Putin si riprende il controllo del Caucaso e beffa gli Stati Uniti e la NATO

di Luciano Lago

Nella Geostrategia si è svolta nei giorni scorsi una partita politico militare importante fra le potenze occidentali e la Russia per il controllo della zona del Caucaso fra Azerbajian, Karabakh ed Armenia. Ancora una volta è uscito fuori un vincitore: il presidente russo Vladimir Putin.
Questa ultima contesa geopolitica si è giocata nel Caucaso dove, anche in questa occasione, Putin ha atteso il momento propizio, si è inserito nel gioco nel momento opportuno e ha imposto la presenza della Russia dettando le sue regole.
Tutto questo è accaduto nel Nagorno Karabakh, come risultato delle ostilità fra Armenia ed Azerbajian quando, nell’ultima tappa, il conflitto è terminato dopo una conversazione fra le parti mediante la quale si è arrivati ad una accordo tra Armenia a e Azerbajian per un cessate il fuoco. Secondo tale accordo, propiziato dalla Russia, l’Armenia si è impegnata a restituire all’Azerbajian la regione del Krlbejar prima del 15/11 e la zona del Lachin prima del 1 dicembre.
Gli azeri non nascondono di sentirsi vincitori e hanno celebrato la vittoria con cui, secondo il presidente, Ilham Aliyev, si è messo fine al conflitto, mentre a loro volta in Armenia i cittadini scontenti per la decisione e l’esito del conflitto, sono riusciti a entrare in protesta nella sede del governo, devastando gli uffici e rubando alcuni articoli degli arredi. Gli armeni infuriati esigono le dimissioni del presidente Pashinyan.

Alla fine il presidente armeno risulta delegittimato e già può cercarsi un altro lavoro poichè non lo vuole più nessuno come primo ministro. Importante ricordare che questo personaggio era un russofobo che aveva intrallazzato con la NATO ed adesso si puntualizza che il vero trionfatore è Putin il quale con l’accordo sottoscritto, controlla tutta la regione contesa del Nagorno Karabakh con il suo esercito e le forze di sicurezza russe, mentre nessuna delle parti in conflitto è autorizzata a presidiare la zona visto che questa è sotto il controllo esclusivo della Russia.
Si è firmato il documento per la sospensione delle operazioni e in questo stesso documento si è messo nero su bianco che le forze russe passeranno 5 anni nel territorio del Karabach a garanzia della pace e si stabiliranno in esso circa un migliaio di truppe russe con mezzi blindati e armamento pesante, oltre a forze speciali e sistemi antiaerei che già sono arrivati sul posto. Questo mentre le immagini delle truppe russe che avanzano nella zona si stanno diffondendo nei social media .

Truppe russe entrano in Armenia

I termini dell’accordo sono ormai conosciuti e si comprende che Putin si trovava dietro la siepe ed ha atteso l’occasione propizia che si è manifestata con l’abbattimento di un elicottero russo, episodio di cui si è scusato direttamente il presidente dell’Azererbajian il quale ha parlato di incidente non intenzionale, ha manifestato il suo rincrescimento per la tragedia, e si è detto disposto a pagare indennizzo ai familiari delle vittime.
Risulta che nella stessa ora Putin sapeva già chi aveva dato l’ordine di abbattere l’elicottero per mettere alla prova la Russia, ci si domanda chi possa essere stato.
La notizia che i media non hanno dato è quella che gli USA, poche settimane prima, avevano trasferito proprie truppe dall’Afghanistan all’Azerbajian e questo ha turbato lo scenario del conflitto. Le lunghe mani di Washington rischiavano di allungarsi sul Caucaso, alle porte della Russia.

