Putin reindirizza la produzione russa di gas e petrolio in Asia

di Carlo Sannat

Nella misura in cui i nostri rapporti con la Russia di Vladimir Putin non sono proprio in buone condizioni, non dovrebbe sorprendere che il presidente russo spieghi che “presumerà che le consegne in Occidente diminuiranno”!

Questo era quasi ovvio e l’affondamento delle porte aperte è ormai un fatto.

“Vladimir Putin ha chiamato giovedì 14 aprile a reindirizzare le esportazioni di energia russe dall’Europa all’Asia, a causa della crisi causata dalla sua offensiva in Ucraina, accusando gli europei di “destabilizzare il mercato” volendo fare a meno degli idrocarburi russi. »

“Supponiamo che in futuro le consegne in Occidente diminuiranno”, ha affermato il presidente russo durante una riunione di governo dedicata al settore energetico nel contesto delle sanzioni internazionali. Dobbiamo quindi “riorientare le nostre esportazioni verso i mercati del Sud e dell’Est che stanno crescendo rapidamente”, ha aggiunto.
“I paesi europei parlano costantemente di fare a meno delle forniture russe e così facendo destabilizzano il mercato e fanno salire i prezzi”, ha accusato il presidente russo. “I tentativi dei paesi occidentali di estromettere i fornitori russi, per sostituire le nostre risorse energetiche con forniture alternative, influenzeranno inevitabilmente l’intera economia globale”, ha avvertito Vladimir Putin.

Intanto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha indicato che proporrà l’obiettivo dell’indipendenza dell’UE dai combustibili fossili russi entro il 2027! Ma è un bene che la Crudelia della grande commissione voglia l’indipendenza entro il 2027, perché il mio mignolo mi dice che quando Putin venderà il suo gas all’Asia e riorienterà i suoi flussi, le consegne non potrebbero più arrivare in Europa ben prima del 2027 e forse il prossimo inverno , 2022/2023, che potrebbe lasciare brutti ricordi alle nostre popolazioni occidentali.


Nota: Washington d’altra parte ha dato precise disposizioni e i governanti europei si adeguano. Non è il benessere dei cittadini europei che interessa ai governanti europei ma piuttosto la garanzia per le loro posizioni politiche e le loro carriere che soltanto Washington può assicurare. La UE conta per quello che conta ma anche questa è costituita da personaggi ben attenti alla loro poltrona ed all’obbedienza. Senza considerare che, in clima di guerra, chiunque non si adegui alle disposizioni del “Grande Fratello” d’oltre Atlantico rischia di persona e nessuno vorrebbe correre questi rischi.
Fonte: Insolentiae
Traduzione e nota: Luciano Lago

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