di Luciano Lago
Le continue provocazioni dei paesi della Nato contro la Russia hanno ormai colmato il vaso e fatto traboccare la pazienza di Putin che ha visto travalicare tutte le proprie linee rosse indicate in precedenza.
L’Ucraina, grazie al supporto costante della Nato, ha continuato con i suoi attacchi sul territorio russo colpendo raffinerie, centri commerciali, mercati, scuole e infrastrutture a lunga distanza dal confine con l’Ucraina. Questo non ha impedito la continua avanzata delle forze russe sul campo e la perdita di territori da parte dell’Ucraina con un bilancio spaventoso di perdite tra le truppe ucraine.
Nonostante questo la giunta ucraina sta vivendo i suoi ultimi giorni essendo uno stato fallito che da ultimo si trova isolato dalle principali linee di comunicazione, senza più uno sbocco al mare per i rifornimenti e con tutte le sue stazioni di servizio incendiate. L’inverno che si prospetta per la popolazione sarà durissimo, senza elettricità, riscaldamento, acqua e alimenti, sarà un inferno da cui la maggioranza della popolazione cerca già adesso di fuggire.
La giunta di Kiev si troverà ad affrontare una rivolta popolare inevitabile e pochi giorni fa si sono viste sparatorie tra i vari membri della polizia e dei servizi segreti, segno che la lotta per il potere per il dopo Zelensky è già iniziata.
Non è migliore la situazione sull’altro fronte, quello del Medio Oriente, dove l’Iran tiene in scacco gli Stati Uniti con la chiusura dello stretto di Hormuz che ha messo in crisi i rifornimenti petroliferi per mezzo mondo, incluso Europa e Asia. La crisi si è aggravata con la controffensiva dei combattenti Yemeniti contro l’Arabia Saudita che aveva bombardato Sana’a, la capitale dello Yemen. Questi combattenti, alleati dell’Iran, hanno sorpreso tutti con una veloce campagna militare con cui hanno sbaragliato le forze saudite e hanno preso il controllo delle coste occidentali dello stretto di Bab el Mandeb ed hanno preso il controllo anche della via di comunicazione verso il Mar Rosso.

Questo dimostra che il Golfo e il Medio Oriente si trovano in un nuovo equilibrio di forze e i paesi occidentali, se vogliono risolvere la situazione e ripristinare la navigazione, devono trovare un compromesso ed un accordo con l’Iran, la nuova potenza dominante della regione. Una lezione per tutti i paesi che si fidavano della “protezione” degli Stati Uniti che si è dimostrata inefficace e controproducente.

Gli Stati Uniti, assieme a Israele, sono le due potenze che hanno determinato questa situazione con l’attacco all’Iran nel Febbraio di quest’anno, causando la reazione iraniana del tutto inaspettata come potenza che ha messo in crisi l’apparato di basi militari e forze USA in Medio Oriente. Evidente che Washington ha sottovalutato la capacità militare iraniana e si aspettava una vittoria facile, puntando ad un cambio di regime a Teheran dopo l’eliminazione del leader Khamenei. Questo non è avvenuto ma al contrario l’attacco americano ha rinsaldato il regime e lo ha reso ancora più intransigente nella difesa del paese dalle mire aggressive dell’imperialismo.
Le proposte USA di un negoziato sono state respinte e le autorità iraniane hanno chiarito che la pace può essere stabilita soltanto rispettando i punti stabiliti da Teheran, tra cui la rimozione del blocco dei porti, l’annullamento delle sanzioni e il rimborso dei danni causati dall’aggressione. Del nucleare si potrà parlare soltanto in seguito.
Risulta difficile prevedere quale sarà la reazione americana anche perchè è ormai chiaro che la politica estera degli Stati Uniti è diretta dalla lobby sionista e per queste persone l’Iran è il principale nemico da abbattere.
Il presidente Trump è un personaggio inaffidabile che viene manovrato dagli esponenti della Lobby e prende le decisioni che questi gli propongono. In questo momento di trova con le spalle al muro, in vista delle elezioni di medio Termine, con i sondaggi che lo danno ai minimi termini, inoltre si trova in stato confusionale. Impossibile quindi prevedere le sue prossime mosse.
Dal conflitto in Ucraina ha fatto capire che vorrebbe sfilarsi ma continua a fornire armi ed intelligence alla giunta di Kiev, mettendo a conto dell’Europa le spese. Un comportamento contraddittorio che non permette di vedere la fine di questo conflitto.
Nel frattempo la crisi economica, energetica e sociale tende ad aggravarsi e le certezze di prima vengono meno, in particolare per i cittadini dell’Europa che pensavano di essere al sicuro sotto l’ombrello americano e nel sistema di governance fornito da Bruxelles, con la Von der Leyen, la Kallas e gli altri esponenti della Euroburocrazia al comando. In Germania si sono manifestati i primi sintomi con i risultati delle elezioni in Sassonia, seguiranno altri e le sedie degli oligarchi europei iniziano a tremare. Si spera in un cambiamento ma non è chiaro quale sarà lo sbocco di questa crisi.

