Putin gioca le sue carte e mette in scacco gli USA e la UE sulla Bielorussia

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di Luciano Lago

Nella peggiore aspettattiva degli alleati della NATO, la crisi della Bielorussia sta arrivando al suo esito finale che non è quello che a Washington ed a Bruxelles si auguravano.
Si possono riassumere alcuni dei risultati delle mosse che Putin ha fatto per prendere nelle sue mani la crisi scatenatasi in Bielorussia. Anche in questa situazione Vladimir Putin è tornato a giustificare le peggiori aspettative dei suoi antagonisti, mostrandosi come un abile maestro di scacchi le sue mosse iniziano ad avere gli effetti che i suoi avversari non avevano previsto.


Il presidente russo non colpisce mai per primo ma pone in scacco la NATO sacrificando un qualche pezzo politico nella sua visone strategica che mette in difficoltà i politici occidentali e poi approfitta inevitabilmente di tutti i loro errori. Non c’è quindi da meravigliarsi che sia definito come un maestro della risposta asimmetrica per i mezzi che utilizza, secondo i canoni dell’arte marziale “Aikido” giapponese, così che lui riesce a mettere a suo vantaggio l’inerzia del nemico.
Putin si è trasformato in un incubo per i suoi opponenti occidentali dimostrando ogni volta che le sue risposte sono sempre peggiori di quelle precedenti.
Significativo notare quello che è accaduto in Ucraina, visto che l’Ucraina si è lasciata incantare dai “canti di sirena” degli USA e della UE, ottenendo come ricompensa la perdita della metà del paese. Adesso in Bielorussa sembra che il gioco puo riuscire ancora peggiore di quello dell’Ucraina perchè, secondo quello che si legge dagli analisti russi, il progetto di integrazione della Bieloussia con la Russia sembra già incamminato e dipende solo dal ritmo che gli darà il Cremlino.
Così risulta che, se pure non è già entrato parte dell’Esercito russo in Bielorussia per unirsi alle forze locali, manca poco che questo si verifichi, visto che si vuole rinforzare la capacità dell’Esercito bielorusso con le armi più importanti della Russia.
Minsk vuole modernizzare le sue forze armate e già dispone di buona parte degli ultimi sistemi d’arma della Federazione Russa, cosa che farà diventare l’Esercito della Bielorussia il più forte Esercito dell’Europa dell’est , come pubblica la rivista, nell’edizione statuntitense del magazin “Military Watch”.
Non è un caso che, nel contesto di incessanti proteste di massa, una delegazione rappresentativa della Russia è volata in Bielorussia la scorsa settimana e le conversazioni mantenute sono state a carico dei capi delle relazioni estere dei due paesi alleati. L’8 di settembre, il presidente Lukashenko e il primo ministro Mikhail Mishustin hanno avuto in incontro e una conversazione confidenziale (nella foro in alto). La delegazione russa è arivata a Minsk con tre aerei e poco dopo si è annunciata la prima visita all’estero del pres. Lukashenko che sarà al Cremlino nei prossimi giorni. Vedi: ABC.esEl periodico.com
Lo impedirà forse la Nato che non ha riconosciuto Lukashenko e che sta cercando un Guaidò bielorusso per fare una operazione simile al Venezuela? difficile che questo accada.

Analisti politici internazionali discutono se Lukashenko andrà a consegnare la Bielorussia a Putin in cambio del mantenere la stabilità ed il suo potere personale nel paese. Le opinioni su questo sono diametralmente opposte.
Cerchiamo di immaginare quali siano le varianti possibili per risolvere la crisi e quali siano le più favorevoli, tenendo in conto gli interessi mutui di ambedue i paesi, Russia e Bielorussia. Ci sono molte concidenze da valutare che inducono a ritenere che ci siano soltanto due sistemi per realizzare la fusione tra Russia e Bielorussia: uno di procedere gradualmente e l’altro di realizzarla rapidamente. Quella che sceglierà Putin non è detto che dipenda del tutto da lui ma potrebbe dipendere in gran misura dai movimenti della Nato. Così se la UE pretende di creare un Guaidò in Bielorussia, dovrà farlo mettendo come presidente, in alternativa a Lukashenko. la Svetlana Tikhanovskaya , la candidata dell’opposizione che si trova attualmente in Lituania, da dove pontifica contro Lukashenko e contro una parte dei bielorussi che voglono l’integrazione con la Russia. Non c’è dubbio che Svetlana chiederà all’Occidente di non riconoscere Lukashenko come legittimo presidente, adottando la formula di Juan Guaidò in Venezuela, un presidente che si autoproclama.
In quel caso il regime di Lukaschenko e l’unione Bielorussa con la Russia inizierebbero ad esistere sotto il regime di sanzioni a cui sono tanto affezianati la NATO e i suoi seguitori, il punto chiave sarebbe domandarsi se questo interesserebbe molto a Putin.

