"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Putin non ha aiutato la Siria contro Israele. E allora?

di Anatoly Karlin

Ci sono alcune idee piuttosto strane che circolano sul fatto che la Russia sia obbligata ad aiutare la Siria / Iran nei loro scontrio lunghi decenni con Israele, e che Putin stia “tradendo il suo popolo” nel non farlo.
Bene, l’ultima volta che ho controllato, Putin è il presidente dei russi, non dei siriani / iraniani.

In effetti, il termine “сирийские братушки” (“I fratelli siriani”) è da tempo un meme ironico su Runet per indicare l’assurdità di tali appelli. Non sono nemmeno in disaccordo con l’affermazione che Putin ha tradito il suo popolo. È solo che è successo nel 2014, non in nessuna delle dozzine di occasioni in cui non è riuscito a condurre una guerra nucleare con Israele per indulgere alle peculiari fantasie ideologiche degli occidentali sulla Russia come l’antipode alla minaccia sionista.

In ogni caso, Putin non ha mai nemmeno reagito agli omicidi americani di mercenari russi in Siria, quindi sarebbe semmai assurdo – per non dire estremamente offensivo (per i russi) – se dovesse fare di più per gli iraniani.

Alexander Mercouris ha spiegato perché la Russia non ha incentivi razionali a schierarsi con le beghe arabe / israeliane nel 2017:

“Non è solo il fatto che i media occidentali possano essere invocati a non criticare mai alcuna azione che Israele prende per quanto errata o oltraggiosa possa essere. La triste verità è che neppure lo fa alcuno dei governi più importanti del mondo . Gli Stati Uniti non solo sostengono invariabilmente Israele qualunque cosa faccia e per quanto oltraggiose possano essere le sue azioni, ma i giorni in cui le azioni israeliane avrebbero provocato forti critiche da parte dei governi di Russia e Cina sono finiti da tempo”.

I russi e i cinesi hanno le loro motivate ragioni pratiche per questo cambio di posizione. Dal momento che gli arabi non sono in grado di prendere una posizione unita contro Israele, non ha molto senso farlo. Inoltre i russi sono stati gravemente bruciati durante il periodo compreso tra il 1967 e il 1985, quando hanno preso una forte posizione contro Israele questo è bastato per essere accusati dagli arabi per i loro stessi fallimenti, e questo è accaduto quando hanno scoperto che i miliziani della jihad arabi erano molto più felici di combatterli in Afghanistan che combattere gli israeliani. Inutile dire che dopo questa esperienza i russi non hanno intenzione di sporgere il collo di nuovo per gli arabi .
Quando seguirono la Guerra dei Sei Giorni del 1967, i russi si impegnarono con tutto la loro determinazione  nel conflitto arabo-israeliano – appoggiando diplomaticamente gli arabi, armando intensamente gli arabi, inviando una forte forza militare per difendere l’Egitto nel 1970 dagli attacchi aerei israeliani e fino a spezzare per lungo tempo le relazioni diplomatiche con Israele – il risultato per Mosca fu una catastrofe.

La grande comunità ebraica dell’URSS si alienò, l’URSS scoprì che, così facendo, come nemico di Israele questa aveva ulteriormente avvelenato i suoi rapporti con le potenze occidentali proprio nel momento in cui cercava di distendersi con loro, e l’URSS scoprì rapidamente che, per i suoi alleati arabi “nel quale aveva investito così tanto, era al contempo diventata ingrato e traditore, tanto che nel 1980 l’intera posizione dell’Unione Sovietica in Medio Oriente era completamente crollata.

L’ultima goccia è arrivata dopo l’intervento sovietico in Afghanistan nel 1979, quando volontari provenienti da tutto il mondo arabo si sono precipitati a combattere i russi in Afghanistan, in un modo che non avevano mai mostrato il minimo segno di voler attuare contro Israele a nome dei palestinesi .

Non sorprende che i russi abbiano quindi deciso di non essere mai più coinvolti direttamente in nessuna parte del conflitto arabo-israeliano dalla metà degli anni ’80.

