Pugni chiusi e genuflessi

di Marcello Veneziani –

Se i simboli e i riti vogliono dire qualcosa e raccontano la realtà più dei fatti e delle parole, quei pugni chiusi, quelle città messe a ferro e fuoco dagli antifa, quella parodia di religione con la genuflessione e la stola arcobaleno al collo e i minuti di penitenza in ginocchio, vogliono dire che una nuova religione fanatica e un nuovo comunismo stanno sorgendo in Occidente.

Una religione preterintenzionale, al di là delle intenzioni di chi l’abbraccia: per tanti che si sono inginocchiati in favore di telecamera e hanno simulato un rito religioso, c’era un obbiettivo più basso: schiacciare sotto un ginocchio, il Nemico, la Bestia, Donald Trump. Tutta una messinscena mondiale perché si avvicinano le elezioni. Si rovescia su Trump un brutale assassinio di cui non ha alcuna colpa, un assassinio come tanti della polizia americana, sotto amministrazioni democratiche e repubblicane. Altrettanti, va pure detto, ne subisce la polizia americana, ad opera della delinquenza. Perché l’America resta una società violenta, a tratti selvaggia, sotto la crosta di progresso, tecnologia, ciccia e lattine. Inginocchiarsi per una vittima, quando ogni giorno la delinquenza comune, la persecuzione religiosa e le dittature ne uccidono migliaia, è solo malafede.

Ma una religione si va formando nelle società occidentali intorno al catechismo politically correct. Quella religione è il supporto morale di qualcosa di colossale che sta avvenendo nei nostri giorni, sopra le nostre teste e sotto i nostri occhi. Quel che per anni è stato definito Pensiero Unico sta diventando Potere unico. Come ogni sistema totalitario si fonda su un assoluto: nel nostro caso è l’assoluto sanitario, l’imperativo di salvarci la pelle a ogni costo. Proteggerci dal male, amen; il male è il contagio. Ma la pandemia si presenta in due forme: il covid e il fascio, cioè il virus e l’insubordinazione in forma di assembramento, protesta sociale, obiezione di coscienza al vaccino, alle restrizioni più assurde, al tentativo di renderle permanenti e alle profilassi più fanatiche e insensate. I dogmi imposti dalla scienza e dai virologi sono usati dal potere per allargarsi e durare il più possibile. Il modello implicito è la fonte stessa del virus, di cui ogni giorno si scoprono le gravi responsabilità: la Repubblica totalitaria cinese. Contagio e omertà, restrizioni conseguenti e durature, popolazioni militarizzate, controllo totalitario e molecolare, divieto di manifestazione, repressione del dissenso, uso totalitario della scienza e della tecnologia, dominio commerciale globale; e sullo sfondo il comunismo come orizzonte. Il modello cinese diventa il paradigma in Italia e in alcuni settori progressisti occidentali. Dopo decenni di collusioni tra capitalismo e radical-progressismo, ora si delinea, a viso aperto, quel connubio: il ponte tra capitalismo e comunismo è l’uso imperativo della scienza e l’applicazione totalitaria del controllo. Il fine, come nel comunismo, è sempre il bene dell’umanità, il mondo migliore, l’uomo nuovo, magari transumano per essere più nuovo.

Di dittatura sanitaria ne parlai agli inizi di marzo, quando si stava appena profilando. L’Italia stava candidandosi a diventare il paese pilota, la cavia di laboratorio per l’esperimento. Oggi, dopo tre mesi di pratica, le analisi e le denunce in questo senso sono tante. Vorrei citare due filosofi diversi tra loro e ambedue lontani dal pensiero reazionario, cattolico-tradizionalista o addirittura fascista. Mi riferisco a Giorgio Agamben che denuncia l’inquietante connubio tra religione medica e capitalismo, alla base di un nuovo sistema totalitario, incline a sospendere la libertà e la democrazia; la religione cristiana e in particolare la Chiesa di Francesco soccombe ai loro diktat sanitari e ritiene la salute prioritaria rispetto alla salvezza.

