“Questa è una catastrofe”. Il Telegraph ha nominato i segni del crollo dell’impero americano


Il ritiro delle forze armate statunitensi dall’Afghanistan e la “straziante catastrofe umanitaria” che ne è seguita immediatamente, testimoniano il crollo dell’impero statunitense. Lo ha scritto il quotidiano britannico The Daily Telegraph.

Quello che è successo in Afghanistan mostra che la Casa Bianca non capisce la situazione nel mondo e non può governare il proprio Paese, per non parlare di altre regioni, osserva l’articolo.
Secondo l’autore del The Daily Telegraph, diverse indicazioni indicano il crollo dell’impero americano
.

Tra i problemi esterni dell’establishment americano, il giornalista ha citato i risultati infruttuosi degli interventi occidentali nei paesi dell’Est e dell’Asia. I tentativi dell’America di “ricostruire” il Medio Oriente sono descritti nell’articolo come a lungo termine, lenti e alla fine disastrosamente controproducenti.

“In Medio Oriente, tutti i paesi e i territori toccati dagli Stati Uniti sono ora in uno stato di caos”, ha spiegato l’articolo.

Sempre nella pubblicazione, Washington è stata accusata di strategie scelte in modo scorretto che hanno portato “alla distruzione dell’Unione Europea causata dalla crisi migratoria” e al rafforzamento della Cina tanto da “non più contenerla”.

I segni interni della “caduta” dell’impero americano sono, secondo The Daily Telegraph, nella mancanza di accordo tra le élite politiche.
La costituzione ha fallito e la dipendenza dell’America dai gerontocrati di secondo livello come Biden non promette nulla di buono”, ha aggiunto l’autore.

L’articolo offre una triste prognosi per il futuro, in cui il mondo dovrà affrontare una massiccia migrazione della popolazione, guerre valutarie e la lotta per le risorse naturali.

Crisi interna degli Stati Uniti

Fonte: Daily Telegraph


La disfatta afgana offusca la credibilità degli Stati Uniti in tutta l’Asia

L’uscita disordinata di Biden dall’Afghanistan ha offerto alla Cina un’opportunità d’oro per ritrarre gli Stati Uniti come un alleato inaffidabile e inprevedibile.
Nel suo dichiarato desiderio di porre fine alle “guerre per sempre” americane e di conseguenza di riorientare la politica estera del Paese più direttamente sulla Cina, il presidente degli Stati Uniti Joseph Biden ha spinto avanti con un’uscita precipitosa dall’Afghanistan.

Convinto che gli Stati Uniti abbiano fatto più che abbastanza della loro parte di responsabilità da spendendo trilioni di dollari per la costruzione della nazione in Afghanistan, Biden ha ripetutamente resistito o ignorato gli avvertimenti dei suoi alti funzionari della difesa di un precipitoso crollo a favore delle forze talebane.

Ma l’ uscita ” dura e disordinata” e la vittoria senza soluzione di continuità delle forze talebane ha provocato onde d’urto in tutto il mondo, minacciando di minare la credibilità dell’America e sollevando dubbi sui suoi impegni a lungo termine con gli alleati altrove, specialmente in Asia.

In molti modi, potrebbe aver minato qualunque capitale diplomatico sia stato generato dalla recente visita “di rassicurazione” del Segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin agli alleati nel sud-est asiatico, vale a dire Singapore, Vietnam e Filippine.

Talebani vincitori

Lo spettacolare fallimento dell’amministrazione Biden nel prevedere la velocità del crollo del governo afghano è già stato bollato come uno dei più grandi fallimenti dell’intelligence degli ultimi decenni. Le immagini degli elicotteri statunitensi che salvano diplomatici e residenti disperatamente bloccati a Kabul hanno riportato in vita i ricordi oscuri della “Caduta di Saigon” nel 1975.

Non sorprende che la Cina e i suoi delegati regionali stiano cercando di sfruttare la debacle per ritrarre gli Stati Uniti come un alleato inaffidabile e inprevedibile, che si precipita a intervenire nelle nazioni solo per i suoi interessi e successivamente le scarica nel momento del loro più grande bisogno.

Da quando è salita al potere all’inizio di quest’anno, l’amministrazione Biden ha chiarito che confrontarsi e competere con la Cina è la sua massima priorità strategica. “Siamo in competizione con la Cina per vincere il 21° secolo”, ha dichiarato Biden durante il suo primo discorso prima della sessione congiunta del Congresso ad aprile.

Tuttavia gli ultimi avvenimenti hanno incrinato la fiducia di molti degli alleati degli USA che erano già titubanti nello schierarsi con la campagna anti cinese di Washington.

Traduzione e note: Luciano Lago

8 Commenti
  • Farouq
    Inserito alle 23:15h, 19 Agosto Rispondi

    Da non dimenticare che i tenaci afghani sono riusciti a bruciare duemilatrecento miliardi di dollari degli americani, ovviamente grazie anche alla stupidità degli americani stessi
    Altro che buoni del tesoro!

    • Annibal61
      Inserito alle 00:35h, 20 Agosto Rispondi

      Uhm…io direi che i talebani sono riusciti a battere la NATO grazie ai finanziamenti di Cina.