Così, mentre la Russia mantiene buoni rapporti con gli stati arabi, e mentre la Russia continua a dare sostegno ai palestinesi, la Russia si è sempre sforzata di mantenere buoni rapporti con Israele, e ha stretto importanti legami economici con Israele.

Un altro punto che vorrei far psservare è che molti di questi ferventi oppositori degli anglo-ionisti erano anche alcuni dei più attivi nel propagare il meme su come intervenire in Ucraina nel 2014 era una trappola anglo-sionista per attirare la Russia nella WW3 e vantando la brillantezza degli accordi di Minsk, mentre urlavano i suoi detrattori come isterici, se non addirittura come sesto cronista.
Mi dispiace così tanto di rompere con loro per il fatto che la Russia non stia andando a combattere una guerra con Israele, o addirittura a tagliare i legami economici, per formarsi nel campo di addestramento del deserto. In realtà non mi dispiace molto. L’aumento dei prezzi del petrolio deve essere visto in anticipo.

Fonte: The Unz Review

Traduzione: Luciano Lago

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  1. Paolo 3 mesi fa

    Giusto!
    I russi non sono obbligati a difendere i siriani.
    E i siriani non sono obbligati a tenersi le basi
    russe sul proprio territorio tanto meno militari
    russi, via sciò, fuori dalle palle!
    Questi articoli dimostrano solo a che livelli
    di sciatteria giustificativa sia giunta la Russia
    attraverso i loro giornalai.Vergogna!
    E gli USA? per quanto criticabili, hanno
    molta più dignità di questi nuovi russi che han scoperto
    le carte, almeno loro difendono e continuano a difendere
    il loro stato amico Israele.
    Chi voleva spingere la Russia alla ww3?
    Datti una calmata Anatoly, manco la cacca
    sa fare la Russia, e lo sta dimostrando!

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  2. songanddanceman 3 mesi fa

    Putin sta facendo semplicemente gli interessi della Russia ( e dei russi ) .
    La marina militare russa controlla saldamente la costa ed i porti siriani ,
    e nessuno si azzarda a bombardarli , da lì non si muoverà mai .
    Putin , Non vuole che la “pipeline-gas” iraniano attraversi la Siria per andare direttamente in Europa .
    Putin , Vuole che il prezzo del petrolio aumenti .
    Putin , fin quando Israele non ucciderà un solo soldato russo non muoverà un dito ( e Israele lo sa )

    L’impressione mia e’ che ci sia un accordo sotto banco fra Russia e “democratici”
    per impedire una vittoria totale siriana, ma che tale Stato possa esistere solo se mutilato, indebolito
    ed isolato dai suoi alleati Iran ( e forse anche dal Libano ) .

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    1. Totila 3 mesi fa

      Completamente d’accordo, la geopolitica è una materia complessa fatta di mille intrighi, relazioni multiple e sottiliezze.. chi ha studiato o conosce un minimo la storia (antica, medioevale e moderna) sa benissimo che questo tipo di atteggiamenti sono ricorsivi e sostanzialmente normali, indipendentemente dall’epoca e dal popolo/nazione/impero.
      Mi viene sempre da sorridere infatti a leggere i commenti del 90% dell’utenza di questo blog, che urla e sbraita perchè “Putin deve attaccare, bombardare, colpire,ecc. se no è un venduto sionista!!1!” senza ragionare un minimo sulle conseguenze che avrebbero determinate azioni nelle questioni internazionali e di sicurezza, e sono poi gli stessi che accusano gli USA di essere guerrafondai..
      Per quanto non sopporti anche io lo stato sionista (e immagino sia lo stesso per la governance russa) non ha per niente senso inimicarsi il partener israeliano in questo momento.. Putin cerca di mantenere aperte e stabili le relazioni con tutti i soggetti mediorientali, solo così può dimostrare di essere potenza globale in grado di far mediare gli stati più diversi; inoltre la Russia non può minimamente competere in questo momento con l’unione USA-Israele-Arabia Saudita.
      Mi ricorda molto la Repubblica di Venezia nei confronti dell’Impero Ottomano, i Veneziani ben sapendo di non poter competere in uno scontro diretto con l’impero turco, sono riusciti nei secoli a mantenere forza e possedimenti nell’area adriatica e mediterranea solamente con un lavoro eccezionale di diplomazia, azioni mirate e guerre ibride, alternando momenti di tensione e pace con la sublime porta.
      La Russia in questo momento è la Venezia repubblicana che deve riuscire a mantenersi competitiva nei confronti dell’impero Americano-sionista

