Perché il Grande Fratello è buono. E chi ne dubita è un complottista

Perché il Grande Fratello è buono. E chi ne dubita è un complottista

di Andrea Zhok

Oggi, sfogliando un po’ di siti di informazione online sono incappato in due notizie, nessuna delle due del tutto nuove.
La prima è la notizia della cessione del governo italiano delle infrastrutture di telecomunicazione nazionali, prima TIM, al KKR Global Institute, fondo americano presieduto dall’ex generale David H. Petraeus, ex direttore della CIA.
Niente di anomalo, niente che non rientri nella fisiologia di questo paese.
Il governo “sovranista”, quello che si imporpora d’orgoglio nazionale quando deve fare gli spottoni pre-elettorali, cede serenamente e sistematicamente ogni residuo di autonomia al capobastone americano.
Per l’occasione, allarmi antifascisti non pervenuti.
I nostri sovranisti à la carte del “fascismo” hanno recepito più o meno solo il principio di cieca obbedienza gerarchica e un po’ di darwinismo sociale.

La cieca obbedienza al capobranco oggi si esercita in direzione di un padrone con passaporto americano e il darwinismo sociale si traduce in mercatismo (il mercato ha sempre ragione, il mercato è efficiente, il mercato è buono, in particolare se a comprare è un padrone a stelle e strisce.)
E incidentalmente, queste due ombreggiature “fasciste” – cieca obbedienza ai caporali di Washington e mercatismo – sono principi abbracciati entusiasticamente anche dal centrosinistra.

Ricordiamo, di passaggio, che la dismissione delle telecomunicazioni venne inaugurata illo tempore dal centrosinistra, con Prodi: c’è qualcosa di esteticamente mirabile nel vedere che la parabola che si è aperta con Prodi viene oggi chiusa dalla Meloni.
La seconda notizia in cui sono incappato è un’articolessa su Repubblica, in cui si perorava la causa della didattica a distanza, spiegando nel titolo come “l’84% degli studenti si sente più sicuro e preparato grazie al mondo digitale
Assumendo di rivolgermi a persone intelligenti non mi metterò neppure a refutare questa corbelleria.
Vi troviamo l’usuale sparata percentuale (l’84% eh, mica ca**i) che mima la retorica scientifica, attraverso la quale questi incartamenti per il pesce gabellano la propria propaganda come “autorevole”.
Vi troviamo una balla sesquipedale, evidente a chiunque abbia constatato la mostruosa impennata dei problemi psichiatrici adolescenziali dopo la clausura (e la didattica a distanza) del covid.
Ma ci troviamo, soprattutto – e questo è ciò che fa venire i brividi – una quadratura mirabile – ancorché contingente – con la prima notizia.

Ricordiamo infatti cos’è esattamente la rete venduta agli americani. Riporto, a titolo di resoconto, un passaggio da fonte non sospettabile di antiamericanismo, una pagina del Corriere della Sera di qualche tempo fa:
“La rete di telecomunicazioni di Tim è la più estesa d’Italia: è composta da oltre 21 milioni di chilometri di cavi in fibra ottica e copre l’89% delle abitazioni. È la principale infrastruttura per la trasmissione dei dati di cittadini, imprese e pubblica amministrazione. É considerata strategica per la sicurezza nazionale ed è lo snodo principale per la digitalizzazione del Paese, che passa per l’introduzione delle applicazioni digitali fondamentali per il futuro delle imprese italiane e per l’ammodernamento dei servizi al cittadino da parte della pubblica amministrazione previsto dal Piano di ripresa e resilienza.”
Dunque, in sostanza.
Il Piano di ripresa e resilienza, insieme a tutti i vari progetti europei di digitalizzazione forzata, preme per estendersi anche alla formazione scolastica (donde l’articolessa pubblicitaria di Repubblica).
Il quadro della società che emerge come un desideratum è dunque quello di un mondo di interazioni massimamente digitalizzate, i cui veicoli sono sorvegliati o sorvegliabili, manipolati o manipolabili, a piacimento da un comando estero con agenda militare.


Aggiungo una notazione laterale.
Conosco fin troppo bene le reazioni del liberale italiano medio (cioè dell’elettorato mainstream) per non anticiparne la reazione automatica di fronte a simili osservazioni.
La loro reazione naturale è di vedere in tutte queste osservazioni i germi di un complottismo che vede piani malvagi e intenzioni di nocumento ovunque.
Invece bisogna fidarsi.
Perché il soggetto politico qui è il Blocco-del-Bene (progressismo, liberalismo, dirittumanismo, globalismo, americanismo).
Ciò che in qualche misura diverte in questa forma di cecità selettiva è l’inavvertita inconsequenzialità.
Infatti, è parte della concezione antropologica di fondo del liberale l’assunto che tutti gli agenti siano mossi sistematicamente da agende di interesse autoaffermativo, da egoismo, ambizione autoreferenziale, pulsione ad appagare la propria curva privata di utilità.

