APPELLO RACCOLTA FONDI! MANTIENI IN VITA UNA VOCE LIBERA!

di Eugenio Orso

Alcune notizie d’agenzia di poche righe, altrettanti segnali che per Matteo Renzi sta arrivando il momento di lasciare. Non finirà come Berlusconi nel 2011, magari avrà il contentino, l’ambito premio elitista per aver continuato la demolizione dell’Italia, ma anche lui dovrà sgomberare e dimenticarsi la poltrona di presidente del consiglio. E’ probabile che Renzi lo sappia già, forse lo sa fin dall’inizio, addirittura da prima di irrompere in Palazzo Chigi, ma vorrebbe restare a fare il “premier” ancora per un poco. Altro che “sfruttare la flessibilità” insita nelle regole europoidi, perché se l’Italia si può minchionare, fingendo il cambiamento di verso, l’unione europoide non si cambia. Funziona benissimo così, per i suoi veri scopi!

Leggi tutto…

di Luciano Lago

Malgrado in questi giorni sui media  occidentali si parli molto delle nuove sanzioni contro la Russia, delle conseguenze che queste avranno per le prevedibili contro sanzioni che adotterà Mosca  nei confronti dell’Europa,  in realtà il fattore più importante della tensione riaccesa nei rapporti tra USA , UE e Russia non è limitato all’aspetto economico ma investe il livello militare e geopolitico del confronto.

La vera questione preoccupante sono i preparativi di guerra che la NATO sta predisponendo unilateralmente  alle frontiere della Federazione Russa di cui molto poco trapela ed è questione occultata dai grandi media che tendono ad invertire le parti presentando Putin e la Russia come “aggressore” e la NATO come “difensore” dei paesi minacciati da una possibile aggressione russa. La macchina propagandistica dei media atlantisti ed americani ha lanciato alla grande una campagna di demonizzazione di Putin (il nuovo Hitler lo hanno definito) e della Russia per mascherare i propri preparativi bellici.

Leggi tutto…

La campagna di gruppi di cittadini sollevata contro il “Trattato Transatlantico del Commercio e degli investimenti” accusa l’Unione Europea di voler silenziare le voci che si oppongono a questo accordo segreto.
La Commissione Europea ha rifiutato oggi la proposta per realizzare una iniziativa europea dei cittadini contro gli accordi commerciali tra UE-Stati Uniti e UE-Canada (conosciuto come TTIP e CETA, con la sua sigla in inglese). Questa decisione impedisce alla cittadinanza di raccogliere un milione di firme per obbligare la Commissione Europea a rivedere la sua politica commerciale ed a permettere che si realizzi  una sessione pubblica nel Parlamento Europeo circa tale materia.

Leggi tutto…

Siamo ormai al diciannovesimo anno di guerra mondiale: iniziò il 1° gennaio 1995, quando l’Uruguay Round, avviato nel 1986, si concluse con «l’inaudita decisione di abolire le barriere allo scambio dei beni, come dei servizi e delle proprietà intellettuali». Da allora, scrive Alessandro Visalli, «il potente Wto ha demolito sistematicamente ogni barriera alzata nei secoli a protezione delle vite e dei beni dei popoli del mondo, mettendo in contatto senza filtri e protezioni tradizioni e culture diverse e sistemi sociali altamente differenti».

Se si considera che nella definizione di “servizi” sono sostanzialmente compresi i capitali finanziari e le funzionalità connesse, «l’evento manifesta, a quasi vent’anni di distanza, tutta la sua geometrica potenza», ora che i servizi finanziari consentono ai capitali di «alzarsi da terra, rifiutare il legame con le modalità di produzione socialmente determinate che li hanno generati e muoversi, vorticosamente, in cerca di maggiori “rendimenti” nel mondo». Cioè, «in cerca di un maggiore tasso di sfruttamento di condizioni locali».

Leggi tutto…

di: Ugo Gaudenzi

E’ appena entrata nel clan degli eurosauri e già Federica Mogherini – la veltroniana excomunista “esperta di politica internazionale” e spinta da Renzi sulla poltrona della rappresentanza (“alta”) dell’Ue per la politica estera di Bruxelles – è chiamata ad affrontare con duro cipiglio, e quindi inghiottire, la prima delle due polpette avvelenate (crisi ucraina e Ttip)a Lei (e purtroppo all’Italia-colonia) gentilmente offerte (senza alcuna possibilità di rifiuto) già a giugno scorso dal suo datore di lavoro reale, Barack Obama.

Leggi tutto…

di Serghei Duz

Con il sostegno degli USA l’Europa ha esteso la lista delle sanzioni contro la Russia commettendo in tal modo un nuovo errore che avrà inevitabilmente ricadute sulla stato della propria economia.

