"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Radicalismo islamico in Europa sospinto dalla predicazione saudita

di  Luciano Lago

La recente visita a Londra del principe ereditario saudita, Bin Salman, ed i lucrosi contratti sottoscritti da questi con il governo britannico hanno fatto sorgere numerose proteste da parte di varie associazioni per i diritti umani e da esponenti politici di opposizione che hanno criticato l’ipocrisia del Governo britannico che finge di non vedere le azioni criminali svolte nello Yemen da parte dei governati sauditi e la sistematica violazione dei diritti umani commessa dalla monarchia saudita.

Tuttavia un altro grave problema inizia ad essere sollevato da alcuni analisti e commentatori che non trascurano di mettere in guardia, sia l’opinione pubblica britannica sia quella di altri paesi europei, circa il pericolo rappresentato dalla predicazione wahabita/salafita  che viene svolta nelle moschee in Europa da iman provenienti dall’Arabia Saudita e finanziata da questa nazione araba per la diffusione in tutti i paesi dove sono presenti vaste comunità islamiche.

Già l’anno scorso, l’ex ambasciatore della Norvegia a Rijad, Carl Hiotz, aveva lanciato un preciso allarme, con riferimento alle allucinazioni fanatiche del wahabismo, sottolineando che, l’Arabia Saudita, attraverso i suoi petroldollari cerca di espandere l’ideologia wahabita in tutto il mondo, dedicando a questo obiettivo enormi risorse finanziarie impiegate per acquistare edifici destinati a essere trasformati in moschee, centri religiosi di indottrinamento, finanziamento di iman appositamente indottrinati, proselitismo dei giovani per mezzo di scuole coraniche per bambini ed adolescenti, testi dottrinari in arabo, ecc..

Hiotz aveva pubblicato anche un libro “” in cui aveva documentato che la religione vigente in Arabia Saudita non è soltanto una religione, ma anche una interpretazione settaria e assolutista di precetti religiosi basati su allucinazioni fanatiche che riportano gli adepti di questa setta al secolo XVIII.
In questo senso Hiotz aveva sottolineato che il regime saudita esercita una straordinaria influenza nell’espansione dell’ideologia dell’Islam radicale, ed aveva manifestato il suo stupore circa il fatto che l’Occidente chiude totalmente gli occhi su questa pericolosa realtà che rischia di indurre al fanatismo ed all’integralismo islamico più intollerante ed assolutista vaste masse di migranti in Europa.

Manifestazione di radicali salafiti

Per tale motivo di allarme, Hiotz aveva proposto che i governi europei adoperassero una serie di misure per contrastare questo fenomeno, obbligando gli Iman a parlare nella lingua del paese ospitante in modo da poter controllare i messaggi, proibendo il niqab (il velo integrale) per le donne, favorendo la scolarizazione delle bambine, esercitando un controllo sulle famiglie, ecc..
Questi suggerimenti sono però caduti nel vuoto di fronte all’atteggiamento dei governi, influenzati dalla visione globalista ed universalista, che hanno predicato l’accoglienza e l’integrazione con annessa la libertà di culto anche quando questa diventa inconpatibile con le regole di un sistema sociale di tipo occidentale.

Non solo dall’Arabia Saudita avviene l’infezione ma anche da altri paesi del Golfo che possono contare su grandi ricchezze basate sul petrolio ed hanno lo stesso orientamento wahabita della fede islamica come nel caso dell’emirato del Qatar, che insieme all’Arabia Saudita sono stati al centro di polemiche internazionali per il loro sostegno a gruppi estremisti e terroristi, oltre che per aver elargito lauti finanziamenti per la costruzione di moschee e centri culturali in tutti i continenti per propagare questa visione di Islam radicale.

Macron con i sauditi

Il problema della diffusione dell’integralismo wahabita è molto sentito attualmente anche in Germania. Secondo indiscrezioni di un report dell’intelligence tedesca, tre fondazioni che vantano stretti rapporti con il governo del proprio Paese – come la saudita Lega musulmana mondiale, la qatarina Associazione caritativa “Sheikh Eid Bin Mohammad al Thani” e la kuwaitiana “Società del risveglio dell’eredità islamica” – sono accusate di sostenere gruppi di estremismo islamico in Germania. Ogni anno da Riyad arriverebbero infatti investimenti di circa cento milioni l’anno per la predicazione del wahabismo, soltanto in Germania.

Nello stesso periodo in cui Hiotz faceva le sue denunce, da altre fonti, come ad esempio la rivista statunitense “The Globalist,” si era lanciato un allarme per mezzo di un articolo diretto al presidente USA in cui si avvisava circa i forti investimenti che la monarchia saudita stava effettuando per le diffusione del wahabismo e dell’ideologia takfiri nei paesi africani, favorendo la creazione di gruppi estremisti armati che si impongono con la violenza sulle altre comunità religiose.

La Theresa May con i sauditi

Questo ed altri appelli sono rimasti disattesi di fronte alle convenienze politiche e soprattutto quelle di affari che hanno consentito ai governi occidentali, in particolare quelli di Gran Bretagna, USA e Francia, di sottoscrivere enormi forniture di armamenti pagate profumatamente dai monarchi sauditi. Senza considerare la stretta alleanza che i governi occidentali, USA e Regno Unito, in testa, mantengono da sempre con l’Arabia Saudita e le altre monarchie del Golfo, motivo questo che impedisce di analizzare il problema.

Le conseguenze della diffusione del radicalismo islamico di stampo wahabita e salafita si iniziano a vedere anche in alcuni paesi europei in termini di attacchi terroristici, rifiuto di adeguarsi alle regole occidentali, segregazione delle donne, ecc..  Sono poca cosa rispetto a quanto potrà accadere quando il numero degli adepti, grazie alle migrazioni incontrollate, diventerà importante anche in paesi di recente immigrazione come l’Italia.

Le prime avvisaglie di sono viste in Francia, in Belgio ed in Svezia. L’Europa continua a cullarsi nella sua visione utopistica ed astratta della “società multiculturale” senza prendere coscenza dei pericoli del radicalismo e delle possibili conseguenze che non tarderanno a manifestarsi ma quando sarà troppo tardi per evitarlo.

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  1. atlas 4 mesi fa

    non esiste l’Islam ‘radicale’. Esiste il wahhabismo salafita; che non è Islam Sunnita, ma giudaismo mascherato

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  2. MS 2550 4 mesi fa

    Andiamo ad analizzare da quale fonte ideologica provengano queste “aperture” dell’ occidente ed in particolare dell’ Europa che una volta era cattolica ed adesso è giudaizzata:

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    1. atlas 4 mesi fa

      protocolli dei savi di sion. L’antropologia della corruzione

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