Rane bollite

di Pierluigi Fagan

“Renault rischia di scomparire” detto da un ministro dell’economia francese qui da noi fa un effetto diverso da quello che fa in Francia. in Francia, Renault è qualcosa di più che non una industria di automobili. Purtroppo, la condizione esistenziale ha effetto sul come pensiamo. Nella fase 1 il tono storico-drammatico degli eventi era ben presente. era tutto un trionfo auto-coscienziale di “nulla sarà più come prima”, “bisognerà ripensare tutto” ed altri severi proclami di realismo preoccupato. Nella fase 2 vedo che molti stanno tornando ad occuparsi (cito un amico) del “mettere a posto sedie e tavolini sulla tolda del Titanic”, nel mentre siamo attratti dal fenomeno apericena meneghino e del “cosa farò questa estate?”

9000 esuberi Rolls Royce perché “non si fanno più aerei”, fallimento di Hertz (fondata a Chicago nel 1923) in America con 30 milioni di disoccupati negli Stati Uniti a fine aprile. Questo mentre 50.000 imprese per 300.000 posti di lavoro, secondo il Fipe-confcommercio, qui da noi rischiano di andare gambe all’aria. E siamo solo all’inizio.

Licenziamenti alla Air Italy

Di cosa però non mi sembra si stia capendo. Potete avere una laurea, un master ed anche un dottorato in economia, ma a meno non vi sia venuto il ghiribizzo di studiare per conto vostro la nozione di “sistema economico” di Wassily Leontief (Nobel ’73), sarete un inutile Marattin qualsiasi.

L’importante è che ognuno di questi “eventi” venga percepito l’uno scollegato dall’altro di modo che l’effetto “rana bollita” sia garantito.Quando la temperatura sarà insostenibile, sarà tardi.


Fonte: Pierluigi Fagan

Nota:
Il Principio Della Rana Bollita (di Noam Chomsky)
scritto da Tragicomico 15 Dicembre 2017

Il principio della rana bollita è un principio metaforico raccontato dal filosofo, e anarchico statunitense Noam Chomsky, per descrivere una pessima capacità dell’essere umano (zombie) moderno: ovvero la capacità di adattarsi a situazioni spiacevoli e deleterie senza reagire, se non quando ormai è troppo tardi. Viviamo, infatti, in una società nella quale il popolo è letteralmente schiacciato dall’economia, dalla politica, dai media, e accetta passivamente il degrado, le vessazioni, la scomparsa dei valori e dell’etica che derivano da questo continuo subire, in silenzio, senza mai reagire.
Questo principio può essere, tuttavia, calato in realtà diverse tra loro e ad esempio può essere usato per descrivere il comportamento delle persone inerti, immobili, remissive, rinunciatarie, noncuranti, che si deresponsabilizzano di fronte alle scelte quotidiane di vita. Ma vediamo cosa racconta questo principio della rana bollita:

“Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita. Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

Tratto dal libro “Media e Potere” di Noam Chomsky

13 Commenti

  • Sabrina Pattarello
    24 Maggio 2020

    E’ necessaria una ribellione di massa contro questa dittatura sanitaria globale o potrebbe arrivare il peggio. Ringrazio dei Vs interessanti articoli . Felice giornata Sabrina

    • Teoclimeno
      24 Maggio 2020

      Gentile Signora SABRINA, condivido il suo medesimo desiderio di ribellione. Il problema è capire come. Le auguro tante belle cose ed una felice giornata anche a Lei. TEOCLIMENO

  • Teoclimeno
    24 Maggio 2020

    Siamo tutti alla costante ricerca di una spiegazione di fenomeni che dagli anni settanta stanno frullando la nostra società. Fenomeni che apparentemente sembrano scollegati fra di loro, ma che in realtà hanno un minimo comun denominatore, e che io, come moltissimi altri abbiamo individuato nella fine dell’”era del petrolio”. Ne ho parlato a più riprese, e nella speranza si suscitare qualche curiosità ne rimetto alcuni qui di seguito. Capire certe dinamiche è essenziale per capire la risposta che dovremo dare.