Le fonti di intelligence russe hanno informato del trasferimento di queste forze statunitensi e il contesto è cambiato quando i primi aerei cargo USA hanno trasferito armi ed equipaggiamenti miltiari a Baku, per aiutare l’Azerbajian nel conflitto, incluso con la possibilità di intervento di truppe della NATO attualmente in Afghanistan.
Il presidente dell’ Armenia aveva invece chiesto aiuto alla Russia dietro le clausole dell’accordo della sicurezza collettiva (OTSC). Putin ha risposto che non aveva intenzione di intervenire nel Nagorno Karabach, salvo che l’Armenia fosse stata attaccata direttamente da una forza straniera, allora si sarebbe verificato un intervento su richiesta in forza del trattato.
Mosca tuttavia ha preso in serio la minaccia della Turchia di aiutare l’Ucraina a recuperare la Crimea, minaccia pronunciata dal presidente Erdogan che stava aiutando l’Azerbajian nel conflitto.

Forze aviotrasportate russe si imbarcano per il Karabach

Ben sapendo che gli USA già stavano già trasferendo truppe dall’Afghanistan in Azerbajian, a quel punto Putin ha atteso l’occasione propizia ed ha rotto gli indugi quando questa è avvenuta con l’abbattimento dell’elicottero russo. Risulta che la Russia aveva già preparato un ponte aereo massiccio per trasferire le proprie truppe in Armenia e in Karabach per interporsi e stabilire il controllo russo dell’area. Questa mossa improvvisa quanto inaspettata, assieme all’accordo fatto firmare alle parti in guerra, ha permesso a Putin di intervenire e prendere il controllo della situazione.
Non è un caso che , due ore dopo l’abbattimento dell’elicottero, 2.000 soldati russi stavano entrando nel territorio, già preparati ed equipaggiati, questo mentre Putin contemporaneamente ha richiesto alle due parti di far sottoscrivere un accordo di pace dettato da Mosca. Il risultato incredibile è che la Russia adesso controlla il territorio e la NATO non ha fatto a tempo ad inserirsi e profittare della situazione, come dai suoi piani. Come risultato, il pres. armeno è già un cadavere politico e il presidente dell’Azerbajian è grato a Putin per non essere entrato in guerra con il suo paese.
Dopo la Georgia, la Crimea, l’ Ucraina, il Donbass, la Siria, la Libia e la Bieolrussia, ancora una volta Putin ha dimostrato di saper prendere il controllo del gioco geostrategico prima degli Anglo Americani e dei loro satelliti.
Washington, Londra e Berlino devono ancora riprendersi dalla sorpresa.

15 Commenti

  • La soluzione
    11 Novembre 2020

    Di questo passo Delinquenti e compani si riprenderanno dopo la prima testata nucleare sulle corna. Gli europei giocano ai soldatini, Russia e Cina li stanno aspettando con molte sorprese. Gli eserciti occidentali manica di debosciati spinellomani

  • giulio
    11 Novembre 2020

    Traggo dall’articolo: “gli USA già stavano già trasferendo truppe dall’Afghanistan in Azerbajian,”

    Ma se questo è vero significa che in azerbajian ci sono almeno parte di quelle truppe americane e non credo che se ne siano andate!
    L’armenia ha perso, il presidente o ministro che sia dovrà cercarsi un altro lavoro e questo favorisce senz’altro la russia ma siamo sicuri che Putin ha vinto su tutto il fronte?
    L’azerbajian ha vinto e dietro di se aveva i turchi, i sionisti e la stessa nato.
    Dunque, sebbene questi non erano seduti al tavolo delle trattative, sembrerebbe che hanno vinto loro o, almeno, anche loro mentre i russi, con il loro schieramento sulla linea del fronte, sembra che debbano svolgere il ruolo di poliziotti soprattutto a favore proprio degli azeri.
    Non sarei tanto sicuro che davvero Putin ha vinto su tutto il fronte…mi sembra piuttosto che russi e nato si siano divisi il territorio.

