"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Perché l’aviazione della NATO si sposta dalla Turchia alla Giordania?

In Medio Oriente, la gente scherza cinicamente: “Da Incirlik, in Turchia, ad Al-Azraq, in Giordania, con amore. “

di Andre Vltchek

Cioè, quando prestano attenzione al movimento delle truppe NATO in questa parte del mondo.
Si dovrebbero capirne i motivi.
Almeno una parte significativa di una forza incredibilmente mortale e aggressiva è stata gradualmente spostata, da un paese improvvisamente “non sicuro” e “inaffidabile” secondo l’Occidente (Turchia), al regno in rovina ma obbediente della Giordania.

Ora è chiaro che la NATO non è sicura, metaforicamente parlando, della direzione in cui volerà e dove potrebbe finalmente atterrare. L’Alleanza va nel panico e cerca, “nel caso,” una strategia di uscita; quasi un piano di volo per la potenza più importante della regione.
L’occidente sta veramente perdendo la Turchia? Nessuno lo sa. Più probabilmente, nemmeno ad Ankara ne è sicuro nessuno, incluso il signor Erdogan.

Ma se … Se Erdogan si stesse avvicinando alla Russia, e persino alla Cina? E se le relazioni della Turchia con l’Iran fossero migliorate? Se Ankara ne avesse avuto abbastanza di essere umiliata, per anni e decenni, dall’Unione Europea? E se il turco non vuole più seguire i diktat di Washington?
Questi scenari “da incubo” molto probabilmente trasformeranno le notti di molti inseparabili, a Bruxelles, Washington e Londra, in notti insonni.

La NATO non vuole lasciare nulla al caso. Se non è in Turchia, dove? Dove dovrebbero andare tutte queste armi nucleari, aerei da combattimento, bombardieri e “consulenti militari occidentali”?
Incirlik, una gigantesca base aerea alla periferia della città turca di Adana, era il posto perfetto.
Per molti anni, Incirlik è stata la base aerea più importante e la più mortale del Medio Oriente, da cui l’Occidente ha intimidito e direttamente attaccato vari obiettivi nella regione, dove gli esperti ritengono che sono stati formati molti dei quadri estremisti jihadisti che hanno operato in Siria e altrove (nei campi di addestramento creati dalla NATO).

Per quei posti che l’Occidente vuole bombardare, che siano in Siria, in Iraq e potenzialmente in Iran, in Libano, nello Yemen e anche in Afghanistan, Incirlik si trova  lì, con le sue infrastrutture e la posizione perfetta, un posto considerato “fantastico”. Per la NATO, un sogno che si avvera, davvero! Ma solo fino a poco tempo fa; fino al tempo del signor Erdogan, fino al fallimento del colpo di stato nel 2016 e alla conseguente “rivolta turca”, incomprensibile ma reale.

All’improvviso, l’Alleanza non si fida più della Turchia, almeno non nelle capitali occidentali. Potrebbe essere un fatto molto buono per la Turchia e per il suo futuro, ma certamente non per la NATO.
Quindi dove spostare Incirlik?

Il Regno di Giordania sembra essere il miglior candidato. Forse è molto impoverito, ed è stato storicamente soggetto ai suoi maestri occidentali. Dipende principalmente dagli aiuti stranieri, soprattutto occidentali, e farebbe qualsiasi cosa per compiacere i leader di Washington, Londra o Berlino, gli servono gli aiuti e i finanziamenti.

Ancora più importante per l’Occidente, Amman è sufficientemente oppressiva, senza alcuna opposizione sostanziale. Se il dissenso diventa troppo forte, i suoi membri vengono rapiti e torturati.

È quindi naturale che europei e nord americani si sentano sicuri e a casa qui. Nel 2017, la Wehrmacht tedesca ha trasferito i suoi soldati, piloti e Tornado, oltre 200 persone e dozzine di aerei in tutto, alla base di Al-Azraq, situata a soli 30 chilometri dal confine con la Arabia Saudita, e ad una distanza simile dalla Siria. L’Iraq è a soli 200 chilometri di distanza.

