Parte dai Balcani la strategia degli anglosassoni per circondare la Russia

di Luciano Lago

Come molti hanno compreso, la strategia di accerchiamento della Russia, attuata dalle Amministrazioni USA ed accelerata dal gruppo di potere neocon presente a Washington, si basa sulla penetrazione nelle aree limitrofe della Federazione Russia, la zona di sicurezza della Russia, per sottrarne il controllo a Mosca e creare delle enclave filo occidentali che portino il contrasto nelle regioni sensibili dell’influenza russa.
Questo riguarda paesi come l’Ucraina, la Georgia, la Bielorussia, i paesi baltici, l’Asia centrale e l’Europa orientale, in particolare la Bulgaria, la Polonia e la Romania, includendo l’importante zona dei Balcani. Da questa regione ha avuto origine la prima guerra mondiale.

In realtà questa non è una strategia nuova ma, se si studia con attenzione la Storia, fin dai tempi dell’Impero Britannico, gli anglosassoni cercarono in ogni modo di contrastare la forte influenza russa nei Balcani che veniva esercitata tramite quelli che allora la Russia aveva come correligionari sotto forma di Serbia, Bulgaria e Grecia nella penisola balcanica. Consideriamo che in quell’epoca, siamo a cavallo del XIX e XX secolo, Impero Russo degli Zar aveva esteso la sua influenza in una area molto vasta fra i Balcani e l’Eurasia che era oggetto di forte interesse anche dagli anglosassoni.
Furono gli antefatti del primo conflitto mondiale che oggi, nei corsi e ricorsi della storia, ritornano di attualità nella consueta strategia degli anglosassoni e degli “imperi del mare” di contrastare la nascita o il consolidamento di un Impero centrale di terra nell’area euroasiatica.
Con l’attuale predominio dell’Imperialismo USA, gli anglosassoni sono ricorsi all’Islam radicale ed ai gruppi salafiti che sono manovrati abitualmente dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna e vengono utilizzati in modo che si oppongano nel mondo ai loro concorrenti geopolitici, vuoi la Russia, vuoi l’Iran. Il fattore musulmano ha sempre avuto un’ampia base sociale nei Balcani, originato dalle invasioni ottomane e radicatosi poi nei decenni successivi grazie ad una alto indice demografico. (nella foto sopra: islamici radicali in Albania).
Il centro dell’Islam radicale in Europa, si trova nel Kosovo, uno stato artificiale voluto dagli anglosassoni, nato grazie all’operazione della NATO nella ex Yugoslavia nel 1999 ed è uno stato che, posto nel centro dei Balcani, è intrecciato con il fulcro del terrorismo e del traffico di droga e che rappresenta uno fra gli strumenti più importanti della politica occidentale. Non a caso si trovo in Kosovo la più grande base USA, “Camp Bondsteel”, da dove si dirigono molte delle operazioni occulte dei servizi di intelligence USA. Tutti questi processi sono attentamente organizzati e supportati dai servizi speciali anglosassoni di Washington e Londra e sono la loro arma principale.

Il tutto avviene sotto la copertura della NATO che ha il presidio territoriale e che cerca di assorbire tutti i paesi della regione, inclusa la Macedonia e la Serbia. L’adesione di quest’ultima alla NATO è ostacolata dal problema territoriale con il Kosovo, e quindi l’Occidente in ogni modo impone l’idea di scambiare territori, dove la Serbia deve accettare la perdita del Kosovo, ma potrebbe ottenere altri territori in cambio. Tuttavia i nazionalisti serbi filo russi si oppongono fermamente a questo scambio.

Manifestazione filo USA in Kosovo

Il fallimento nella realizzazione del califfato radicale islamico in Siria, ha costretto gli anglosassoni a raggruppare le loro forze. Alcuni di questi gruppi jihadisti sono stati trasferiti in Asia centrale, e un’altra parte è stata collocata, in attesa di ordini, nell’area dei Balcani. L’obiettivo è lo stesso di sempre -il nemico geopolitico numero 1 – la Russia, che viene attaccato da direzioni convergenti sulla mappa geopolitica da diversi lati.

La costituzione di un califfato salafita nei Balcani è un nuovo obiettivo strategico della strategia USA: dovrà costituirsi (prevedono gli esperti) entro la metà del nuovo secolo. Ora ci sono processi di costruzione di strutture portanti di questo califfato. Tra 10-15 anni si formerà il nucleo, i cui confini sono delineati dall’habitat della popolazione che pratica l’Islam. Si tratta dell’Albania (56,7% di musulmani), Bulgaria, Grecia, Macedonia (33,3%), Bosnia-Erzegovina (40%), Montenegro (19%), Kosovo (96,9%).
La presenza di popolazione mussulmana è in forte aumento ed è dovuta sia all’alto tasso di natalità sia all’apporto delle ondate migratorie e questa presenza è destinata a cambiare a medio termine il panorama demografico di tutti questi paesi. Questa presenza sarà un focolaio dell’islam radicale, che opera attraverso il terrorismo nel ventre sud-orientale dell’Europa. Superfluo domandarsi chi andrà a beneficiare. La risposta è così ovvia che non vale la pena parlarne, visto che trattasi delle stesse centrali che sospingono le migrazioni e le destabilizzazioni di paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. Guerre, rivoluzioni colorate e migrazioni, sono fenomeni intimamente collegati.

