POLITICA ESTERA DEGLI STATI UNITI: PSY-OPS SENZA FINE CONTRO L’INTERO PIANETA

Dire che gli Stati Uniti conducono “politica estera” è chiaramente un termine improprio. La politica americana non è altro che una guerra a bassa intensità contro l’intero pianeta. La loro “politica estera” non è altro che un continuo programma di operazioni psicologiche.

Un elemento importante di questa colossale corruzione della politica sono i cosiddetti mezzi d’informazione del sistema atlantista che svolgono un ruolo cruciale nel nascondere e diffondere la psicosi di massa (russofobia, ossessione anti-Iran, guerre per la “democrazia”, ecc..).

Basta guardare la condotta degli Stati Uniti nell’ultimo anno per quanto riguarda i rivali geopolitici, i nemici e persino i presunti alleati. Il comportamento americano è quello di un egemone e di un tiranno che punisce chi non si conforma al suo dominio. Ultimatum, sanzioni economiche, minacce di punizioni, minacce di annientamento, vere e proprie intimidazioni militari. Queste sono tutte forme di aggressione o di guerra a bassa intensità. Nel caso dell’Iran o del Venezuela, la guerra si sta avvicinando all’orlo di violenze a tutto campo.

Pensare che questo sia uno sviluppo peculiare alla presidenza di Trump è un grave errore. La politica estera degli Stati Uniti era sempre incline all’aggressione e alla guerra, sicuramente dalla seconda guerra mondiale. Fin dall’amministrazione Bush di GW nei primi anni 2000, gli Stati Uniti sono degenerati in uno stato permanente di aggressione, spesso comportando guerre simultanee. Ora sotto Trump, la belligeranza degli Stati Uniti si manifesta in ogni aspetto della politica. È diventata tutta una politica di scontro senza fine.

Per gli Stati Uniti, sembra che non esista più diplomazia o relazioni estere. È un atteggiamento vincente di pretesa su tutto, sostenuto dalla minaccia latente o talvolta non così latente della distruzione militare. In breve, gli Stati Uniti si stanno comportando come una potenza totalitaria. Non ci sono fronzoli o cosmetici per nascondere la brutta verità di questo. È semplicemente un potere autoreferente e primatista che cerca di imporre il suo controllo sul mondo globale (il “paese eccezionale”).

Washington minaccia la Cina con siluri economici se Pechino non fa come Washington chiede per correggere le carenze economiche interne dell’America. Pechino è etichettata come un imbroglione, spia di telecomunicazioni e indicato come paese derelitto da politici americani maleducati le cui affermazioni diffamatorie sono amplificate dai media statunitensi, piuttosto che esaminate criticamente. Inoltre, gli Stati Uniti inviano navi da guerra nel territorio cinese ed a Taiwan, rafforzando la loro minaccia.

Washington appoggia le sanzioni economiche alla Russia sulla base di pretese semplicistiche di ingerenza russa nelle elezioni americane. Nessuna prova obbligatoria. Anche quando un’indagine di due anni da parte di un consigliere speciale non trova prove di cospirazione russa, le calunnie contro Mosca continuano senza sosta attraverso l’establishment e i media americani, rilanciate dai media atlantisti europei (in Italia Repubblica e La Stampa in prima fila).

Nella sua visita in Russia questa settimana, il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha insistito con il presidente Vladimir Putin che Mosca “non interferisca più nelle elezioni”. Questa calunnia non dimostrata continua a essere ripetuta ossessivamente per indebolire la Russia e tenerla sotto le sanzioni a guida americana. Ancora una volta, come per la Cina, la minaccia militare statunitense è anche a portata di mano sotto forma di espansione della NATO lungo i confini della Russia o di lacerazione dei trattati sul controllo delle armi e installazione di armi nucleari in Europa.

Washington punisce e umilia i suoi alleati europei con minacce di pene economiche se questi si mettono in fila per fare affari con la Russia per l’approvvigionamento di gas naturale, o per attuare relazioni commerciali legittime con l’Iran nell’ambito dell’accordo internazionale sul nucleare del 2015, che gli Stati Uniti unilateralmente hanno cestinato.

Washington promette vere e proprie violenze militari contro qualsiasi numero di paesi non conformi al dominio dell’Impero, tra cui Siria, Cuba, Venezuela, Corea del Nord e Iran e altri.

Tali minacce sono una violazione della Carta delle Nazioni Unite. È questo un crimine di aggressione stabilito dai processi di Norimberga dei leader nazisti. In che modo l'”eccezionalismo” americano in qualche modo è esente?

L’Iran è attualmente nelle minacce incrociate degli Stati Uniti. Già assalito dalla guerra economica americana, con sanzioni ed embargo, la Repubblica islamica sta affrontando un imminente attacco militare statunitense. Washington ha minacciato l’Iran molte volte nel corso degli anni con attacchi aerei, sempre in palese violazione del diritto internazionale, inventandosi pretesti di “minacce” inesistenti.

Ora gli Stati Uniti hanno inviato bombardieri B-52 con capacità nucleare al Golfo Persico per colpire l’Iran con “forza inesorabile” se viene percepito, o meglio “incorniciato”, di mettere in pericolo “gli interessi americani” (un evidente caso di paranoia).

Lo stadio della guerra psicologica della politica statunitense è diventato completo e terminale.

La credibilità internazionale di Washington è quasi implosa nella polvere della sua stessa paranoia e propaganda egoistica. Nessuno, a parte gli amici israeliani o i despoti sauditi, crede a qualsiasi cosa su cui Washington si pronunci. Anche i lacchè, che normalmente sono i paesi vassalli dell’Unione europea, sono increduli riguardo agli ultimi tentativi di Washington di iniziare una guerra contro l’Iran.

Gli europei hanno comprato a scatola chiusa tutte le sciocchezze di Washington sul “sostegno alla democrazia” in Venezuela, come avevano fatto per la Libia, per l’Iraq e altri, mentre adesso appare chiaro che tutto è stato fatto per intrattenere i piani di golpe assurdi dell’amministrazione Trump a Caracas contro il presidente eletto Nicolas Maduro.

Nel giro di poche settimane di quella faticaccia americana, le psyco guerra -americana si è trasferita in Iran senza perdere un colpo. Ma nessuno di mente sensata può andare d’accordo con le fabbricazioni febbrili di guerrafondai psicopatici come John Bolton e Mike Pompeo – non importa quanta indulgenza dei media statunitensi sia loro offerta per le loro fantasie dell’ “Iran che minaccia gli interessi americani”.

American Power

Sicuramente anche gli americani ordinari e laboriosi, impoveriti e brutalizzati dai loro stessi governanti oligarchici, stanno cominciando a vedere attraverso il travestimento tirannico, cosa sia diventato il governo americano.

Il crollo dell’impero americano è arrivato da tempo. Le sue guerre criminali di genocidio in tutto il mondo negli ultimi sette decenni sono sempre state la prova della sua tendenza egemonica e totalitaria. Mentre l’economia capitalista corporativa dell’impero scivola sempre di più nella decadenza moribonda, l’ultima disperata risorsa per il sostentamento è l’uso costante e continuo dell’aggressione militare americana contro il resto del mondo.

Per farla franca con quella audace malignità, la politica estera degli Stati Uniti ha dovuto diventare, per necessità, una gigantesca implacabile psiche di menzogne ​​e distorsioni.

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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