  • Mario Rossi
    11 Novembre 2020

    Io intanto mi accontenterei di un po’ di rispetto per i lettori e di professionalità da parte dell’estensore dell’articolo, partendo dalla foto, che è di repertorio.
    Chiunque abbia visto l’Armenia, sa che quello non è un paesaggio armeno, che non ci sono strade con le palme, ed infatti ho trovato la foto in questo altro sito:
    https://www.syriahr.com/en/183257/
    La seconda foto, quella dell’imbarco delle truppe russe di Ulianowsk, invece è più pertinente e proviene dal Ministero della Difesa russo.
    Poi non è stata una vittoria di Putin, che ha sempre cercato un equilibrio fa un alleato ultimamente recalcitrante come l’Armenia di Pashinyan, e con un Azerbaijan non amico della Russia ma altrettanto importante.
    Semplicemente Putin non voleva un rafforzamento della Turchia in Caucaso, non voleva la chiusura del corridoio con l’Iran (la frontiera armena a Meghri era a forte rischio), e quindi ha fatto il minimo sindacale.
    La Russia non ha le risorse economiche per essere su tutti i fronti, e l’Armenia ha fatto quello che poteva per difendere delle terre giuridicamente non sue, ma con ottime ragioni, con una strategia politica confusa e poco chiara.
    Purtroppo questo avamposto della nostra civiltà è dimenticato dall’Europa, come ai tempi di Bisanzio.
    Per capire basta guardare il quadro di Piero della Francesca esposto a Urbino: chi ha un minimo di conoscenze storico/culturali, sa a cosa mi riferisco

      • Mario Rossi
        11 Novembre 2020

        Buonasera a Lei e al pubblico, e grazie per la cortese risposta.
        Ho una conoscenza abbastanza buona dell’Armenia per motivi personali e familiari, e ho vissuto e vivo ancora con grande angoscia ciò che succede in quel bellissimo paese.
        Sono d’accordo con Lei che Putin ha fatto una mossa diplomatica, utile soprattutto alla Russia, che in questo conflitto di natura etnica e molto meno religiosa (gli Azerbaijani sono musulmani ma non integralisti) forse ha tolto le castagne dal fuoco ad entrambi i contendenti.
        L’Artsakh che rischiava di perdere tutto (non dimentichiamoci che Shushi era fuori controllo dal 7 novembre e che gli spetnatz azeri e turchi erano a soli 3km da Stepanakert), l’Armenia che rischiava di perdere il corridoio a sud con l’Iran, e la Russia e l’Iran che si ritrovavano la Nato e Israele fra i piedi.
        Da parte sua Alijev “vende” la vittoria sul campo ai suoi, anche perchè in caso contrario rischiava di fare la fine di Mussolini a p.le Loreto (fine che attualmente rischia di fare Pashinyan).
        Ma chi pensa che la guerra sia finita, è un povero illuso e se possibile la situazione è più pericolosa di prima perchè ora il Nagorno Karabakh è una nuova Siria dove si scontrano direttamente anche qui Turchia (+Israele) e Russia.
        Per quanto riguarda le cronache della guerra, il coverage italiano è stato semplicemente penoso ed incompleto.
        Per fortuna per me che parlo russo, ho potuto seguire 12 canali Telegram in tempo reale negli ultimi 15 giorni e vedere tutto quello che succedeva in tempo pressochè reale.
        Notevole è stato il contributo del v-blogger russo Semion Pegov che col suo vblog Wargonzo ha fatto un coverage assolutamente eroico e bilanciato, e davvero in prima linea sui punti più caldi del conflitto.
        Ma poi per chi parla russo c’è l’Armenia infocenter, Bagramyan26, reartsakh, infoteka24, military_arm, etc.
        Dal punto di vista strettamente militare questa è stata la prima guerra 5.0 di cui in Italia si parla pochissimo, con vasto uso di droni (campione il turco Bayraktar e secondo classificato per letalità l’israeliano Orbiter), missili altamente distruttivi come l’israeliano Lora, e la palese superiorità tecnologica turco-azera sui mezzi armeni di fabbricazione russa.
        Persino la RID (rivista italiana di difesa) ha scritto questo e alla fine persino un nostro generale di alto rango ha preso atto del salto generazionale che ha segnato questa guerra, rendendo obsoleti un sacco di precetti e di tecnica.
        https://www.portaledifesa.it/index~phppag,3_id,3873.html
        L’Azerbaijan è stato umiliato negli ultimi 30 anni per questa amputazione territoriale, ma dal canto suo la politica violenta e razzista nei confronti degli Armeni ne ha stimolato il sentimento secessionista e bellicoso.
        Nessuno si dimentichi che l’Armenia esiste da tanto tempo, Erebuni è più vecchia di Roma di circa 75 anni, e quando Roma era ancora un villaggio di pastori Erebuni era già la capitale del Regno di Urartù.
        Infine quelle terre erano popolate da sempre dagli Armeni, e le province dell’Artsakh, Pautakaran, Goghtan, Vaspurakan, erano già conosciute dai tempi di Roma, che si disputava il Regno di Armenia con il Regno dei Parti.
        Spero di avere fornito delle notizie utili alla cognizione di causa, e sono disponibile per ulteriori discussioni costruttive.