Forze militari Kosovare/Albanesi


Nella regione del futuro califfato, già 6 milioni di persone sostengono l’Islam wahabita/salafita, con la diffusione della predicazione degli iman di provenienza saudita. Sono state create cellule di combattenti già attivi, ci sono campi di addestramento per i miliziani arruolati. I servizi di intelligence serbi e austriaci ne hanno individuate 46 in Bosnia ed Erzegovina, 10 in Albania e Kosovo, il Kosovo è al primo posto come numero di jihadisti , l’Albania è al secondo posto, la Bosnia ed Erzegovina è al quarto posto. Allo stesso tempo, il movimento in questa zona è diventato più attivo – il flusso di radicali, in partenza e in arrivo nei paesi della regione, si è intensificato.
L’indebolimento della Serbia e il rafforzamento di Albania e Croazia ha determinato un cambiamento degli equilibri di potere e questo significa esercitare pressioni sulla Russia dai Balcani. Questo è l’obiettivo principale dell’intera strategia balcanica degli anglo USA e della NATO.

Un altro obiettivo degli anglosassoni è quello di sottrarre i paesi balcanici all’influenza culturale, economica e politica della Russia, con la non celata finalità di mantenere un alto grado di conflitto permanente nell’area che rappresenta l’incrocio di tre civiltà. Gestire le forze di questo conflitto offre l’opportunità di influenzare il mondo dell’Islam, dell’Europa e della Russia. Era tutto previsto nella strategia disegnata dallo stratega ebreo americano, Zbigniew Brzezinski, e dal lui descritta nel suo libro “La Grande Scacchiera”. Esattamente a quella si stanno attenendo le amministrazioni USA da Bush a Obama e adesso a Trump. Cambiano i presidenti ma le strategie di fondo non mutano.
Molti analisti ritengono che il conflitto aperto inizierà quando, una volta realizzato il Califfato dei Balcani, questo tenterà di spingersi verso il Caucaso. A quel punto entreranno in gioco principali sponsor e inizierà quello che a parole nessuno vuole, ma il cui inizio è inevitabile. Questo è esattamente lo scenario a cui la Russia si sta preparando. Il prossimo scontro globale è inevitabile.

6 Commenti

  • Eugenio Orso
    19 Febbraio 2019

    Il finale dell’articolo, che condivido, è inquietante.
    Il califfato dei Balcani, sarà la prossima mossa dell’asse del male, dopo il crepuscolo dell’isis e il “riuso” dei tagliagole dell’isis sopravvissuti?

    Cari saluti

  • atlas
    19 Febbraio 2019

    non esiste l’islam radicale, è un termine giornalistico creato dai giudei in usa, gb e Palestina, Luciano Lago lo sa

    esiste il wahhabismo salafita che è stato creato dai giudei sauditi e Qatar, ma non è Islam, Luciano Lago lo sa, è un suo preciso dovere saperlo

  • Tarcisio
    19 Febbraio 2019

    Secondo me non e’ plausibile che i centri jihadisti siano in qualche modo sostenuti dagli stati Uniti, che stanno combattendo in Siria contro di loro.
    Non si spiegherebbe altrimenti il motivo per cui gli USA sosterrebbero dei movimenti terroristici che hanno compiuto o tentato di compiere attentati contro di loro.
    Gli islamìci radicali sono un fenomeno a se’ stante che ha compiuto attacchi sia contro la Russia che contro gli USA.
    D’altra parte, l’intervento USA nei balcani del 1992, che ha visto l’appoggio anche dell’Italia, e’ sato promossa da Clinton per motivi umanitari (vedi tentativo di pulizia etnica largamente documentato dai media dell’epoca)

    • atlas
      20 Febbraio 2019

      Tarcisio, io credo che il vino dell’osteria di Grumello sul lago sia migliore di quello di Lentate sul Seveso, ma che ne direbbe di mettersi un pò a dieta ? Eviterebbe d’impegnarci utili neuroni, non si filosofa sulle scorregge. Lei è ritardato se è convinto che l’aggressione dei cani alla Serbia risale al 1992, quindi bere la fa dimenticare. Ma il punto è che in redazione sono molto premurosi, educati e gentili oltre che umani. Io l’avrei mandata subito a cagare (per il suo bene)

  • atlas
    20 Febbraio 2019

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