"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

di Luciano Lago

In un articolo pubblicato il Mercoledì dalla rivista britannica The Times, si  sostiene che il denaro dell’Arabia Saudita non deve comprare il silenzio dei paesi occidentali e far chiudere gli occhi sull’ appoggio assicurato dal governo saudita agli jihadisti che minacciano la nostra sicurezza nazionale.

In questo articolo, pubblicato lo scorso mercoledì dall’analista Roger Boyes, intitolato “Time to tell the Saudis some home truths”, l’analista britannico indica che, per quanto l’Arabia Saudita sia uno dei migliori clienti nell’acquisto di armamenti prodotti in Gran Bretagna, citando il caso del contratto di acquisto degli aerei Typhoon, concluso di recente, “questi clienti non sono certo uno dei migliori alleati, visto che l’Arabia Saudita ha lavorato per anni contro i nostri interessi”.

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Le sanzioni trasformano la UE in un complice della” guerra sporca” contro la Siria

Il governo siriano ha accusato l’Unione Europea di appoggiare i terroristi per aver ampliato lo scorso Lunedì le sanzioni contro persone relazionate con il regime di Damasco, con l’inclusione di dodici ministri nella sua lista delle persone sottoposte a tali sanzioni.

La UE sparge lacrime di coccodrillo sulla violazione dei diritti umani ma nel frattempo mantiene il suo appoggio ai peggiori terroristi  che operano nel nostro paese,”  ha dichiarato  il Ministro siriano degli Esteri in un comunicato di Damasco.

Inoltre ha sottolineato che la decisione di ampliare le sanzioni coincide con l’espansione del territorio nell’offensiva condotta dello “Stato Islamico dell’Iraq e del Levante” (EIIS) e del Fronte al Nusra, collegati con Al Quaeda, cosa che nella sua opinione, riafferma l’appoggio della UE a queste due organizzazioni che commettono crimini atroci contro cittadini siriano innocenti e che adesso si sono allargate anche all’Iraq.

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“The Voice of Russia”  pubblica un’intervista a Marine Le Pen, in cui la leader francese prende posizione sui rapporti con la Russia e sulla crisi Ucraina in maniera molto condivisibile, nel pieno rispetto del diritto internazionale.

In un’intervista con ITAR-TASS, la leader del Front National francese, Marine Le Pen, ha appoggiato un’intensificazione delle relazioni russo-francesi e l’esecuzione dei contratti Mistral, e ha esposto il proprio programma politico, che prevede lo smantellamento dell’Unione europea.

Marine Le Pen ha dichiarato: “Il mio obiettivo è la trasformazione totale dell’Europa e, di conseguenza, lo smantellamento dell’Unione europea. La domanda principale è: è possibile migliorare l’Unione europea, emendarla? Io personalmente non ci credo. Naturalmente, possiamo mantenere l’Unione europea se essa restituisce la sovranità agli stati, permette loro di ripristinare le frontiere interne e abbandonare l’euro. Beh, ma questa in realtà non sarebbe l’Unione Europea”.

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di Fabrizio Fiorini

Sono molti i luoghi comuni e i solidi paradigmi da dover quotidianamente sfatare circa la crisi del debito pubblico. Su molti di essi non occorre soffermarsi più di tanto, è argomento dibattuto, su queste pagine come altrove, da anni: ad esempio, quello che riguarda la sua solvibilità, data per possibile e realizzabile dalla dottrina escatologico-economicista che ci propina la favoletta del rientro dal debito quale regno della salvezza terrena da conseguirsi tramite il “golgota” del sacrificio, delle privazioni, dell’obbedienza, della povertà.

Oppure quello che cerca di convincerci della natura economica del problema, occultando la sua reale essenza giuridico-politica scaturita dalla legislazione inerente i meccanismi dell’emissione monetaria a debito di cui sono monopoliste le banche centrali. Altri miti da infrangere sono quelli della “parsimonia” necessaria allo smaltimento di questo debito, dello slancio moralizzatrice che – tagliando qualcuna delle sontuose voci di spesa di una classe politica corrotta e “bizantina” – dovrebbe affrancarci da una situazione debitoria che (in barba ai moralisti della prima e dell’ultima ora) continua invece inesorabilmente ad aggravarsi.

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Gli aerei da guerra russi non permetteranno che la forza aerea dell’Ucraina possa effettuare bombardamenti su Lugansk, secondo le informazioni trasmesse dai mezzi di comunicazione. Nella giornata di ieri i mezzi di comunicazione russi (giornali e TV) hanno informato di un attacco verificatosi contro un posto di controllo russo a Lugansk attraverso il quale gli aerei ucraini hanno ricevuto il segnale di “put” (obiettivo missili) dall’aeroporto di Millerovskiy nella regione di Rostov, secondo quanto riferito dall’agenzia World News.