È ovvio che Angela Merkel e Recep Erdogan stanno vivendo un certo (alcuni direbbero “grande”) disgusto l’uno per l’altro. È anche noto che i paesi della NATO amano lavorare con paesi oppressivi, orientati al mercato e obbedienti (l’Arabia Saudita e il Barhain ad esempio). Sono più docili per “esportare la democrazia”.

 

Ma la Giordania ?

Anche il canale televisivo ufficiale tedesco, Deutsche Welle (DW), ha mostrato un chiaro cinismo riguardo alla mossa della NATO, sebbene allo stesso tempo abbia espresso una reale comprensione della situazione:

Re Abdullah con Tillerson

“Il re Abdullah II è un leader molto apprezzato dell’Occidente. A differenza dei principi della penisola arabica, di solito è vestito con un abito scuro di taglio occidentale. Ha ricevuto un addestramento militare in Gran Bretagna e ha studiato a Oxford e Washington. Sotto la sua guida, la Giordania ha assunto posizioni affidabili, in linea con la politica occidentale, in tutti i principali conflitti in Medio Oriente. ” Il Re Abdullah sempre a disposizione degli Imperialisti e dei loro complici.

E questo non cambierà, secondo Udo Steinbach, capo dell’Istituto tedesco per l’Oriente con sede ad Amburgo per molti anni.

“Era un uomo d’Occidente, un uomo d’Occidente e non ha altra scelta che essere un uomo d’Occidente”, ha detto Steinbach. La Giordania è un paese povero e, senza l’aiuto dell’Occidente, non potrebbe sopravvivere affatto. “
La NATO ha utilizzato per anni la base aerea di Muwaffaq Salti vicino ad Al-Azraq, principalmente per bombardare illegalmente numerosi obiettivi sul suolo siriano.

A Bruxelles, Al-Azraq è davvero un “nome familiare”, poiché è stato utilizzato dalle forze aeree della NATO e dell’UE, in particolare dai belgi (2014-2015) e ora dagli olandesi e dai tedeschi. L’aeronautica militare statunitense operava già da questa base da diversi anni.

La base si trova in un’altra triste parte del Medio Oriente; economicamente depressa, dove innumerevoli piccole imprese e fabbriche che hanno chiuso le loro porte sono arrugginite e in decomposizione, e dove la Riserva Umida di Azraq è quasi completamente prosciugata – un’oasi un tempo conosciuta come “Migratory Bird Sanctuary” .

L’oasi si estendeva quasi fino al confine con l’Arabia Saudita. Oggi, la maggior parte del territorio della “riserva” è asciutto. In ogni caso, pochi uccelli arriverebbero a sbarcare lì, perché si troverebbero di fronte al rombo assordante dei velivoli e delle strutture di collaudo dei motori, del tutto simili a quelli a cui ho assistito ad Okinawa.  (……………………….)

Base Jordanian at Muwaffaq

Tutto non è ancora perso. Un paese vicino – la Siria – è ancora in piedi. Ha combattuto e centinaia di migliaia di persone hanno perso la vita, ma è quasi riuscito a sconfiggere il brutale intervento occidentale. Questo potrebbe essere il momento più importante nella storia araba moderna.

I popoli del Medio Oriente stanno guardando. I giordani stanno guardando. I turchi stanno guardando. Apparentemente, gli imperialisti possono essere sconfitti. Apparentemente, la collaborazione non è l’unico modo per sopravvivere.

L’enorme base aerea della NATO si sta muovendo lentamente dalla Turchia alla Giordania.

L’Occidente ha già perso la Siria. Potrebbe anche perdere la Turchia. Chi lo sa? Un giorno, persino la Giordania  potrebbe svegliarsi.  Alcuni dicono che “l’effetto domino è iniziato”.

