"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Nel mondo globalizzato, ogni conflitto è legato all’altro. Pertanto, quel che succede ora in Ucraina si riflette in altre regioni. Per Thierry Meyssan, le rodomontate di Washington non sono destinate a fare la guerra a Mosca, bensì a spingere gli europei ad automutilarsi per il  sommo profitto degli USA. Allo stesso modo, l’abbandono del processo di Ginevra può essere un modo per far cadere gli interessi sauditi e concentrarsi su una qualche regolamentazione  in Palestina.

di Thierry Meyssan
Tre eventi hanno appena sconvolto la scena internazionale: da un lato, la crisi che oppone gli occidentali alla Russia in merito all’Ucraina, dall’altro, la guerra segreta che gli Stati del Golfo hanno dichiarato l’uno contro l’altro, e infine l’adozione da parte del Consiglio del popolo siriano di una legge elettorale che esclude di fatto la candidatura di cittadini fuggiti dal paese durante la guerra.

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di Sheikh Abdul Karim Paz

L’offensiva imperiale morbida in Ucraina e Venezuela, rivela molte cose sul tavolo per gli analisti internazionali. Una di queste è che l’impero, dietro a tutte queste manovre, ha dovuto impiegare come esecutori nel peggiore dei casi gli estremisti violenti e i terroristi, per esempio, Al-Qaeda, il sempre pronto sionismo e le truppe neonaziste. Il sionismo sembra facilmente dimenticare, quando gli fa comodo, il male del nazismo e dell’estremismo “islamico”.Non è ‘difficile scoprire qual è il denominatore comune di tutte queste forze apparentemente sparse ma oggi ricongiunte con il loro vero padre, l’imperialismo mondiale: il dominio con la forza, niente di più. Nessun diritto, nessuna democrazia, nessun dialogo, nessuna razionalità, niente umanità, senza nulla, tranne l’interesse. L’esempio si può vedere anche in Siria e l’utilizzo di queste forze del terrore per cercare di raggiungere i propri obiettivi è raccapricciante.

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di  Alfredo Serrano

Non si tratta di uno sceneggiato tipo fiction né di un film di Hollywood. Neppure si tratta di paranoia cospirativa della guerra fredda: Oggi gli Stati Uniti manifestano chiaramente la loro intenzione di farla finita con il governo venezuelano. La democrazia che non vota il candidato dell’ambasciata USA è una democrazia che non serve agli Stati Uniti.
Il Nord America non ha mai voluto accettare Chavez come presidente appoggiato dai popoli del sud; adesso tanto meno può ammettere che il chavismo senza Chavez debba seguitare a edificarsi secondo il lascito di Chavez in Venezuela ed in America Latina.

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Il ministro degli esteri del Venezuela ha criticato duramente il  Segretario di Stato americano, John Kerry, per intromettersi negli affari interni del paese.

Intervenendo a una cerimonia per onorare defunto presidente Hugo Chavez nella capitale venezuelana, Caracas, il Venerdì scorso , Elias Jaua ha detto: “Noi ti denunciamo come un assassino del popolo venezuelano, Mr. Kerry. Non siamo disposti ad abbassare il nostro tono davanti a quasiasi impero, fino a quando non passate l’ordine ai vostri lacchè in Venezuela per fermare la violenza contro il popolo “.

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di Paul Craig Roberts

Perché Washington si è opposto alla autodeterminazione della Crimea? La risposta è che, uno degli scopi principali del colpo di stato promosso da Washington a Kiev, era di disporre di un  nuovo governo fantoccio per sfrattare la Russia dalla sua base navale del Mar Nero in Crimea. Washington non può più utilizzare il governo che lo stesso governo USA è riuscito ad  installare  in Ucraina, per  tale scopo, se la Crimea non farà  più parte dell’Ucraina.  

Quello  che Washington ha reso del tutto evidente è che l’ “autodeterminazione” è un’arma usata da Washington in base al suo programma. Se la autodeterminazione conviene per l’agenda di Washington, Washington si schiera a favore di questa. Se l’autodeterminazione non risulta conveniente per l’agenda di Washington, allora Washington si proclama  contraria.

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di Luciano Lago

Fra le tante notizie ed immagini trasmesse dall’informazione  del sistema dei media, una dobbiamo ammettere che ci ha più impressionato rispetto alle altre : Matteo Renzi, neo presidente del consiglio che si bacia con il super massone  Francoise Hollande.
Se doveva servire una prova di immagine sui collegamenti che il neo premier Renzi può vantare a livello internazionale, questa potrebbe essere quella decisiva.
Non bastava una semplice stretta di mano ma era necessario dimostrare il “grande affetto” che il super massone francese nutre per il nuovo promettente leader della politica italiana, osannato da tutti i rappresentanti dei poteri forti.