Si tratta della sospensione della cooperazione della sfera dell’estrazione del petrolio che giace a grandi profondità e del petrolio artico, delle restrizioni dell’accesso ai mercati del capitale occidentale e del divieto della fornitura dei prodotti a doppia destinazione ad una serie di imprese russe del settore della difesa. Gli americani varano anche nuove sanzioni nei confronti del settore finanziario, energetico e militare dell’economia russa nella speranza – ha detto Obama – di aumentare l’isolamento politico di Mosca.

Leggi tutto…

La posizione della Russia è molto ferma per quanto riguarda la difesa della sovranità della Siria. Di recente il ministro russo degli Esteri, Serguei  Lavrov, ha segnalato che, se gli Stati Uniti porteranno avanti attacchi contro l’EI senza il consenso di Damasco, questo potrebbe servire come pretesto per attaccare le forze governative siriane.  Esistono elementi tali da farci sospettare circa le intenzioni reali dell’Occidente negli eventuali attacchi contro l’EI. In questo senso, la campagna aerea occidentale potrebbe essere diretta non solo contro le posizioni dell’EI nell’Est della Siria, ma anche contro le forze del governo”, ha detto Lavrov.

Una tale prospettiva susciterebbe la guerra in Medio Oriente e nell’Africa del Nord. In questo senso, la Russia richiama l’Occidente al rispetto del Diritto Internazionale ed a chiedere l’autorizzazione del governo di Damasco” prima di portare avanti qualsiasi azione.

Leggi tutto…

di Luciano Lago

“La Russia si rammarica che la UE abbia introdotto nuove misure restrittive e preferisca continuare i colloqui con il linguaggio  delle sanzioni, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Questi ha osservato come la decisione della UE sia incomprensibile e inspiegabile in un contesto in cui emergono le iniziative di pace della parte russa sulla de-escalation della crisi ucraina.

A Bruxelles o non vedono o si rifiutano ostinatamente di vedere la situazione reale nel Donbass e non vogliono avere informazioni sui passi che sono stati fatti dalle parti nell’ambito della normalizzazione della crisi, ha sottolineato.

Secondo lui, le sanzioni creeranno “fastidio” alla Russia, ma il prezzo sarà pagato dall’Europa”.

Da:  italian.ruv

Leggi tutto…

di Jacques Sapir

In questo momento in Francia  non ci troviamo più in una crisi politica , ma una crisi di legittimità del Presidente della Repubblica, e, probabilmente, in una crisi di regime .

Mai negli anni che seguirono al  maggio del 1968, avevamo sperimentato una tale situazione. Davanti ai nostri occhi, la presidenza di François Hollande si decompone. Al di là della dimensione personale di questo fallimento, è la questione delle istituzioni, dello Stato stesso che si trova in tale situazione.

Il prezzo della decomposizione.

La decomposizione è innanzi tutto quella del sistema economico della Francia.  La politica perseguita dai governi Ayrault e Valls  è un triste fallimento. Lo avevo già detto nell’autunno del 2012 che non c’era alcuna  inversione di tendenza della disoccupazione, dal momento che la politica economica, che è in continuità con quella del governo di François Fillon presieduto da Nicolas Sarkozy, aveva rotto definitivamente dinamiche di crescita.

Leggi tutto…

di Andrey Fediašin

L’11 settembre a New York sono state ricordate le quasi 3 mila vittime degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001. I nomi delle vittime – ciò è diventato ormai una tradizione – sono stati letti nella piazza al centro del complesso commemorativo.

Il presidente Barack Obama ha fatto coincidere con questa tragica data il messaggio televisivo alla nazione con il quale è intervenuto alla vigilia dell’11 settembre. Tra altre cose Barack Obama ha promesso di bombardare i terroristi del gruppo “Stato islamico” (SI) in qualunque luogo si trovino in Iraq e in Siria.

Il presidente ha fatto notare che nell’ambito della loro strategia di lotta contro l’SI gli USA “non possono fare assegnamento sul regime del presidente siriano Bashar Assad “. Ma la Siria sarà bombardata indipendentemete dal fatto se Assad lo vuole o no.

C’è qualcosa di surreale nel fatto che Obam, premio Nobel per la pace del 2009,ricordi il tragico anniversario degli atti terroristici dell’11 settembre con le promesse di bombardare uno Stato sovrano senza aver chiesto il permesso né a questo Stato, né all’ONU. Ciò non quadra con nessuna norma del diritto internazionale. Non solo, ma Obama farà guerra ai radicali islamici generati dagli stessi  USA.

Leggi tutto…