Pompeo mette in guardia gli europei contro “l’attore canaglia” della Cina ma dimentica l’Arabia Saudita

di Luciano Lago

Lo scorso venerdì il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha avvertito gli europei che stanno abbandonando la democrazia se stringono legami economici con la Cina , in una denuncia clamorosa contro Pechino due giorni dopo aver tenuto colloqui sull’attrito trans pacifico.
“Non c’è nemmeno modo di cavalcare queste alternative senza abbandonare chi siamo . Le democrazie dipendenti dagli stati autoritari non sono degne di questo nome “, ha detto Pompeo in un forum in Danimarca trasmesso in videoconferenza. Nel suo discorso Pompeo non ha cambiato le sue opinioni ma anzi ha proseguito nella sua violenta campagna di accuse alla Cina che ha definito “attore canaglia” sulla scena mondiale.
Per questo motivo Pompeo ha rinnovato l’appello agli europei di evitare di intrecciare rapporti con le società tecnologiche cinesi come la Huawei che ha definito il braccio dello “stato di sorveglianza” comunista e ha affermato che Pechino stava attaccando in modo flagrante la sovranità” attraverso i suoi investimenti portuali in Grecia e Spagna.
“Bisogna togliere i paraocchi dei legami economici e vedere che la sfida della Cina non è solo alle porte – è in ogni capitale”, ha proseguito Pompeo.


Si potrebbe facilmente osservare l’ipocrisia di Pompeo e della campagna anticinese lanciata in nome della lotta contro gli “stati canaglia” e stati autoritari quando sappiamo che gli Stati Uniti, e vari paesi alleati degli Stati Uniti (il Regno Unito in primis), ricevono cospicui finanziamenti dall’Arabia Saudita, la monarchia ereditaria dei Saud, che definire uno “Stato canaglia” sarebbe poco, vista la lunga lista di crimini di cui questo paese si macchia, dal genocidio nello Yemen al sostegno aperto al terrorismo jihadista ed ai feroci metodi di repressione interna con i dissidenti fatti a pezzi nei consolati all’estero (vedi il caso Khashoggi).
Secondo Pompeo quindi, lui che fornisce “lezioni di democrazia”, l’avere rapporti economici con la Cina per le “grandi democrazie” è disdicevole, essendo questo uno Stato autoritario, mentre avere rapporti con l’Arabia Saudita è profittevole ed opportuno. Evidentemente Pompeo non vede alcuna traccia di “stato autoritario” nella monarchia dei Saud, essendo questa dinastia criminale un alleato e finanziatore degli Stati Uniti. Un grande e prezioso alleato di Washington sempre protetto da qualsiasi accusa.
Se poi ci soffermiamo ad esaminare il carattere peculiare della “grande democrazia” negli USA, questo sta venendo fuori in modo manifesto proprio in queste settimane, con lo spettacolo di un paese dove la polizia procede ad esecuzioni sommarie dei suoi cittadini in quanto neri, ispanici o bianchi poveri, quando li trova per strada isolati oppure allo spettacolo dello stato di povertà, miseria ed abandono in cui vengono tenuti milioni di americani che sono ghettizzati ed esclusi dalla società dei ricchi americani, quelli del ceto cosmopolita e finanziario collegato con Wall Street.

Pompeo con i suoi amici sauditi


Una “grande democrazia” che utilizza tutte le sue immense risorse in armamenti e in guerre di aggressione contro paesi sovrani (vedi Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, Somalia, Sudan, ecc..), in sostegno ai gruppi terroristi per destabilizzare altri paesi (vedi Venezuela, Nicaragua, Salvador, Siria, ecc..) mentre lascia milioni di suoi concittadini nella miseria e nella marginazione.
Riguardo al presunto “stato di sorveglianza” di cui parla Pompeo, questo è disdicevole, se attuato dalla Huawei, mentre è profittevole se attuato da Google, Microsoft, Facebook, e le altre corporation made negli USA.
Ha ragione Pompeo, gli USA sono davvero una “grande democrazia”, la vera patria dei ricchi e del ceto dominante, niente in comune con quei cinesi brutti, cattivi e gialli.

