Pompeo delinea il “dominio energetico” degli Stati Uniti e minaccia l’Iran


Il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, si è incontrato con i massimi dirigenti petroliferi per insistere sulla politica dell’Amministrazione Trump di ridurre a zero le esportazioni di petrolio dell’Iran.

Questa denominata “outreach” rappresenta una nuova significativa campagna per influenzare i dirigenti del settore petrolifero sull’obiettivo di “dominio energetico” di Trump che mira a far avanzare la sua agenda diplomatica e politica attraverso l’esportazione di petrolio e gas USA in rapida espansione, ha riferito la Reuters.

Secondo l’agenzia di stampa, i dirigenti delle maggiori compagnie tra cui Chevron, Total, Royal Dutch Shell, Conoco Phillips e Occidental Petroleum, erano stati invitati alla riunione, svoltasi a porte chiuse martedì.
Nessuna di queste società ha rapporti con l’Iran. Tuttavia, Pompeo ha discusso i piani statunitensi per l’alleanza strategica del Medio Oriente (MESA) con gli stati a guida saudita nel Golfo Persico per contenere l’Iran, come lo stesso Pompeo ha dichiarato.

Dopo l’incontro a Houston, Pompeo ha parlato al più grande raduno annuale dell’industria petrolifera e del gas negli Stati Uniti, esortando l’industria petrolifera a lavorare con l’amministrazione Trump per promuovere gli interessi della politica estera degli Stati Uniti.

Lo stesso Pompeo ha anche detto che il nuovo petrolio di scisto americano e l’abbondanza di gas naturale “rafforzerebbero la nostra mano nella politica estera”.

Secondo la Reuters, gli Stati Uniti producono oltre 12 milioni di barili al giorno (bpd) di greggio, di cui oltre 3 milioni di barili vengono esportati.

Gli Stati Uniti hanno imposto dure sanzioni a Venezuela e Iran, entrambi i maggiori produttori mondiali di petrolio, rimuovendo oltre 2 milioni di barili di petrolio dall’offerta globale giornaliera.

“Ci impegniamo a portare a zero le esportazioni di greggio iraniano con la stessa rapidità consentita dalle condizioni di mercato”, ha detto Pompeo martedì.

“Dobbiamo rimboccarci le maniche e competere, facilitando gli investimenti, incoraggiando i partner a comprare da noi e punendo i cattivi attori”, ha aggiunto.
Washington, ha detto Pompeo, userebbe anche tutti i suoi strumenti economici per affrontare il Venezuela, che è impantanato in una crisi economica e politica tra il sostegno degli Stati Uniti per l’opposizione e le sanzioni sul paese.

Il più alto diplomatico ha inoltre affermato che gli Stati Uniti non vogliono “i nostri alleati europei siano collegati al gas russo attraverso il progetto NordStream II, più di quanto noi stessi vogliamo essere dipendenti dalle forniture di petrolio venezuelano”.

Petroliere nel Golfo Persico


Nota: I cattivi attori secondo Pompeo sono quegli stati che non si sottomettono al dominio degli USA, in particolare l’Iran e il Venezuela.
La minaccia già espressa contro l’Iran di bloccare tutte le esportazioni di petrolio del paese persiano, trova però una risposta molto dura da parte di Teheran.

Le autorità militari di Teheran hanno avvisato che, in caso di minaccia contro le esportazioni iraniane di petrolio, l’Iran bloccherà lo stretto di Ormuz e nessuna petroliera potrà attraversare il Golfo Persico. La marina e le forze iraniane dispongono dei mezzi per attuare la loro minaccia in risposta alle azioni di guerra degli USA e di Israele. Come ha dichiarato il vice presidente iraniano, Mohamad Reza Rahimi, il quale ha avvertito che, “se imporranno le sanzioni all’esportazione del petrolio dell’Iran, allora non passerà neppure una goccia di petrolio per lo stretto di Ormuz”.

Pompeo con i suoi amici sauditi


Al di là delle minacce e delle spacconate” di Pompeo, analisti internazionali, come Lawrence J. Goldstein, consigliere della “Energy Policy Research Foundation statunitense”, affermano che una misura di questo genere produrrebbe una reazione internazionale che non soltanto sarebbe smisurata ma anche irrazionale. Il blocco dello stretto di Ormuz produrrebbe una situazione di caos con pesanti contraccolpi sul prezzo del petrolio e sul sistema economico in generale. Inoltre la Russia, che è il principale alleato dell’Iran e che è interessato ugualmente a mantenere la libertà dei traffici in mare, non permetterebbe mai una tale misura senza reagire in modo appropriato.

Fonti: Press TV Hispan Tv

Traduzione: Luciano Lago

1 commento

  • Mardunolbo
    14 Marzo 2019

    Vedremo cosa farà, in effetti. la nazione asservita al sionismo e ostentatrice di forza. il blocco dello stretto di Ormuz , alle petroliere internazionali sarebbe una manovra rischiosa e diplomaticamente stupida. Meglio sarebbe organizzare tanti contratti di vendita con più paesi possibili, in modo di aggirare l’embargo Usa, ovvero azzerarlo senza fare azioni di forza.

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