"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

di Rossella Fidanza
(Coordinatrice Dipartimento Banche,Fisco ed Equitalia Movimento Base Italia)

La mia è una storia come tante. Troppe, ormai. Di quelle che stanno distruggendo il tessuto economico italiano, non certo per volontà di imprenditori o lavoratori, ma per un disegno predisposto, da minimo sei anni, volto a devastare ogni tentativo di reazione da parte del popolo italiano.

Al contrario, con conseguenze devastanti, io ho vissuto ogni esperienza legata a questa crisi, dalla prima all’ultima: dalla paura per le vessazioni bancarie che impongono senza motivo rientri di centinaia di migliaia di euro da un giorno all’altro, alla speranza di mettere tutti i propri risparmi nell’azienda per poterla salvare, alla disperazione perché ogni azione che metti in atto non ha il risultato sperato, alla devastazione morale e personale di fronte ad atteggiamenti che rasentano l’estorsione da parte delle banche, fino a perdere la ragione. Si, fino a perdere la ragione, in un attimo che segna per sempre la tua vita, e ti porta a pensare di fronte all’ennesimo illecito subito, proprio negli uffici di una banca, che non hai più la forza per affrontare qualcosa che è più grande di te, che non comprendi perché ti stia accadendo di punto in bianco, clienti che urlano e minacciano, direttori di banca che usano l’intimidazione più bieca per salvare il loro posto di lavoro, famiglia che non comprende quello che ti sta uccidendo dentro, abbandonata da tutti e difesa da nessuno, nella completa indifferenza di uno Stato preoccupato solo a mantenersi privilegi autoproclamati.

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In Germania gli esponenti dell’industria e del capitale tedesco iniziano a voltare le spalle alla politica degli Stati Uniti di sanzioni verso la Russia.
A nome di questi settori fondamentale dell’economia tedesca, Gabor Steingart, editore del principale giornale economico e finanziario della Germania, “Handelsblatt”, si schiera pubblicamente per gettare alle ortiche le sanzioni contro la Russia.

Se l’Occidente avesse giudicato l’allora governo degli USA per l’invasione in Iraq con gli stessi standard che si utilizzano nei confronti della Russia di Putin, a George W. Busch avrebbero dovuto vietare l’ingresso nell’Unione Europea, i fondi della Warren Buffet all’estero avrebbero dovuto essere congelati, e le esportazioni di auto della GM, Ford e Chrysler sarebbero state bloccate”, espone Steingart.

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12 Agosto 2014 – 16:50
Presidenza ucraina: premier italiano si impegnera’ per dialogo (ASCA) – Roma, 12 ago 2014 – Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha parlato al telefono con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, conversazione incentrata sulla crisi ucraina e il quadro internazionale che si configura alla luce del conflitto nell’Est del Paese ex sovietico.

Secondo un comunicato della presidenza di Kiev, Renzi e Poroshenko hanno discusso la questione della partecipazione dell’Italia alla missione umanitaria per Lugansk, area particolarmente in difficolta’ dopo quattro mesi di scontri tra truppe governative ucraine e ribelli separatisti. “Matteo Renzi ha assicurato che l’Italia e’ Paese amico dell’Ucraina e che lui, come premier del Paese alla presidenza di turno dell’Ue, e’ pronto a fare la sua parte per attivare il dialogo politico internazionale e la cooperazione economica con l’Ucraina”, si legge nella nota diffusa dopo la telefonata. Sempre secondo la presidenza ucraina, il premier italiano “ha detto che oggi c’e’ una posizione unitaria nello spazio euro atlantico riguardo il sostegno all’Ucraina”.

Questa la notizia battuta dall’ agenzia ASCA

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di Luciano Lago

La guerra ed il genocidio dei palestinesi avvenuto ultimamente a Gaza sono una prova in più dell’assoggettamento del mondo occidentale alla lobby pro Israele.

Fino all’inizio della campagna di bombardamenti attuata dal governo Netanyhau, sui media occidentali si parlava poco o per nulla di quanto avveniva in Palestina, niente di diceva dell’alto muro di cemento armato che circonda il territorio palestinese dividendo le comunità, quasi mai comparivano notizie sulle centinaia di insediamenti illegali dei coloni israeliani attuati in Cisgiordania e negli altri territori occupati, niente dello stillicidio di uccisioni di civili palestinesi (fra cui diversi minori) che avveniva quotidianamente nelle zone occupate ed a Gaza, delle continue incursioni dell’esercito israeliano nei villaggi palestinesi con arresti e detenzioni arbitrarie anche di molti bambini, del blocco illegale a Gaza,  salvo nelle sporadiche denunce di organismi internazionali come “save the children” e pochi altri.