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      1. Paolo indem come sopra 3 mesi fa

        …mi viene sempre da sorridere…
        Ridi,ridi.
        Risus abundat in ore stultorum.

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      2. XD 3 mesi fa

        Grazie a Totila che ha spiegato chiaramente la questione… anch’io effettivamente ho commentato dicendo che Putin non è altro che un altro ” servo” di Israele..ma è vero che la geopolitica è molto più complessa e comunque lo stimo in ogni caso.

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      3. Jacobus 3 mesi fa

        Essendo sostanzialmente d’accordo con Totila, dissento dalla lettura dell’articolista, evidentemente rimasto a schemi dell’epoca URSS.
        La Russia non sta agendo in questo modo per cinismo o per diffidenza dall’Iran; questa è una lettura molto miope e superficiale.
        E’ chiarissimo, invece, come ci sia un disegno preciso e concordato tra Russia, Siria e Iran per rafforzare progressivamente le posizioni senza offrire a Israele il tanto desiderato pretesto per una guerra aperta (in cui chiamare dalla propria parte gli USA).
        O qualcuno crede davvero che i Siriani si siano presi la libertà di bombardare il Golan occupato senza essersi prima coordinati con i Russi?
        E’ ovvio che Zio Vlad li ha autorizzati a far piazza pulita di un bel pò di apparati israeliani di sorveglianza e supporto,
        in preparazione della prossima offensiva per liberare dai takfiri i dintorni di Daraa’ ed il confine col Golan.
        La rappresaglia di Netanyahu era scontata – anche se forse un pò più massiccia del previsto, dato che alcuni settori della contraerea siriana sono stati presi alla sprovvista (cfr. pantsir distrutto).
        La mancata consegna ai siriani degli S300 (che in realtà non servono alla difesa ravvicinata, ma minaccerebbero gran parte dello spazio aereo di Israele)
        risponde semplicemente alla logica, più volte enunziata da Putin, di NON METTERE MAI IL TUO AVVERSARIO ALL’ ANGOLO,
        ma lasciargli sempre una via di uscita; così che non sia costretto ad attaccarti con la forza della disperazione.
        E’ puro e semplice Sun Tsu, signori. E FUNZIONA.
        Infine, tanto per chiarire: in Siria NON CI SONO FORZE COMBATTENTI IRANIANE.
        Ci sono piccolissimi distaccamenti dell’intelligence dei Pasdaran per inquadrare le milizie sciite e supportare Hizbollah. Punto.
        Non vaneggiamo di annessioni o occupazioni di Siria e Iraq da parte dei Persiani, che non ragionano così.

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  3. Fabio franceschini 3 mesi fa

    Tra una guerra atomica e fornire un reggimento di s 300 o usare i propri radar per aiutate la contraerea siriana ce ne corre! Il problema è che i continui attacca di Israele alla Siria(non all’iran o a hezbollah ma alla siria)quelle che viene meno è la credibilità militare della russia. Poi facciano ciò che credono .una Siria un po’ più forte militarmente potrebbe essere un valido sostegno alla strategia russa se no per quale ragione si sono mossi i russi?