  • Teoclimeno
    24 Maggio 2020

    7 Aprile 2020
    Trovo incredibile che anche in un sito come questo, frequentato da persone preparate, non si parli mai, o comunque mai abbastanza del petrolio. Il petrolio è tutta la nostra vita: il 90% dei medicinali deriva dal petrolio. Così pure le fibre tessili, plastica, fertilizzanti, pesticidi, detersivi, cosmetici. Per ogni caloria alimentare ce ne voglio dieci dal petrolio. Ovviamente, anche i carburanti, lubrificanti, catrame, energia, esplosivi e molto altro ancora. Sono circa 6500 i prodotti derivati dal petrolio, e tutto quello che non è petrolio, serve il petrolio per farlo. Non è un caso che il petrolio venga definito “l’oro nero”. Un barile di petrolio, sono circa 182 litri, che all’estrazione costa poco più di un Euro, ed è in grado di sviluppare un’energia pari a 25000 ore di lavoro. È come se avessimo al nostro servizio una dozzina di persone per un anno intero al costo di poco più di un Euro. Purtroppo per noi, il petrolio sta per finire. Ne abbiamo ancora per circa 40 anni. Voglio essere breve: l’Italia senza petrolio può alimentare al massimo 25 milioni di persone e siamo più di 60 milioni. Il Mondo senza petrolio può alimentare al massimo uno, due miliardi di persone e siamo più di sette miliardi. Non ci sarà mai più ripresa economica dovessimo campare mille anni. Volens nolens dobbiamo rassegnarci a tornare indietro. Forse adesso incomincia ad essere più chiaro il perché delle guerre infinite. Delle guerre in Nord Africa, nel Medio Oriente e le tensioni nel Golfo Persico e Venezuela. Già! Il petrolio.

    Redazione
    7 Aprile 2020
    Giusta osservazione. Ne riparleremo presto…..
    La Redazione

  • Teoclimeno
    24 Maggio 2020

    10 Aprile 2020
    Gli Stati Uniti, per 100 anni sono stati i più grandi esportatori di petrolio al mondo. Avevano quindi abbondanti royalties che finanziavano la loro costante crescita. Le industrie lavoravano a pieno ritmo e sembrava che tutto questo non dovesse mai finire. Nel 70, nell’incredulità generale, il brusco risveglio, il loro petrolio finì. Marion King Hubbert, con i suoi studi aveva stabilito che il picco della produzione era stato raggiunto nel 30, e nel 56 aveva avvertito gli americ-ani che nel 70 il loro petrolio si sarebbe esaurito, ma nessuno lo aveva creduto, perché di petrolio ce n’era tanto. Solo che ogni 10 anni il consumo raddoppia. La grandezza americana non è certo stata costruita col lavoro, ma col petrolio. L’energia necessaria, per sostenere la loro grande e rapida espansione, l’avevano in casa e non avevano bisogno di andarla a comprare all’estero. Le loro città sono state costruite a misura d’automobile. Senza il petrolio queste città sono destinate a collassare. Per noi Italiani, le nostre città, con i loro centri storici, continueranno ad esistere, anche dopo la fine del petrolio. Vi sarà solo un drastico ridimensionamento delle periferie costruite negli anni del boom economico. Ma per gli ameri-cani la fine del petrolio sarà una vera tragedia. Quelle che sino ad allora erano state guerre di conquista, sono diventate guerre per la loro sopravvivenza. Il 70% delle riserve mondiali di petrolio è nel Golfo persico. Ecco spiegato in estrema sintesi, il dolore intestinale degli USA, e della loro costante propensione alla guerra.

  • Teoclimeno
    24 Maggio 2020

    12 Aprile 2020
    Pasqua di Resurrezione. Il giorno ideale per parlare di Rapa Nui. Meglio conosciuta come Isola di Pasqua, perché scoperta dall’olandese Jakob Roggeveen la domenica di Pasqua del 1722. Gli abitanti dell’isola quando ebbero esaurito le loro risorse (alberi di cocco), e non potendo migrare altrove, perché l’isola era troppo distante dal continente, iniziarono a farsi la guerra gli uni con gli altri. Arrivando persino a praticare il cannibalismo. Neppure l’antica religione sopravvisse a tanto sfacelo. Le vicende successe a Rapa Nui, sono di grande aiuto, perché ci aiutano a capire meglio il presente periodo storico. Nel 2005 abbiamo raggiunto il Picco del Petrolio. Significa, che la produzione del prezioso liquido è in costante calo. Oggi come allora non abbiamo un altro mondo in cui migrare, e la storia, purtroppo per noi, è destinata a ripetersi. I segnali ci sono tutti, chiari e forti. Siamo arrivati persino a legalizzare l’aborto, vero e proprio assassinio di creature innocenti, ma anche il suicidio e l’eutanasia. Senza parlare della distruzione della famiglia, dell’ ingegneria sociale, e di tutti i programmi malthusiani, tuttora in corso, che per la pochezza dello spazio non citerò. Per quanto riguarda la religione, dirò solo che, l’ultimo Papa cattolico è stato Pio XII.

