Qualche capro espiatorio a portata di mano si trova sempre


di Marco Bersani
Qualche capro espiatorio a portata di mano si trova sempre. E se proprio non si trova, si può sempre inscenare una qualche versione molto mediatica di caccia all’untore.

Accade così, nel mezzo della furia del virus, che non sia un sistema sanitario invidiabile, de-finanziato e privatizzato per decenni, a non funzionare più; non siano i folli decreti che, da una parte, tengono aperte le fabbriche (e incentivano con un bonus la presenza sul lavoro), e dall’altra riducono i trasporti, facendo diventare le une e gli altri luoghi di propagazione del virus; sono i cittadini irresponsabili che si comportano male, uscendo a passeggiare da soli o a fare una corsa al parco a inficiare la tenuta di un sistema di per sé efficiente. Chissà se funzionerà ancora per molto questo tentativo di far interiorizzare la colpevolezza alla gente…

Continuiamo pure a comportarci in modo molto responsabile per rallentare la diffusione del virus e salvare ogni vita possibile. Facciamolo con la determinazione di chi aveva e ha nella mente e nel cuore una società migliore, ma iniziamo a scrivere sui balconi che “Non torneremo alla normalità, perché quella normalità era il problema”
Una delle strategie più efficaci messe in campo dai poteri forti durante ogni emergenza consiste nella colpevolizzazione delle persone, per ottenere dalle stesse l’interiorizzazione della narrazione dominante su ciò che accade, al fine di evitare qualsiasi ribellione verso l’ordine costituito.
É una strategia ampiamente messa in campo nell’ultimo decennio con lo shock del debito pubblico, presentato alle persone come la conseguenza di vite dissennate, vissute al di sopra delle proprie possibilità, senza alcuna responsabilità verso le generazioni future.
Lo scopo era evitare che la frustrazione per il peggioramento delle condizioni di vita di ampie fasce di popolazione si trasformasse in rabbia verso un modello che aveva anteposto gli interessi delle lobby finanziarie e delle banche ai diritti delle persone.
É una strategia che si sta ora dispiegando nella fase più critica dell’epidemia prodotta dal virus Covid19. L’epidemia ha reso il re nudo e ha mostrato a tutti gli inganni della dottrina liberista.
Un sistema sanitario come quello italiano, fino a un decennio fa tra i migliori al mondo, è stato fatto precipitare sull’altare del patto di stabilità: tagli da 37 miliardi complessivi e una drastica riduzione del personale (-46.500 fra medici e infermieri), con il brillante risultato di aver perso più di 70.000 posti letto, che, per quanto riguarda la terapia intensiva di drammatica attualità, significa essere passati dai 922 posti letto ogni 100mila abitanti nel 1980 ai 275 nel 2015.
Tutto questo dentro un sistema sanitario progressivamente privatizzato e, quando anche pubblico, sottoposto ad una torsione aziendalista con l’ossessione del pareggio di bilancio.
É quasi paradigmatico che il re sia visto nudo a partire dalla Lombardia, considerata l’eccellenza sanitaria italiana e ora messa alle corde da un’epidemia che, nella drammaticità di queste settimane, ha dimostrato l’intrinseca fragilità di un modello economico-sociale interamente fondato sulla priorità dei profitti d’impresa e sulla preminenza dell’iniziativa privata.
Può essere messo in discussione questo modello, con il rischio che, a cascata, l’intero castello di carte della dottrina liberista crolli? Dal punto di vista dei poteri forti, è inaccettabile. Ed ecco scattare la fase della colpevolizzazione dei cittadini.