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Aperto un procedimento presso la Procura di Roma  “per gravi delitti contro lo Stato ed il popolo italiano perpetratri negli ultimi 20 anni di c.d. “integrazione europea”.

Da oggi tutti i cittadini disperati a causa della “crisi”, tutti coloro che hanno visto la loro felicità distrutta, o che addirittura hanno visto familiari togliersi la vita, tutti quelli che gridano alla “dittatura europea” ed ai suoi crimini, tutte le persone consapevoli, che ogni giorno s’informano sempre meglio, ma non trovano mai le soluzioni in cui impegnarsi davvero, possono finalmente fare qualcosa per il Paese, di molto concreto ed efficace.
Partecipare attivamente informandosi ed impegnandosi a diffondere attivamente la conoscenza del maxi-processo aperto dalla Procura di Roma da pochi giorni contro tutta la classe politica e dirigente italiana per gravi delitti contro lo Stato ed il Popolo italianoperpetrati negli ultimi vent’anni di cd. “integrazione europea”.

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Jason Gresh

Prove, come i messaggi di posta elettronica intercettati da “Anonymous Ucraina” e interviste ad agenti delle operazioni speciali USA, hanno portato alla scoperta dei piani per inscenare attacchi terroristici in Ucraina da attribuire alle forze speciali russe. Nella serie di messaggi di posta elettronica diffusa il 12 marzo 2014, tre in particolare spiccano. Implicano il tenente colonnello Jason Gresh, assistente dell’addetto presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Kiev e il colonnello Igor Protsik, direttore della Divisione cooperazione bilaterale dello Stato Maggiore Generale delle forze armate dell’Ucraina. Le e-mail delineano un piano per attaccare una base aerea ucraina, con tanto di mappe, in cui degli aerei verrebbero danneggiati. Altre operazioni vi sono descritte. Una cosa è chiara, gli attacchi devono essere attribuiti alla Russia. Ciò viene indicato ripetutamente.

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Nella città di Jarkov (zona est dell’Ucraina) si registrano scontri a fuoco tra la popolazione filo russa e membri di una milizia di estrema destra nazionalista arrivati da Kiev. Ci sono stti 2 morti fra gli agenti di polizia e 5 feriti, secondo il sindaco delle acittà , Guennadi Kernès.

Gli scontri si sono verificati (tuttora in corso) nella via Rimarskaia, i difensori della città hanno di fronte i componenti del gruppo Settore Destra, una milizia armata protagonista negli scontri di Kiev, che utilizza armi automatiche.

I media locali hanno informato che ci sono stati almeno 15 feriti tra la popolazione civile. Da un edificio pubblico della stessa via vengono lanciate granate e bottiglie molotov per respingere l’assedio.

Si suppone che questa sia una delle “provocazioni” messe in atti dalle forze nazionaliste ucraine, fatte armare dal nuovo Ministro degli interni, per provocare la reazione dei russi e l’intervento di forze occidentali.

Nel paese sono stati avvistati, durante il loro arrivo in aeroporto, alcune centinaia di mercenari di organizzazione statunitensi (Blakwater) ed inoltre sembra che siano arrivati ultimamente anche alcuni gruppi di integralisti ceceni già in precedenza impegnati a combattere in Siria.

Nelle prossime ore si avranno informazioni più dettagliate.

Fonte : RT Actualidad

di Rafael Poch

Questo Kagan è sposato con Victoria Nuland, il vice segretario di Stato e “stratega” del cambio di regime a Kiev.  Assistita dai loro peones polacchi e dall’ottusa acquiescenza tedesca, la Nuland ha finalmente collocato i suoi uomini nel governo di Kiev,  come ha detto lei stessa il 25 gennaio in una conversazione telefonica registrata, da cui trascendeva quel magnifico “Si fotta la l’UE “.

Il desiderio di costringere l’Ucraina a aderire alla NATO ed estendere le basi USA fino alla stessa barba della Russia, si è concluso con un colpo all’orso moscovita. Il risultato: un chiaro pericolo di  guerra civile in Ucraina, l’annessione della Crimea con la violazione dell’integrità territoriale ucraina, e una tensione inusitata con la Russia. Il Kaganato Kiev è, senza mezzi termini, un grand “cagata”, dice Escobar. Nel frattempo, i media occidentali continuano ad ignorare il problema e presentarlo come una mera cattiveria di “incendiario” Vladimir Putin.

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