Pompeo dall’Arabia Saudita lancia proclami e minacce all’Iran ed alla Siria

di Luciano Lago

Il segretario di Stato USA, Mike Pompeo, arrivato in visita a Rijad, non ha perso tempo nel lanciare i suoi proclami bellicosi contro tutte le nazioni che non si piegano all’Impero USA.

Ricevuto dai suoi fedeli alleati sauditi, lo statunitense ha immediatamente approfittato dell’occasione per minacciare e intimare ai governi della Siria e dell’Iran di adeguarsi a quanto deciso da Washington se non vogliono subirne conseguenze.

L’ex capo della CIA, perfettamente al corrente di quali sono i piani di Washington nella regione, si è adoperato in una patetica sceneggiata nel recitare la parte di quello che si preoccupa della guerra e delle sofferenze delle popolazioni del Medio Oriente e del mondo arabo, quasi non fosse lui il segretario di Stato della principale potenza, gli USA, che hanno scatenato e provocato tutte le guerre ed il caos nella regione, con le loro aggressioni dirette o indirette prima all’Iraq, poi alla Libia, alla Siria ed allo Yemen.

Le conseguenze sono state i milioni di morti  (un milione nel solo Iraq) e le immani distruzioni provocate in quei paesi, la destabilizzazione a l’avvento del terrorismo takfiri sostenuto da Washington, dall’Arabia Saudita e dai loro alleati per completare la destabilizzazione di quei paesi, ma Pompeo, con le sue dichiarazioni, finge di vivere in una realtà immaginaria dove i “cattivi” sono gli altri mentre loro, gli USA, assieme agli altri due stati della  nuova “Santa Alleanza”, Israele ed Arabia Saudita, sono quelli che garantiscono “pace, progresso e democrazia”.  Tutto il mondo ha potuto apprezzare quali siano i risultati degli interventi militari di Washington e della NATO.

Sono seguite le consuete minacce dirette all’Iran che viene messo sotto accusa non soltanto per il suo progetto di dotarsi di energia nucleare pacifica, come attestato dall’ AIEA (Agenzia internazionale per l’energia atomica), ma che anche viene accusato per le sue dotazioni missilistiche, armi convenzionali che Teheran ha sempre dichiarato difensive. L’Iran, al contrario degli USA e di Israele, non ha mai attaccato ed invaso alcun paese ma è considerato comunque “un pericolo” da Washington, forse perchè non acccetta di sottomettersi alla supremazia di Washington sulla regione. Per tale motivo Washington richiede nuove sanzioni contro Teheran. Vedi: Aska News

Pompeo, come Trump, definisce queste armi dell’Iran una “minaccia per la pace” mentre si guarda bene dal menzionare l’arsenale di armi atomiche di cui dispone Israele, nè tanto meno il programma di armamenti e la guerra di sterminio sostenute dal loro alleato saudita nello Yemen. Secondo l’elite di potere a Washington, che fornisce gigantesche quantità di armi all’Arabia Saudita ed a Israele, le armi dei suoi alleati sono “giocattoli”, mentre quelle dell’Iran costituiscono una “minaccia per la pace”.  Evidente il “doppio standard” di Washington e dei suoi alleati nei confronti di quei paesi che vogliono essere in grado di difendersi dalle aggressioni dei “portatori di democrazia” e dei loro lacchè.

Il segretario di Stato USA ha ribadito che il presidente Trump considera l’accordo sul nucleare con l’Iran “il peggiore della Storia” e l’intenzione degli USA di uscire unilateralmente dall’accordo, motivo per cui gli USA stanno facendo enormi pressioni sugli alleati europei. Questo dimostra la “grande affidabilità” di Washington circa gli accordi internazionali, visto che prima li sottoscrive e poi li ripudia unilateralmente secondo gli umori dell’inquilino della Casa Bianca e del suo codazzo di consiglieri. Così anche per l’accordo di Parigi sul clima e per tanti altri accordi mai rispettati dagli USA.

Pompeo con i sauditi

Pompeo, dopo la sua conferenza stampa, si è riunito con il ministro degli Esteri del Regno saudita, Adel al Jubeir, e con il príncipe ereditario, Mohamed bin Salmán. I colloqui sono stati definiti riservati e nulla è trapelato sui contenuto ma, ci si può scommettere, che l’oggetto dei colloqui sia stato quello delle prossime azioni offensive della “Santa Alleanza” contro l’Iran e la Siria, paesi che hanno il torto di opporsi all’egemonia di Washingtom e dei suoi alleati.

La prossima tappa del viaggio di Pompeo sarà naturalmente Tel Aviv, dove lo aspetta il primo ministro israeliano, Benjamín Netanyahu, ansioso di definire con Pompeo il programma di atttacco all’Iran ed alla Siria. L’unico interrogativo è quello di sapere dove e quando i servizi di intelligence di USA e Israele fabbricheranno la prossima provocazione, attacco con gas o armi di distruzione di massa?

Nel frattempo, per ingannare l’attesa , Netanyahu si diletta a far massacracre i palestinesi che manifestano a Gaza, dando istruzioni ai suoi soldati di sparare sulla folla disarmata per tenersi in esercizio e per dare “una lezione” a qui “cenciosi” di palestinesi che non sono mai abbastanza contenti del trattamento che Israele offre loro nel grande campo di concentramento di Gaza.

4 Commenti

  • La soluzione
    29 aprile 2018

    Penso che ne prenderanno di santa ragione. Ne va della loro criminale esistenza ma sanno che sono in declino. La Russia e la Cina devono intervenire a costo di una vera guerra per fermare questi criminali.

  • Eugenio Orso
    29 aprile 2018

    Attenzione all’Asse del Male usa/sauditi/ebrei, perché ha in serbo ancora brutte sorprese per il Medio Oriente.
    La speranza è l’impeachment di Netanyauh e altri torbidi a Ryad, fomentati dei principotti derubuti (anche loro filgi di troia, bene inteso), con l’uccisione di MBS.
    Sarebbe fantastico e ci darebbe almeno una speranza, con israele indebolito e l’Arabia nel caos.

    Cari saluti

    • Geometrio
      29 aprile 2018

      E la Francia? E la Gran Bretagna? Io ce li metterei nell alleanza ebrea

      • redfifer
        29 aprile 2018

        Non c’è bisogno di metterli nell’alleanza, sono già ebri da loro stessi essendo sia la Francia che la gran Bretannia colonie Rothschild e quindi sioniste, come è sionista la stessa Israele per mano di Netanyahu. Quindi più che alleati sono nazioni divise da un ponte e nulla più.

Inserisci un Commento

*

code