Putin assume il ruolo di difensore dei valori cristiani per l’Europa

Nel discorso annuale presso il parlamento russo (Duma) il capo del Cremlino ha criticato l’amoralità dell’Occidente ed ha difeso il ruolo della Russia come difensore del cristianesimo e dei valori tradizionali.

– Nel suo annuale discorso alla nazione, il 12 dicembre, il presidente Vladimir Putin ha difeso il “conservatorismo” delle politiche russe e promosso il Paese a paladino internazionale dei “valori tradizionali”, contro un Occidente che “sta rivedendo le sue norme morali ed etiche”. Per alcuni appare sempre più chiaro come il Cremlino stia sempre più puntando su queste tematiche  come vera e unica arma di “soft power”, da contrapporre all’ostilità degli USA e della NATO contro la Russia ed alle campagne mediatiche di criminalizzazione del suo regime messe in atto con la sapiente regia di Washington.

Questo avviene oggi dopo alcuni anni durante i quali  la Russia di Putin non era  riuscita a contrastare in modo efficace il “leit-motiv” americano della “esportazione della democrazia”. Al contrario adesso Putin si rivela un abile statista che riesce a sfruttare le evidenti contraddizioni della politica USA  che si proclama a favore dei diritti umani ma che in molti casi calpesta questi in modo palese.

Putin ha tenuto a rivendicare come giuste e necessarie per il Paese le politiche di difesa dei minori e della famiglia, come pure la controversa legge contro la ‘propaganda gay’ verso i minori, che tante critiche ha suscitato nella comunità internazionale. “Sappiamo che c’è un crescente numero di persone nel mondo, che sostiene la nostra posizione sulla necessità di difendere i valori tradizionali, che hanno costituito le fondamenta di ogni nazione civilizzata per millenni”, ha detto parlando davanti alle Camere unite del Parlamento e a numerosi invitati come il patriarca di Mosca, Kirill. “Oggi molti Paesi stanno rivedendo le loro norme morali ed etiche, cancellando le loro tradizioni nazionali e le differenze tra nazioni e culture”, ha proseguito.

Una critica diretta non più solo agli Usa, ma anche all’Europa, dove vengono legalizzati i matrimoni omosessuali, e più in generale a quei Paesi dove alla società si richiede di riconoscere non solo “l’equivalenza delle diverse opinioni e idee politiche”, ma anche “il riconoscimento dell’equivalenza del bene e del male”. “La distruzione dei valori razionali dall’alto – ha avvertito – è fondamentalmente antidemocratica, perché basata su una nozione astratta e va contro la volontà della maggioranza delle persone”. La Russia, invece, “ha un punto di vista conservatore”, ma il conservatorismo ha per scopo di impedire il movimento “verso il basso, nel caos delle tenebre”, ha spiegato Putin, citando il filosofo ortodosso Nikolai Berdiaev.

Rivendicando un ruolo di leader morale, il capo del Cremlino ha tenuto a sottolineare la sostanziale differenza con l’eterno rivale americano: Mosca “non aspira al titolo di superpotenza, intesa come ambizione per l’egemonia globale e regionale”, né “a insegnare agli altri come si vive”.

Putin si professa cristiano ortodosso, ma solo negli ultimi anni ha promosso in modo deciso i valori tradizionali e la stessa Chiesa ortodossa come fondamento dei “successi” del Paese e base della sua unità. Per alcuni analisti è proprio nella difesa dei valori cristiani che la Russia di oggi prova a ritrovare quella funzione storica, di carattere universale, che l’ha sempre caratterizzata –  dall’aspirazione a Terza Roma, fino alla patria del comunismo internazionale – e che oggi ritrova ponendosi come baluardo della Cristianità e dei valori tradizionali in contrapposizione all’ideologia relativistica imperante in Europa. Non a caso, durante la sua recente visita a Roma e l’incontro con Papa Francesco, Putin ha posto l’accento sulla necessità di difendere le comunità cristiane minacciate dagli integralisti islamici in Siria ed in altre parti del mondo. Nessun altro leader occidentale aveva toccato questo tema.

Inoltre Putin ha dichiarato nel suo discorso:  “Siamo sempre stati orgogliosi del nostro paese ma non aspiriamo a fregiarci del titolo di superpotenza, che si intende come la pretesa di imporre una egemonia globale o regionale. Non vogliamo interferire con gli interessi di alcuno, non vogliamo imporci né pretendiamo di dare lezioni ad alcuno sul modo di vivere” ha aggiunto il presidente della Russia. Inoltre durante il suo intervento Putin ha ricordato che è possibile risolvere qualsiasi crisi senza ricorrere alla forza, fornendo gli esempi della Siria e dell’Iran. In accordo con il rispetto degli accordi internazionali ,nella soluzione della crisi in Siria la Russia non ha mai messo in questione i propri interessi nazionali.

“Abbiamo ottenuto di evitare fino al momento attuale, l’intervento militare diretto nelle questioni interne siriane e il possibile allargamento del conflitto al di fuori dei confini della regione. Il ruolo della Russi nel processo di stabilizzazione è risultato molto importante. Abbiamo agito in modo fermo, attento e prudente senza mettere in pericolo i nostri interessi , la nostra sicurezza o la stabilità globale. Dal mio punto di vista, così deve operare una potenza matura e responsabile”, ha sottolineato Putin.

Nel suo discorso di fine d’anno, Putin ha inoltre messo in rilievo la necessità di salvaguardare il diritto internazionale, di optare per il rispetto della sovranità nazionale degli Stati, l’indipendenza e la singolarità dei popoli. Al tempo stesso ha dichiarato che la Russia  vuole rispettare la sovranità e la stabilità degli altri paesi.

Putin non ha menzionato direttamente gli Stati Uniti nel suo discorso ma ha fatto riferimento alle operazioni militari di Washington in Afghanistan, in Irak ed in Libia.

Emerge quindi definitivamente la figura di uno statista che ha saputo divenire un leader mondiale che si è guadagnato una posizione di rispetto  e di leadership anche  presso tutti quei paesi emergenti (dai Brics ai paesi del Latino America) che erano alla ricerca di un punto di riferimento nel panorama mondiale da contrapporre all’influenza americana ed occidentale non più considerata come un modello da seguire.

-Nella foto sopra: Putin con il Patriarca della Chiesa di  Mosca Kirill-

http://actualidad.rt.com/actualidad/view/113979-putin-rusia-lider-no-prtetender-ser-superpotencia

 

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