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  4. Mardunolbo 3 mesi fa

    “…e allora ?” Nulla ! Evidentemente non hanno capito una mazza di come va il mondo….
    Anzitutto la situazione dovrebbe essere differente da quando esisteva l’Unione Sovietica; ma questo non e’ entrato ancora nella zucca dei russi, evidentemente !
    Quindi fare il paragone tra quanto successe decine di anni fa ed ora e’ semplicemente ridicolo !
    Inoltre non e’ stato ancora compreso che gli Usa si stanno annettendo sotto la loro influenza (che e’ solo e soltanto influenza sionista) pezzo a pezzo ogni nazione del mondo.
    Non capire questo significa essere poveri illusi, quantomeno….
    Aggiungasi che supportare con delle difese efficaci le nazioni che si considerano “alleate”, e’ il minimo che possa fare una nazione forte anche se non in grado di competere militarmente con gli Usa.
    Aspettare che l’accerchiamento economico eseguito sugli Usa, da parte di Russia e Cina, faccia effetto deciso, significa dar tempo agli Usa di fare tutte le mosse necessarie per devastare quanti piu’ paesi possibili, nel mondo.
    Ed anche questa e’ una mossa parecchio stupida !
    Una nazione che voglia mantenere integro il suo status di indipendenza economico-politica, dalla schiavitu’ degli Usa, deve agire con determinazione per attivare ogni nemico degli Usa, in funzione deterrente. Se non si fa si va incontro ad uno stallo militare-politico, che prelude alla sconfitta sia militare, sia politica.
    Il sistema adottato finora da Putin sta dando proprio questi frutti ed e’ incredibile che non sia capito.
    Ha ragione Paul Craig Robertson in un articolo di poco tempo fa , nel dire che i Russi non hanno ancora capito la strategia Usa e non la capiranno mai se si ostinano a voler far ragionare chi NON vuole ragionare…
    Credo quindi che lo schema elaborato da questo giornalista , se e’ lo schema adottato dal governo russo, e’ uno schema fallimentare sotto ogni punto di vista e quando si accorgeranno dell’errore sara’ troppo tardi e forse ci sara’ tempo solo di sparare la salva di missili atomici per provocare l’olocausto nucleare globale.
    Complimenti e congratulazioni con la dirigenza russa !
    A questo punto non sarebbe meglio abbassarsi i pantaloni e porgere il culo per farselo infilare meglio, piuttosto che attendere fino alla catastrofe nucleare ?

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    1. lister 3 mesi fa

      Completamente d’accordo, Mardunolbo.
      E poi, siamo così certi che la Russia, attualmente, non sia in grado di competere militarmente con gli USA?

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      1. Walter 3 mesi fa

        La guerra non è solo una questione di tecnologia bellica e numero di missili con testata atomica. Gli USA spendono quasi 700 miliardi di dollari l’anno per mantenere e rinnovare il loro apparato militare. La Russia dopo un mese di guerra con gli USA sarebbe alla fame. Già ora è in difficoltà nel mantenere le spese militari che comporta la difesa delle sue posizioni. Gli americani questo lo sanno bene ed è proprio sulla loro superiorità economica che contano, prolungando una guerra proxy di logoramento che la Russia paga a caro prezzo e non può permettersi di continuare a lungo.

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        1. Fabio franceschini 3 mesi fa

          Una guerra vera tra russia e stati uniti non durerebbe un mese.pensi che gli americani potrebbero sostenere qualche migliaio di morti per abbattere assad? Gli americani hanno finto di attaccare la Siria perché gli bastava affermare un principio.gli americani(almeno i militari) temono i russi come i russi temono gli americani.e questo e tanto vero che ,per chi non l’avesse capito,gli USA vogliono usare Israele come proxy contro la Russia.io ho sentito parlare di attacchi alle basi e alle forze iraniane in Siria in realtà il grosso di questi attacchi è stato fatto a strutture siriane in particolare di difesa aerea!.le forze iraniane in Siria non sono neppure lontanamente sufficienti ad attaccare Israele. E se davvero ci fossero in Siria 80.000miliziani tra iraniani e sciti iraqeni e siriani pronti ad attaccare Israele questi attacchi aerei non sarebbero stati niente se poi aggiungo 20.000hezbollah ,la migliore milizia di tutto il medio oriente,sarebbero stati del tutto ininfluenti. Qualsiasi esperto militare indipendente sa che l’iran non ha ne potrebbe avere le forze sufficienti per attaccare Israele con la speranza(non di vincere) di costringerlo ad usare armi nucleari .la realtà è che gli americani vogliono andarsene ma non possono lasciare il campo ai russi allora devono mobilitare Israele.i russi non possono e sopratutto non vogliono avere uno scontro con Israele ,per ragioni che meriterebbero davvero di essere approfondite a parte,e quindi sopportano pragmaticamente subiscono il male minore confidando che alla fine neppure Israele può rischiare il nodo del collo ma non mi venite a dire che l’obbiettivo de raid dell’IDF è lo schieramento militare iraniano perché questa è una cosa falsa!

