Quello che ci attende


di Andrea Marcon

Ormai è sempre più chiaro, come il mainstream inizia a diffondere, che il siero andrà aggiornato periodicamente per essere efficace contro le varianti, secondo la logica di tutti gli antinfluenzali (quando lo dicevamo noi ignoranti, i soloni garantivano che non fosse così).
Questo significa che ci saranno inevitabilmente periodi nei quali i contagi risaliranno, non potendosi inoculare milioni di persone in poche settimane. Si cumuleranno così chiusure mirate e localizzate (laddove i parametri saranno superati, anche in mancanza di una reale emergenza) con l’imposizione permanente del lasciapassare “verde”, – dipinto come unico strumento utile ad evitare chiusure totali e generalizzate – che verrà periodicamente aggiornato con le progressive inoculazioni.
Va da sé che presto si trasformerà in un database individuale contenente i nostri dati sanitari, del quale si “suggerirà” poi l’installazione corporea (con motivazioni del tipo: quando sarai ricoverato d’urgenza sarà possibile per I medici conoscere immediatamente il tuo profilo clinico e curarti al meglio tempestivamente). Un domani potrà contenere molte altre informazioni: se risulterai moroso nel pagamento di multe non potrai guidare, se non avrai pagato le tasse non potrai accedere a determinati servizi, se non avrai pagato il mutuo non potrai aprire un conto corrente, se avrai preso un Daspo non potrai manifestare, e via di questo passo con infinite possibilità e varianti.


A chi pensa che sia fantascienza (che poi sono gli stessi che credevano che dopo tre mesi tappati in casa a cantare sui balconi sarebbe finito tutto, e via di questo passo con le varie palle che sono state vendute e che loro si sono puntualmente “bevuti”) segnalo che qualcosa del genere è già sperimentato in alcune zone della Cina. La Cina: il modello al quale si ispira la Tecnocrazia per creare un formidabile sistema di controllo sociale su base tecnologica e di autoritarismo, non su base ideologica ma appunto tecnica (comandano gli “esperti”).
Un giorno nessuno si ricorderà che tutto questo è iniziato (o meglio, ha avuto il suo passaggio decisivo) grazie a una malattia che si poteva curare nella stragrande maggioranza dei casi e che statisticamente si sarebbe potuto rendere insignificante tutelando (anche con vaccinazioni) i soli soggetti a rischio.


Fonte: Andrea Marcon

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