        • Arditi, a difesa del confine
          12 Novembre 2020

          volevo ringraziarla ieri per il suo interessantissimo contributo, lo faccio ora ma aggiungo anche una domanda :

          lei parla di importante salto di livello tecnologico avvenuto in questo confilitto, ma mi pare di notare che evidenzia soprattutto il lato azero, questo significa che le mirabolanti armi russe che spesso si legge in questo blog sono “fuffa” oppure l’Armenia non disponeva di armi ad alto livello tecnologico ?

          La ringrazio nuovamente e spero possa continuare a postare in futuro resoconti come quelli che ha fatto in questi giorni che difficilmente si possono trovare in giro.

          • Mario Rossi
            12 Novembre 2020

            Buonasera e grazie per l’apprezzamento.
            Di sicuro la novità più rilevante di questa guerra è stato l’uso prettamente militare dei droni, sopratutto da parte azera, di produzione turca (i suddetti Bayraktar) e Israeliana (Orbiter, di tipo kamikaze), in un lavoro coordinato fra satelliti e truppe di terra che davano le coordinate di puntamento.
            Anche l’Armenia aveva cominciato (visti nell’ultima parata) una produzione artigianale di droni, molto meno sofisticati però di quelli della controparte.
            Qualcuno ha scritto in un canale Telegram che il primo giorno di guerra sono stati fatti partire veri e propri “sciami” di droni contro le posizioni armene, hanno scritto mille, ma mi sembra una cifra esagerata.
            Di sicuro questi droni hanno cambiato in modo decisivo le sorti del conflitto a vantaggio dell’Azerbaijan perchè hanno subito provveduto a rimuovere chirurgicamente i mezzi militari del nemico armeno, uno per uno, senza alcuno scampo per i bersagli.
            Hanno colpito anche diverse postazioni di S300 armeni, che non sono stati in grado di abbatterli.
            Questa situazione però è cambiata in modo significativo sul finire del conflitto, quando la PVO Karabakha ha cominciato ad abbattere all’improvviso un alto numero di droni: si sospetta che in uno dei carichi di “aiuti” della Russia arrivati attraverso l’Iran, la Russia abbia dato una fornitura all’Armenia per verificare l’efficacia sul campo delle sue armi anti-drone.
            A livello di terrorismo, i terroristi siriani e libici sono stati falciati come carne da cannone dagli Armeni, senza alcuna pietà: sotto l’altopiano di Shushi gli Armeni hanno preparato una sacca in cui hanno massacrato con sistematica costanza gli Azeri, venendo comunque numericamente sopraffatti, anche in seguito ai numerosi bombardamenti di Smerch e in seguito all’uso di bombe al fosforo per incendiare i boschi e non lasciare posti protetti e nascosti.
            Lo Smerch è stata l’altra arma fortemente distruttiva usata da entrambe le parti, specie caricato da parte azera con le vietatissime bombe a cassetta, che non lasciano scampo a chi si trova in strada.
            Adesso la Bayraktar ha problemi con alcuni fornitori che hanno bloccato le consegne grazie alla diaspora armena, ma gli Israeliani avrebbero continuato a produrre e vendere i loro droni agli amici azeri.
            Cosa ci ha insegnato questa guerra:
            1. che mezzi come carri armati, blindati, etc. sono costosi e facilmente distruggibili, così come gli elicotteri;
            2. che bisogna disporre della reconnaissance del teatro di guerra dall’alto;
            3. che in un futuro spaventoso potremmo avere dei robot-droni a caccia di uomini, stupidi, guidati però da altri apparati in grado di agire in modo più intelligente, guidati da uomini.
            4. che ci sarà un uso sempre più frequente di missili altamente distruttivi come gli Smerch, i Lora israeliani, e i temibili e portatili lanciarazzi multipli turchi.
            Temo che purtroppo vedremo questo scenario presto riproposto in Donbass.