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  5. STREICHER 3 mesi fa

    LA Russia e l’America sono in mano ai Giudei al100% .Detto CIO consiglio a Totilla di non far paragoni con Venezia ,forse totilla non lo sa ma I Giudei subito dopo LA Vittoria di Lepanto vennero cacciati con un editto da Venezia xche’ considerati Spie traditrici accusati Dallas Serenissima di aver convinto I Turchi a fare guerra a Venezia. LA Storia si ripete gli Ebrei fomentano le guerre e gli altri le fanno solo che stavolta il potere ebraico e’ immensamente piu grande Di prima

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  6. 3 mesi fa

    Totila inverti i termini, la venezia del 1500 che controllava il mercato ed i valori di scambio di
    oro e argento somiglia piu’ alla finanzia internazionale apolide che controlla il mercato mondiale
    attuale, la russia di adesso non e’ una potenza mercantile,come la venezia di allora.

    Venezia non ha mai avuto altra etica che quella dello strozzinaggio del mercimonio e della speculazione
    Non arat non seminat , dicevano di lei.
    Venezia aveva solo una rete commerciale, non aveva territorio ne’ produceva , la russia ha risorse naturali e territorio , l interesse di venezia era quello di mantenere
    e ramificare la sua rete di commercio , e il suo monopolio sui valori di scambio di oro e argento.
    La russia attuale sta cercando di rendersi alternativa e sganciata ,dalla rete del mecato internazionale, gestito dalla
    finanza apolide.

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  7. Salvatore Penzone 3 mesi fa

    “Penso che l’evento o fenomeno capace di formare un ordine mondiale multipolare non potrà essere un’altra guerra, ma piuttosto impedire la terza guerra mondiale. Se riusciremo a superare il punto critico, permettendo che la situazione si normalizzi, tutti i Paesi troveranno un po’ di prosperità e avranno tutti i benefici derivanti dalla globalizzazione.” (Andrej Fursov. storico e politologo)
     
    Perché un mondo multipolare sia tale veramente le sue fondamenta vanno costruite usando logiche del tutto diverse da quelle fin qui adoperate. Bisognerà mettere al centro il diritto internazionale e il rispetto per il ruolo, le capacità e le caratteristiche di ogni nazione. Russia e Cina vinceranno se saranno capaci di imporre la loro strategia senza colpo ferire.
    Il libero mercato nel suo pratico appalesarsi si configura come una vera e propria forma di colonialismo dove ad agire sono in prima persona gli stessi soggetti che una volta si nascondevano dietro le politiche colonialiste degli stati nazionali. Oggi che il loro potere economico ha raggiunto quello degli stati, pensiamo ai Fondi di Investimento come l’americana BleckRock, e hanno in mano gli organismi internazionali come il FMI, agiscono quasi allo scoperto. Le redini però del sistema finanziario internazionale sono ancora nelle mani della Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea che raccoglie sotto di sé tutte le Banche Centrali e che fa capo a quella parte dell’élite finanziaria mondiale, (la parte più grossa e più ricca dell’élite del progetto occidentalista globale), le cui basi sono quei settori finanziari del vecchio impero britannico associate di solito con il nome dei Rothschild. Tutte le nazioni che hanno banche centrali non soggette alla banca d Basilea sono sottoposte ad attacchi militari, a colpi di stato, rivoluzioni colorate, minacce, e la Russia ne sa qualcosa avendo vissuto la catastrofe della stagione delle ricette neoliberiste con la svendita e la privatizzazione del patrimonio pubblico che fece cadere il paese in una profonda recessione, provocando una diffusa povertà. Putin ha rimesso la nazione sulle sue gambe perché ha combattuto lo strapotere degli oligarchi sostenuti dall’Occidente e ridato allo Stato il controllo dei cardini dell’economia in modo da contrastare le mire coloniali che si celano nelle politiche neoliberiste.

