Recovery Fund, arrivano i miliardi, anzi no.

di Luciano Lago

Molta attesa fra i politici dell’area governativa all’idea di poter ricevere presto i fondi del “Recovery fund”, il superfondo da 750 miliardi di euro a disposizione dei paesi colpiti dalla crisi economica generata dalla pandemia. Secondo quanto anticipato dalla Ursula von Der Leyen (che alcuni vorrebbero fare santa) dovrebbero arrivare all’Italia 82 miliardi, un assegno cospicuo a fondo perduto. In pratica, da come hanno capito Giuseppi Conte, Di Maio e soci, questo consisterebbe in soldi da non restituire e solo da spendere come pare e piace al Paese, per sanare i tanti buchi e carenze accumulatisi nel tempo.
La doccia gelata del commissario europeo Valdis Dombrovskis non è tardata ad arrivare ed a spegnere gli entusiami di Giuseppe Conte e soci: Il recovery Found sarà erogato soltanto alle condizioni stabilite da un piano che dovrà preventivamente essere presentato dal Governo che ne farà richiesta e sarà vincolato al raggiungimento di una serie di obiettivi di riforme e di investimenti.
Dalla Commisione UE fanno capire all’Italia che non cè nessun regalo ma piuttosto un progetto di finanziamenti strettamente controllato dalla Commissione di Bruxelles e che prevede l’impiego dei soldi soltanto per investimenti precisi nei piani nazionali per la ripresa.
Il denaro della UE sarà condizionato alla programmazione di una serie di riforme che il governo dovrà presentare a breve scadenza. In altri termini, “se volete questi soldi”, dicono alla Commissione, “dovrete operare come vi sugeriamo noi ed alle nostre condizioni”. Scordatevi di utilizzare tale piano per ridurre le tasse alle imprese o per redditi di cittadinanza e cose del genere. Chiaro no?


Sono impalliditi Di Maio ed gli esponenti dei 5 Stelle al pensiero di come giustificare al proprio elettorato un mancato allargamento del reddito di cittadinanza che molti si aspettavano ma ancora più nervosi sono diventati nel sentire la previsione delle riforme che ci imporrà la UE.
In effetti era facile immaginare quali saranno le riforme che ci avrebbe imposto la UE: taglio della spesa pubblica, taglio delle spese sociali, riduzione spesa pensionistica e privatizzazioni dei servizi pubblici, imposte su patrimonio e immobili, il tutto sarà decretato e giustificato dal Governo con la perifrasi del “ce lo chiede l’Europa”.
Il prof- Monti non avrebbe saputo fare meglio. Una vera manna per la Bonino, Gentiloni, Renzi, Zingaretti, Franceschini e tutti gli euro-entusiasti che popolano i palazzi governativi. Un pò meno per i 5 Stelle che dovranno giustificarsi per il tradimento davanti al proprio elettorato ma daltronde non è chiaro neppure quanto ne sia rimasto di quel elettorato che avevano illuso con le tante promesse.
E pensare che i politici del PD e dei 5 Stelle si preparavano già a festeggiare la “cuccagna” dei soldi in arrivo da Bruxelles, tanto che dicevano: “attenzione compagni, facciamo attenzione a spenderli tutti e bene”. Sicuro rispondevano in coro dalla Campania gli amici di Di Maio, altrettanto in Sicilia, in Calabria ed in altre regioni, le numerose clientele in attesa. “State tranquilli, tutto posto, ci penseremo noi”, dicevano sicuri.

I plenipotenziari della UE


Poi è arrivata la doccia fredda e alcuni “tecnici”, senza perdersi d’animo, sono già al lavoro per come far figurare progetti produttivi per la commissione di Bruxelles. Fatta la legge si trova l’inganno. Non per nulla il governo Conte ha assunto 450 tecnici consulenti, vuoi che non esca qualche cosa di buono da tanti cevelli al lavoro?
Qualcuno sta già studiando la pratica e sta pensando ad un nuovo progetto di riqualificazione delle “foreste” al sud Italia, facendo in modo che si debbano assumere altre migliaia di forestali; questo mentre altri tecnici esperti in materia scolastica, stanno esaminando la possibilità di una riqualificazione delle scuole pubbliche con relative assunzioni di bidelli, professori precari e consulenti nella formazione vari. Un altro esperto, che ha voluto rimanere anonimo, sta verificando un progetto per la rete ferroviaria in alcuni tratti come la Napoli Bari e la Salerno Reggio che potrebbe dare l’avvio ai lavori e, nel frattempo, si provvederebbe ad assumere controllori, capi treno, aiutanti in stazioni, impiegati per le biglietterie e quant’altro sia necessario. A questo poi si affiancherebbero in Sicilia i “progetti antimafia” che vedrebbero la costituzione di una forza nazionale antimafia reclutata fra gli elettori dei 5 stelle che, per il numero di assunzioni, farebbe ricostruire il consenso elettorale al partito dei grillini, attualmente in calo di consensi. Lo aveva predetto anche il giudice Falcone che l’Antimafia sarebbe diventato un mestiere ben retribuito.
Anche il ministro Boccia, quello dell’assunzione dei 60.000 segnalatori per il distanziamento sociale, si prevede che vorrà riproporre il progetto con possibilità di retribuire i segnalatori con un contratto a termine e successivamente assumerli in pianta stabile al Ministero della Sanità, grazie ai fondi europei. Non si può dire qundi che in Italia manchino i progetti da presentare all’Europa.

