Provocare la Cina

di Markku Siira

L’emittente televisiva taiwanese TVBS riferisce che i berretti verdi americani, destinati all’addestramento dell’esercito taiwanese, saranno di stanza sull’isola di Kinmen, proprio vicino alla città portuale cinese di Xiamen.
La pazienza è una virtù cinese, ma mi chiedo per quanto tempo Pechino resterà a guardare di fronte a questo tipo di situazione.
Questa azione causerà una nuova crisi nello Stretto di Taiwan, come quella dell’agosto 1958? In questa occasione, l’esercito della Repubblica popolare cinese ha risposto al rinforzo militare di Taiwan con un violento sbarramento di artiglieria sull’isola di Kinmen, durato tredici giorni.

La Cina guidata da Mao mise alla prova anche gli Stati Uniti e continuò a sparare sull’isola Kinmen nei giorni dispari fino al 1979, con i taiwanesi che rispondevano nei giorni pari. Dopo questo episodio, gli Stati Uniti interruppero le relazioni diplomatiche con Taiwan e le stabilirono con la Cina continentale.

Washington riconosce ancora formalmente la politica “One China”, ma continua a fornire armi al regime ribelle di Taipei e a mantenere i contatti con questa provincia, divenuta una testa di ponte per l’Occidente. Attraverso la continua provocazione, Washington cerca apparentemente di provocare un primo attacco per far apparire la Repubblica popolare come un aggressore aggressivo.

L’ascesa economica e politica della Cina sotto la guida di Xi Jinping, che è critico nei confronti dell’Occidente, è stata accolta con preoccupazione in Occidente. Washington ha parlato di “scontro di civiltà” e ha intrapreso azioni forti per fermare la Cina. La guerra commerciale, la corsa alla tecnologia e l’impiego degli scienziati cinesi nella guerra dell’informazione condotta dall’Occidente ne sono esempi sinistri.

Anche la Finlandia ufficiale vuole “mostrare colore” e ha iniziato a criticare la Cina attraverso i suoi politici. Per molto tempo sui giornali sono stati pubblicati articoli negativi e in televisione sono stati trasmessi “documentari” negativi sulla Cina, così come programmi di attualità che parlano della “rottura con la Cina”.

Forze speciali USA

Questo cambiamento di atteggiamento si riflette anche a livello culturale. Dal 2007, Helsinki non ospita alcun evento per il Capodanno cinese, quindi la situazione è cambiata recentemente. La Helsinki Events Foundation ha annunciato che non organizzerà più i festeggiamenti per il Capodanno cinese poiché la città sente il bisogno di “ rinnovare il proprio portfolio di eventi ”.

Non c’entra forse l’immagine della NATO di nemico dell’Occidente, essendo la Cina il primo “rivale strategico” degli Stati Uniti? La Finlandia autodistruttiva è già stata un imbarazzante studente modello nell’UE, con l’adesione alla NATO e l’accordo DCA che cercano di brillare nel promuovere gli interessi politici esteri ed economici degli Stati Uniti. Le relazioni con la Russia sono già state interrotte, ora è il turno della Cina.

fonte: Markku Siira Tramite Eurosynergies

Traduzione: Gerard Trousson

8 commenti su “Provocare la Cina

  1. Peggio per la Finlandia e tutti quelli che vanno dietro all’impero decadente.
    Prima o poi l’Occidente collettivo imploderà.
    Attendiamo con gioia quel giorno.

  2. Beh è ovvio e lampante anche ad un cieco che purtroppo, il gioco americano a Taiwan è quello né più ne meno che hanno condotto in Ucraina. Sostegno alle fazioni politiche avverse ai cinesi ed alla riunione, aiuti militari d’ ogni tipo, interferenze in interessi nazionali cinesi. Provocazione. E prima o poi ci sarà la debita reazione. Voglio vedere che farà la naziNato contro un nemico del genere. Atomiche? In altra maniera non penso proprio che siano battibili. Una tattica insensata.

  3. Prossimamente gli USA schiereranno ben 5 portaerei nucleari nel Pacifico occidentale, per “contenere” la Cina.
    Mentre negli USA il debito pubblico vola verso i 34300 miliardi di dollari e il deficit pubblico a 2000, i patetici neocons sionisti spendono gli ultimi dollari e impiegano gli ultimi pezzi di ricambio di navi ed aerei per “minacciare” Cina, Russia e Iran, i quali se ne stanno comodi ad aspettare il collasso del bestione americano, favorito dalla spaccatura tra gli stati democratici pro immigrazione di massa e quelli repubblicani capeggiati dal Texas che rafforzano le loro Guardie Nazionali e le legislazioni restrittive verso l’immigrazione di massa.

  4. Lo PSEUDOegemone non è all’altezza della Cina, come cultura, sapere, QI, strategia e storia. La Cina è maestra di strategia e tattica………L’arte della guerra…………….. “La migliore vittoria è quella ottenuta senza combattere”. I poveri antiquati fessacchiotti americani sono romantici, essi sono fissati con le guerre (che poi regolarmente PERDONO a tutta birra). I Cinesi lasciano agitare e starnazzare gli americani. Ha ha ha ha ha!!!!!

    1. Esattamente. Per quello sono nati i Brics, indebolire il demone succhia sangue americano. Attacco economico. La armi costano. Quando scarseggiano le risorse le guerre diventano immantenibili. Mentre Russia e Cina hanno risorse infinite.

  5. Con le provocazioni anti cinesi, (oltre che con il sostegno a ucro-nazi e sionisti) gli USA stanno andando a schiantarsi contro un muro a tutta velocità ! Come dice bene ARMIN, il divario di civiltà tra USA e Cina è incolmabile ! E’ proprio questione di DNA !

  6. Vedo, forse sono visionario, una strategia in tutto questo. Il nuovo ordine mondiale i Brics, capeggiati e finanziati da Mosca e Pechino, hanno prima iniziato a rosicchiare finanziariamente le zampe d’ argilla del gigante americano. Togliendogli debiti ed interessi preziosi dal loro FMI. Chiudendo poi le transazioni principali in valuta madre e non in dollari, altri interessi ingenti di transazione e cambio. Sul quadro geopolitico e militare, si intravede uno schema di blocco e risposta militare alle ingerenze States, in altrui interessi nazionali, in atto da oltre trent’ anni. Ingerenze spesso mirate a smembrare fisicamente, a circondare con basi militari, ad annichilire economicamente le potenze rivali. Ed ovviamente a sostenere quelle feccie naziste ebraiche, devastando, seminando morte e sciagura in medio oriente.

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