Da altri versanti, un giovane filosofo, Michel Onfray, che teorizzò l’ateismo e criticò la religione, denuncia ora, sulla scia di Orwell, l’avvento di una dittatura globale fondata su sette comandamenti: distruggere la libertà e ridurre a fascisti tutti i dissidenti e gli insubordinati; impoverire la lingua per manipolare le menti; abolire la verità tramite il bipensiero; sopprimere la storia e riscriverla per gli usi del presente; negare la natura, a partire dalla natura umana; propagare l’odio e fondare l’Impero, progressista e nichilista. Non resta, per Onfray, che darci all’ateismo sociale per non “inginocchiarsi” davanti ai nuovi dei arcobaleno. Usa proprio il verbo inginocchiarsi, non sapendo dell’uso mistico-elettorale di questi giorni, scimmiottando la religione (il diavolo, per la Bibbia, è simia dei, scimmia di dio).

Tutti inginocchiati per una vittima George Floyd

Entrambi, Agamben e Onfray, denunciano la matrice teologica del nuovo totalitarismo, il tentativo di sostituire dio con una nuova divinità. I nuovi fanatici si chiamano antifa, contrazione global di antifascisti; e il fatto che l’elemento di odio – anti – sopravviva al sostantivo, la dice lunga. Il nemico globale è Trump, il nemico complementare è Putin, il nemico ideologico è tutto ciò che viene definito sovranismo. Il piano prevede tre sostituzioni: la fede medico-progressista al posto della fede in Dio, sacra e trascendente; la popolazione mobile dei migranti al posto di popoli o nazioni restanti; il postumano secondo scienza e volontà al posto dell’uomo secondo natura e procreazione. Non c’è un piano globale prestabilito e non ci sono pianificatori; alcuni vi concorrono consapevolmente, molti inconsapevolmente.

L’Italia per la sua fragilità, la sua teatralità, il trasformismo e il servilismo, l’impreparazione del governo, il residuo ideologico depositato dal comunismo e dall’antifascismo, è il tampone esemplare. Da noi la cialtroneria, come già scrivevamo, tempera il totalitarismo nell’inefficienza e nella comicità. Ma il pugno chiuso è nemico della mente aperta.


Fonte: Marcello Veneziani

10 Commenti

  • carmine
    13 Giugno 2020

    Veneziani, il fascista che finge di non esserlo. sic! Il pensiero unico caro Veneziani è quello liberista a cui Ella, dava, ha dato, continua a dare sostegno. Il pensiero unico è quello del comitati di affari che domina il mondo. Il pensiero unico è quello imposto dal mafioso a cui Ella dava sostegno. Il pensiero unico è quello che ha concentrato le ricchezze nelle mani di pochi. Il pensiero unico è quello che ha asservito i popoli che adesso giustamente si ribellano.

    • Teoclimeno
      15 Giugno 2020

      Egregio Signor CARMINE, siamo tutti ex qualcosa. Il passato è passato, il futuro è incerto, quello che conta è il presente. Molti cordiali saluti. TEOCLIMENO

  • Paolo Calvo
    13 Giugno 2020

    Impeccabile Marcello Veneziani!

  • MARCELLO PANCHETTI
    13 Giugno 2020

    Unica voce libera. Ottimo Veneziani.

  • Blackcrow
    13 Giugno 2020

    Il sistema vince perché le masse hanno la merda tra un orecchio e l’altro.

    Questi esemplari umani sono misere banderuole che si muovono spinte dal vento
    Non contano nulla, mai contato e mai conteranno, gente destinata a scomparire nell’oblio insieme ai loro eroi di carta, si spera molto presto.

    Se Trump non si ritrovasse a camminare sopra una lastra di ghiaccio sottilissima avrebbe mandato la Guardia Nazionale coi lanciafiamme. E avrebbe fatto benissimo.

  • MARCO
    13 Giugno 2020

    Una delle voci lucide della minoranza in grado di esprimere un pensiero poco condizionato. Grazie a Lago per ospitare questi interventi.

  • eusebio
    13 Giugno 2020

    La sinistra italiana ha dichiarato guerra al suo stesso popolo, deve essere trattata di conseguenza.

  • Teoclimeno
    14 Giugno 2020

    I mondialisti per scardinare il sistema Italia hanno messo le “quote rosa” in tutti i gangli dello Stato, in primis al Governo. Le donne sono delle brave segretarie, sono ubbidienti e fanno di tutto per compiacere il loro padrone.

    • Alessandro
      14 Giugno 2020

      Come darti torto.

  • Enne
    14 Giugno 2020

    Notate come i primi ad intervenire siano sempre i troll/debunker/antifà che lo fanno di mestiere..

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