QUANTO VICINO È TROPPO VICINO? LA RUSSIA AMMETTE PREOCCUPAZIONE PER I MILIZIANI NEL CAUCASO MERIDIONALE

Il ministero degli Esteri russo non nega il pericolo che i mercenari provenienti da Siria e Libia che partecipano alle battaglie in Nagorno-Karabakh possano “infiltrarsi” in Russia.

“È certamente impossibile negare un tale pericolo”, ha detto il vice ministro degli Esteri russo Oleg Syromolotov in un’intervista a RIA Novosti.
“Non ci sono leggerezze nella lotta al terrorismo. È importante analizzare tutti i rischi, compresi quelli potenziali, per lavorare in anticipo sulla curva di pericolo “, ha affermato.

“Le forze di sicurezza russe stanno monitorando da vicino la situazione e, come si suol dire,” tengono il polso degli eventi “, ha concluso Syromolotov.
Il capo del Servizio di intelligence estera della Federazione Russa, Sergei Naryshkin, aveva affermato in precedenza che, secondo le informazioni disponibili, i mercenari delle organizzazioni terroristiche internazionali che combattono in Medio Oriente stanno attivamente entrando nella zona del conflitto e vengono dispiegati a migliaia .

In precedenza, nel corso della visita, Siromolotov ha avuto un incontro con l’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario dell’Armenia presso la Federazione Russa Vardan Toghanyan.

Truppe armene sul fronte

Le parti hanno scambiato opinioni nel contesto dell’escalation in corso nella zona di conflitto del Nagorno-Karabakh.

“Sono state evidenziate l’inammissibilità del trasferimento di militanti di gruppi armati illegali da un certo numero di paesi del Medio Oriente e del Nord Africa alla regione e la necessità di un ritiro immediato di quei militanti dalla regione”, si legge nel comunicato.
Secondo le informazioni disponibili, migliaia di militanti vengono inviati in Azerbaigian dalla Turchia.
Secondo quanto riferito, la trasferta è di 3 mesi e lo stipendio è di $ 2.000 al mese, mentre il viaggio in Libia dura 6 mesi e lo stipendio è di $ 1.500 al mese.

In precedenza, il presidente russo in una conversazione telefonica con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva espresso preoccupazione per il coinvolgimento dei militanti nel conflitto del Nagorno-Karabakh.
Il presidente russo e il presidente turco hanno anche discusso al telefono degli sviluppi in Siria e Libia.
Sia l’Azerbaigian che la Turchia sono consapevoli che la politica dell’Armenia negli ultimi anni non ha reso facile per la Russia intervenire e assistere Yerevan.
Nonostante l’accordo per la difesa reciproca, la Russia non si muoverà per assistere il governo Nikol Pashniyan, e soprattutto in una regione che la stessa Armenia non riconosce come indipendente, ed è una sorta di limbo.

Tuttavia, come accennato in precedenza, la Russia vede la presenza di militanti in Nagorno-Karabakh e nel più ampio Caucaso meridionale come una linea rossa, che potrebbe giustificarne l’intervento, in modo che la situazione non si aggravi ulteriormente.

Mercenari provenienti dalla Siria

Dopotutto, Mosca ha già affrontato due guerre cecene contro al-Qaeda (poiché è un segreto di Pulcinella che i suoi sostenitori fossero piuttosto attivi).

Lo sforzo per combattere il terrorismo e contenere la potenziale minaccia che si diffonde verso la Russia è stato anche uno dei motivi principali per cui ha iniziato la sua campagna in Siria, dopo essere stato invitato dal governo del presidente Bashar al-Assad.
In quanto tali, l’Azerbaigian e la Turchia sono più che sufficienti per catturare efficacemente l’intero Nagorno-Karabakh, ed è sconcertante perché stiano minando le proprie possibilità schierando più miliziani nella regione.
E ci sono diverse speculazioni per il motivo:
Potrebbe essere che Ankara e Baku si siano fidati troppo della propaganda neo-ottomana e che la Turchia sia diventata troppo abituata a usare “carne da cannone” sul campo di battaglia. Gli esempi ovvi sono Siria e Libia.
Ankara potrebbe essere interessata a un’ulteriore espansione verso il Caucaso settentrionale della Russia e anche l’uso di gruppi di mercenari per procura con sede in Siria fa parte di questo piano. Come andrà a finire? Solo il tempo lo dirà.
Indipendentemente da ciò, attualmente, sembra che Baku e Ankara siano sul punto di sospingere la Russia a partecipare al conflitto, ed è da vedere se andranno troppo oltre.

