"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

L’Ucraina è in rovina e nessuno riuscirà a riportare presto le cose a posto. La Russia ora può difendere i propri interessi, e l’Occidente rischia il fiasco

di Thierry Meyssan

Mentre i dirigenti della NATO si beano del colpo di Stato di Kiev, che presentano all’opinione pubblica come un’ulteriore rivoluzione, la situazione è invertita sul terreno. Invece che a un governo di teppisti, che alza la posta in gioco tra Washington e Mosca, spetta ora agli agenti statunitensi esercitare il potere e gestire i problemi che hanno organizzato. Tuttavia, il paese è in rovina e nessuno, chiunque sia, riuscirà a riportare in fretta le cose a posto. La Russia ora può difendere i propri interessi, senza farsi carico del passivo di vent’anni di corruzione precedenti.
La Russia non ha reagito agli eventi ucraini nel corso delle Olimpiadi invernali di Soči.  La sua stampa continuava a fare i suoi titoli sulle gesta dei suoi atleti intanto che si combatteva a Kiev e in molti capoluoghi di provincia. Il Cremlino ha ritenuto in effetti che in qualsiasi momento i nemici della Russia potevano ancora trasformare la sua festa sportiva in un bagno di sangue.

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di Aleksandr Dugin

Questa è la quinta volta che la Russia difende la propria sovranità da una vera minaccia. E’ già successo nel:
1991, con la perdita della sovranità e la decadenza dell’URSS, della Grande Russia, quando si formò la moderna Ucraina;
1993, con la perdita della sovranità della Federazione Russa. Raggruppamenti liberali filo-statunitensi andarono al potere dopo il bombardamento del parlamento patriottico la cui conseguenza fu la prima campagna militare cecena;
1999, con le esplosioni di edifici a Mosca, Basaev invase il Daghestan, con l’avvento di Putin e la seconda campagna militare cecena, Putin ristabilisce la sovranità della Russia;
2008, quando la Russia fu provocata dall’attacco a Tskhinvali. Inviò le truppe impedendo il collasso dello Stato russo nel Nord Caucaso, consolidando la posizione russa nello spazio post-sovietico, la sovranità viene affermata e rafforzata.

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Crolla definitivamente la situazione in Ucraina. Kiev ha deciso di richiamare i riservisti per essere pronta a un eventuale attacco russo. Attacco che, effettivamente, non ha tardato ad arrivare.

L’esercito di Mosca ha infatti iniziato l’assalto di un reparto della Marina militare ucraina a Sebastopoli. A renderlo noto è un deputato del partito Udar, Dmitri Bolotserkovets, citato dall’agenzia Unian e dal quotidiano Ukrainskaia Pravda, secondo cui un ufficiale ucraino inviato per trattare è stato fatto prigioniero. In un locale sarebbe scoppiato un incendio. I militari ucraini hanno bloccato un mezzo blindato russo e si preparano alla difesa, mentre lungo il perimetro della caserma sono disposti uomini armati di mitra.

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Militari delle Forze Armate dell’Ucraina facenti parte delle unità militari stanziate in Crimea , si stanno dimettendo in massa, secondo le informazioni dell’agenzia Ria Novosti.
Le unità militari, l’equipaggiamento e gli arsenali militari che sono stati abbandonati rimangono sotto il controllo delle forze di autodifesa che si occupano della sicurezza e dell’ordine nella regione.
Il primo vicepresidente della Crimea, Rustam Temirgaliev, ha riferito Sabato scorso che nella penisola non erano rimaste unità  militari con capacita’ di azione delle Forze Armate della Crimea.
Anche alcune unità del Ministero dell’Emergenza e del Sevizio di Sicurezza dell’Ucraina nel territorio della Crimea sono passate sotto il controllo del governo regionale della penisola.
Il Presidente russo Vladimir Putin ha avvertito il suo omologo statunitense, Barak Obama che, se si estenderà  la violenza nell’est dell’Ucraina e della Crimea, Mosca si riserva il diritto di proteggere la popolazione di lingua russa.
Il Consiglio della Federazione del Parlamento della Russia ha accettato all’unanimita’, durante sabato scorso, la risoluzione la richiesta di Putin circa l’invio di un numero limitato di truppe in Ucraina per stabilizzare la situazione e proteggere i cittadini di Crimea.

Fonte: RT Actualidad

 

LA PEGGIORE DELLE DISGRAZIE POSSIBILI
di Ambrose Evan PRITCHARD

La valuta da super-potenza, l’euro, è una vera disgrazia. Fate attenzione a ciò che desiderate.
I padri fondatori dell’euro sognavano una moneta da superpotenza che avrebbe potuto tener testa al dollaro, liberando l’Europa dall’egemonia monetaria degli Stati Uniti.
Charles de Gaulle si lamentava del “privilegio esorbitante” dell’America in quanto titolare della valuta di riserva mondiale, in grado di cavarsela sempre nelle crisi dell’economia.
Ora ce l’hanno anche loro, solo per scoprire che si tratta di una maledizione.