Fonte: Mondialisation.ca.

Traduzione: Luciano Lago

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  1. Anonimo 4 mesi fa

    La Nato non lascerà Incirlick.
    Erdocan ha bisogno della Nato.
    In Giordania ci sarà semplicemente una base americana aggiuntiva.
    Sembrano stupidi gli americani…
    ma non lo sono.

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  2. Fabio franceschini 4 mesi fa

    BAH di erdogan mai fidarsi poi sinceramente odio sia lui che gli islamofascisti dell’akp. Lui è convinto che la CIA LP voleva fare fuori e la freddezza dei suoi servi europei durante le ore del golpe lo ha sicuramente segnato.pur tuttavia lui con l’Europa gioca come al gatto col topo anche senza più essere il maschio prediletto della merkel. Poi lui racconterà che gli europei non vogliono la Turchia nell’UE e del resto ne hanno ben donde ma la verità è che il primo a non volere subire i diktat UE è proprio lui.lui persegue un disegno imperiale di tipo ideologico e nostalgico che è l’antitesi dell’Europa. D’altra parte l’Europa è così prona di fronte a lui quindi sa che dagli europei il massimo che può avere qualche parola di biasimo e spesso neppure quelle basti pensare che mentre tutti si stracciavano le vesti per Aleppo lui metteva a ferro e fuoco la città turca(curda) di cizre ,e ben pochi ne hanno parlato a livello imformativo,senza che nessuno a livello di governi facesse pio. La realtà è che forse la Turchia in questa fase è meno affidabile ma sicuramente erdogan non lasciera mai la baracca perché volere o volere aldilà delle contingenze Russia e Iran sono gli antagonisti geopolitici della Turchia da secoli a cui si è aggiunta l’Arabia saudita più recentemente e non sfuggirà che due su tre sono anche gli acerrimi nemici degli angloamericani.quindi mi chiedo perché mai erdogan dovrebbe lasciare la nato ?giocherà di più tavoli fintanto che gli converrà ma pronto a ribaltarli secondo convenienze.quindi è bene che Russia e Iran non facciano tanto affidamento su questo cialtrone.

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    1. atlas 4 mesi fa

      lo vado scrivendo qui da sempre. E c’è chi mi da ragione https://aurorasito.wordpress.com/2018/03/25/siria-turchia-e-certi-esperti/

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  3. claudio 4 mesi fa

    Atlas, non ti arrendi neanche davanti all’evidenza?? Ma se gli ammeregani lasciano incirlik non ti sembra un segnale forte del cambiamento ( temporaneo finche vuoi ) di merdogan?? Ma tu lo sai quant’è grande incirlik?? Prendono il taxi per andare in mensa.. c’era un mio conoscente, un maresciallo dell’aviazione che mi raccontava.. lasciano un posto così per niente??
    E secondo me l’instabilità di merdogan è determinata anche dal fatto che la seconda comunità giudea più grande al mondo dopo israele è proprio in turchia.. ben nota infatti è la vicenda dei ragazzi di salonicco che erano marrani giudei scappati dalla spagna e che fecero un colpo di stato in turchia oltre cent’anni fa..e la terza in iran che, a parole, contesta duramente il regime sionista…
    per franceschini: mi verrebbe da dire che islamofascisti lo dici a tua sorella, mi trattengo perchè non ho voglia di litigare, ma è già la seconda volta..non capisco cosa possiamo avere in comune noi fascisti con sta accozzaglia di ignoranti tagliagole.. e che sia ben chiaro che, nel mondo e da sempre, le peggiori stragi le hanno fatte i giudei e i comunisti. Grazie per l’attenzione..

