Partita la campagna di USA Israele contro l’Iran

di Luciano Lago

A seguito delle notizie di proteste popolari verificatesi a Teheran per il caro vita e l’inflazione (spontanee o sobillate si saprà in seguito), il presidente Donald Trump ha incitato la popolazione iraniana a ribellarsi al regime degli Ayatollah ed ha accusato Teheran di sostenere il terrorismo.
Ci si chiede cosa spinga il presidente  Trump a fare dichiarazioni di palese ingerenza contro l’Iran con il pretesto di voler appoggiare manifestazioni di protesta pacifiche avvenute a Teheran da parte di alcuni settori della sua popolazione contro il caro vita, l’inflazione e la corruzione.

L’occasione delle proteste avvenute in Iran è stata presa al volo da Trump per criticare l’Iran, incitare la popolazione a ribellarsi al regime ed accusare il Governo di Teheran di finanziare il terrorismo.


Persino l’autorevole New York Times, un media filo sionista ed antiiraniano, ha criticato come inopportune queste dichiarazioni di Trump, sostenendo, in un suo editoriale, che queste dichiarazioni potranno causare “più danni che non benefici”, ricordando gli sforzi fatti dall’Amministrazione USA per ottenere un cambio di regime in Iran ricorrendo ad azioni di sobillazione occulta. Sostiene il NYT che il grande odio dimostrato da Trump verso il paese persiano con la sua ossessiva campagna antiiraniana, non depone a favore delle dichiarazioni fatte da Trump che piuttosto rischiano di suscitare una reazione contraria da parte del popolo iraniano. Vedi: How Can Trump Help Iran’s Protesters? Be Quiet.

Bisogna capire che questa sfacciata manifestazione di ingerenza degli USA si deve inquadrare nella campagna di propaganda avviata da Washington finalizzata a destabilizzare l’Iran ed a creare una psicosi di iranofobia nel Medio Oriente, una precisa campagna che il governo USA sta conducendo assieme ad Israele ed all’Arabia Saudita, con cui ultimamente ha stretto un patto segreto proprio in funzione anti-Iran.
Queste dichiarazioni fatte da Trump trovano in questa campagna la loro logica spiegazione e tali dichiarazioni rappresentano la cronica inclinazione degli USA all’ingerenza nelle questioni interne degli altri paesi, senza curarsi delle proprie situazioni interne.

In questo caso si tratta del tentativo di destabilizzare l’Iran con tutti i propri mezzi di cui gli USA dispongono: non a caso hanno sanzionato l’Iran, lo hanno bloccato nelle sue esportazioni, hanno congelato gli attivi finanziari della Repubblica Iraniana, hanno denunciato l’Iran di terrorismo in forma falsa, gli hanno imputato di non adempiere il trattato sul nucleare (smentiti dall’AIEA), hanno cercato di strangolare il paese persiano in tutti i modi per avere questo paese il torto di non essere conforme agli interessi degli USA.
Il richiamo smaccato di Trump sui “diritti umani” riflette la profonda ipocrisia di uno dei governi che più violano i diritti umani nel mondo e che ancora una volta utilizza il falso pretesto dei dirittti umani come mezzo per pilotare una corrente di opinione ostile all’Iran in tutto il mondo. In questo caso gli USA cercano di sfruttare la manifestazione di cittadini avvenuta in Iran su l’economia, inflazione, corruzione per dare il via ad azioni di destabilizzazione all’interno dell’Iran, come avvenuto nel caso delle “primavere arabe“, sobillate dalle ONG occidentali e dalla CIA per il cambio di regime in alcuni paesi.

L’obiettivo della destabilizzazione dell’Iran è stato dichiarato e conclamato dalle amministrazioni USA e risulta già programato con il finanziamento che Washington e Londra hanno effettuato da anni a favore di gruppi oppositori e movimenti terroristi all’interno dell’Iran che da molto tempo hanno compiuto azioni terroristiche in Iran, con attentati ed assassini di esponenti pubblici iraniani.

Date queste premesse, chiunque può capire che gli USA non hanno il diritto e la statura morale di poter parlare di “diritti umani” violati contro un altro paese quando, all’interno dei loro confini, violano i diritti delle proprie minoranze come nel caso dei neri, degli ispanici, degli immigrati, quando costruiscono muri al confine del Messico, si muovono con aggressioni contro altri paesi, e tutto il resto delle azioni che abitualmente compiono. Questa è la spiegazione logica delle false denunce di una superpotenza imperiale che oggi si trova a perdere la sua egemonia e che cerca il modo di criticare, attaccare e destabilizzare altri paesi sovrani, come l’Iran.

