Preciso Avvertimento del cancelliere Russo all’Ucraina

Lavrov ha spiegato a Kiev: la Russia non consentirà alle forze armate ucraine di condurre una “pulizia etnica” nel Donbass

Autore: Roman Stodolja

La Federazione Russa non consentirà alle autorità di Kiev di mettere in atto una “pulizia etnica” nelle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov a Mosca (il 26 febbraio ndr.) in una conferenza stampa congiunta con il primo ministro albanese Edi Rama.

Secondo Lavrov, il Cremlino più di una volta ha sentito dal ministro degli Esteri ucraino Vadim Pristajko e da altri rappresentanti di Kiev parlare della necessità di rivedere gli accordi di Minsk. Come ha esposto Lavrov, le autorità di Kiev lo fanno dal tempo dell’ex presidente Petro Poroshenko. Tuttavia, Bankovaja (la via di Kiev dove ha sede  l’amministrazione presidenziale ucraina ndr.) non ha mai adempiuto ad un singolo elemento dell’insieme di misure previste per la regolarizzazione pacifica della situazione nel Donbass.

Lavrov ha osservato che i rappresentanti dell’Ucraina hanno completamente travisato il significato degli accordi di Minsk quando hanno proposto l’introduzione di truppe straniere (nel numero di 20-25 mila unità con armi pesanti) nel Donbass sotto l’egida delle Nazioni Unite. Oltre a ciò, Kiev vorrebbe disperdere la milizia popolare della DNR e LNR e l’amministrazione delle Repubbliche per sistemare al loro posto strutture delle Nazioni Unite.

Le forze di sicurezza occidentali sono indispensabili a Kiev per prendere il controllo delle Repubbliche Popolari del Donbass, per poi tenere le elezioni nella regione secondo le leggi dell’Indipendenza (modo per indicare il governo nato dalle proteste di piazza Indipendenza meglio conosciute come di “Maidan” ndr.).

Come ha sottolineato il capo del ministero degli Esteri russo, Mosca esorta costantemente i colleghi tedeschi e francesi (come partecipanti al “formato normanno”) ad attirare l’attenzione dei partner ucraini sul fatto che le loro azioni cancellano la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU che ha ratificato gli accordi di Minsk.

Lavrov ha inoltre indirizzato l’attenzione sul fatto che l’Ucraina per risolvere la situazione del Donbass, come esempio, porta costantemente la situazione nella Slavonia orientale (una provincia della Croazia) negli anni ‘90. In quella regione vi risiedevano permanentemente i serbi, ma dopo l’operazione ONU non ve ne sono rimasti:

A Donetsk si festeggiava il quinto anniversario indipendenza

“Là i serbi ci hanno vissuto per secoli. E lì è stata avviata l’operazione delle Nazioni Unite, che, in sostanza, ha guidato il processo di pulizia etnica. Là, di serbi non ce ne sono più. I nostri colleghi ucraini stanno promuovendo attivamente questo esempio come modello per risolvere il problema del Donbass. Penso che tutti capiscano l’improponibilità, la provocazione e l’assoluta inaccettabilità di tali iniziative”.

Secondo il capo del ministero degli Esteri russo, se Vadim Pristajko persuaderà le parti a prendere alcune nuove decisioni, Mosca si atterrà alla decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha approvato all’unanimità gli accordi di Minsk.

Ricordiamo che il ministro degli Esteri ucraino Vadim Pristajko ha finalmente delineato quale sarebbe il piano “B” del presidente Vladimir Zelensky. Secondo le sue parole, Kiev proporrebbe l’introduzione, nel territorio del Donbass, di forze di pace delle Nazioni Unite, che dovrebbero assumere il controllo completo delle Repubbliche Popolari di Lugansk e Donetsk e del confine con la Federazione Russa. Il diplomatico ucraino ha ammesso che non esiste alcuna disposizione del genere negli accordi di Minsk, ma che questa misura consentirebbe di procedere verso la risoluzione della situazione nella regione.

https://nahnews.org/1016072-lavrov-dostupno-obyasnil-kievu-rossiya-ne-dast-vsu-provesti-etnicheskie-chistki-v-donbasse

Fonte: Nahnews.org
Tradotto da Eliseo Bertolasi

1 commento

  • Carlo Degliantoni
    3 Marzo 2020

    Una grande persona e un grande Ministro. Le sue parole, chiare, equilibrate, ma ferme saranno un monito per chi vuole dividere l’Ucraina dalla Grande Madre Russia.

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