Fonte: South Front

Traduzione: Luciano Lago

5 Commenti

  • giulio
    31 Ottobre 2020

    I gangster occidentali non attaccheranno frontalmente e direttamente la russia (e neppure la cina)…la loro strategia è quella di lavorarla ai fianchi e servendosi di chiunque pur di logorarla!
    Ci sono già tre fronti aperti: ucraina, caucaso, bielorussia e probabilmente un quarto fronte in Kirghizistan.
    Naturalmente a questa strategia “calda” si affianca sia quella delle sanzioni sia la guerra batteriologica (covid)!
    In pratica i gangster americani (e i loro supporter) stanno attaccando su tutti i fronti!
    Ma buona parte di tutto questo ha avuto un inizio in Ucraina!
    A quel tempo la russia dei lavrov non fu capace di capire che l’ucraina era solo l’inizio e ora la situazione si è ulteriormente aggravata al punto che ho qualche dubbio che la russia sarà in grado di affrontare tutte queste sfide e le altre che probabilmente si apriranno su altri fronti (kazakistan e/o altri) …e se non dovesse riuscirci o i putin lasceranno il potere a nuovi eltsin oppure la russia non avrà altra scelta che scatenare una guerra generale (che inizierà con armi convenzionali per finire con le atomiche).

    • atlas
      31 Ottobre 2020

      ti consiglio di andare a trans per aprirti di più quel culo sfondato oltrechè gli occhi. Infatti Lavrov, a disposizione di Putin si prese la Crimea in una strizzata d’occhio e con tutta la situazione sotto controllo continua ad erodere il loro territorio con le Repubbliche di Lugansk e Donetsk lasciandoli nella fame, perchè agli usa (o UE) degli ukraini non fotte un cazzo, loro pensano solo di servirsi per i loro interessi materiali e geopolitici. Se tu continui a non avere colpo d’occhio prenderai altri colpi nella tua miserabile esistenza.

      Però sei un coriaceo, benchè col culo rotto sanguinante continui sempre a scrivere democraticamente la tua, sei da apprezzare

      non è che mi diventi democratico pure tu (o no) (?)

      • giulio
        1 Novembre 2020

        senti un pò puttaniere pseudo mussulmano, pseudo duosiciliano, pseudo socialista e pseudo filo russo! ..ti ho detto di smetterla con le tue provocazioni e offese…qui se c’è un frocio quello sei tu.
        Se non sei d’accordo con quello che scrivo limitati ad argomentare senza bisogno di offendere.

        La russia del tuo amato Lavrov s’è presa la crimea e ci sono quelle due repubbliche che infastidiscono i nazisti ucraini e la nato? significa che i russi hanno solo limitato i danni procurati da quel tuo lavrov…in compenso i nazisti ucraini sobillano i bielorussi, tengono ottimi rapporti con quell’altro fascista di erdogan e chissà cos’altro.. capito coglione!
        Ancora mi riesce difficile capire tutto questo tuo fervore per Lavrov tanto più che ho sempre fatto distinzione tra quello e un Putin! ma tu se non rompi i coglioni non ti senti bene! ma vai a cagare!

  • eusebio
    31 Ottobre 2020

    Qualche giorno fa a Mosca è stato arrestato un giovane asiatico che stava preparando un’attentato, un giovane uzbeko è stato bloccato a Khabarovsk in Siberia mentre stava per lanciare delle bombe molotov sulla folla, un’altro terrorista in Tatarstan è stato freddato dalla polizia mentre stava per attaccarla con coltello e molotov, i terroristi sono già in Russia e sono già all’opera, i russi sanno che i terroristi trasferiti dai turchi nel Caucaso possono tornare ad incendiare di nuovo la Cecenia e il Daghestan, e ancora oltre il Tatarstan nel cuore della Russia.
    Molti di questi terroristi sono reclutati in Asia centrale, otre che appunto nel Caucaso, quell’Asia centrale che è il successivo obbiettivo di Erdogan, e da cui appunto le minoranze russe scappano per scampare alle violenze dei locali.
    In Kazakistan i russi sono scesi al 20% dal 30-40, in Kirghisistan ne sono rimasti solo 2-300000, mentre aumentano i kirghisi e i kazaki che scappano dallo Xinjiang, e quindi odiano sia i russi che i cinesi andando spesso ad ingrossare le file dei terroristi filo-turchi, assieme agli uiguri, i quali a loro volta vengono molto maltrattati dai cinesi.
    I cinesi stanno investendo molto nelle miniere, nelle fabbriche, nelle ferrovie etc in Kazakistan e negli altri paesi dell’Asia centrale, spesso sostituendo i russi come specialisti, ormai ci dovrebbero essere già più cinesi che russi in Kirghisistan e a breve anche in Kazakistan, quindi si può dire che siano i veri rivali di Erdogan nella regione.

    • atlas
      1 Novembre 2020

      ma anche della stessa Russia, o no

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