  • antonio
    Inserito alle 10:33h, 20 Agosto Rispondi

    Lady Liberty, la libertà di spacciare uccidere e rubare nel mondo, ma di nascosto, fingendo dii essere santi

  • antonio
    Inserito alle 10:34h, 20 Agosto Rispondi

    la mente di Satana ( Zio Samuel )

  • atlas
    Inserito alle 12:32h, 20 Agosto Rispondi

    vacci piano. Non è facendo chiudere il sito che si cambiano le cose. Che c’è modo e modo di scriverle

  • Padova
    Inserito alle 13:18h, 20 Agosto Rispondi

    Attenzione, quest’articolo non è scritto da qualche giornale Russo o Cinese o Cubano, ma Inglese! Se fossi un alto esponente dell’elite USA ne terrei conto! Fermatevi, fate un po’ di sana autocritica e, non date sempre la colpa agli altri ” cattivi” oppure a” nazioni canaglia” o, cazzate del genere, prima che sia troppo tardi. Non crediate Signori americani, che vi salverà la vostra borsa ai massimi storici ne le Vostre immense forze armate; quando inizia un crollo di un impero, esso non è mai lento e tranquillo!

  • Salvatore penzone
    Inserito alle 16:23h, 20 Agosto Rispondi

    Ancora prima dell’11 SETTEMBRE già molte carte erano state messe sul tavolo per la preparazione del piano che avrebbe dovuto portare alla costituzione di un unico governo mondiale.
    Con la trappola ordita da Brzezinski per indebolire l’Unione Sovietica trascinandola in un pantano sul tipo di quello vietnamita, una massa di profughi, milioni di civili scampati alla furia di una guerra organizzata dagli USA con il supporto dei mujahddin, si reca nel vicino Pakistan. Lì, con l’aiuto degli Emirati Arabi e dei servizi segreti pakistani, viene creata dalla CIA una fitta rete di scuole coraniche con il compito di educare al fondamentalismo islamista i giovani rifugiati afgani che andranno a costituire il nucleo di quello che sarà il movimento talebano, i cosiddetti “studenti coranici”. L’obbiettivo degli USA è quello di portare in Russia attraverso la Cecenia il terrorismo islamista per destabilizzare quello che resta del vecchio blocco sovietico. Il nuovo presidente della Federazione russa però riesce a fermare il disegno dell’élite angloamericana.
    È questa la base storica da cui partire per comprendere l’attuale situazione afgana. Gli americani hanno finto di evacuare il paese perché hanno lasciato lì i contractors, abbandonando ai talebani armi e infrastrutture militari. È chiaro quindi il tentativo di riproporre la stagione del terrorismo ceceno ma in una chiave più ampia che ha nel mirino anche la regione cinese dello Xinjiang dove risiede l’etnia di fede islamica degli uiguri già molto attivi nella destabilizzazione della Siria. Tutto ciò serve, con evidenza, a distogliere parte delle forze che dovranno sostenere l’urto del probabile attacco occidentale ai confini russi e cinesi. È così che l’Occidente sta preparando la sua guerra al blocco euroasiatico in cui sarà coinvolta la nazione iraniana e il Medioriente già messo a ferro e fuoco.

    Un’altra trappola ben congegnata per far passare l’Occidente guerrafondaio pronto ad abbandonare ogni mira tesa ad influenzare gli equilibri geopolitici dell’area. In quest’ottica la fuga di Biden dell’Afghanistan si configurerebbe come una ritirata dal progetto mondialista, cosa più che improbabile data l’accelerazione che a tale progetto ha dato la strategia messa in atto con la pandemia. E’ in quest’ottica che bisogna leggere l’annuncio da parte dei talebani del rifiuto delle politiche vaccinali. Ma per capire come stanno veramente le cose bisognerà osservare le mosse militari della NATO nelle arie calde dei confini occidentali della Federazione Russa, del Mar Cinese e del Medioriente.
    Lo stesso Kadyrov sta mettendo in guardia dall’ennesima truffa perpetrata dal deep state mondialista dato che più di tutti conosce bene le pieghe nascoste della situazione afgana avendo infiltrato con i suoi servizi i movimenti islamisti di stanza nell’estremo e Medioriente.

    Certo che uno scenario di tale portata, anche se strumentale, aprirebbe comunque degli spazi di manovra a Russia e Cina. Sia Putin che Xi Jinping, soprattutto quest’ultimo con l’intenzione di far passare per il paese uno dei rami della Via Della Seta, hanno le carte per favorire lo sviluppo dell’Afghanistan il ché porterebbe dalla loro parte l’intero popolo afgano e la classe politica non collusa. Ma come vediamo, da noi sono bastati pochi personaggi nei posti chiave, un Conte, un Draghi, un Mattarella per bloccare le proposte di politiche e di sviluppi economici condivisi che sono arrivati dai due lider.
    Quindi al loro posto non mi fare troppe illusioni anche se quella di un’interazione dialogante è una strada che bisognerà comunque percorrere nonostante i pericoli per le trappole che certamente saranno già state predisposte lungo il percorso. Speriamo solo che sappiano giocare bene le loro carte.

  • Gianni togni
    Inserito alle 18:22h, 20 Agosto Rispondi

    Nn sono uno studioso, mi sembra però che gran parte delle decisioni nel mondo le prendono i cartelli della droga. Questo nn solo è provato, andate a vedere le tonnellate di oppio che passano e sono passate da quei posti. Questi signori hanno un potere immenso, tale da comprarsi di tutto compresi i governi a pacchetto.
    Buone ferie

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