Tra i tanti difetti di una visione così deprimente dell’umano, almeno un aspetto potrebbe tornare utile in tempi oscuri come i presenti: sotto tali premesse dovrebbe almeno essere diffusa un’allerta costante, una cultura del sospetto rispetto a intenzioni e dichiarazioni “idealiste”, una sfiducia nella “voce del padrone”.
E invece – potenza del bispensiero – niente di tutto ciò accade. Rispetto al padrone reale in carica vige solo infinita fiducia nella sua superiore nobiltà e lungimiranza.
Perché il Grande Fratello è buono.
E chi ne dubita è un complottista.

Fonte: Andrea Zhok

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7 commenti su “Perché il Grande Fratello è buono. E chi ne dubita è un complottista

  1. Ma non mi preoccupo più di tanto. L’ex generale Petraeus, considerato un genio militare (!!!), fu inviato a dirigere la guerra in Afghanistan e a risolverla a favore dell’America……….. e lì fu trombato e sconfitto assieme a tutti i militari della NATO ! (come al solito) ! Non potendo fare figuracce (!!!!), l’establishment lo silurò perché aveva avuto rapporti sessuali con una soldatessa (sapete, i banditi usurai sono moralisti !). (Lo comunicai ad uno Storiografo Patriota Americano, che si fece le risate ! Giacché si sono aggrappati ad una relazione per silurare un famoso generale perché era INCAPACE di vincere). Petraeus non risolse nulla. Quindi a capo della TIM vedo gravi problemi di declino della stessa (come è successo con l’amministrazione precedente franco-americana, dove hanno perso centinaia di milioni di euro e MOLTISSIMI utenti). Anche qui il Trend, la Tendenza, si conferma: la caduta e rovina dell’occidente pùtrido.

  2. Mai visto uno scarto di verme come merdoni, imbrogliona seriale, probabilmente fin dalla nascita, venduta dalla propaganda – che è sempre quella elitista – come “patriota”, creando una trappola per italioti imbecilli, e poi dopo il voto ultra globalista e tagliatrice di teste liberista, massacratrice della gran maggioranza della popolazione, vendipatria privatizzatrice e snazionalizzatrice, atlantista guerrafondaia, serva dei criminali ebrei … Ah! Quasi dimenticavo! In buoni rapporti con il demente senile biden-bidet e con il rabbino capi degli adunchi incistati in Italia e a Roma.

    Cari saluti

  3. Chapeau Signor Lago. Articolo monumentale, in poche righe ha descritto, nella sua drammaticita’, la situazione attuale. Riassumendola: i ( finti ) ciechi che guidano ( altrettanto finti perche’ ignavi) i sordi . I ( finti) ciechi, nella loro miserevole furbizia, credono di farla franca perche’ il pifferaio cosi’ gli fa credere. I sordi ( ignavi per convenienza ) credono che alla fine ” tutto andra’ bene ” non volendo accettare l’idea che il pifferaio vuole sbarazzarsene. Entrambe le categorie pero’, non credono che’ il vero pifferaio sia metafisico, e non capiscono che si occupera’ di tutti, separandoli prima, usandoli poi con lo schema classico degli uni contro gli altri ( divide et impera )………….. e non sara’ piacevole per nessuno.

  4. Essendo di fatto una neocolonia americana, da noi in Italia ci stanno di stanza 15 mila soldati americani dislocati in quasi 100 basi Nato, non mi meraviglia che svendiamo gl’ apparati nazionali industriali e di comunicazione ai nostri padroni di Washington. In fattispecie proprio la rete telematica informativa e di telecomunicazioni. Non importa essere complottisti od orwelliani per capire, lo farebbe anche un ragazzo inesperto, che ciò a che vedere anche con lo spionaggio e la sorveglianza della popolazione. Informazioni sensibili e private, altrimenti inaccessibili se non da social o siti web.

  5. Che dire dopo aver letto l’articolo ? Solo che è semplicemente perfetto, purtroppo ! Un giorno, quando l’impero liberal globalista crollerà, o sarà fatto cadere, ci vorranno sia un drastico “repulisti”, che significa anche eliminazioni fisiche, che un duro lavoro per riprendere in mano (ri-nazionalizzare) tutto ciò che è stato ceduto, anzi regalato, al padrone anglo americano ! Ma accadrà, perchè il corso della storia è innesorabile e va al di la della volontà dei singoli, dei partiti, dei governi, e soprattutto dei padroni occulti che possono solo rallentare o accelerare i processi in corso (come vediamo dal dibattersi disperato degli anglo sion americani) ma non fermarli.

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