Gli USA, non richiesti da alcuno, si arrogano il diritto di dare” lezioni di democrazia” o di “diritti umani” al resto del mondo quando loro li violano costantemente all’interno del paese e questo spinge qualsiasi osservatore imparziale a dire che gli USA sono il paese meno indicato per dare lezioni di democrazia o di rispetto di diritti umani visto che le loro violazioni sono innumerevoli e d avvengono sulla popolazione nera, sugli immigrati, con il loro appoggio a regimi che violano i diritti umani (come Arabia Saudita, Barhein, ecc..)- Senza considerare che gli USA sono stati protagonisti e complici di aggressioni criminali come accade oggi contro il popolo dello Yemen, contro i palestinesi, contro la popolazione del Bahrein, come accaduto con la loro aggressione contro la Libia, contro la Siria contro l’Iraq . Ci sembrano quindi fuori luogo le “lezioni di democrazia e di diritti” che Washington vorrebbe impartire algi altri.
Questo avviene quando si cerca la pagliuzza nell’occhio altrui e non si vede la trave nel proprio occhio..

Facile rilevare come gli Stati Uniti, lungo tutta la loro storia hanno dimostrato di essere il paese maggiormento violatore dei diritti umani nel mondo e come sia assurda ed ipocrita la loro pretesa di dare lezioni all’Iran o a paesi che, con tutti i loro difetti, hanno dimostrato di essere sovrani e indipendenti e che inoltre sono stati capaci di dare aiuto ad altri popoli aiutando questi a difendersi dall’aggressione esterna, dalle violazioni dei diritti, come dimostrato dalle azioni fatte dagli USA, con i loro alleati, contro la Siria o l”Iraq con i milioni di morti causati. Quando parliamo degli USA stiamo parlando di un paese di governo ipocrita che applica un doppio standard e una doppia morale e che certamente non dispone della statura morale per dare lezioni al resto del mondo e tanto meno alla Repubblica dell’Iran.

Occorre poi osservare come tutti i media atlantisti in questo momento abbiamo messo sotto il fuoco dell’attenzione gli avvenimenti in Iran, considerandoli enormemente più importanti di quello che sono, enfatizzando la repessione di queste manfestazioni di protesta da parte della polizia iraniana, trascurando di mostrare le immagini di una manifestazione di appoggio popolare al Governo avvenuta subito dopo, nello sforzo coordinato di mettere sotto accusa le autorità di Teheran per violazione dei diritti umani. Tutto rivela l’esistenza di una accorta regia.

Iran manifestazione pro governo

Stranamente si tratta degli stessi media che non hanno riportato notizia delle forti manifestazioni di protesta che poco tempo addietro si sono verificate in Arabia Saudita, subito represse nel sangue con decine di esecuzioni capitali e con demolizione totale del quartiere sciita ( Al-Musawara, città di Al-Awamiya, est saudi Arabia), da dove erano partite le proteste e che era stato sotto assedio per tre mesi.. Vedi: Inside the Saudi town that’s been under siege for three months by its own government  Vedi anche: Arabia Saudí destruye totalmente un barrio chií en Al-Awamiya.  Evidente che queste notizie La Repubblica, o Il Corriere della Sera, La Stampa, o la RAI, fanno fatica a pubblicarle, si tratta di stretti alleati degli USA e della NATO.

Nessuna notizia  anche delle proteste  avvenute nel Bahrein, con centinaia di feriti e vittime. Gli stessi media che da oltre due anni non hanno trasmesso notizie sui bombardamenti di Arabia Saudita -USA avvenuti nello Yemen con le migliaia di vittime civili e con le conseguenze tragiche (epidemia di colera) sulla popolazione di quel paese per il blocco aeronavale imposto da USA e Arabia Saudita.
Molta attenzione all’Iran e nessuna attenzione ai paesi alleati e complici degli USA e di Israele. La manipolazione dei media avanza e da questo si intuisce che la campagna di aggressione all’Iran è appena iniziata, ne sentiremo parlare presto con il nuovo anno.

11 Commenti

  • Stefano radi
    31 dicembre 2017

    E’ trascorso quasi un anno e tutti hanno visto cio’ che e’ Trump: un pover’uomo messo a tentare di ridare credibilita’ alla democrazia piu’ logora del mondo. D’ora in poi le strade si divideranno . Chi vuole governare e imporre mediante meschini e cialtroni la propria arbitraria volonta’ e chi e’ stanco e sfiduciato della democrazia e ritiene che solo la sua iniziativa potra’ risollevare la sua vita e quella dei suoi figli. In mezzo un mare magnum di sciocchi illusi e tatuati, frequentatori dei riti piu’ stupidi del nostro tempo. La parola ora va ai fatti, ovvero all’azione.

