Putin si incontra con Biden solo per spiegargli dove si trovano le linee rosse della Russia


“Putin non ha cercato l’incontro. Quando gli è stato offerto tale incontro da Biden, Putin non si è affrettato ad accettare l’invito di Biden”

In attesa dell’incontro tra i presidenti Vladimir Putin e Joe Biden a Ginevra, il Cremlino non cerca un reset, e nemmeno una distensione. Né vi è alcuna prospettiva di un grande affare del tipo che alcuni russi pensavano potenzialmente fattibile all’inizio della presidenza di Donald Trump. A Mosca non ci sono illusioni: i rapporti conflittuali con Washington sono qui per restar

Anche le concessioni unilaterali russe sono fuori questione di fronte al potere consolidato degli Stati Uniti e al più stretto coordinamento di Washington con gli alleati. In linea di principio, il presidente Putin sarebbe aperto a una sorta di compromesso strategico con gli Stati Uniti, ma deve sapere che il presidente Biden e l’intera classe politica statunitense non sono interessati a questo, per usare un eufemismo.

Né Putin ha bisogno dell’incontro come prova di essere alla pari con Biden. Dal punto di vista del Cremlino, lo status internazionale della Russia non si basa sul fatto di tenere incontri periodici faccia a faccia con un presidente americano, ma piuttosto sulla capacità di dissuadere in modo affidabile il potere militare degli Stati Uniti e sull’essere resilienti all’aumento della pressione politica, economica, finanziaria, sotto forma di varie restrizioni.

Putin con i suoi ufficiali

Detto questo, Mosca si è posta diversi compiti per l’incontro di Ginevra: soprattutto, spiegare a Joe Biden senza mezzi termini dove stanno le linee rosse della Russia. Queste includono invitare l’Ucraina a unirsi alla NATO, schierare forze e basi militari statunitensi – in particolare missili INF – in Ucraina, perdonare i tentativi di Kiev di recuperare il Donbas o la Crimea con la forza, cercare di strappare la Bielorussia alla Russia e così via.

Oltre a ciò, Putin si impegnerà con Biden sulle modalità di un dialogo strutturato sulla stabilità strategica, che potrebbe portare a negoziati su un nuovo accordo USA-Russia per il controllo degli armamenti. Potrebbe anche essere utile revocare reciprocamente le restrizioni alle rappresentanze diplomatiche russe e statunitensi nei rispettivi paesi, per includere la restituzione delle proprietà diplomatiche russe sequestrate da Washington.
Secondo Mosca, avrebbe senso un dialogo sui temi della sicurezza informatica con gli Stati Uniti. Tuttavia, non ci si dovrebbero aspettare scuse russe in merito alla sua presunta interferenza nelle elezioni statunitensi.

Putin non è certo alla ricerca di un match clamoroso con Biden a Ginevra. Non deve dimostrare al suo pubblico a casa che può mantenere la sua posizione e respingere la retorica di Biden. Putin ascolterà, ovviamente, ciò che Biden ha da dire, ma non ne seguirà alcuna discussione sulla politica interna russa.

Piuttosto, Putin sarà probabilmente interessato a valutare dove risiedono le vere preoccupazioni di Biden; dove possono trovarsi le aree sensibili in cui la moderazione reciproca, piuttosto che accordi di compromesso irraggiungibili, può essere la migliore strada per ora; e come gli Stati Uniti potrebbero agire e rispondere in diversi scenari. Il focus della conversazione sarà esclusivamente su questioni internazionali, sia bilaterali che globali.

L’importanza dell’incontro di Vladimir Putin con Joe Biden non va esagerata. Putin non ha cercato l’incontro. Quando gli è stato offerto uno da Biden, Putin non si è affrettato ad accettare l’invito di Biden , ma ha preso tempo per considerarlo. Per Putin, l’invito di Biden non è mai stato una ricompensa: in quanto leader di una grande potenza e di una delle due superpotenze nucleari, trova normale trattare affari con la sua controparte statunitense. I recenti messaggi di Putin al mondo intero riguardano meno quello che può fare insieme al presidente americano, e più quello che la Russia può fare da sola e, se necessario, contro la volontà del governo degli Stati Uniti.