  • Farouq
    11 Novembre 2020

    È la differenza tra un grande stratega e camerieri Nato in divisa militare

  • eusebio
    11 Novembre 2020

    L’abbattimento dell’elicottero russo al confine tra l’Armenia e la repubblica autonoma del Nakhichevan sembra sia stato effettuato con un MANPAD da parte di terroristi filoturchi trasferiti qui da Erdogan, forse per provocare un intervento diretto o russo o iraniano.
    Russia e Cina possono essere certe che le provocazioni continueranno, Pashynian era un uomo di Soros quindi dei sionisti-NATO, forse il suo compito era di provocare la guerra in modo da far intervenire la Turchia e separare la Russia dall’Iran, distruggendo l’Armenia e trasformando l’Azerbaigian in un protettorato turco.
    Poi da lì i terroristi avrebbero sovvertito l’Asia centrale, aggredendo sia la Russia che la Cina.
    La Russia ha abbastanza forze per tenere il Caucaso sotto controllo ma l’Asia centrale deve essere consegnata allo spietato dominio cinese, che in modo diretto contro gli uiguri e indiretto contro i rohinjia in Birmania ha dimostrato di saper annientare il pericolo jihadista.

    • giulio
      11 Novembre 2020

      la guerra non l’ha iniziata quel Pashynian armeno, “uomo di Soros quindi dei sionisti-NATO” ma proprio dagli azeri e col fattivo contributo di turchi, sionisti, e nato!
      Questi hanno programmato una guerra lampo con droni e quant’altro che gli hanno permesso di superare l’ostacolo della natura montagnosa del nagorno al punto di occupare in poche settimane quasi tutto il nagorno!
      E sono stati attenti a non provocare direttamente l’armenia costringendo quindi i russi a intervenire in aiuto in base al trattato di assistenza che lega ancora oggi l’armenia ai russi e altri del trattato.
      Gli azeri sapevano di poter vincere e hanno vinto.
      I russi c’hanno messo solo una pezza quando i giochi erano sostanzialmente finiti e se avessero perso tempo a fare da pacieri l’armenia (e quindi i russi stessi) avrebbero perso molto di più di quello che per il momento hanno perso.
      In futuro bisognerà vedere come evolverà la situazione politica in armenia.
      Se si stringerà di più e meglio ai russi abbandonando definitivamente ogni velleità pro Nato allora potremo dire che la partita forse è finita con un 1 a 1…ma se i sovvertimenti in armenia dovessero portarla ancora di più tra le braccia di usa-nato-sionisti, allora sarebbero guai seri per i russi.