  • Backward
    31 dicembre 2017

    “…gli USA…violano i diritti delle proprie minoranze come nel caso dei neri, degli ispanici, degli immigrati…”

    Più che una questione di razza, sembra di portafoglio. I senzatetto sono di tutti i colori e la polizia non uccide solo i neri, come giustamente sottolinea Paul Craig Roberts. Oltretutto i bianchi saranno presto una minoranza negli USA (per i nuovi nati è già così), il che dimostra che la situazione degli immigrati di colore non deve essere poi così tragica.
    Senza dubbio gli USA sono, in virtù della loro potenza economica e militare, il braccio armato usato da lorsignori per piegare i pochi paesi ancora non completamente sottomessi, colpevoli in particolare di non avere una banca centrale Rothschild, come l’Iran.

  • Backward
    31 dicembre 2017

    Gli uomini e le rovine…

    • Backward
      31 dicembre 2017

      Il commento era in risposta alle pregevoli parole di Stefano Radi

    • Citodacal
      31 dicembre 2017

      “Vaga” allusione al testo evoliano…?

      • Backward
        31 dicembre 2017

        Certamente sì. La condizione di ogni uomo in quest’epoca di consumatori.
        Buon anno a Lei, al dottor Lago, e agli altri commentatori. I miei auspici per un 2018 meno moderno del’anno passato.

        • Citodacal
          1 gennaio 2018

          C’è un lacerante passaggio evoliano, tratto dal saggio “Vedanta, Meister Eckhart, Schelling” pubblicato nel 1959 e raccolto nel volume “Oriente e Occidente” che ben si addice, con la forza e la lucidità della sintesi, all’eone attuale (e rileggendolo, mi salgono puntualmente le palpitazioni cardiache…): laddove l’autore definisce la realtà contemporanea come quella di “…uomini sperduti che si ritrovano in una regione deserta e devastata, e che, con i loro sforzi, aiutati soltanto da una vecchia mappa lacera, incompleta e a mala pena leggibile, debbono cercare di raggiungere il grosso di un esercito che ha già lasciato il campo”. Asserzione netta, inequivocabile, del tutto scevra da ogni possibile riferimento politico: perciò tremenda poiché allusiva e comprensiva di molti variegati ambiti.
          Contraccambio gli Auguri a Lei, alla Redazione, ai lettori, a chi intenda continuare a coltivare un poco di grano in zucca e a chi, ignorandolo, non si capacita di poterlo fare, ma continua a vivere immerso come un sasso nelle apparentemente placide, ma venefiche paludi dell’abbaglio: anche per costoro può esservi un risveglio, prima o poi.

  • Tania
    1 gennaio 2018

    A quando le proteste popolari americane per il caro vita e l’inflazione? Quando il popolo americano si ribellerà al regime dei padroni delle banche mondiali e delle multinazionali del pianeta che stanno dentro i piani alti dei grattacieli di NY?
    Quando il popolo americano smetterà di farsi rubare la vita e di essere il soldatino scemo di un gruppo di una oligarchi plutocratici, nutrito a sesso e droga per rimanere tranquillo, scemo, ed ubbidiente?
    Usato e gettato, merce di utilizzo con la paturnia di essere oggetto prezioso per i loro oligarchi.

    • atlas
      3 gennaio 2018

      hanno un semplice sistema (la guardia nazionale) che impedisce ogni forma di minimo dissenso e manifestazione. Una suinocrazia pura. Il destino disgraziato è di chi lì non solo c’è nato, ma vi sono anche tanti (ad es. messicani) che farebbero qualsiasi cosa per andarci a vivere, italici compresi. Il sogno …

  • Eugenio Orso
    1 gennaio 2018

    Apprezzo molto la parte finale dell’articolo, dove si parla della complicità della feccia giornalistica occidentale – con l’Italia in testa – che nasconde i massacri perpetrati dalle bestie saudite e dagli sporchi ebrei.
    Che gliene frega a questi vermi della putrefazione – ai quali bisognerebbe tagliare lingua e mani, perché non blaterino e non scrivano più – del tentativo di far morire di fame la popolazione yemenita? Complici americani e inglesi , complici anche i piddioti/sinistroidi italiani che riforniscono di bombe i sauditi!

    Cari saluti

    • fred
      2 gennaio 2018

      a me sembra che i complici siano una moltitudine, a lei piace indicare piddioti e sinistroidi perché li ha particolarmente invisi il che purtroppo riduce e sminuisce il suo ragionamento ad una svagata idea delle ragioni di chi vende e di chi compra armi.

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