"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Referendum: un NO per lo stato sociale

di  Marilù Galdieri

Con la vittoria del NO abbiamo salvato non solo la Costituzione ma anche quel poco di welfare che ancora sostiene gli italiani.

La riforma del Titolo V, con l’eliminazione della legislatura concorrente, avrebbe riportato in capo allo Stato diverse materie concorrenti tra cui la tutela alla salute.

La Sanità sarebbe stata completamente centralizzata, attraverso la clausola della supremazia, per superare la diseguaglianza tra Nord e Sud. A detta dei “costituenti”. Nel senso che sarebbero state tutte uniformate a Regioni inefficienti, come Calabria e Campania, e le buone performance di Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana sarebbero state compromesse.

Il loro punto di forza è l’efficienza calibrata sulle specificità amministrative, il modello lombardo è sussidiario, quello emiliano dirigistico.

Il disegno complessivo di smantellamento, partiva da lontano e mirava alla sanità privata a pagamento.

Già la cosiddetta “riforma Madia”, su cui è intervenuta la Corte Costituzionale, centralizzava le nomine dei direttori sanitari, selezionati da una commissione nazionale nell’ambito di un albo nazionale.

A ridosso del referendum si era tenuto a Roma un convegno, White economy, organizzato da Unipol, cui avevano partecipato il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e il Direttore Generale di Bankitalia Salvatore Rossi.

Il Ministro aveva sottolineato la necessità di razionalizzare il servizio sanitario nazionale, indicando ciò di cui può continuare ad occuparsi lo Stato e ciò che può essere demandato al settore privato.

Il patto sociale avrebbe dovuto prevedere che “gran parte” delle prestazioni sanitarie fossero “gratis”, mentre per il resto si sarebbe dovuta garantire garantire l’integrazione pubblico-privato.

Salvatore Rossi, Bankitalia e IVASS
Salvatore Rossi, Bankitalia e IVASS

Il DG di Bankitalia Salvatore Rossi, che ricopre anche il ruolo di Presidente dell’Ivass, l’ente che vigila sulle assicurazioni, aveva assicurato:“Si apre così un grande mercato per le assicurazioni”. Come per la previdenza pubblica che, sempre a suo dire, non svolge più quel ruolo che svolgeva in passato e non lo svolgerà più.

Insomma erano tutti d’accordo, controllato, controllore, governo.

Ma l’urgenza di raccogliere consensi ha scoperto i veri obiettivi della riforma: il protocollo “Grecia” senza tensione sociale.

Ora gli italiani, costretti ad emigrare in altre Regioni per farsi curare, almeno saranno ancora rimborsati dal servizio sanitario. Ed è già un successo, visto che non si vogliono o “non si possono” fare riforme sensate.

Analoghe considerazioni si possono fare su varie deleghe che sarebbero tornate nella competenza dello Stato.

Rallegriamoci per lo scampato pericolo, ma non troppo, ci riproveranno a smantellare lo Stato sociale, lo vuole l’Unione Europea.

Fonte:  Katehon

 

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  1. Tania 10 mesi fa

    Prima di commentare questo articolo volevo complimentarmi con Matteo Renzi per il consenso che il popolo italiano ha manifestato per lui, questo GRANDE STATISTA!
    Il popolo ha detto che ama il suo Capo del Governo!
    Ah no? Scusate, ero all’estero…

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    1. Giorgio 10 mesi fa

      Forse in Inghilterra?

