Putin: gli Stati Uniti estendono la loro giurisdizione a tutto il mondo


Nel corso della Sessione Plenaria per l’International Business Forum (SPIEF), a San Pietroburgo, il presidente Vladimir Putin ha condannato i tentativi degli Stati Uniti di controllare il Commercio Mondiale.
“Gli Stati Uniti stanno cercando di sospingere la propria giurisdizione in tutto il mondo”, ha detto il presidente russo.

Lo scorso venerdì, il presidente russo, Vladimir Putin, ha condannato decisamente le politiche commerciali statunitensi , nel corso della sessione plenaria del Forum internazionale delle imprese di quest’anno a San Pietroburgo (SPIEF), visto che, a suo avviso, queste politiche dell’Amministrazione USA mirano a rendere il mondo intero sottoposto al dominio delle leggi statunitensi..
Secondo il leader russo, c’è il pericolo che il modello universalista della globalizzazione, voluto dalle elite anglosassoni, degeneri in una sorta di “parodia, in una grottesca caricatura di se stesso”.
“In questo caso, le norme internazionali generali sarebbero abolite dalle leggi, dai meccanismi amministrativi e giudiziari di un solo paese o di un gruppo di paesi influenti”. Questo non è tollerabile dato che gli Sati Uniti non sono i padroni del mondo; ha lasciato intendere Putin, interrotto da scroscianti applausi dei tanti delegati presenti intervenuti in rappresentanza di tutti i paesi.

“Osservo con rammarico che gli Stati Uniti si comportano in tale forma da rendere il mondo intero quale territorio delle loro leggi”. Putin ha anche descritto la “frammentazione dello spazio economico, la politica di un egoismo economico illimitato e la sua violenta applicazione” come un altro grande pericolo.
“Ma questa è una via per conflitti senza fine, per scambiare guerre e, eventualmente, per estendere le guerre (attuali). Combattere senza regole con l’idea del “tutti contro tutti”, in senso figurato. “

I tentativi di monopolizzare la “nuova ondata di tecnologia” e limitare “l’accesso ai suoi frutti” sono la principale fonte di instabilità. “Si formano due mondi – o è in corso un tentativo di formarli. La distanza tra loro è in costante crescita: mentre alcuni paesi hanno accesso ai più avanzati sistemi di istruzione e sanità e alle moderne tecnologie, altri non hanno prospettive e non hanno possibilità di sfuggire alla miseria. Alcuni stanno addirittura lottando per la sopravvivenza, ” ha proseguito Putin.

St. Pietroburgo International Economic Forum

All’inizio del forum, il presidente Putin ha definito l’atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti del Sud America sorprendente, definendo insostenibili le minacce di intervento, compreso l’intervento militare. “Come può un Paese così autorevole presupporre che tutto il continente sia il suo cortile di casa?”

Le critiche del presidente Putin alle politiche degli USA sono state condivise dalla gran parte dei delegati presenti, anche da alcuni paesi che risultano alleati degli USA. Alcuni rappresentanti di paesi del Latino America e dell’Africa hanno messo in risalto che si assiste ad una nuova forma di neocolonialismo che impedisce l’evoluzione e lo sviluppo di paesi del terzo mondo.
Dal 6 all’8 giugno 2019, l’élite imprenditoriale internazionale si incontra nella città russa di San Pietroburgo per celebrare l'”International Business Forum” (SPIEF). Quest’anno, 17.000 partecipanti hanno partecipato al Forum, inclusi rappresentanti di oltre 1.800 compagnie russe e straniere. Lo SPIEF si svolge ogni anno dal 1997 ed è patrocinato dal Presidente russo dal 2005. Il forum è un evento importante per il mondo business sector ed è anche l’occasione per verificare le politiche economiche attuate dalle maggiori potenze.

Nota: L’evento non è stato però molto seguito dai media occidentali e in particolare il discorso di Putin è stato quasi del tutto ignorato, con poche eccezioni. I media occidentali tendono a ignorare, quando non a colpevolizzare la Russia per le rinnovate tensioni internazionali mentre le misure punitive di Washington che includono dazi, sanzioni e limitazioni al commercio per vari paesi, vengono presentate in forma di “contenzioso commerciale” o giustificate qualora applicate a paesi ostili al dominio di Washington.

Corrispondenza di Sergei Leonov

5 Commenti

  • namelda
    10 Giugno 2019

    i media occidentali non esistono se non come foraggiati portatori di pretesa libertà di stampa,
    intesa come libertà di diffondere le veline passate dai foraggiatori,
    creando così la verità rivelata, da accettare come atto di fede su cui è costruita la realtà democratica parallela e inversa.

  • Max Dewa
    10 Giugno 2019

    Ma si vede lontano un miglio che recitano son tutti d’accordo ma poi Putin che aveva I’ll nonno che faceva da cuoco a Lenin e a Stalin ma roba da chiedersi cosa avete nelle zucche a credere a sto qui con la faccia inespressiva alla draghi ( ebreo) che si vede che e’ ebreo e come basta digitare ” putin ebreo ” e scorrere le foto , ma chi comanda in Russia e’ da secoli che si sa e’ I’ll Kahal ebraico governo occulto che lo zar Nicola voleva sopprimere e invece e’ stato soppresso lo zar assieme a tutta LA famiglia LA discendenza ,I sicari stranamente tutti bolscevichi ebrei capitanati da Jacob Jurovsky ebreo

  • Joseph**
    10 Giugno 2019

    A me dispiace il comportamento di Salvini che vuole tenere il piede in 2 scarpe: vuole essere amico di Trump ( e quindi di Israele) e contemporaneamento di Putin. Deve avere la forza di dichiarare le malvage azioni internazionali di USA (dietro gli stessi pregi) e di Israele e nel contempo affermare la buona volontà della Russia che risulta distorta da falsità. Vero è che è difficile in quanto creerebbe uno scombussolamento internazionale, ma possibile che la verità deve essere sempre messa sotto i piedi? Ad esempio, stare dalla parte della Russia chiudendo tutte le basi militari Usa in Italia, comporterà forse una dichiarazione di guerra americana, militare o economica?
    Accidenti! Mi dicono di stare zitto e di non sognare….

    • Silvia
      11 Giugno 2019

      Esatto, chiudere tutte quelle basi militari purtroppo sarebbe come una dichiarazione di guerra (Poi bisogna anche considerare che molti italiani le considerano ancora belle e utili)

  • eusebio
    11 Giugno 2019

    In occidente l’evento è stato seguito eccome, c’era una flotta NATO che incrociava nel Baltico pronta ad attaccare San Pietroburgo, probabilmente Soros voleva eliminare il suo odiato nemico prima di crepare.
    La NATO fa quello che dicono Soros, Rothshild e Netacazzo, la stella della NATO è a sei punte, e i colori sono quelli.

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