"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’atteggiamento negativo dell’Ucraina e dell’Occidente nel rispondere alle domande scomode di Mosca spiega la dura posizione  della Russia circa la crisi di Kiev.

Non fare caso alle preoccupazioni della Russia è una consuetudine occidentale adottata dopo il collasso dell’URSS: quando la NATO effettuò i bombardamenti sulla Jugoslavia, durante il riconoscimento dell’autonomia del Kossovo come stato indipendente o con i piani degli USA per installare uno scudo anti missilistico in Europa che può essere diretto contro la Russia.

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Intervistiamo Andrea Giacobazzi, storico ed analista, specializzato nella storia del sionismo, autore de “L’Asse Roma-Berlino-Tel Aviv”, “Il Fez e la Kippah” e  “Anche se non sembra”.” Discorsi su rapporti internazionali e teologia politica”,  curatore del sito sul Cattolicesimo integrale Radio Spada.
-In questi giorni abbiamo avuto modo di veder sorgere, durante le manifestazioni di piazza ucraine, un’eterogenea alleanza di liberali, europeisti, attivisti per i diritti civili e neofascisti. Qual è il collante che ha permesso la riuscita strutturale di questa improbabile collaborazione?
La dinamica delle rivoluzioni – ammesso che si voglia parlare di rivoluzione in questi casi – spesso prevede una fase di transizione a carattere pluralista ma con un elemento guida che ne determina gli esiti. Pensiamo all’insediamento del Governo Mussolini o del Governo Hitler. In entrambi i casi non si trattava di gabinetti “monocolore”. In Italia la situazione era ancora più marcata di quanto non lo fosse in Germania: sedevano nello stesso consiglio dei ministri esponenti liberali, popolari, democratico-sociali e fascisti.

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La colonizzazione della Germania da parte del mondialismo: un caso analogo all’Ucraina di oggi.
di Luca Steinmann

La capitolazione della Germania e delle potenze dell’Asse nel 1945 è stata da sempre interpretata come la più significativa vittoria militare della democrazia su un’ideologia totalitaria. Questa concezione è in realtà troppo semplicistica, perché attraverso di essa non si è in grado di leggere la storia come lo studio delle forze politiche che ne comportarono gli avvenimenti che ne determinarono il corso. Per fare ciò è necessario comprendere la fine della Seconda Guerra Mondiale come la sconfitta di un’ideologia totalitaria, il nazionalsocialismo, a favore della vittoria di un’altra ideologia totalitaria: il mondialismo, ossia il piano secondo cui le nazioni non sono controllate dai rispettivi governi, ma da sistemi bancari centrali che rappresentano gli interessi particolari di oligarchie economico-finanziarie. Secondo questa visione, la politica interna ed estera degli stati è subordinata all’economia internazionale amministrata da strutture di potere decentralizzate (le oligarchie appunto) che annientano lo stato-nazione sovrano.

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Di Paul Craig Roberts
traduzione: Anacronista
L’Ucraina orientale e meridionale sono ex territori russi di lingua russa aggiunti all’Ucraina negli anni ’50 dai leader del partito comunista dell’Unione Sovietica. Queste province si stanno mobilitando per tornare alla Madre Russia, a cui certamente appartengono. Sono determinate a non essere parte del regime neo-nazista che sarà saccheggiato dai banchieri e dalle imprese occidentali, e costretto ad ospitare basi missilistiche USA che renderanno l’Ucraina occidentale un bersaglio di distruzione nucleare, al pari di Polonia e Repubblica Ceca.

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Di Robert Parry
Traduzione di Anacronista

Foto del Dipartimento di Stato USA: l’assistente segretario di stato per gli affari europei ed eurasiatici Victoria Nuland, figura di primo piano nel supporto al golpe contro il presidente dell’Ucraina Viktor Yanukovych.
La Washington ufficiale è profondamente offesa dall’intervento russo in Ucraina dopo che un colpo di stato appoggiato dagli USA ha rovesciato il presidente democraticamente eletto. Alcuni neo-con di primo piano vogliono una nuova guerra fredda, ma non vogliono che alcuno noti la loro sconcertante ipocrisia.
Dalla seconda guerra mondiale, e fino al 21° secolo, gli Stati Uniti hanno invaso o sono intervenuti in così tante nazioni che sarebbe arduo compilarne la lista completa. Solo nell’ultimo decennio ci sono state invasioni USA vere e proprie in Afghanistan e Iraq, oltre a bombardamenti americani dal Pakistan allo Yemen alla Libia.

