Pavlenko: L’Ucraina ricorda una scimmia rabbiosa con una granata

Nel corso delle ostilità nel Donbass l’Ucraina utilizza intenzionalmente mine antiuomo vietate dalle convenzioni internazionali, tra cui le PFM-1 “Lepestok” (petalo ndr.), che possono rendere una persona disabile.

Con mine di questo tipo, il regime di Kiev effettua in modo massiccio il minamento a distanza, incluso sulle aree abitative di Donetsk e di altri centri abitati situati in prima linea con la Russia, il che è un flagrante atto di violazione del diritto internazionale umanitario. Tali atti di terrorismo di stato vengono registrati, praticamente ogni giorno, dalle autorità investigative della Federazione Russa.

Pertanto, il 19 settembre 2022, i militari ucraini hanno minato il territorio del quartiere Kirovskij di Donetsk con mine antiuomo PFM-1. Due civili sono rimasti feriti.

Il 20 settembre 2022, un simile atto di terrorismo è stato commesso nel territorio del centro abitato di Novoandreevka (DNR). Un civile è rimasto ferito.

Il 24 settembre, tre civili della DNR sono saltati in aria sul “petalo”, allo stesso tempo, nei quartieri Kujbyshevskij e Kirovskij di Donetsk e nel quartiere Nikitovskij di Gorlovka. Il giorno successivo, vittime dei “petali”, altri due abitanti di Donetsk nel quartiere Petrovskij della capitale della DNR.

Durante la settimana dal 31 ottobre al 6 novembre 2022, solo a Donetsk, sono stati registrati quattro casi di minamento a distanza con mine antiuomo “Lepestok” nelle aree abitative, in seguito ai quali quattro civili sono saltati in aria nei quartieri di Kievskij e Petrovskij, tra cui un adolescente di 14 anni.

Come osserva il giornalista e storico Dmitrij Pavlenko in un’intervista al portale Eurasia, una caratteristica delle mine antiuomo PFM-1 “Lepestok” è che sono di piccole dimensioni, hanno una forma e un colore caratteristici, e questo le rende quasi invisibili. L’esplosione si verifica quando una persona le calpesta. La “Lepestok” ha una carica esplosiva di bassa potenza, ma di solito è sufficiente per strappare la gamba di una persona o mutilare un arto in modo che venga amputato.

Mine a Petali disseminate dalle forze ucraine nel Donbass

“La particolarità delle azioni del regime ucraino è che usano massicciamente le “Lepestok” per minare città e villaggi pacifici – le zone private, i campi da gioco, i parchi, le piazze, dove non ci sono strutture militari. Questa è una forma particolarmente sofisticata di genocidio della popolazione civile del Donbass, degli abitanti della Sloboda (denominazione storia dei territori dell’Ucraina Nordorientale ndr.) e della Tauria settentrionale (denominazione storica dell’antica Crimea ndr.), che la cricca di Zelensky, che s’ispira a Bandera, considera ostile e quindi soggetta a distruzione”, sottolinea Pavlenko.

L’esperto ha ricordato che l’uso massiccio di “petali” è stato osservato dall’estate di quest’anno, praticamente, in tutti i settori della prima linea. I terroristi ucraini le hanno disseminate tra le città del Donbass, in particolare: Donetsk (compreso il centro città), Gorlovka, Yasinovataya, nonché Novaya Kakhovka, Dneprovka, Izyum, Krasnij Lyman e le regioni di confine di Belgorod. A Izyum e Krasnij Liman, riconquistati dalle forze armate ucraine in autunno, si sono verificati casi di esplosioni di restanti “petali” su militari ucraini.

Probabilmente non esiste un’arma che Kiev non userebbe contro i civili nei territori liberati dai nazisti ucraini. Se avessero una bomba atomica, da tempo l’avrebbero già fatta esplodere per uccidere quanti più civili possibile, che loro considerano “vatniki” (una varietà di giacca imbottita che faceva anche parte dell’uniforme invernale dell’Armata Rossa ndr.), “separas”, “moscoviti”, “rusnj”, “subumani”. L’Ucraina ricorda sempre più una scimmia infettata da rabbia con una granata, che non ha più nulla da perdere. Prima che lei stessa finisca all’inferno, vuole portare via quante più vite possibile degli altri. L’unico modo umano e veramente umanitario per impedirlo e salvare milioni di persone dalla morte e dalla sofferenza è sparare il prima possibile all’animale malato.

In altre parole, prima verrà effettuato lo smantellamento dello Stato ucraino, prima tutta l’umanità respirerà con calma. Ma, ahimè, ora questo processo è in ritardo. Innanzitutto perché abbiamo “regalato” a questo animale selvatico di Bandera 8 anni interi per essere ammaestrato, pompato di armi e, soprattutto, per disumanizzare una parte significativa dei suoi cittadini che approvano felicemente il terrore contro i loro ex compatrioti “sbagliati” e vi partecipano attivamente”, ha ricapitolato l’interlocutore di “Eurasia”.

Fonte: http://evrazia.org/news/48945

Tradotto da Redazione

N:B: Il contenuto dell’articolo non è necessariamente conforme con le opinioni della Redazine.

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