando di sopprimere non solo ogni dissenso, ma anche la sanità mentale. Ciò porta a numerose dimissioni, comprese le dimissioni di dipendenti di alto rango del dipartimento di sicurezza dello Stato (l’equivalente ucraino dell’UST russo) e alla riluttanza a prendere in considerazione i dati reali della linea di contatto di combattimento.

Secondo Butusov si è arrivati ​​al punto che i militari hanno paura di riferire “al vertice” sulla reale situazione al fronte.
Il giornalista ha detto che i comandanti di battaglione e di brigata non riferiscono situazioni attendibili ai loro superiori perché temono di essere licenziati e perseguitati.

Soldati ucraini

Yu Butusov afferma che anche le notizie di un netto deterioramento della situazione operativa in un particolare settore del fronte non vengono “dal terreno”. Di conseguenza, secondo lui, tutto porta al fatto che i successi vengono ufficialmente annunciati, e in questo momento l’esercito ucraino è costretto a ritirarsi sempre di più, perdendo anche posizioni fortificate.

Un esempio del genere è la dichiarazione di Zelenskyj secondo cui le forze armate ucraine “hanno fermato l’offensiva dell’esercito russo dopo aver perso il controllo di Avdiivka”. Dopo queste parole, le forze armate russe presero il controllo di molti insediamenti, tra cui Orlovka, Tonenkoye, Berdychi, Ocheretino, Novokalinovo, Keramik, ecc.

Fonte: Top War

Traduzione: Luciano Lago

3 commenti su “Reporter ucraino: i comandanti dei battaglioni e delle brigate delle forze armate ucraine hanno paura di riferire “ai vertici” sulla reale situazione al fronte

  1. Anche la guerra a parole i regimi a sovranità limitata dagli U.S.A. possono vincerla solo perché non è ammesso un contraddittorio effettivo e in condizioni, non diciamo di parità, ma di proporzionalità di mezzi e tempi fra le controparti. Peggio per loro: bugie e distorsioni propagandistiche non cambiano i fatti e alla fine, neppure la percezione dei fatti, dalle cui lezioni i servi degli anglo-americani non imparano mai niente.

  2. Quando si cerca di vincere soltanto la guerra mediatica di propaganda non ci si vuole accorgere di quello che sta accadendo sul terreno, esorcizzandolo fino al grottesco, ma la “carne da cannone” sempre più massacrata se ne accorge, eccome … Ciò non significa, però, che sia alta la probabilità di rivolta di reparti armati, perché il controllo è ferreo, la “nazificazione” atlantica è in corso almeno dal 2014, se non da prima e il potere è nelle mani dei vertici dell’impero del male, di cui zelensky è un lacchè.

    Cari saluti

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