la candidata della UE e della NATO in Bielorussia Svetlana Tikhanovskaya


L’altra opzione è l’integrazione graduale fra due stati amici che sarebbe molto più ragionevole e il primo problema, in una prima fase, sarebbe quello di risolvere la forma del passaggio dei poteri in Bielorussia. Vari analisti dicono che sarebbe necessaria una riforma costituzionale, introducendo la norma di limitazione del potere presidenziale a favore di una repubblica parlamentare con un bilanciamento di poteri. Si potrebbe adottare la proibizione del limite dei due mandati, riducendo i poteri del capo di stato in modo analogo ad una istituzione di un Consiglio di Stato con funzioni di supervisione che potrebbe essere dato a Luhashenko in prima istanza.
Tuttavia questa soluzione, che sarebbe la più naturale, non dipende da Putin o da Lukashenko ma dipende dalla Nato che sicuramente potrebbe non sopportare che tutti i suoi sforzi e le sue spese per il cambio di regime vadano in malora e potrebbe non rassegnarsi alla sconfitta, inziando a inviare un’altra volta i suoi mercenari a Minsk per destabilizzare il paese. In tale frangente non si lascerebbe a Putin altra scelta che quella della opzione di integrazione rapida (quella di cui parla la stampa russa).

Forze della Bielorussia si spostano verso il confione con Ucraina


Questo porta gli analisti internazionali a considerare la questione in termini militari: si prevede che la Russia e Bielorussia spenderanno grandi risorse in armamanti, obbligati dalle continue minacce e provocazioni della Nato, dallo schieramento di basi e installazioni missilistiche della Nato in Polonia , dallo schieramento di un sistema di difesa antimissile della NATO (che può essere anche di attacco) e di aerei intercettori F-22 nelle basi dell’est Europa, assieme alla necessità della Bielorussia di reagire al deterioramento delle relazioni causate dall’appoggio dell’Occidente ai disordini a Minsk.
Lukashenko in passato non ha voluto le basi russe sul suo territorio ma attualmente la situazione è cambiata. Si può supporre che Minsk inzierà ad acquistare molte armi moderne dalla Russia a prezzo favorevole , in cambio di una integrazione sempre più stretta fra i due eserciti.
Secondo gli analisti militari, le armi che la Bielorussia vorrà acquistare dalla Russia saranno le seguenti: il caccia Mig-31 di ultima generazione, visto che adesso Minsk dispone di 38 Mig-29S che sono ormai a fine vita utile entro il 2030. Inoltre, in risposta all’acquisto fatto dalla Polonia degli F-35 USA, questo stimolerà la Bielorussia a rinnovare le sue infrastrutture militari e la sua capacità aerea e missilistica.

Russian New Mig-31


La Bielorussia dispone dell’arsenale più grande del mondo di missili balistici tattici di epoca sovietica, tipo Elbrus e Tochka, che hanno una impressionante capacità di combattimento e di attacco asimmetrico. Sistemi che oggi la Russia ha sostituito con i moderni Iskander, con una portata dichiarata di 500 Km. (dichiarata) ,un sistema unico per la sua precisione con testata convenzionale e nucleare, forniti di contromisure elettroniche che potrebbero essere forniti alla Bielorussia e farebbero di questa il paese meglio armato dell’est Europa. Per questo la NATO vorrebbe neutralizzare la Bielorussia con “canto di sirena” e rivoluzione di colori.
Senza considerare che la Russia è interessata a potenziare e garantire lo spazio aereo del paese vicino con alto valore strategico, e potrebbe quindi fornire alla Minsk i suoi migliori sistemi di difesa aerea, come gli S-400 e i nuovi S-500 in allestimento.
Altrettanto la Russia potrebbe fare per potenziare le divisoni corazzate bielorusse che attualmente sono dotate del carro T-72B3 (un ottimo carro) e fornire all’alleato anche il nuovo carro armato T14 o il T-90M così come dotare le forze speciali (oltre 15000 unità) di elicotteri Mi-35 e Ka 52 per l’elitrasporto e trasferimento rapido.
Questo dimostra che il gioco di sobillazione e interferenza di Washington e delle autorità della NATO in Bielorussia, si sta dimostrando una grande martellata sui piedi dell’Alleanza atlantica che oggi è alle prese con altri grossi problemi che si chiamano Turchia e annessi greco Ciprioti.

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