Primo Ministro slovacco: l’Ucraina deve rinunciare al territorio per porre fine all’invasione russa

Robert Fico ribadisce la sua contrarietà all’adesione di Kiev alla NATO.

Il primo ministro slovacco Robert Fico ha dichiarato sabato che l’unico modo per porre fine alla guerra della Russia contro l’Ucraina è che Kiev ceda parte del suo territorio agli invasori, e ha ribadito la sua opposizione all’adesione dell’Ucraina alla NATO.

Ci deve essere una sorta di compromesso “, ha detto sabato Fico all’emittente pubblica slovacca RTVS, secondo quanto riportato dai media . “Cosa si aspettano che i russi lascino la Crimea, il Donbass e Lugansk? Questo non è realistico.”

Il primo ministro filo-russo ha preso il potere a dicembre dopo che il suo partito populista di sinistra Smer ha vinto le elezioni di settembre con la promessa di smettere di inviare armi all’Ucraina, di bloccare la potenziale adesione di Kiev alla NATO e di opporsi alle sanzioni contro la Russia.

Fico ha ribadito la sua opposizione alla proposta dell’Ucraina di aderire alla NATO nell’intervista di sabato, che precede l’incontro previsto tra il leader slovacco e il primo ministro ucraino Denys Shmyhal mercoledì.
Di Sejla Ahmatovic
“Gli dirò che sono contrario all’adesione dell’Ucraina alla NATO e che porrò il veto”, ha detto Fico riferendosi a Shmyhal. “Sarebbe semplicemente un passo per la terza guerra mondiale, nient’altro.”

“L’Ucraina non è un paese indipendente e sovrano”, ha continuato Fico, ma “si trova sotto la totale influenza e controllo degli Stati Uniti”.

“Confermerò che non riceverà alcuna arma” dal governo slovacco, ha detto Fico, accusando l’Ucraina di essere “una delle nazioni più corrotte al mondo”.

La scorsa settimana il primo ministro slovacco ha espresso sostegno al primo ministro ungherese Viktor Orbán nel bloccare un pacchetto di aiuti da 50 miliardi di euro dell’UE per l’Ucraina a dicembre. “Non sarò mai d’accordo sul fatto che un paese debba essere punito per aver lottato per la propria sovranità. Non sarò mai d’accordo con un simile attacco all’Ungheria”, ha detto Fico martedì durante una conferenza stampa congiunta con Orbán a Budapest.

Il Ministero della Cultura slovacco ha anche annunciato che riprenderà la cooperazione con Russia e Bielorussia dopo la sua sospensione nel marzo 2022 dopo che la Russia ha invaso l’Ucraina.

Stoltenberg insiste: L’Europa si deve fare carico di aiutare l’Ucraina

Nota: Sembra che il premier slovacco Robert Fico sia una delle poche persone sensate in Europa mentre i sui colleghi, Sholz, Macron, Meloni e altri fanno a gara nel pronunciarsi in dichiarazioni bellicose di guerra per sconfiggere la Russia e di sostegno incondizionato all’Ucraina.
Al momento gli unici due leader che non accettano di piegarsi alle direttive americane sono Fico e Orban ma l’atmosfera sta cambiando in Europa e, nonostante le presioni della Von der Leyen, di Stoltenberg e Blinken, qualche dubbio inizia a serpeggiare fra i governi europei. Gli stanziamenti per l’invio di armi sono sempre più discutibili ed onerosi per una Europa che sta entrando sempre più in crisi.

Fonte: Politico

Traduzione e nota: Luciano Lago

6 commenti su “Primo Ministro slovacco: l’Ucraina deve rinunciare al territorio per porre fine all’invasione russa

  1. Secondo me la linea di demarcazione tra vittoria o sconfitta passa per Odessa. Non solo per la Crimea! Se Odessa passerà alla Russia darà la vittoria ai russi (e le centinaia di migliaia di vittime slave di entrambi i fronti non saranno state sprecate) …al contrario se rimarrà ucraina darà la vittoria dell’ Operazione Militare Speciale agli anlo-sionisti. E significherà che Putin lavora per l’ occidente…

    1. Odessa, la terza città in ukraina quanto a abitanti, con il suo porto e il suo Oblast, è importante per l’accesso al Mar Nero, considerato che più a nord c’è l’Oblast di Nikolaev, che deve essere preso in prima battuta, in quanto a sua volta porto e in quanto punto strategico per arrivare a Odessa.

      Finora i russi non hanno dato segnali che lascino intendere una prossima avanzata militare verso Nikolaev e quindi verso Odessa, perché sono concentrati sulla completa liberazione del Donbass ancora occupato dagli ukro-nazi e questo spiegherebbe le battaglie per Avdeevka e a ovest di Artemovsk, in pieno Donbass.

      Cari saluti

    2. Lo sostengo anch’io dall’inizio dell’operazione speciale, quando le forze russe erano non lontano da Odessa. Speriamo che si decidano a prendere Odessa che é vitale , così finiscono gli attacchi dal mare alla Crimea.

  2. Fico e Orban, da soli, rappresentando due piccoli paesi e non credo che possano molto, forse potranno rallentare il processo suicida, ma se non si aggiungono altri paesi (possibilimente di maggior peso) alla “fronda”, la vedo dura … Personalmente penso che la “fronda” non si estenderà, perché i paesi maggiori sono saldamente controllati dall’élite statunitoide-ebrea-perfida albione e retti da loro collaborazionisti, ai quali non importa nulla della crisi socioeconomica in atto e della sorte della popolazione.

    Cari saluti

  3. L’Ucraina attuale non corrisponde all’Ucraina storica, che comprende le regioni centrali, comprese fra Ivano Frankovo, Kiev e il Dnepr. A oriente del fiume, è Russia: mentre a occidente delle due città menzionate è Polonia e gli altri Stati confinanti. L’integrità territoriale ucraina è, poi, in criterio estrinseco, rispetto all’unità culturale e all’indipendenza politica: l’autonomia all’interno della Russia ne rispettava identità e diritti più di quanto non possa essere nell’Ue(r.s.s.) e nella N.A.T.O. Solo l’ottusità fanatica dei nazionalisti autolesionisti e la corruzione di cui è espressione in carne e ossa Zelenskyller e il suo clan possono pensare il contrario, facendo gli interessi anglo-americani in nome di una Ucraina che non esiste nell’attuale configurazione geografica e politica.
    Vero, Ungheria e Slovacchia sono pesi leggeri: ma costituiscono per questo un esempio probante, agli occhi dell’opinione pubblica degli altri Paesi, che la guerra e la sottomissione agli interessi della combriccola atlantista non sono un destino ineluttabile. Ma occorre che ci sia consapevolezza di questo: o di un fallimento delle politiche atlantiste, che sta conducendo a un disastro economico e politico i Paesi vassalli di Washington che è sempre più sotto gli occhi di tutti.

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