Primo Ministro israeliano: l’elezione di un presidente è un ultimo campanello d’allarme per il mondo


Aumenta l’ossessione anti-iraniana in Israele
I media israeliani parlano dell’elezione del presidente iraniano Ibrahim Raisi e della sua posizione su “Israele”, e ritengono che la sua elezione aumenti la militanza contro “Israele”.
l quotidiano “Haaretz” ha citato il primo ministro israeliano, Naftali Bennett, dicendo che “una grande elezione per la presidenza dell’Iran ed è un segnale per le grandi potenze di svegliarsi prima di tornare all’accordo nucleare”. Bennett ha descritto l’elezione di Ibrahim Raisi come un “ultimo campanello d’allarme” per il mondo.

In questo contesto, il sito web ” Israel Defense ” ha pubblicato un articolo sul nuovo presidente iraniano, affermando che “Ebrahim Raisi appartiene alla tendenza conservatrice in Iran ed è particolarmente estremista nella sua ostilità verso Israele”.

L’articolo osserva che “Raisi vede Hezbollah come un fattore centrale nell’attuazione della strategia iraniana e si aspetta che l’Iran, sotto la sua guida, approfondisca il suo controllo in Libano e fornisca assistenza civile e militare più ampia al Libano, soprattutto in questi giorni quando il Libano soffre di una situazione economica pericolosa”.

In merito al rapporto con gli Stati Uniti, l’articolo riteneva che “Raisi tenga una linea dura, e non tollererà le richieste dell’amministrazione Biden, che chiedono una riduzione del programma nucleare e la cessazione dell’arricchimento dell’uranio. A questo proposito, gli Stati Uniti L’America e forse altri Paesi europei potrebbero astenersi dal pensare alla possibilità di un cambiamento nel rapporto con gli Stati Uniti”.

Ebrahim Raisi, nuovo presidente eletto in Iran
Forze iraniane in Siria

Il sito web israeliano ha anche indicato che “l’elezione di un personaggio tradizionalista e l’indebolimento del campo moderato aumentano la possibilità che l’Iran, sotto la sua guida, continui la sua politica nei confronti di Israele, intensifichi le sue operazioni contro di esso, rafforzando l’asse della resistenza, e spinga i due paesi in uno scontro inevitabile”.

Nota: I media israeliani evitano di menzionare che i continui attacchi di Israele contro l’Iran, da quelli in Siria ed a quelli contro le navi iraniane, oltre i sabotaggi delle centrali, l’assassinio di scienziati iraniani attuato dal Mossad, tra cui l’ultimo di Mohsen Fakhrizadeh-Mahabadi ( lo scienziato a capo del programma nucleare iraniano, rivendicato apertamente da Israele), sono tutti fattori che non muovono certo verso una scelta di conciliazione delle autorità di Teheran. Chissà perchè Israele evita di guardarsi mai allo specchio e di considerare l’influenza delle sue attività maligne e destabilizzanti sulle scelte dell’Iran.
L’entità sionista oggi è consapevole che il tempo di sottovalutare e minimizzare la presenza del nemico è ormai finito. Il timore di un avversario che cresce nella sua capacità di resistere e presentare a Israele una resa dei conti è sempre più forte nella mente degli israeliani.


Fonte: media israeliani

Traduzione e nota: Luciano Lago

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