11 commenti su “Putin ha perso la pazienza: inutile trattare con l’Occidente”
PER LA SALVEZZA DEL MONDO L’UCCIDENTE COLLETTIVO DEVE CADERE E, SE NON CI SGANCIAMO PER ANDARE VERSO I BRICS, CADREMO ANCHE NOI ITALIANI. I CAPETTI EUROPEI, SERVI DELLA FINANZA ISRAELOANGLOSASSONE, TUTTI IN GALERA DA VON DER LAIDEN A MELONA
L’asse del male non si arrende e rilancia la posta… stanotte si prevedono attacchi di Usa e Israele conto Iran e Yemen
L’esperto militare Yemenita, il colonnello Sirwi, ha affermato che l’Arabia Saudita non dispone della capacità di produrre missili e dipende principalmente dall’acquisto di sistemi missilistici e munizioni dall’estero.
Secondo Sirwi, il protrarsi delle operazioni militari a fronte di scorte missilistiche limitate accresce i costi di un’eventuale escalation, in particolare per i paesi che dipendono dall’importazione di sistemi di difesa aerea. Un conflitto prolungato, ha aggiunto, richiederebbe una fornitura costante di missili intercettori per garantire un’efficace copertura della difesa aerea.
Ha sottolineato che le Forze Armate Yemenite hanno dimostrato di poter colpire obiettivi strategici all’interno dell’Arabia Saudita, rendendo qualsiasi decisione di intensificare il conflitto soggetta a complesse valutazioni di natura militare e di sicurezza.
Ha concluso affermando che qualsiasi tentativo di riconquistare la costa occidentale si scontrerebbe con uno scenario militare complesso, soprattutto alla luce delle capacità missilistiche e dei droni in possesso delle Forze Armate Yemenite; tali capacità, a suo avviso, rendono l’ipotesi di una guerra a tempo indeterminato estremamente onerosa per le forze che intendessero lanciare una controffensiva.
Comunque… ampiamente superato Giobbe!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Speriamo che abbia perso veramente la pazienza, che sia rinsavito, ma questo era meglio se lo avesse fatto anni fa, comunque meglio tardi che mai.
Basta non ci sono più margini di attesa, il delinquente zelensky va eliminato insieme alla sua giunta e distrutti i suoi centri di potere.
Cosa sarebbe l’ennesima linea rossa? Comunque i russi sembrano aver confermato la fiducia al partito del Presidente, anche se la metà dell’elettorato non è andata a votare. Intanto il tempo passa e il conflitto continua, come proseguono gli approcci tra i due Grandi. Apprezzabile il sintetico commento del sig. Sarabanda, come sempre d’altronde. Saluti amici e compagni.
Grazie Nuzio, intanto piacere di leggerti, ma come vedi siamo in minoranza, ma prima o poi si accorgeranno che avevamo ragione. Saluti
avere ragione (visto che il Diritto sta nella forza), con dei missili russi conficcati da dietro, mi pare una vittoria ‘di pirla’ (milanesamente scrivendo)
ma cosa è un club di troll multi account tra cagabanda e nunzio parla , funzionali disadattati in pensione che si danno ragione su nulla dal nulla?
Complimenti Armin , in Russia ha votato il 78 percentno aventi diritto , le vostre rosicate tenetele per voi cosi come il rumore della vostra invidia ….
Ciao Europa, ti ringrazio molto per il tuo apprezzamento. Un salutone !