Europeisti festeggiano


Il commissario europeo Gentiloni ha voluto anche lui dire la sua e, di fronte alle perplessità di alcuni, ha ribadito che non ci sarà nessun intervento della Troika da prevedere ma piuttosto si farà appello al senso di responsabilità di tutti, in modo da far vedere all’Europa che siamo un paese serio che prende impegni e li sa mantenere.
Su tutto aleggia la scommessa di quanto tempo ci metterà la UE ad approvare questa erogazione di fondi, se saranno d’accordo anche olandesi, finlandesi e austriaci, oltre a conoscere di quanti miliardi sarà il contributo richiesto all’Italia per costituire il fondo e qualcuno inizia a sospettare che tale contributo equivalga esattamente a quello delle risorse indicate come “a fondo perduto”. Sarebbe quindi una “partita di giro” mascherata che l’Italia otterebbe per tacitare populisti ed euroscettici e dare l’idea che “l’Europa lavora per noi”.
La Merkel si sa, all’Italia ci teneva tanto.

6 Commenti

  • marte
    30 Maggio 2020

    Si comincia a sentire il boom sonico conseguenza dell’esplosione che averrà. Come al solito in Europa facciamo le cose per bene e quindi il botto lo sentiranno in tutto il mondo. Purtroppo dove c’è la Germania a decidere non esce ninete di buono e le prove sono storiche. Corsi e ricorsi storici? Mi sa che il filosofo che disse la massima aveva ed ha pienamente ragione. Vogliono portare il terzo o il quarto mondo in Europa? Ci sono riusciti. Adesso vediamo quanto riescono a tenere il gioco.

  • Teoclimeno
    30 Maggio 2020

    In natura nessuno fa regali, tutti scambiano, e la Putta Europa ne è la conferma più evidente: con una mano dà e con l’altra toglie. Un “regalo” che ci porterà alla miseria. Del resto per capirlo non è necessario essere degli indovini, basta guardare quello che hanno fatto all’amata Grecia. Di serio in Italia sono rimasti solo i problemi.

  • Teoclimeno
    30 Maggio 2020

    Provo a fare un vaticinio. I 5 Stalle sono in costante calo di consensi. A questo punto i dirigenti occulti del Movimento hanno due possibilità: la prima, la meno probabile, è che accettino l’inesorabile declino e la marginalità sulla scena politica. La seconda, molto più probabile, è che richiamino in servizio il “duro e puro” Di Battista. Il copione è già stato scritto, l’ormai bruciato Di Maio esce di scena portandosi via tutte le colpe del passato, ed al contempo rientra dalla panchina il “duro e puro” Di Battista dalla faccia pulita, per rinverdire i fasti del passato, e continuare a gabbare il popolo bue portandolo su di un nuovo binario morto.

    • atlas
      31 Maggio 2020

      per ora tocca vedere il viso di Fiano, particolarmente odioso

  • Eugenio Orso
    30 Maggio 2020

    Fra l’aiuto fraterno, a fondo perduto e senza contropartita, e il ricatto usurario troikista, europoide e finanz-giudaico c’è una differenza macroscopica, che non dovrebbe sfuggie nenache a un insetto sinistroide polcor sardina eurista-masochista …
    Coraggio, la mafia, la germania, gli ebrei finanziari nasi adunchi e altre organizzazioni global-criminali stanno aspettando i soldi – i nostri? – e seduti sulla riva del fiume che passi il cadavere dell’Italia.

    Cari saluti

  • maurizio 1
    31 Maggio 2020

    Per un attimo temevo che olandesi tedeschi e soci si facessero gabbare come gli emiliani i lombardi e veneti (intesi come residenti in queste regioni e non come connotazione etnica), invece i giochetti delle assunzioni facili, inutili e parassitarie che drenano risorse ai settori produttivi ipertassati (che mantengono tutti gli altri) sono ammessi solo all’interno della penisola ma in europa non riescono a superare le motivate diffidenze. Che fare? Si può sempre scegliere la bancarotta.

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