Una cappa di silenzio circondava questi avvenimenti anche perchè chiunque avesse voluto denunciare ed elencare questi fatti veniva immediatamente tacciato di propaganda anti ebraica, simpatie naziste, ecc.  Peggio ancora per chi avesse voluto sostenere che gli israeliani sono coperti dall’omertà e dal’appoggio dei governi che controllano nonchè dal grande apparato mediatico internazionale capeggiato dai “megamedia” USA e britannici come CNN, Fox News, ABC News, Sky News, BBC, ecc. e da quelli europei che ne riprendono a pappagallo le tesi e le corrispondenze.

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Il cosiddetto “califfo” dell’Isil, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante, il gruppo terroristico che ha messo a ferro e fuoco l’Iraq, non si chiama Abu Bakr Al Baghdadi ma Shimon Elliott, e’ un ebreo ed e’ uno dei migliori agenti del Mossad israeliano.

E’ quanto rivela il sito americano Veterans Today (http://www.veteranstoday.com/2014/08/04/french-report-isil-leader-mossad/) che spiega che l’agente Elliot e’ specializzato in spionaggio nel mondo arabo ed in guerra psicologica contro i musulmani.

Le preziose informazioni sul leader dell’Isil, che ne dimostrano la provenienza israeliana e non islamica, come si vorrebbe far sembrare con il nome, sono state ottenute dalla mole di informazioni rivelate da Edward Snowden nell’affare Datagate. Veterans Today spiega che prima di assumere questa nuova identità, Elliott ha svolto operazioni di spionaggio nei Paesi arabi con il falso nome di Ibrahim ben Uad ben Ibrahim al-Badri.

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di Enrico Galoppini

Questo fine settimana ne sono sbarcati oltre duemila. I cosiddetti “centri di accoglienza” sono stracolmi e non si sa più praticamente dove “smistarli”.

Ci tengono buoni con la storiella che “transitano” dall’Italia per andarsene in Scandinavia.
La denominazione “Mare nostrum”, attribuita all’operazione che vede coinvolta in prima fila la Marina italiana, va assumendo i contorni di una tragica beffa.

La situazione è quella descritta in una nota di Aldo G. Ricci pubblicata su “Storia in Rete” di giugno (Mare Nostrum: una modesta proposta, p. 69): “Paesi dell’altra sponda che non sanno o non vogliono contenere la marea umana, o che ci speculano sopra. Paesi europei che voltano la testa.

L’Italia ridotta a traghettatore umanitario che si appresta a cancellare l’inutile reato di immigrazione clandestina di fronte a una invasione costituita ormai esclusivamente di rifugiati, dove distinguere è un compito che esorbita ogni possibilità concreta. Una Italia costretta a sopperire con l’abnegazione dei volontari agli errori della politica. Dove è lo Stato in tutto questo?”.

L’autore della “proposta” concludeva invitando lo Stato stesso a dare segni di vita e, come minimo, a cambiare nome alla suddetta “operazione che di nostrum ha soltanto oneri, caos e umiliazioni”.

Solo un individuo animato dal partito preso potrebbe dargli torto.

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LA STRATEGIA RUSSA DI FRONTE ALL’IMPERIALISMO ANGLOSASSONE

di Thierry Meyssan

L’aggressione dei Paesi anglosassoni alla Russia prende la forma di una guerra finanziaria ed economica. Ciò nonostante, Mosca si prepara alle ostilità armate sviluppando l’autarchia della propria agricoltura e moltiplicando le sue alleanze. Secondo Thierry Meyssan, dopo la creazione del califfato nel Levante, Washington sarebbe in procinto di calare una nuova carta sul tavolo, a San Pietroburgo, a settembre. La capacità della Russia di mantenere la propria stabilità interna determinerà allora il corso successivo degli eventi.

L’offensiva guidata dagli anglosassoni (Stati Uniti d’America, Regno Unito e Israele) per il dominio del mondo prosegue su due linee parallele: da una parte la creazione del “Medio Oriente Allargato” (Greater Middle East) attraverso l’attacco simultaneo all’Iraq, alla Siria, al Libano e alla Palestina, e dall’altra la separazione della Russia dall’Unione europea attraverso la crisi da essi organizzata in Ucraina.

In questa gara di velocità, sembra che Washington voglia imporre il dollaro come moneta unica sul mercato del gas, la fonte energetica del XXI secolo, nello stesso modo in cui lo ha imposto sul mercato del petrolio [1].