Gente che scappa dalla Lombardia


Non è il sistema sanitario, de-finanziato e privatizzato, a non funzionare; non sono i folli decreti che, da una parte, tengono aperte le fabbriche (e addirittura incentivano con un bonus la presenza sul lavoro), e dall’altra riducono i trasporti, facendo diventare le une e gli altri luoghi di propagazione del virus; sono i cittadini irresponsabili che si comportano male, uscendo a passeggiare o a fare una corsa al parco a inficiare la tenuta di un sistema di per sé efficiente.
Questa moderna, ma antichissima, caccia all’untore è particolarmente potente, perché si intreccia con il bisogno individuale di dare nome e cognome all’angoscia di dover combattere con un nemico invisibile: ecco perché indicare un colpevole ( “gli irresponsabili”), costruendogli intorno una campagna mediatica che non risponde ad alcuna realtà evidente, permette di dirottare una rabbia destinata a crescere con il prolungamento delle misure di restrizione, evitando che si trasformi in rivolta politica contro un modello che ci ha costretto a competere fino allo sfinimento senza garantire protezione ad alcuno di noi.
Continuiamo a comportarci responsabilmente e facciamolo con la determinazione di chi ha da sempre nella mente e nel cuore una società migliore.
Ma iniziamo a scrivere su tutti i balconi “Non torneremo alla normalità, perché la normalità era il problema”.


Fonte: Comune – Info

5 Commenti

  • atlas
    23 Marzo 2020

    Salerno, Due Sicilie, fu la città ove Avicenna, Ibn Sina, portò ad aprire la prima facoltà di medicina e la prima farmacia in Europa ! Oggi nelle Due Sicilie è vietato ammalarsi, perchè si è al livello della Tunisia: non ci sarebbero le condizioni per farvi fronte, sarebbe un disastro molto più grave che a Bergamo e Brescia

    questo per colpa dell’italia

  • Ernesto
    24 Marzo 2020

    Oggi nelle Due Sicilie è vietato ammalarsi…. FAKE NEWS, sgamata immediatamente.
    Nelle Due Sicilie chiunque può ammalarsi…. basta che abbia il permesso dalla MASSONERIA, dalla MAFIA e dalla CIA, ossia come è sempre stato dal 1943 in avanti ( data di fondazione dell’idea di scindere un pezzo d’Italia per interessi stranieri e malavitosi ).

  • memoria lunga
    24 Marzo 2020

    “Oggi nelle Due Sicilie è vietato ammalarsi, perchè si è al livello della Tunisia”… ringraziamo i duo-sicilioti che dal 1943 se la fanno e votano a peggior risma di massoni e mafiosi.
    .
    Ma poi, Atassuccio caro, non eri Tu che scrivevi che in Duo-Sicilia non ci sarebbe stato problema perchè i duo-sicilioti fanno uso del bidet?
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    E non eri sempre Tu a dire che il Covid-19 non era altro che un piano golpista delle elites, per cui andava affrontato come priorità sul piano politico e non su quello sanitario?
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    ahi, ahi, ahi.
    Adesso che anche i “parenti” della “famiglia” diventano a rischio (grazie al ritorno a casa dei lungimiranti che se ne sono fregati del divieto di spostamento e di massimizzazione delle distanze sociali), che fai? TI PREOCCUPI E PIAGNUCOLI.
    .
    .
    Assolutamente patetico.
    Però bisogna ammettere che certo specifico pezzentismo culturale è veramente più ridicolo delle comiche

    • atlas
      25 Marzo 2020

      per me … puoi anche morire in altro modo, non c’è solo il virus

  • Josey Whales
    25 Marzo 2020

    Ed ecco che , a conferma di quanto scritto da bersani, il duo di piadena dei pollastri
    Manzoniani, l ex caramba e .a sua multiformidentitaria nemesi, c offron ulteriore conferma
    della divisiva favaggine del popol itaggggliano.
    Il borbomusulmano vantatore d orgasmi punici, e il puttaniere indocinese,
    Un must di questo blog.
    Entrambi usan l uccello come ago della bussola, della propria esistenza.
    Entrambi dan modo di constatare, come tale organo abbia da illo tempore
    preso domicilio nelle lor scatole craniche.
    Inesausti continuano a darcene quotidiana conferma.

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