  • giulio
    11 Novembre 2020

    Turchia, sionisti israeliani e Nato non erano seduti al tavolo delle trattative e, quindi, – così si dice – hanno perso di fronte all’unico attore russo che ha preso la scena!
    In realtà, mi sembra che per il momento Putin sia riuscito solo a limitare i danni più che a vincere…poi bisognerà vedere che evoluzione avrà la situazione politica in armenia.
    Se fossi certo che le rivolte e le occupazioni in armenia , spontanee o alimentate proprio dai russi, avranno uno sbocco filorusso, sarei ottimista e nella peggiore delle ipotesi potremmo vedere un’armenia sotto un più stretto controllo russo e un azerbajian sotto controllo Nato (a meno che qualcuno non s’illuda che turchi, sionisti e nato-Usa ora non pretenderanno niente dagli azeri dopo che sono stati i fautori principali della loro vittoria…e non parliamo dei 3000 e rotti terroristi islamici che ora si trovano in territorio azero e ai confini dell’iran… peraltro c’è proprio da escludere che i russi, prima del loro intervento, non abbiano ricevuto il nulla osta di Usa-nato?).
    Se, invece, le stesse manifestazioni in armenia sono state ispirate e controllate dai soliti noti (Usa e sionisti in particolare) allora la situazione sarebbe anche molto peggiore perchè significherebbe che Usa e sionisti avranno praticamente il controllo anche dell’armenia…e possiamo ben immaginare che in una situazione del genere i russi e le loro basi rischiano di essere buttati fuori proprio anche dall’armenia .
    In un mio passato commento avevo supposto che, data la struttura montagnosa del nagorno, si sarebbe creata una situazione di stallo e, quindi, putin avrebbe potuto inserirsi nella situazione davvero come attore principale … ma mi sono sbagliato per colpa dei droni turchi e israeliani che invece hanno fatto da fenomenali apripista agli azeri al punto di occupare quasi tutto il nagorno.
    Nessuna situazione di stallo, quindi, ma solo vittoria schiacciante degli azeri e loro burattinai e una situazione in cui i russi rischiano di fare la parte solo dei soldatini coi caschi blu dell’Onu circondati da ogni lato.

    • Mario Rossi
      12 Novembre 2020

      Buonasera Giulio. Le rivolte di massa degli Armeni sono spontanee, così come lo furono quelle del settembre 2015 del movimento “electric Yerewan”. Poi ognuno cerca di cavalcare la tigre, partendo dai vecchi mafiosi nemici interni di Pashinyan: a cominciare da Robert Kocharyan, Serzh “serzhik” Sargissyan che era stato da lui deposto, ma anche dal ministro della difesa David Tonoyan, come si evince da un’importante “velina” azera che sa tanto di intelligence o di messaggio voluto far trapelare intenzionalmente fuori.
      Schiacciante vittoria azera? É una vittoria, ma non schiacciante, visto che:
      1. nonostante la superiorità tecnologica, e numerica, l’Azerbaijan ha avuto perdite imbarazzanti; Alijev aveva in testa una blitzkrieg, doveva arrivare a Stepanakert in 4 giorni e presentare alla comunità internazionale un fatto compiuto;
      2. invece gli Armeni hanno resistito oltre ogni possibile immaginazione, arrivando a combattere su alcuni fronti anche 36 ore di fila senza cambi (ed. Hadrut, che hanno perso e in cui purtroppo è deceduta una persona che conoscevo);
      3. i Russi secondo molti sapevano già che Alijev voleva attaccare ma pur di non perdere questo alleato e cederlo a Turchia e Nato hanno “lasciato fare” con dei precisi paletti rossi;
      4. quando la direttiva di attacco azera si avvicinava troppo al confine armeno vicino a Zanghilan, hanno subito mosso i loro soldati per far capire agli Azeri che non dovevano azzardarsi ad andare oltre, poi hanno fatto arrivare a Kapan una valangata di soldati dalla base di Gymri;
      5. l’obiettivo politico degli Azeri era quello di riprendersi il NKR e ora che c’è “lo scudo russo” voglio proprio vedere come andrà a finire… il territorio occupato militarmente è circa il 33%, mentre quello che sarà ceduto in base agli accordi era quello che i precedenti governi di Kocharyan e Sargysian erano già intenzionati a cedere in cambio di una pace duratura, mantenendo le provincie a maggioranza armena e il corridoio di Lachin;
      6. l’opinione pubblica armena è in questo momento divisa, frastornata, ed emozionalmente presa; in modi vedono la Russia come un garante che on ha garantito un paese che nemmeno l’Armenia ha mai riconosciuto, altri vedono la Russia come un traditore che ha venduto le armi agli Azeri usate contro gli Armeni a Stepanakert e Shushi.
      Adesso vediamo fino a che punto si spinge Erdogan a fare l’apprendista stregone… potrebbe essere che beva un the al polonio, oppure che missile da crociera kinzal russo caschi “per errore” sulla macchina del turco…