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Se tutta l’Europa vedesse quello che sta avvenendo a Calais, nel nord della Francia, ne avrebbe paura.

di Luca Lippera

Decine di migliaia di migranti si ammassano a Calais, in Francia, per raggiungere l’Inghilterra
Decine di migliaia di immigrati clandestini che bivaccano da settimane nei boschi attorno alla cittadina portuale si stanno scontrando a ondate con la polizia perché vogliono raggiungere con ogni mezzo, ad ogni costo, a qualunque condizione, l’Inghilterra – la loro “Terra Promessa” – dall’altra parte della Manica.

Un tempo Calais, ultimo lembo del Vecchio Continente prima della Gran Bretagna, era semplicemente l’imbarco dei ferries. Oggi, tra abitanti atterriti, gruppi di disperati che si aggirano come zombie e poliziotti impotenti, è lo specchio di una situazione sfuggita di mano a tutti e un probabile “antipasto” del futuro.

Almeno tremila immigrati clandestini si sono stabiliti nelle foreste attorno a Calais. La maggior parte arrivano dal Sudan, dall’Afghanistan, dal Ciad, dalla Somalia, dal Pakistan e dall’Eritrea – tutti Paesi dove il radicalismo islamico è possente – e la polizia ha enormi difficoltà a fronteggiare la situazione. La cittadina è nel caos, gli abitanti sono esasperati. I camionisti che fanno la spola tra la Francia e il Regno Unito vengono sistematicamente presi d’assalto da persone che vogliono passare dall’altra parte. «Saltano su – ha raccontato un guidatore di Tir – vorrebbero nascondersi sotto i teloni, nei container, ovunque, e se li becchiamo offrono soldi: quattrocento, seicento, mille euro a testa per passare dall’altra parte. Qui è il caos». Centinaia di persone sono state riportate indietro mentre cercavano di fare la traversata lungo i binari dell’Eurotunnel, la ferrovia sottomarina che unisce le due sponde – francese e inglese – del continente.

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Il leader del principale partito di opposizione in Austria, Hinz-Christian Strache, richiede alla UE di cancellare immediatamente le sanzioni contro la Russia

“Soltanto due giorni dopo che si sono adottate le sanzioni (contro la Russia) la nostra agricoltura già si è visto come sia stata ,gravemente danneggiata”, ha assicurato Hienz-Christian Strache, il leader del Partito della Libertà in Austria. “Adesso la UE si sta rompendo la testa nel cercare di inventarsi un modo di mitigare le conseguenze. Invece di invitare la Russia al dialogo si trascina la nostra agricoltura nell’abisso”, ha evidenziato l’esponente politico nelle sue dichiarazioni presso l’agenzia di notizie Austria Presse Agentur (APA).
E’ necesario annullare le sanzioni e ritornare alla diplomazia per evitare l’escalation del conflitto con la Russia, sostiene Strache. “I metodi della guerra fredda sono inaccettabili nel secolo XXI”, ha insistito.

Strache ha criticato inoltre i leaders dell’Ucraina avvertendo che le loro “minacce di sospendere le forniture del gas alla Russia ed all’Europa sono un affronto ai loro stessi alleati ed una burla all’Unione Europea.

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di Paul Craig Roberts

Le conseguenze degli interventi politici e militari sconsiderati ed irresponsabili fatti da Washington in Iraq, in Libia ed in Siria sono state quelle di scatenare il male.

Le varie sette che vivevano in pace sotto il dominio di un Saddam Hussein, di Gheddafi e di  Assad,  hanno iniziato a massacrarsi gli uni con gli altri, e un nuovo gruppo, l’ ISIS, è sorto nel processo di creazione di un nuovo stato che include parte dell’ Iraq e della Siria.

Le turbolenze portate nel Medio Oriente dalle politiche di Bush e di Obama hanno significato la morte e lo sradicamento di milioni di persone e le morti future sono incalcolabili. Mentre scrivo 40.000 iracheni sono bloccati sulla cima di una montagna senza acqua in attesa della morte per mano di ISIS, o di un intervento di ingerenza degli Stati Uniti.

La realtà del Medio Oriente si trova in grande contraddizione con quanto annunciato da George W. Bush sul ponte della portaerei degli Stati Uniti, Abraham Lincoln, dove Bush aveva dichiarato “Missione compiuta” il 1 ° maggio 2003, la missione compiuta da Washington era stata quella di distruggere il Medio Oriente e la vita di milioni di persone e di distruggere anche la reputazione dell’America nello sviluppo degli avvenimenti. Grazie al regime neoconservatore di Bush, oggi l’America è considerata dal resto del mondo come la più grande minaccia demoniaca per la pace mondiale.

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