Prosegue inarrestabile l’offensiva russa in Ucraina

Le Forze Armate ucraine fuggono sempre più lontano da Avdiivka: la brigata dei “Coraggiosi”, forze russe d’elite, hanno occupato un’altezza strategica e stanno rapidamente espandendo il controllo sul territorio ai loro fianchi.

Gli analisti militari nemici sulla situazione relativa allo sfondamento della difesa delle forze armate ucraine sulla linea Ocheretino-Novobakhmutovka-Novokalinovo riferiscono quanto segue:

Dopo aver rapidamente catturato parte di Ocheretino e aver atteso la conferma della completa cattura del villaggio, Novobakhmutovka sembra essere stato abbandonato dalle forze armate ucraine (esiste un video della 15a Brigata russa che opera nella zona).
L’esercito russo ora controlla le altezze strategiche ed è stato in grado di espandere rapidamente il controllo nelle aree ai propri fianchi.
Non ci sono informazioni a nord: la 100a brigata meccanizzata ucraina (recentemente riformattata dalla brigata Volyn TrO) è stata inviata come rinforzo, e la 47a sta cercando di tenere Solovyevo immediatamente a ovest oltre Novobakhmutovka (non etichettato sulla mappa)) .

Alcune osservazioni: le città di Berdychi e Semenovka sono praticamente sotto il controllo russo. Novokalinovo e Keramik si trovano in una situazione difficile ed è probabile un ritiro sulla linea condizionale Sokol-Novopokrovskoye-Umanskoye (ultima mappa).
L’avanzata delle forze russe è stata facilitata dall’artiglieria che ha martellato le posizioni nemiche e dalle incursioni degli UAV sulle difese trincerate ucraine. Sono state distrutte una quantità di armi ed attrezzature occidentali fornite dalla Nato.

Fonte: Rusvesna.su

Traduzione: Mirko Vlobodica

8 commenti su “Prosegue inarrestabile l’offensiva russa in Ucraina

  1. Come in un puzzle malefico i russi stanno smantellando tassello per tassello i banderisti tagliagole finanziati dall’ occidente. Rimandano a casa bruciati gli specialisti Nato, e km dopo km riconquisteranno questa disgraziata e martoriata nazione. Anche se forse qualcuno ci spera la Russia non sederà a nessuno tavolo di trattative coi nazisti occidentali. Giustamente. Non dopo aver sputato su le aperture di Mosca, non dopo l’ attentato al Crocus Hall. Non si tratta coi terroristi! S’ uccidono, e quelli catturati vanno processati e mandati a divenire delle granite umane in Siberia. O giustiziati senza pietà.

    1. Completamente d’accordo, Lollo73. Si illudono su questo come sul fatto che l’opinione pubblica occidentale manderà i propri figli s combattere per quella faccia di m…ia di Zelenskyller: basta vedere che succede in piazze e università con il sostegno a quell’altro assassino di Netanyahu: poi, prima zio Vlad li manda all’inferno, meglio sarà per tutti, a cominciare dagli Ucraini.

      1. Sottoscrivo. Se arriveranno a tanto però la UE imploderà prima, siamo governati da governi illegittimi. Alle politiche in Basilicata l’ affluenza è stata sotto il 50%!!! Sono governi incostituzionali, la quale costituzione impone per essere rappresentativi della volontà popolare un CONSENSO del 50% più uno dei voti degli spettanti diritto. In caso di pace se ne fregano, i politici, e nulla accade. Ma in caso di guerra i teatrini occidentali draghiani salteranno in aria come birilli!! Almeno lo spero. Saluti Warrior.

  2. Nell’articolo non si cita, mi sembra, il villaggio di Ocheretyne che è diventato un importante obbiettivo, perché fondamentale per le vie di comunicazione e logistiche ukronazi, villaggio che è in buona parte già liberato dai russi, a causa del cedimento delle difese naziukro

    Queste sono prove che la situazione ukronazi è più drammatica di quanto si pensi, in quanto perse da mesi le capacità offensive stanno perdendo anche quelle difensive e ciò giustifica l’urgenza degli “aiuti” approvati dagli usa, senza i quali il cedimento complessivo sul fronte della “carne da cannone” degli atlantisti sarebbe questione di alcune settimane.

    Cari saluti

    1. Caro Eugenio Orso, la gatta frettolosa fa i gattini ciechi: specie se anche la gatta è cieca. Non da ora. La cecità statunitense e atlantista, del resto, ha posto fine alla mia cecità: fino al bombardamento di Belgrado ero un atlantista sfegatato: il mito dell’America… Woodstock… La Beat Generation… Il self made man… Che inganno! Che illusione! Nonostante questo, però, non sono ostile al popolo americano: c’è tanta gente che si oppone al Deep State, ai gruppi monopolistici, alla tirannia di Wall Street, alla fabbrica del consenso hollywoodiano, al Pensiero Unico. E considero parte di una cultura democratica l’incipit della Dichiarazione d’Indipendenza: we, the people.
      Ciao e grazie per quello che scrivi.

      1. Verissimo…siamo stati allevati nell’inganno, tra un bullo cow boy al saloon ed una ammaliatrice zoccola ad hollywood

      2. Tieni conto che il 5 novembre del corrente anno ci saranno le presidenziali usa, quindi l’élite non può permettersi una cocente sconfitta ukronazi durante la campagna elettorale, perché poi non basterebbero i brogli elettorali con il famigerato voto per posta per sperare di far rieleggere la mummia biden, quindi il conflitto in ukraina e di conseguenza l’agonia dell’ukraina moribonda devono essere prolungati almeno fino a quella data …

        Inoltre, è in gioco la sopravvivenza della più grande organizzazione criminale armata del mondo, cioè quella atlantica e di conseguenza la sopravvivenza dell’unione europoide/ eurolager, quindi il conflitto ukraino, con conseguente estinzione degli ukro, dovrà essere prolungato “sine die”, il più a lungo possibile.

        Cari saluti

      3. Anch’io,stessa cosa!allevato nel mito della Democrazia Angloamericana,ho aperto gli occhi,prima a causa della Dittatura sanitaria Occidentale e poi con la guerra Russia-Nato ,causata dai fatti accaduti dopo la guerra fredda e la conseguente caduta dell’Unione Sovietica.Troppo evidente che ci sia stata una naturale operazione difensiva della Russia a fronte di una Nato che ha letteralmente mandato al massacro una Ucraina Nazista ed imposto, ad un’Europa sua schiava,pesanti restrizioni economiche e anche diretto coinvolgimento nella guerra,con l’invio di armi.

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