Petizione contro le forniture di armi all’Ucraina #StopKillingDonbass

Di Eliseo Bertolasi

Da otto anni ormai, i civili del Donbass sono oggetto di continui bombardamenti da parte delle forze armate ucraine e delle unità paramilitari neonaziste dell’Ucraina. In otto anni sono morti più di 300 bambini, migliaia di famiglie sono rimaste senza casa e alcune senza capofamiglia. Ogni giorno decine di proiettili e razzi cadono sulle città delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk. Oggi, ogni bambino del Donbass può distinguere dal sibilo che tipo di proiettile sta arrivando nella sua direzione.
Tutti sanno bene che i paesi occidentali sono ormai i principali fornitori di morte per il Donbass. Nei siti dei bombardamenti si trovano elementi e frammenti di armi della NATO: francesi, americane, spagnole, ecc. Tuttavia, il mondo “civilizzato” non è interessato su dove e su come sia poi utilizzata la sua assistenza militare all’Ucraina.

Video per appello a favore delle vittime del Donbass


Oggi, i bambini, i soccorritori e le persone colpite dai bombardamenti lanciano un appello in Europa e negli Stati Uniti affinché si finisca di uccidere nel Donbass, un appello per lasciarli vivere. Invitano l’Occidente collettivo a smettere di fornire armi all’Ucraina, che a sua volta usa contro la popolazione civile e le infrastrutture civili.

Con tali motivazioni il giorno 18 settembre è stata organizzata un’azione collettiva internazionale che ha coinvolto Italia, Francia e Germania per esortare l’Occidente a rivolgere la sua attenzione su questa tragedia.

Manifestazione Milano


L’Italia non poteva rimanere indifferente: manifestazioni a favore dell’iniziativa si sono svolte a Milano e Bologna organizzate dal coordinamento cittadino di gruppi attivisti “Milano Insorge” e dal coordinamento nazionale di gruppi di cittadini “Fronte del dissenso”, e a Verona organizzate dall’Associazione culturale “Veneto Russia”, dall’ufficio di Rappresentanza della DNR di Verona e dal Comitato “Veneto indipendente”. Nel corso delle manifestazioni sono state mostrate alcune foto, terribili, delle vittime ed è stato letto un appello per richiamare alle loro responsabilità i leader occidentali – basta armi all’ucraina, basta stragi di civili innocenti:

Rispettabili leader degli stati europei e delle principali organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite e l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa!
Noi abitanti dell’Europa, sulla base dei nostri diritti civili e politici garantiti dal diritto internazionale e dalla legislazione nazionale, ci rivolgiamo a Voi con un appello per cessare di sostenere l’incitamento alle ostilità e all’odio promosso dall’Ucraina e l’allargamento d’insensati spargimenti di sangue nel centro del nostro continente, così come per la probabile escalation in una guerra mondiale.
Purtroppo, oggi, contrariamente ai principi fondamentali enunciati nell’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite, in particolare, sui principi della “sovrana uguaglianza” e della “risoluzione pacifica delle controversie internazionali”, i nostri paesi forniscono all’Ucraina armi che causano un ingente numero di morti e di feriti tra i civili nel Donbass, bambini compresi.
Questo processo accresce le sofferenze e il numero delle vittime nel cuore stesso dell’Europa, tutto ciò non ci consente di rimanere osservatori indifferenti.
Condividiamo il dolore del popolo del Donbass, siamo profondamente solidali con il loro dolore e condanniamo categoricamente la fornitura di armi e munizioni, che alla fine è diretta contro la popolazione civile. Inoltre, riteniamo che tale pratica aumenti la probabilità che le ostilità si diffondano nell’intero continente e persino il rischio d’iniziare una terza guerra mondiale.
Conseguenze evidenti di una così miope politica militaristica sono inoltre: la rottura dell’equilibrio nella sfera della sicurezza europea, la crescita dell’odio e dell’inimicizia tra i popoli, la rottura di legami economici culturali e reciprocamente vantaggiosi. Tutto ciò è direttamente correlato al forte calo, oggi, del tenore di vita nei nostri paesi – in contrasto con l’articolo 11 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali – che un domani potrà portare a conseguenze catastrofiche in un mondo già di per sé molto fragile.
Vi esortiamo con insistenza a non dimenticare le lezioni della Seconda Guerra Mondiale, le più terribili nella storia dell’umanità e di non ripeterne oggi gli stessi errori.
A questo proposito, esortiamo vivamente i governi degli stati europei e i capi delle principali organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite e l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, a dare un contributo fattibile per fermare lo sterminio mirato dei civili nel Donbass, compresa l’uccisione di bambini, la distruzione di case, scuole e ospedali.


Chiediamo la fine del finanziamento del terrorismo di stato e del genocidio contro la popolazione del Donbass, nonché delle continue violazioni, in atto dal 2014, delle Convenzioni di Ginevra del 1949 e di altri atti di diritto internazionale umanitario”.

StopKillingDonbass

Manifestazione a Verona

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