Il segnale si riferisce ad una ricezione speciale del combattimento aereo, quando un aereo nemico viene inquadrato ed intercettato e può essere distrutto da un missile.
Nel frattempo le forze di autodifesa del Donbass hanno colpito e distrutto un’altro elicottero militare Mi-8 delle forze ucraine, ha informato l’agenzia Interfax. Secondo la Reuters, che ha citato un portavoce militare, fra l’equipaggio dell’elicottero non ci sono superstiti. L’abbattimento si è verificato nei pressi del monte Karachun nel momento del decollo del mezzo militare.

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di Atilio Boron

Dick Cheney, ex vice  presidente degli Stati Uniti nell’Amministrazione di George W. Bush, si è rifatto vivo con una dichiarazione nella quale ha giustificato l’invasione attuata dagli americani (ed alleati) in Iraq nel 2003 e la ha qualificata come “una decisione giusta” mentre ha invece criticato la politica dell’Amministrazione Obama nella attuale crisi in Iraq.

“Io sono stato fermo sostenitore dell’intervento in Iraq”, ha dichiarato Cheney nel corso di una intervista alla PBS, nel corso della quale ha insistito a sostenere che fu una decisione giusta allora e che continua a ritenerlo anche adesso.

Questo perchè, secondo Cheney, l’Iraq si trovava in buone condizioni quando terminò il mandato dei repubblicani a Washington, mentre la situazione di crisi attuale si deve alla mancanza di decisione di Obama che avrebbe dovuto mantenere l truppe USA nel paese fin dal 2011 invce di ritirarle.

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“Un’intensificarsi della crisi si porterà dietro l’attuale governo italiano e il principale partito del Pse, in entrambi i casi il PD di Renzi”

di Alessandro Bianchi

Nino Galloni. Economista. Ha insegnato all’Università Cattolica di Milano, all’Università di Modena ed alla Luiss. Dal 2010 è membro effettivo del collegio dei sindaci all’INPS. Autore di ” Chi ha tradito l’economia italiana?” e “Prendi i tuoi soldi e… scappa?” ” La fine della globalizzazione”.

– Ad un mese dalle elezioni europee non sembra che sia cambiato molto, se non per il fatto che PPE e PSE hanno gettato la maschera di finta opposizione che hanno avuto in questi anni e inizieranno a governare insieme anche a Bruxelles. Quali sono le sue previsioni, a livello economico e politico, per i prossimi mesi?

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L’AUSTRIA SE NE FREGA DELLA UE (DI CUI FA PARTE) E SIGLA ACCORDO CON LA RUSSIA PER GASDOTTO DA 32 MILIARDI DI METRI CUBI

di Giuseppe De Santis – Londra

I parassiti di Bruxelles da un po di tempo giocano a fare gli imperialisti tant’e’ che, dopo aver creato disordini in Ucraina, adesso stanno facendo di tutto per costringere Serbia e Bulgaria a fermare il progetto del South Stream che consentirebbe di trasportare gas dalla Russia all’Europa senza passare per l’Ucraina.

Tale politica ha lo scopo di isolare la Russia ma fino ad ora gli unici che rischiano di pagarne il prezzo sono i cittadini europei visto che esiste il rischio concreto di un taglio delle forniture che creerebbe enormi danni economici senza contare i tanti che questo inverno potrebbero morire assiderati e questo e’ chiaramente inaccettabile.

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I terroristi che combattono in Iraq dispongono di armi che sono state fornite dagli USA ai gruppi armati in Siria che hanno tentato di rovesciare il governo di Damasco, lo ha indicato il Martedì il giornale The Washington Post.

Questo fatto viene a dimostrare la falsità delle affermazioni fatte dagli USA che la loro consegna delle armi sia stata fatta ai gruppi “moderati” in Siria che, secondo un gran numero di esperti, semplicemente non esistono.

I membri dell’Esercito Islamico dell’Iraq e ella Surua (EIIS) che combattono contro i militari iracheni dimostrano inoltre  maggiore esperienza di questi perché hanno partecipato al conflitto siriano, hanno segnalato al giornale esperti nord americani in tema di sicurezza.

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di Francesco Maria Toscano

Il modo con il quale la stampa sta raccontando l’evolversi della politica europea è semplicemente folle.

Oggi, per esempio, tutte le principali testate on-line vaneggiano una epocale svolta, incoraggiata perfino dall’inflessibile Merkel, finalmente pronta a rivedere i nefasti dogmi della cieca austerità (clicca per leggere). Cosa mai sarà successo, si staranno chiedendo milioni di disoccupati afflitti ed emarginati? E’ stato per caso varato il New Deal del 2000? No. Sono stati stracciati i trattati che elevano a legge le politiche di rigore di bilancio?

Neanche. E’stato trovato l’accordo sugli eurobond? No. Più modestamente, Merkel è ora disposta a scomputare dal calcolo del deficit le spese destinate agli investimenti? Nemmeno per sogno. E allora, come si giustifica l’infantile e provinciale entusiasmo con il quale i media pecoroni annunciano l’apertura dell’era nuova?

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