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Almeno 11 persone sono rimaste ferite questo Mercoledì in una serie di attacchi effettuati dal regime israeliano in territorio siriano.

Secondo le fonti siriane e libanesi, gli attacchi sono stati effettuati dalle alture del Golan, occupate dal 1967 dalle forze israeliane ed hanno avuto come obiettivo una scuola ed una moschea localizzate nei paesi siriani di Al-Hamidiyah e di Al-Hurriyah; nelle offensive sette elementi delle forze di sicurezza e quattro civili siriano sono rimasti feriti.

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I funzionari del servizio di sicurezza ucraino hanno intercettato la conversazione telefonica in cui i politici scambiavano le loro impressioni circa gli avvenimenti verificatisi di recente in Ucraina.

Si rivela pubblicamente un dialogo registrato tra il ministro degli esteri dell’Estonia, Umas Paet, con  la responsabile della diplomazia dell’Unione Europea, Catherine Ashton,  la quale conferma che i cecchini (snipers) di Kiev furono ingaggiati dall’opposizione  Ucraina.
Quando approvarono l’uso della forza durante le proteste, Paet ha dato informazioni che confermano le voci secondo le quali i franco tiratori furono contrattati dagli stessi leaders della protesta della piazza Maidan.

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di GPG

Vi faccio notare, testualmente alcuni passaggi:
La Commissione ritiene che 14 Stati membri presentino squilibri: Belgio, Bulgaria, Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Slovenia, Finlandia, Svezia e Regno Unito. Nel caso di Croazia, Italia e Slovenia, tali squilibri sono considerati eccessivi.
Notate, con estrema attenzione, che dalla Lista dei Paesi  la SPAGNA ha squilibri non eccessivi, mentre e’ presente l’ITALIA. In pratica per la Commissione Europea, “Squilibri” significano “Produttivita’ e Competitivita’ nel settore privato”, ergo CLUP (Costo del Lavoro per Unita’ di Prodotto). Infatti, la Grecia e la Spagna hanno ridotto il CLUP aumentando a dismisura i disoccupati e riducendo i salari , e quindi hanno “fatto i compiti a casa“, e non l’Italia.

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Sulla rivista online Pieira, Frances Coppola finalmente esce allo scoperto e dice quello che pensa DAVVERO sull’euro. I dati economici dell’eurozona sono terribili, il progetto dell’euro è stato un enorme errore, prima di tutto da un punto di vista storico e culturale. L’euro è “il più grande pericolo per la pace in Europa occidentale che io abbia mai visto in tutta la mia vita” ed è “tempo di relegarlo nella polvere della storia”.
Gli ultimi dati sugli aggregati monetari europei sono terribili.

Aggregato monetario
L’aggregato monetario M3 va particolarmente male.[….]
Anche se la BCE cerca di sembrare ottimista, “meno negativo” significa semplicemente “che scende più lentamente”. Il fatto è che il credito in tutta l’Eurozona sta subendo una grave contrazione.
Questo non fa ben sperare. La crescita di M3 è rallentata nell’ultimo anno a causa dei rimborsi LTRO e ora è scandalosamente bassa, all’1,2%, anche se è un po’ meglio dell’1,0% di dicembre. Questa non è proprio deflazione, ma ci va pericolosamente vicina, e i dati M3 suggeriscono che la deflazione è probabile, qualsiasi cosa Draghi possa pensare.

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di Luciano Lago

Mentre la Russia ha annunciato di aver ritirato le sue forze dalla Crimea, a Kiev è arrivato il segretario di Stato americano, John Kerry, che ha incontrato il premier Arseniy Yatseniuk e il presidente Oleksandr Turchinov.  Parlando alla folla riunita sulla piazza Maidan, il capo della diplomazia Usa ha promesso”: “Vi aiuteremo, il presidente Obama sta pianificando una maggiore assistenza”. In arrivo c’è un prestito garantito da un miliardo di dollari, pari a 730 milioni di euro mentre in settimana Washington avvierà le procedure per imporre sanzioni a Mosca.

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