Con tutto ciò in mente, l’incontro di Ginevra può essere utile a entrambe le parti. Il confronto tra loro continuerà, ma si spera con reti di sicurezza più sicure costruite e mantenute attorno ad esso. Per quanto riguarda il futuro delle relazioni USA-Russia, non sarà deciso in riunioni di alto livello, ma plasmato nel corso stesso del confronto in corso. La cosa più importante è che non sfugga di mano.

Dimtri Trenino

Fonte: Carnegie Moscow Center

Traduzione: Luciano Lago

16 Commenti
  • Giorgio
    Inserito alle 13:12h, 16 Giugno Rispondi

    In fondo sei un “buono” …….
    “ma com’è buono lei” …….. diceva Paolo Villaggio ……

    • atlas
      Inserito alle 14:06h, 16 Giugno Rispondi

      ma lascialo parlare da solo. E’ evidente che si è ingroppato il direttore della struttura psichiatrica ove si trova rinchiuso, e quello per ringraziamento gli fa usare il pc

      • Giorgio
        Inserito alle 19:23h, 16 Giugno Rispondi

        Anche i sassi sanno che le galline allevate a terra sono molto migliori di quelle allevate in batteria …….

  • Arditi, a difesa del confine
    Inserito alle 15:30h, 16 Giugno Rispondi

    fossi in putin eviterei qualsiasi contatto col rimbambito, capace che proveranno ad avvelenarlo come hanno fatto in passato con quel presidente sud americano di cui ora non mi sovviene il nome

    Diffidia di tutto, non fidarti di nessuno.

    • atlas
      Inserito alle 15:37h, 16 Giugno Rispondi

      Chavez. E io di te infatti non mi sono mai fidato, non mi fido e non mi fiderò. Neanche se esci in strada con la maglietta con la foto del Duce. Tu non hai mai provato il carcere infame. Il carcere di oggi è un’astuzia dei tuoi amici ameri cani per rammollire l’Uomo. Il carcere invece dev’essere duro, si deve soffrire in carcere, senza perdere l’identità militante. Si deve imparare ad avere pazienza. Andrebbe provato, almeno una volta nella vita

      • Arditi, a difesa del confine
        Inserito alle 16:20h, 16 Giugno Rispondi

        non si fida di me ?
        esticazzi

        provi a salire su qualche monte (vabbè se sta in Salento difficile) per vedere la vastità del cazzo che me ne frega se lei di me non si fida
        ma chi pensa di essere, il ras del sito?
        uno che sputa ogni santo giorno sull’Italia ma intanto si prende la pensione dallo Stato italiano

        ma può fregare a me qualcosa che il sig Emanuele Reha non si fida di me ?
        minchia non ci dormo la notte

        lei con chi si schiera, coi siciliani secessionisti o con Ferdinando che li cannoneggia (amorevolmente, sia chiaro) ?
        o vogliamo parlare della mamma di Francesco II, nonche moglie del cannoneggiatore, Maria Cristina di SAVOIA ???
        con chi si schiera li, con papà o con mammà?

        continui pure, Reha, a mettermi in mezzo in ogni post che scrive, più aizza i pecoroni che le vanno dietro e più ne vado fiero, molti nemici molto onore
        continui pure, Reha, a mettermi in mezzo in ogni post che scrive, più mi dà contro e più dimostra che ho ragione
        perchè io ho sempre ragione, come diceva qualcuno un po’ di tempo fa

        • Giorgio
          Inserito alle 19:25h, 16 Giugno Rispondi

          Ma ……… “io ho sempre ragione” …… non lo dice anche Brescia ?

      • дуx
        Inserito alle 12:53h, 17 Giugno Rispondi

        Da exsottufficiale dei luridi corrotti carabinieri, confermo che il carcere e’ unßottima prova !!
        dimostra esattamente la corruzione di quei merdosi, e di tutti i suoi affini in uniforme !!
        …di quelli con la toga non mi esprimo !
        si sono giaß mostrati per cioß che sono… nel vocabolario o nei gerghi popolari, non esistono insulti sufficienti per descriverli.