    A maggio del 2016 la Chiesa Ortodossa Russa produceva un importantissimo documento dal titolo “L’economia nel contesto della Globalizzazione”.
    Con quel documento il Patriarcato di Mosca entrava in gioco con tutto il suo peso in aiuto a Putin e preparava il terreno per dare una forte spallata alla quinta colonna neoliberista e filoccidentale che,
    principalmente attraverso la Banca Centrale, tiene sotto scacco la
    prospettiva sovranista di Putin. Poi è arrivata la stagione delle
    sanzioni e il Presidente russo sembra averne approfittato per cambiare la politica monetaria della Banca Centrale Russa e spingerla a non seguire le normali politiche di austerità e di bilancio del FMI gradite a Washington (alti tassi di interesse, controllo dell’inflazione, stabilizzazione del rublo e freno ai consumi) in modo da finanziare l’economia sotto attacco. Perfino filo-atlantisti come Dmitri Medvedev sembravano sostenere questo nuovo assetto, mentre il capo della Banca Centrale, Elvira Nabiullina approntava un sistema di automazione delle transazioni bancarie alternativo allo SWIFT. Liberare la banca centrale dagli artigli dei Rothschild significa sottrarre a Israele la principale arma che gli permette di tenere banco e di essere lui a dare le carte alla Russia per frenarne l’azione in Medioriente e imporle accordi a lui favorevoli. Se Putin finora era così fermo nel ribadire l’alleanza con l’Iran ciò voleva dire che era sicuro di riuscire nel suo intento. Se ora ha invitato Netanyahu alle celebrazioni della Vittoria significa invece che vuole prendere tempo e aspettare che si maturino le circostanze che gli permetteranno di liberarsi della quinta colonna nemica. In questo senso va vista la riconferma di Medvedev a Primo Ministro. Quando Putin riuscirà nel suo intento la posizione di Israele nel Medioriente sarà tanto indebolita da non potergli più permettere di essere il regista occulto dei piani di destabilizzazione che dovrebbero portare alla creazione del Grande Israele. A questo punto la Russia potrebbe portare
    avanti un piano per stabilizzare l’area e pretendere che Israele
    restituisca alla Siria le Alture del Golan e abbandoni le terre occupate dopo il 1967 e permettere al popolo palestinese di avere uno suo stato.

    Questo perché non credo che Putin possa chiudere la Russia all’interno del recinto dei propri interessi nazionali. La Nazione resterà sovrana solo se darà il suo potente contributo alla creazione di un ordine multipolare e continuerà a partecipare attivatemene alla stabilizzazione delle aree coinvolte nella strategia del caos atlantista. Il nemico di Putin e della Russia resta la finanza internazionale di cui Israele è, nel mondo arabo, un avamposto. Il problema per lui e per i paesi arabi è il governo sionista di Israele non certo la popolazione che oltretutto è in gran parte di origine russa. Il Presidente russo sa bene che il fronte della resistenza è una diga che fa da argine e protegge la Russia e il suo alleato, e sa bene che una falla al suo interno sarebbe per lei ma anche per la Cina una catastrofe. Ma anche una guerra aperta con il pericolo che si usino armi nucleari è un’eventualità che nessuno dei due attori principali vuole, quindi la cautela di Putin è più che comprensibile.

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