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  2. Mardunolbo 10 mesi fa

    Renzi il capo dei sinistri è solo un servo del potere. Gli altri sinistri , come sempre, sono servi del potere economico globale poichè la loro illusione ideale di “servire il poppolo” si adatta ad ogni contingenza e per “servire il poppolo” si può anche ridurlo in poltiglia , sempre per il suo bene. Come faceva PolPot in Cambogia , dove ha fatto polpette di 1/3 della popolazione cambogiana. Come fece pure Lenin e fece in seguito Mao-tze dong avendo appreso le modalità da Lenin il giudeo.
    Sono i servi del potere che più sono convinti sinistri, meglio sono servi. Non per nulla altro esempio eclatante fu D’alema, primo ministro, che permise il bombardamento della Serbia, ancora comunista, perchè lo aveva chiesto Usraele.
    Ma non fu l’unico esempio e poi ne vennero altri e ve ne saranno sempre finchè non si estirperà questa mortifera ideologia di base marxista e non si instillerà in queste menti bacate l’idea di un Dio cristiano che deve essere Re ed a cui sottomettersi. Vedi la Polonia pochi giorni fa. Per chi non lo sapesse è stato dichiarato che la nazione si sottomette a Cristo Re, così come lo furono tutte le nazioni prima dell’avvento della nefasta e massonica Rivoluzione Francese.

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    1. Giorgio 10 mesi fa

      “PERDONA LORO PERCHE’ NON SANNO QUEL CHE FANNO”!!

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    2. Tania 10 mesi fa

      Io credo che un modo più distorto di questo di vedere le cose non esista, pertanto voterò un Non mi piace.

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  3. Giorgio 10 mesi fa

    Non riesco a decidermi se sia insipienza o tendenziosità l’ispiratrice di questo post.
    E’ da quando ho maturato l’uso della ragione, ormai oltre mezzo secolo, che vado sostenendo che la gestione della sanità deve essere esclusivamente personale e che l’unico intervento pubblico riguardi il pronto soccorso,
    quindi sono nettamente avverso la commistione carta costituzionale e gestione pubblica della sanità.
    Detto fraintendimento non ricade affatto nella socialità ma nell’atteggiamento codino dei peggiori esponenti della comunità che in malafede o meno non conoscono cosa sia la salute individuale e la relativa gestione.

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    1. Giorgio 10 mesi fa

      Potreiscommettere che chi ha cliccato sul bottone “non mi piace” in corrispondenza del mio precedente commento ha votato sì al referendum.

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      1. Mardunolbo 10 mesi fa

        Caro sig. Giorgio, forse lei non sa che gli ospedali sono nati proprio con donazioni private e che ,in Italia, la loro nascita e sviluppo è proprio legato al soccorso degli indigenti. Quindi di sua origine, il servizio sanitario italiano è pubblico ! Prima della sanità statale c’era la sanità privata ed ecclesiale che suppliva egregiamente mella cura di tutti i malati. Le “Misericordie” toscane sono il resduo dei tempi passati che risalgono al vituperato “fosco” Medioevo. In tale periodo , dove nacquero ospedali, invenzioni, e “poveri illusi” tipo Marco Polo o Cristoforo Colombo, la scienza faceva passi da gigante e la conoscenza era gioiosamente legata alla fede.
        Quindi l’abolizione del servizio pubblico nella cura della salute italiana, sarebbe uno scadimento verso l’ideologia anglosassone e protestante che ritiene il soldo come una grazia di Dio. La conseguenza è che , se il soldo è una grazia di Dio, chi è povero è un dis-graziato quindi non meritevole di aiuto. preferisco quindi l’attuale scalchignata struttura piuttosto che un servizio assicurativo all’americana dove se hai soldi, vivi, se non ne hai crepi in mezzo alla strada ! Però ti portano via e non lasciano il tuo cadavere a puzzare per la putrefazione sotto l’occhio ed il naso di tutti !

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        1. Giorgio 10 mesi fa

          Mi compiaccio del suo contro-commento, testa che le sta a cuore il tema: la salute.
          Nel mio intervento sostengo di far funzionare solamente i pronto soccorso per tamponare le urgenze determinate da traumi ed incidenti, tutto le altre così dette malattie NON ESISTONO, quindi cosa curiamo, le ombre?
          I fantasmi mentali delle persone? L’eggregora sociale o cos’altro? Forse le suggestioni?
          In futuro si risparmi gli esempi sulla perfida Albione, mi sta sulle 00, tutto ciò che arriva da quella parte geografica lo aborro a prescindere, sono strapieno di pregiudizi; nessuno è perfetto!

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