Punto di svolta


di Luciano Lago

Il discorso del presidente Vladimir Putin del 30 Settembre 2022 segna un punto di svolta fondamentale nel conflitto fra Russia e occidente e questo è un fatto indubitabile.
Non a caso il discorso è stato tenuto proprio nel momento in cui si è verificato il nuovo e gravissimo atto di guerra attuato dagli Stati Uniti e Gran Bretagna contro la Russia con il sabotaggio esplosivo dei Gasdotti russi della Gazprom nel Mar Baltico. Indipendentemente da chi siano gli esecutori, è chiaro che i mandanti dell’operazione sono a Washington ed a Londra e sono gli stessi che (Viktoria Nuland e Joe Biden ), pochi mesi prima, avevano minacciato e promesso di porre fine al gasdotto Nord Stream con qualsiasi mezzo.
Con la proclamazione dei nuovi territori annessi alla Federazione Russa, il discorso di Putin del 30 settembre segna il punto definitivo di rottura con gli USA, con la UE e con l’Occidente collettivo.
Da questo momento la Russia si prepara ad una guerra a tutto campo con gli USA e con la NATO e, se le forze militari di questi organismi tenteranno di aggredire o colpire i territori della Federazione Russa o le loro popolazioni, Mosca si riserva di utilizzare tutte le armi a sua disposizione incluse quelle nucleari, come prescritto dalla dottrina militare russa.
Le finzioni delle truppe NATO (con le mostrine cambiate) e dei mezzi della NATO che operano al lato delle forze ucraine sono cadute e la realtà è stata descritta e smascherata: la NATO sta combattendo contro la Russia in Ucraina e gli Stati Uniti ed i paesi della NATO sono parte in conflitto.
Questo è foriero di conseguenze molto importanti e già descritte negli ammonimenti di Putin e di altri esponenti della dirigenza russa circa la reazione della Russia a queste violazioni della integrità del territorio russo.

paracadutisti russi

Tale drammatica escalation accade mentre mentre la Russia procede alla mobilitazione di parte dei riservisti per un possibile conflitto contro la NATO e la stessa NATO continua ad accumulare forze negli Stati baltici e in Polonia per un attacco in Ucraina. Inoltre, gli attacchi al gasdotto Nord Stream dimostrano che gli occidentali intendono dare battaglia.

Sembra certo che gli ucraini, sospinti dalla NATO, tenteranno un nuovo contrattacco sul Donbass e quindi ci sarà un inasprimento del conflitto che potrebbe trasformarsi in guerra aperta. In quel caso ci saranno attacchi massicci ai centri di comando ucraini con nuove armi e, se la NATO interviene, i Russi dovranno attaccare i centri di comando e le basi della NATO nei paesi dell’Allenza Atlantica. A quel punto il conflitto sarà generale e sarà l’Europa il primo campo di battaglia con tutte le conseguenze nefaste che questo comporta.

Come ci hanno portato a tutto questo?

Sono state l’incredibile leggerezza e servilismo dei leaders europei, i vari Macron, gli Schulz, Draghi, Sanchez e compagnia cantante che si sono accodati a tutte le decisioni di Washington senza manifestare un minimo dissenso o un sussulto di autonomia per rivendicare un ruolo di mediazione dell’Europa nel conflitto che si avvicinava sempre di più. Ricordiamoci della inconcludenza della Francia e della Germania che avrebbero dovuto essere garanti nel far rispettare gli accordi di Minsk (sabotati dagli USA) e che invece si sono dimostrati colpevolmente imbelli nel farli rispettare, in particolare dal burattino di Washington, Zelensky che non ha mai voluto sedersi al tavolo con i rappresentanti delle Repubbliche secessioniste

. Dopo otto anni di guerra civile, di bombardamenti, di vessazioni contro la popolazione russa del Donbass, Putin ha deciso di saltare il fosso e intervenire nel Febbraio di quest’anno, quando si profilava l’offensiva Ucraina e NATO contro Donetsk e Lugansk ed il possibile massacro della popolazione russa. Lo ha fatto tardi o lo ha fatto male, si può criticare quanto si vuole ma, quando la Russia ha fiutato il pericolo dell’ennesima provocazione della NATO, che stava già installando segretamente basi militari in Ucraina, le forze russe hanno varcato il confine.

Mentre i media asserviti e prostituiti al sistema atlantista inveiscono contro il nuovo Hitler, il nuovo “male assoluto”, falsificando informazioni e notizie, come nel loro solito, le verità iniziano ad emergere.

La svolta di oggi è ormai epocale: pace o guerra in Europa e le responsabilità dei piccoli uomini, politici imbelli e servili venduti al padrone di oltre Atlantico, sono chiare e evidenti per tutti. Putin è comunque al comando del suo popolo per affrontare la sfida mentre gli europei, se gli andrà bene, dovranno come minimo congelare nelle loro case in attesa di tempi migliori e sapranno chi sono i responsabili.

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