      • giulio
        12 Novembre 2020

        Sig. Rossi, ho apprezzato molto certi suoi commenti e lo stesso vale per quest’ultimo in cui peraltro ci fornisce delle informazioni molto utili e interessanti.
        Riguardo alle dimensioni della vittoria azera, senza nulla togliere al coraggio dei combattenti armeni (ma ho letto di truppe allo sbando e demoralizzate), credo che se un politico (azero) grida di vincere in 4 giorni e invece ne impiega 40, la sostanza non cambia di molto e la vittoria azera, se non schiacciante, è stata rapida e incisiva. Gli azeri hanno occupato militarmente il 33% del nagorno ma nelle trattative, oltre alle zone occupate, hanno ottenuto la restituzione di tutte le zone che nella guerra precedente gli erano state sottratte dagli armeni …cosicchè il nagorno si è ridotto a una piccola provincia circondata dagli azeri
        Quanto alle manifestazioni in armenia, mi permetto di dire che non ho mai creduto a mai crederò alla “spontaneità” delle manifestazioni popolari.
        Se dietro gli azeri c’erano turchi sionisti e nato, anche dietro le manifestazioni armene secondo me c’è qualche manina! Non so se sia russa o nato-sionista-turca.
        Spero di sbagliarmi e che questa volta la spontaneità sia l’eccezione che conferma la regola!
        Comunque, manine a parte, la cosa più importante sarà capire l’evoluzione politica dell’armenia nel prossimo futuro.
        Se il sentimento degli armeni nei confronti dei russi è quello che lei ci ha descritto, la vedo dura per i russi e temo fortemente che la protesta sarà facilmente cavalcata dai suoi avversari con l’esito facilmente prevedibile di un buon pezzo di caucaso che finisce nelle grinfie di imperialisti e sionisti di ogni tipo.
        Mi domando, quindi, se è stata davvero saggia la decisione russa di non intervenire militarmente a favore dell’armenia… credo che avremo presto una risposta.
        La saluto cordialmente.

  • Prowall
    12 Novembre 2020

    Unico dato nuovo: una Brigata d’élite posizionata al crocevia di numerose linee strategiche. Credo che chi comanda quella Brigata possa concludere di aver ‘vinto’
    Naturalmente anche le vittorie hanno un costo.

  • Paolo
    12 Novembre 2020

    Una delle cose che deve essere assolutamente rilevata, tra i vari aspetti che sono stati giustamente messi in luce in questi commenti, è il fatto che la nazione e il popolo armeno hanno totalmente fallito. In questi ultimi anni hanno sostenuto, bene o male, un capo del governo che ha fatto la ballerina con i governi occidentali, e all’interno ha praticato una politica anti russa, se non proprio russofobica. Cosa speravano di ottenere? Hanno una regione da loro occupata in una sanguinosa guerra in una situazione indefinita a livello internazionale, con la parte opposta che si sta riarmando in maniera aggressiva e sostenuta, e loro praticano una politica pro Occidente allontanandosi dalla Russia, il loro storico alleato. Perché non hanno pensato ad armarsi anche loro? Perché non hanno costruito uno stato forte, invece di lasciare la loro nazione inondata da o.n.g. occidentali che stanno sviando la loro gioventù? Che razza di Stato è quello armeno che permette ad una folla inferocita di entrare nei palazzi governativi e addirittura nel Parlamento e a metterli sotto sopra? La Germania, gli Usa, la Ue tutti non hanno mosso un dito per salvarli, e loro gli stanno vendendo la loro storia, la loro anima per quattro soldi. Hanno alle spalle un genocidio del loro popolo praticato dai turchi e sostenuto dalla Germania, e loro si stanno avvicinando ad una organizzazione militare come la nato che li contiene entrambi, allontanandosi, tra l’altro in modo aggressivo, dall’unico paese che li ha sempre protetti e salvati. Che cosa può portare una nazione e un popolo a fare un errore strategico di questa portata? È impossibile aiutare qualcuno che non vuole aiutare se stesso. Ed è vero che Iddio acceca coloro che vuole perdere!

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