Quali le conseguenze delle elezioni di metà mandato negli USA

di Luciano Lago

Contrariamente agli annunci uffciali di una buona parte dei media, il risultato delle elezioni di middle term negli USA non appare così favorevole al presidente Donald Trump come si vorrebbe far credere.
Vero è che i repubblicani hanno ottenuto il controllo del Senato ma la vittoria del Partito Democratico alla Camera rappresenta in prospettiva una ipoteca ed un freno alla politica di Trump ed alla sua agenda legislativa.

La vittoria de democratici alla Camera, indica che questi potrebbero avere la gestione delle Commissioni di controllo della Camera Bassa, incentivare leggi e aprire procedimenti di inchiesta e controllo sull’operato del potere esecutivo.
D’altro canto, a non poter avere il controllo del Senato, i democratici perdono l’opportunità di iniziare una procedura di giudizio politico ed eventuale impeachment su Trump, visto che non contano con la maggioranza alla Camera Alta.

Nonostante la forte campagna di intimidazione e di paura sospinta da Trump su queste elezioni, i risultati dimostrano un paese spaccato in due dove oltre metà della popolazione ha espresso il rifiuto delle politiche primatiste e razziste del presidente Trump che hanno polarizzato l’opinione pubblica interna in due fronti contrapposti.

Tra i deputati eletti per la prima volta alla Camera si è distinta una giovane donna latina, Alexandria Ocasio-Cortez , di 29 anni (nella foto in alto), la più giovane del Congresso, eletta nelo stato di New York, che promette di difendere i diritti e la condizione dei latinos negli Sati Uniti. La Cortez si proclama socialista ed è la figura più visibile di una nuova ondata di donne e membri delle minoranze che si contrappone al vecchio establishment del Partito Democratico. Oltre a lei si evidenzia il successo di Rashida Tlaib, una donna di 42 anni, figlia di immigrati dalla Palestina, che diventa la prima donna musulmana ad essere eletta al Congresso americano, nel suo distretto per la Camera in Michigan.

Rashida Tlaib eletta alla Camera, di origine palestinese

Poco dopo è stata eletta anche Ilham Omar, una rifugiata somala musulmana, che ha vinto per la Camera, nel Minnesota.
E’ stata eletta anche Ayanna Pressley, una afroamericana per la prima volta per il Massachusettes e due donne indigene, Sharice Davids e Deb Haaland , che sono state le prime appartenenti ad una comunità indigena, elette al Congresso USA.

Si tratta di volti nuovi che provengono da minoranze e settori diversi della società nordamericana e che potrebbero rompere con le vecchie oligarchie di potere presenti nel partito democratico e battersi per i diritti sociali dei cittadini delle classi popolari che sono stati pregiudicati dalle politiche liberiste attuate dal gruppo di potere dominante a Washington.

In definitiva il presidente Trump, al di là dei suoi proclami, non può cantare vittoria perchè si apre una stagione in cui potranno manifestarsi molti ostacoli e varie iniziative da parte della Camera che potrebbero sabotare alcune delle sue decisioni politiche, come quelle relative alle migrazioni, quelle fiscali, quelle sulla libera circolazione delle armi, oltre che alcune decisioni di politica estera.

In più non è escluso che le Commissioni di controllo della Camera possano aprire delle inchieste sugli affari sporchi del Presidente, in particolare quelli che Trump intrattiene per mezzo di suo genero, Jared Kushner, che ha fatto grandi investimenti immobiliari in Arabia Saudita dove è amico intimo del principe Bin Salman, oppure quelli effettuati tramite il suo amico e finanziatore, Adelson Sheldon, il miliardario ebreo, boss dei casinò di Las Vegas, in affari con i Trump.

La situazione di Trump appare rovesciata rispetto a quella di Obama che si muoveva, nell’ultima parte del suo mandato, condizionato dalla maggioranza repubblicana alla Camera che ne ostacolava le sue riforme.

In ogni caso risulta facile prevedere che nulla cambierà nella politica estera di Washington dove il gruppo di potere dei neocon è quello dominante che si trova presente in forma trasversale tra repubblicani e democratici e che preme per la politica di aggressioni verso altri paesi, espansione militare e ostilità manifesta verso la Russia, la Cina e gli altri paesi che rappresentano, secondo Washington, una “minaccia per la sicurezza” degli USA.

8 Commenti

  • Monk
    7 novembre 2018

    Serva da lezione anche per noi poveri tapini in ostaggio dell’euromafia, questi democratici cattocomunisti, una delle peggiori razze, non sono spariti, disintegrati e sconfitti come si legge in varie comunità del web, le masse sono volubili, senza personalità, lobotomizzate e anche in malafede. Delegano i loro interessi personali ad esponenti di partito che in base alle varie promesse elettorali dovrebbero fare gli interessi dei cittadini, le masse non hanno il senso del sacrificio, dell’amor di Patria e dell’unità per rovesciare un sistema che ci sta distruggendo. Auguro alle masse, ahimè, compreso il sottoscritto, di patire le pene dell’inferno e di soffrire con i loro figli, non meritiamo altro.

    • atlas
      9 novembre 2018

      beviti una buona birra alla spina (anche due), magari vedi il mondo diversamente. E se no vai a puttane. Dopo, quando torni più rilassato mi piacerebbe sapere poi cosa è per te il ‘ cattocomunismo ‘ … Moro e Berlinguer li hanno eliminati la cia lo sai non è vero ?

  • Nicola
    8 novembre 2018

    Ma con chi ce l’hai? Poveretto. E sopratutto respingo il tuo malefico augurio!

    • Monk
      8 novembre 2018

      Ce l’ho con le masse, poveretto che rispedisco al mittente, incapaci di pensare, che tradiscono continuamente convinte che le urne elettorali possano risolvere i gravi problemi che sono sotto gli occhi di tutti provocati da pochi arroganti, prepotenti e cattivi uomini di potere (sionismo-radical chic – zecche, chiamali come vuoi) a cui frega una beneamata mazza della sacra ed unica condizione: rispetto per la Patria. Masse volubili, che cambiano idea per un nulla, quando il nemico è ben delineato.Meritiamo la fine, che ti piaccia o meno.

  • Eugenio Orso
    8 novembre 2018

    Io spero che gli usa si spacchino in due, comportando instabilità interna e un progressivo ritiro dal mondo esterno, cioè dal resto del pianeta … Insomma un crescente e forzato isolazionismo, con conseguente perdita di potenza, che potrebbe favorire la Russia e portare alla liberazione dell’Europa.

  • Drupo
    8 novembre 2018

    Senza alcun dubbio un’analisa lucida e obiettiva.

  • aniello
    8 novembre 2018

    FUORI DALL’EURO SUBITO

  • Orazio
    8 novembre 2018

    Chi governa sono i militari e i DEM…. con l’appoggio di tutti i banchieri sionisti.
    Pensare che Trump, possa fare qualche cosa è pura illusione.
    A meno che, riesca a mettere le mani sulla FED.
    Ma questa è un’altra storia.

Inserisci un Commento

*

code