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“Il mondo sta entrando in nuovo periodo della storia”, ha dichiarato l’economista e politico americano Lyndon LaRouche il 23 febbraio. “Non ci troviamo di fronte a un problema dell’Ucraina”, ma “come chiunque con un po’ di intelligenza in Europa sa, compresi i russi”, l’Ucraina è solo un elemento nei preparativi verso una guerra nucleare, alimentati dal crollo dell’oligarchia finanziaria transatlantica.
È in gioco la stessa sopravvivenza della civiltà umana, ha ammonito LaRouche. Perciò, gli strateghi devono pensare al futuro per determinare una sana politica per l’oggi. Gli americani hanno una speciale responsabilità perché possono impedire la guerra rimuovendo il Presidente Obama dalla carica.

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Oggi il Consiglio della Federazione (la camera alta del Parlamento russo) ha approvato la richiesta del presidente Vladimir Putin, che autorizza l’impiego delle forze armate della Russia sul territorio dell’Ucraina fino alla normalizzazione della situazione politica di questo Paese.

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Di  Stefan Steinberg

tradotto da  Anacronista

Il segretario alla difesa statunitense Chuck Hagel ha aumentato la pressione sul governo russo, dopo l’incontro dei ministri della difesa della NATO tenutosi giovedì a Bruxelles.
“Ci aspettiamo che le altre nazioni rispettino la sovranità ucraina ed evitino azioni provocatorie.” ha dichiarato Hagel. “Ecco perché sto monitorando con attenzione le esercitazioni militari della Russia sul confine ucraino, appena annunciate ieri.”
Il monito di Hagel arriva il giorno dopo che il segretario di stato americano John Kerry aveva espresso la propria minaccia contro la Russia: “Ogni tipo di intervento militare che violasse la sovrana integrità territoriale dell’Ucraina sarebbe un colossale, gravissimo errore.” aveva detto ai cronisti a Washington. “L’integrità territoriale dell’Ucraina deve essere rispettata.”

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Kevin O’Rourke su Irish Economy commenta le notizie che arrivano dai sondaggi e dai giornali sul clima anti-euro che si respira in Francia: non sono le minuscole variazione dello zero virgola a indicare la direzione, ma è il movimento lento delle grandi variabili quello che fa la storia (e il fallimento arriva graduale, ma poi precipita).

di Kevin O’Rourke

L’area dell’euro sembra attraversare acque più tranquille. Ma nessuno dei suoi problemi è risolto: l’euro ha meno del 50% di possibilità di sopravvivere. E’ tempo di considerare il dopo-euro. Il messaggio può sembrare paradossale. La moneta unica sembrava salva. Dopo la peggiore crisi della sua giovane storia, gli indicatori ritornano positivi. Alla fine del 2013 l’attività è ripartita, più forte di quanto si pensasse. Il governo prende in prestito al 3,5 % in Spagna e in Italia, a un tasso quasi due volte più conveniente di due anni fa. L’euro si avvicina a 1,40 dollari, ai massimi dal 2011. Ma, in fondo, non si è risolto niente. L’area dell’euro rimane bloccata in un circolo vizioso. Il debito delle famiglie, delle imprese, degli Stati membri rimarrà troppo elevato nei prossimi anni, data la crescita che rimane troppo lenta perché possa essere facilmente ripagato, e l’inflazione troppo bassa perché possa erodere la montagna.

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Di Rafael Poch

Dopo che le forze armate hanno chiuso lo spazio aereo in Crimea, la Russia si prepara ad una crisi di lunga durata in cui la cosa importante è quella di non fare passi falsi.
La ministra della difesa tedesca, Ursula von der Layen, una novellina in questi conflitti, descrive la situazione della Crimea come “molto confusa e difficile”.
Effettivamente uomini armati, senza dubbio effettivi della fanteria di marina Russa, senza mostrine e distintivi, forse appoggiati da unità speciali della polizia ucraina recentemente disciolta a Kiev, si sono posizionati in quella che sembra una piena presa di controllo dei centri nevralgici del comando e delle comunicazioni di questa penisola di due milioni di abitanti, monumento delle glorie militari russe dal secolo XVIII e la cui popolazione è in maggioranza avversa al cambio di regime che ha avuto luogo a Kiev, come conseguenza di uno strano miscuglio di rivolta popolare e regolamento di conti tra oligarchi ed imperi.

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