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    1. lister 4 mesi fa

      “… per franceschini: mi verrebbe da dire che islamofascisti lo dici a tua sorella…”

      Applausi! 😀 😀 😀 😀

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  4. Eugenio Orso 4 mesi fa

    Come ho detto e scritto più volte, nel recente passato, Putin e anche Rouhani non dovrebbero cavalcare la bestia turcoide Erdogan oltre un certo limite, perché l’inaffidabilità della bestia potrebbe ritorcersi contro di loro improvvisamente, come si è già ritorta contro gli USNato-europidi …

    Cari saluti

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    1. Walter 4 mesi fa

      Non credo affatto che Putin si fidi di Erdogan. Magari lo tiene un po’ per le palle e ogni tanto gli da una strizzatina, tanto per ricordargli il rapporto di forza che intercorre tra i due. Il volta-faccia di Erdogan nei confronti della NATO e dell’Arabia Saudita, però, è provvidenziale nel ristabilire un rapporto di forze più equilibrato tra gli attori principali del conflitto.

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    2. claudio 4 mesi fa

      Ah su questo non ci sono dubbi caro orso, fidarsi del turco è da pazzi.. ma non mi sembra che putin sia così stupido..

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  5. Vlado Cremisi 4 mesi fa

    Il tutto per nascondere la pesante sconfitta degli USA e della OTAN nello scacchiere siriano. Chiaro che se dai la giusta guerra al Sultano di Babilonia poi deve avere un asso nella manica da tirar fuori al momento giusto, momento non prossimo visti gli accordi di Ankara con Baghdad, fatto sorprendente almeno fino al 26 settembre scorso con il voltafaccia di Barzani e del suo PUK proprio ai danni dello stesso Erdogan.

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    1. Vlado Cremisi 4 mesi fa

      PDK non PUK

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  6. atlas 4 mesi fa

    io stò con Putin, senza se e senza ma. Quindi contro il partito di merdogan. Chi vuole capire capisca, non mi va di riscrivere le stesse cose.

    Salutiamo

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    1. lister 4 mesi fa

      Sottoscrivo.

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    2. claudio 4 mesi fa

      https://it.sputniknews.com/mondo/201803265821408-USA-base-militare-petrolifera-regione-deir-ez-zor/
      leggiti un pò quante basi hanno costruito gli ammeregani in siria.. e magari aiutati con google maps se non ti viene subito in mente dove si trovano certe località che a me parecchie sembrano curde.. tranne questa enorme a deir ez zor messa li per rubare il petrolio ai siriani..
      non credi che a merdogan possano girare un pò i coglioni di vedersi creato uno stato curdo armato fino ai denti dagli yankee proprio nel cortile del condominio?? Giardino di casa suonava meglio la la zona è in condominio e quindi alla prima riunione e con la presenza dell’amministratore russo ecco che si è deciso il da farsi.. la differenza è che tu ti stufi di dire le stesse cose che hanno proprio stufato, mentre io continuo a raccogliere nuove prove a supporto della mia teoria… non bastavano gli altri indizi.. te ne aggiungo altri..

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      1. Animaligebbia 4 mesi fa

        Secondo me la cosa e’ concordata; se i russi o i siriani avessero attaccato i curdi sostenuti dagli americani si sarebbe rischiata una escalation pericolosa,se i turchi vanno addosso ai curdi gli americani non possono perdere a faccia e il prestigio mostrando al mondo due eserciti nato che si sparano addosso pur essendo formalmente alleati.Mi sembra geniale.

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        1. claudio 4 mesi fa

          Esatto caro gebbia, è quel che dico da un mese… ci sono vasi yankee a manbij che è nel mirino turco, basi a kobane, classica città della mitologia curda a sentire quei morti di seghe dei sinistri.. ed altre nel curdistan.. la rojava sarebbe un clone di israele piazzato tra iran iran siria e turchia, con tutte le conseguenze del caso, specie per turchi e iraniani..

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        2. atlas 4 mesi fa

          @ gebbia

          qualcuno ha letto, sentito, visto … un solo turco che abbia sparato addosso a un solo americ ano ? Io finora no

          e finchè c’è il partito di merdo can al potere in Turchia non ho buone speranze per il futuro

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