        • дуx
          Inserito alle 12:56h, 17 Giugno Rispondi

          ps. non prendo alcuna pensione dalla merda italia. e spero che presto venga distrutta proprio dai missili Russi

          • atlas
            Inserito alle 14:45h, 17 Giugno

            io non so chi sei nè che cosa vuoi. Ma posso scrivere di ciò che riguarda ME. Non sono anarchico, lungi da me. Non odio a priori la polizia quindi. Nel sistema Sociale e Nazionale tunisino di Ben Ali ad es., mi sono prestato, e con grande soddisfazione anche. E quando quel sistema è franato, una parte di me è morta, ho rivisto quell’antifascismo democratico di merda prendere potere, giorno dopo giorno, ho vissuto lì come un ’45 dei miei giorni. Ovvio che ora quella polizia la chiami milizia, e non la stimi più. Da Duo Siciliano mi sono messo al servizio dell’italia ? Mi arruolai volontariamente nell’arma piemontese per eccellenza ? Ho avuto i miei motivi, non devo chiedere scusa a nessuno. Non ho MAI fatto servizio nelle mie Due Sicilie occupate, bensì a T’orino, Genova, Milano, il triangolo industriale, quello intriso di sovversione sinistro materialista marxista. NESSUNO della mia Famiglia ha mai lavorato subordinandosi agl’italiani, i soldi ci arrivavano da Roma, cmq Mediterranea. Così come Mediterraneizzate erano diventate quelle Istituzioni e le Amm.ni di quello Stato, dal retaggio Fascista. E’ diverso. Poi nel 1984 il servizio militare era ancora obbligatorio. Fu quello ? Nemmeno. A me non mi costringe nessuno a fare ciò che non voglio fare. Invece a quel tempo c’era la DC, il Partito la cui corrente di razza Mediterranea, quella che fu di Moro, guardava al Mediterraneo, agli Arabi, mettersi a disposizione era il miglior modo per conservare il più a lungo possibile il Fascismo. L’MSI ? Una manica di destri filoameri cani, con poche eccezioni, meglio Franco Freda e Roberto Fiore piuttosto. Nel 1991 la mia svolta ? Prima fuori e poi dentro ? Anche allora non mi sbagliai, tanto sarebbe stata questione di poco ancora. Poco dopo prese tutto in mano Berlusconi. Un conto è servire uno Stato un conto il privato. E così anche l’arma diventò milizia, nemico

  • Monk
    Inserito alle 17:48h, 16 Giugno Rispondi

    Bah! Alla fine sempre e solo tarallucci e vino. Per la guerra mondiale a Risiko possiamo organizzare a casa mia.

  • eusebio
    Inserito alle 19:20h, 16 Giugno Rispondi

    Qualche ora fa si è fatta viva quella pazza furiosa di Hillary Clinton, quella a cui è stato lanciato tra i piedi Donald Trump per impedirle di diventare presidenta e di scatenare una guerra atomica contro la Russia, la quale ha detto che Putin si diverte ad indebolire le democrazie e Biden deve fermarlo, criticando poi i repubblicani i quali amano il tipo macho e quindi sono affascinati da Putin.
    La poveretta un tipo macho lo ha sposato e l’ha resa la più grande cornuta di tutti i tempi (visto quanto era bruttina all’epoca del college bisogna capirlo), la cosa l’ha fatta ammattire e da quando è diventata praticamente la leader del partito democratico per vendicarsi ha deciso di sterminare tutti i maschi bianchi del globo.

    • Giorgio
      Inserito alle 19:28h, 16 Giugno Rispondi

      Molto divertente (e vera) l’analisi sulla disturbata Hillary …..

    • atlas
      Inserito alle 02:41h, 17 Giugno Rispondi

      la Clinton ? Tipico volto sinistro anglosassone da strega. Trump ? Tipico BABBEO che piace tanto al ‘fascista’ ardito destroide. Tutta merda, solo merda, nient’altro che merda. Sprofonderai nella merda ardito, ci sguazzerai e ci soffocherai

  • дуx
    Inserito alle 13:11h, 17 Giugno Rispondi

    A tutti i commentatori… dare risposta ad ardito (ardito de cossa?) , e’ dare importanza al nulla.
    Pertanto vi suggerisco di sorvolare sulla puzza.
    stesso vale per coloro che vengono a portare il loro fetore…
    che vadano pure a farsi fottere da mentina e compagnia cantante.

    • Giorgio
      Inserito alle 18:22h, 17 Giugno Rispondi

      La vita è meravigliosa ….. ma non nel presunto paradiso liberal democratico …….

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