  • Teoclimeno
    24 Maggio 2020

    13 Aprile 2020
    Naturalmente condivido appieno quanto riportato nell’articolo. La gente dovrebbe incominciare a chiedersi del perché della politica del figlio unico in Cina (ora abbandonata). Semplice: non era nient’altro che un programma di riduzione forzata della popolazione, o se preferite, un programma malthusiano. Il motivo è molto semplice: con la fine dell’era del petrolio, finisce il mondo che siamo abituati a vedere da quando siamo nati. Fine del consumismo, fine del mondo delle automobili, fine della globalizzazione. I bambini che nascono ora da adulti non potranno volare. Potranno farlo solo le ristrette oligarchie, e cioè 1% della popolazione mondiale. Il rimanente 99%, farà lunghe passeggiate. Temo si dovrà di nuovo ritornare alla trazione animale. Il cibo senza il petrolio dovrà necessariamente provenire, come nel passato dalla terra. Con la rivoluzione verde degli anni sessanta gli addetti all’agricoltura sono passati dal 25% della forza lavoro, agli attuali 3%. Senza i fertilizzanti e la meccanizzazione dei campi si dovrà di nuovo ritornare al 25% degli addetti all’agricoltura. Senza l’energia che alimenta le pompe per l’estrazione dell’acqua dal sottosuolo, i campi collinari verranno abbandonati e quelli in pianura se non irrigati dovranno sottostare ai capricci del clima. La parsimonia diventerà una virtù. Tutte queste cose sgradevoli le sanno molto bene anche coloro che tirano i fili della politica mondiale. Non escludo che possano tornare le monarchie. Il perché è molto semplice, la Democrazia mal si adatta alla difesa dei privilegi dei più uguali, ed infatti stanno cercando in tutti i modi di smantellarla. La nostra è già una “dittatura democratica”. Se state pensando alle energie alternative, vi dico subito che state sognando. Quando finirà il petrolio, finiranno in successione anche il gas e l’energia nucleare. In ogni caso tutte le energie alternative al petrolio, danno solo energia. Il periodo della crescita infinita e del pane e cemento, che ha accompagnato buona parte della nostra vita, sta rapidamente tramontando sotto i nostri occhi. Possiamo solo rallentare questo processo ineludibile, ma in questo caso dovremmo allearci con la Santa Madre Russia, che di petrolio e gas ne ha ancora molto, ma questo i nostri padroni non lo vogliono. Infatti, ci hanno costretti a rinunciare al South Stream 2. Non è un caso che non si parli mai di petrolio. Anzi è diventata una parolaccia impronunciabile. Come non è un caso, che sulle televisioni, quasi tutto quello che passa il convento è spettacolo, distrazione. Intanto loro, i “soliti noti”, lavorano nell’ombra. Memento gente, memento… sapere non è piacevole, ma non sapere è tragico.

    • Mosin
      24 Maggio 2020

      Esempio perfetto. Sopravviveranno solo coloro che vivono nelle torri d’ avorio dalle quali tirano i fili.
      Prossimamente su questi schermi.
      Non cambiate canale.

  • Teoclimeno
    24 Maggio 2020

    7 Maggio 2020
    Con la fine del petrolio il mito della crescita infinita si è rivelata un’illusione, e dovrà ritornare di moda la parsimonia. Fine del modello consumista, artificiosamente prolungato col collassamento programmato e con le rottamazioni. Bocche cucite sul fatto, che non ci sarà mai più ripresa economica dovessimo campare mille anni, e anzi, che volens nolens, dovremo tornare indietro. La decrescita felice, è solo un grande “pacco” ben incartato da dare in regalo agli ingenui sognatori. Questa non è una crisi ciclica del Capitalismo. Questa è la fine del Capitalismo basato sulla produzione di beni, sostituito da quello finanziario basato sulle alchimie finanziarie, come i derivati.

  • Teoclimeno
    24 Maggio 2020

    A proposito, la storiella della “rana bollita” è dovuta al noto passaggio di stato, che avviene quando l’acqua, se non ricordo male, dopo i 15, 5 gradi, passa improvvisamente da un aumento della temperatura lineare ad uno verticale, non dando quindi abbastanza tempo alla rana di realizzare che la stanno bollendo.

  • Mosin
    24 Maggio 2020

    Sono decenni che il popolo italiano è ridotto allo stadio della rana nell’ acqua calda. Forse solo l’ abolizione del campionato di calcio riescirebbe a fargli spiccare il tanto sospirato salto.