8 Commenti

  • antonio
    21 Giugno 2020

    le canagliate nel mondo finora vengono dagli USA più che dalla Cina, Russia, Iran o Venezuela

  • keki
    21 Giugno 2020

    Concordo pienamente su quanto detto nell’articolo.
    Mi trovo un pò in difficoltà nell’analisi di questo scenario da guerra fredda tra Usa e Cina.
    Mi spiego meglio.
    Secondo una certa visione, il Deep State è una foma di potere dai lunghi tentacoli che opera contro gli Stati per propri interessi politici, economici e sociali.
    Il Deep State non ha una vera e propria appartenenza geografica, anche se viene solitamente associato agli Usa.
    Trump, con tutti i suoi palesi limitie difetti (chiamiamoli così), sembra lottare contro questo potere subdolo di cui fanno parte personaggi come Soros, Rockefeller, Bill Gates etc.
    Ora, sembra che la Huawei sia legata a doppio filo con questo stato profondo, e faccia parte, appunto, di un progetto che potrebbe portare l’umanità su un sentiero poco rassicurante, legato anche al progetto vaccinale di Gates attraverso l’OMS.
    La Cina, però, non è Huawei,
    Huawei rappresenta il deep State contro cui si sta scontrando Trump.
    Si pensa che all’interno degli Stati generali si stia premendo per spostare l’Italia e l’Europa verso la Cina del Deep State.
    La Cina nel frattempo ha intrecciato buoni rapporti economici con Fed. russa, Iran, Siria e Venezuela.
    L’italia è tenuta a decidere con chi schierarsi fra tra le due potenze che si contrastano.
    Come sbrogliare questa matassa?
    Ci si può fidare della Cina?
    Ci si può fidare di Trump che cerca di combattere il Deep State che è forse la causa scatenante del sistema delirante in cui ci troviamo?
    Mi farebbe molto piacere una sua risposta. Lago.
    con stima,

    Francesca.

      • keki
        22 Giugno 2020

        Grazie mille per la sua risposta.
        Staremo a vedere se l’interlocutore Cina si dimostrerà un partner leale e affidabile o prevarrà la parte marcia speculativa del Deep State in essa in parte presente
        Ho osservato che molti analisti, giornalisti della libera informazione e politici dell’opposizione si sono schierati nettamente contro la Cina.
        Considerando che Putin è un ottimo stratega e che i suoi rapporti con la Cina negli ultimi tempi sono diventati molto più stretti , sarei maggiormente orientata verso un’apertura nei confronti di Cina e Federazione Russa.
        Ciò che è ancora più auspicabile, è la riconquista di una coscienza italiana, l’allontanamento di chi in questo momento sta nuocendo al benessere della nostra Nazione e il ritorno ad una sovranità che ci permetterebbe di poter esprimere delle posizioni forti all’interno della scacchiera internazionale.
        Cari saluti,
        Francesca

  • giuseppe sartori
    21 Giugno 2020

    il grande pig po-poro-porompo-pero- però- parla di stati ca- cana – canaglia- cacà che l’USA e getta condannano dall’alto del loro senso di giustizia e di moralità.
    infatti la persia dello scià(callo),la cuba di batista, haiti dei tonton-macutes, il cile di pinochet, la argentina di videla, l’arabia dei saud, l’indonesia di suharto sono i modelli di demonocrazia finanziati e protetti dall’impero ormai fatiscente; spero che il prossimo viaggioall’estero del grande pig venga effettuato su un aeromobile boeing 787 fiore all’occhiello di cotanta demonocrazia.

  • Nicholas
    21 Giugno 2020

    Penso che gli Usa vogliono disgregare l’Europa, da loro unità in precedenza, in modo da rallentare il più possibile progetto Dell Eurasia.
    Andando avanti vedremo….

  • eusebio
    21 Giugno 2020

    I latrati periodici di questo troglodita sono molto utili a russi e cinesi per comprendere che solo stringendo ancora di più la loro alleanza, proteggendo ed aiutando sul piano economico e militare i loro alleati stretti come Iran, Siria e Venezuela, portando inoltre avanti il loro riarmo e sopratutto la guerra economica contro gli USA, sostituendo il dollaro negli scambi commerciali con le loro valute nazionali e continuando a cedere da parte della Cina i titoli di stato USA, smettendo così di commerciare con lo stato canaglia yankee che tanto paga in carta straccia, possono portare l’impero anglo-sionista ad un repentino collasso.

  • Teoclimeno
    22 Giugno 2020

    Quando i legami economici con la Cina li stringevano loro andava tutto bene, mentre adesso che lo fanno anche gli altri sollevano eccezioni democratiche. L’Impero di Carta anglo-sionista vuole sempre fare l’arbitro di tutte le partite.

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