  • atlas
    24 Maggio 2020

    REGNO delle DUE SICILIE

    《 Pensai allora di rendere quella popolazione utile allo Stato e alle famiglie: utile allo Stato, introducendo una manifattura di sete grezze, operando in seguito, in modo da portarla alla migliore perfezione possibile, tale da poter col tempo servire da modello ad altre più grandi; utile alle famiglie, alleviandole dai pesi che ora soffrono e portandole ad una condizione di agiatezza da non poter piangere miseria come finora è accaduto, togliendosi ogni motivo di lusso con l’uguaglianza e semplicità nel vestire. 》

    230 anni dalla fondazione del
    PRIMO MODELLO INDUSTRIALE COMPIUTO al MONDO

    Non esiste al mondo una cosa che possa paragonarsi a SANLEUCIO ed abbia una data anteriore.

    A scrivere quel volere è il Nostro Augusto Sovrano

    SUA MAESTÀ
    IL RE
    FERDINANDO di BORBONE

    Egli disegnò il modello di una moderna società industriale da applicare , poi, ad ogni campo della produzione.

    Da Sanleucio nacquero Carditello, Pietrarsa, SanFerdinando di Puglia, le Reali Ferriere di Mongiana e tanti altri siti industriali.

    Tutti concepiti su questo modello

    Persino nel mondo si andava diffondendo il Nostro MODELLO di SANLEUCIO.

    Se andate in Russia, a Krondstad, troverete un impianto industriale siderurgico (ANCORA PRODUTTIVO) costruito sul modello di Mongiana è quindi di Sanleucio.

    Qui fu disegnata la moderna società industriale, con l’uomo al centro e NON schiavo della produzione.

    Quando fummo invasi, questo luogo fu il primo ad essere sventurato, scempiato, saccheggiato e smantellato; i suoi macchinari andarono a creare nuovi impianti in italia, a Biella.

    Come SANLEUCIO furono smantellati tutti gli altri impianti costruiti sul suo modello.

    Tutto ciò che vedete oggi è ricostruito dalla buona volontà dei singoli.

    Anche gli arredi, saccheggiati per arredare residenze di tutta la penisola e persino del Quirinale.

    Rimane l’idea di SANLEUCIO che neppure le grandi e nefaste ideologie, con tutto il fiume di sangue che si sono portati dietro di sè, sono mai state capaci di realizzare compiutamente.

    A Napoli, senza sangue, senza ghigliottine francesi, senza il terrore comunista sovietico, senza i miserabili di Victor Ugo, fu realizzato un intero modello di società industriale.

    Pacificamente
    Serenamente

    Ed in piena sintonia tra uomo ed economia

    Qui si ebbe per la prima volta al mondo la
    MERITOCRAZIA
    LEGITTIMA alla vedovanza
    Diritto alla MATERNITÀ
    PRIMA FORMA di PREVIDENZA SOCIALE

    e tante tante altre misure per la prima volta al mondo

    Tutte scritte e volute da quel Nostro amatissimo Sovrano, che gli invasori del 1860, dipinsero insultandolo come un nasone ed un lazzarone, mentre ci hanno insegnato a studiare che la industria fu solo un primato inglese.

    Nel mondo anglosassone, gli operai venivano talmente sfruttati da avere oggi ancora un 8 marzo ed un primo maggio che celebra i loro operai martirizzati.

    Noi non abbiamo nessun primo maggio e nessun 8 marzo in cui celebrare nessun Nostro operaio martirizzato, ma abbiamo un agosto, quando proprio gli invasori, per chiuderci gli impianti industriali e poter dire al mondo che eravamo arretrati, ci FUCILARONO gli operai Napoletani che protestavano.

    80 anni di stato massonico sabaudo e poco meno di questo repubblicano non hanno mai ricordato nè il MODELLO di SANLEUCIO nè i Nostri operai Napoletani morti ammazzati da loro.

    Ricordare una delle DUE cose, avrebbe significato ricordare anche l’altra.

    Noi vogliamo ricordarle tutte e due, perché i Nostri Popoli possano tornare a sentirsi ORGOGLIOSI della loro Terra, dei loro Sovrani e della loro storia.

    Solo riconciliandoci con la Nostra storia, potremo avere un futuro.

    Non è nostalgia, come alcuni vorrebbero liquidarla frettolosamente per il timore di vederci di nuovo forti come allora.

    È un DIRITTO alla Nostra identità senza la quale, si è come un essere umano senza nome.

  • prowall
    24 Maggio 2020

    Il pensiero oligopotente non è per tutti. Non per un fattore genetico ma bensì per i setting sociali cui i singoli afferiscono quotidianamente, sia uti singoli appunto, che tramite istituzioni.
    Il petrolio ē ad oggi la fonte energetica più facilmente trasportabile e trasformabile.
    I tempi di eventuali uscite dal ciclo del petrolio sono noti.

Rispondi a atlas cancella risposta

*

code