"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Antonella Colonna Vilasi, intervistata da Luciano Lago per la sua ultima pubblicazione

Roma, 15.11.2013

Antonella Colonna Vilasi è una scrittrice, giornalista e docente italiana.

Vive a Roma. Come scrittrice si è messa in evidenza per essere stata la prima autrice europea ad aver pubblicato una trilogia sui temi dell’intelligence.

Da qualche tempo è presidente del Centro Studi sull’Intelligence – UNI.

Come giornalista collabora con varie riviste e giornali, con articoli su intelligence e sicurezza; come docente, oltre ad essere professore universitario in Svizzera sull’intelligence, tiene conferenze e lezioni in varie agenzie ed università (Tirana, Parigi, Madrid, Londra, New York, Malta, Atene, Bucarest, Il Cairo, Beyrut).

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di Sergei Makedonov

Traduzione di Luciano Lago

L’accordo degli USA con la Russia per mettere sotto controllo internazionale e distruggere l’arsenale chimico siriano non mette fine al conflitto in Siria, sviluppatosi per problemi ben più gravi che non per le armi chimiche.

Il paese vive un escalation di violenza entnica e settaria che minaccia di farlo a pezzi.

Continua il conflitto tra la maggioranza sunnita (che si suppone sia il 74% e costituisce il nucleobase  dell’opposizione siriana) e gli alawiti (che sono l’11% della popolazione ed appoggiano il regime del presidente Bashar Assad). Nello stesso tempo, i salafiti (wahabiti o integralisti islamici) lottano contro i seguaci del movimento islamico moderato, il sufi.

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Fonte:  Alerta Digital

Con motivo della persecuzione politica incostituzionale a cui sono sottoposti dirigenti e membri del partito nazionalista di Alba Dorata, viene alla luce l’impegno esplicito raggiunto dal governo greco con la lobby sionista internazionale e con il governo dello Stato di Israele per approvare un progetto di legge antirazzista in Grecia. Le prime conversazioni  avevano avuto inizio il 17 di Marzo di quest’anno a Salonicco, approfittando della visita di due figure eminenti come Moshe Kantor, presidente del Congresso Ebraico Europeo, Ronald Laude, presidente del Congresso Ebraico Mondiale (CMJ), un businessman  americano (classificato fra i primi 100 miliardari al mondo dalla rivista Forbes) e comproprietario della multinazionale dei cosmetici Estee Lauder, oltre ad altre persone rappresentative.

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di Il Simplicissimus

Fonte: http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2013/11/09/chi-ha-paura-del-reddito-di-cittadinanza/

Qualcuno s’indigna, altri non capiscono o si stupiscono. Per esempio Alessandro Gilioli si chiede come mai il Pd per bocca di Fassina rifiuti la proposta di reddito di cittadinanza avanzata dal M5S con l’argomento sbrigativo e peraltro scorretto* che non ci sono coperture. La risposta è che l’ira piddina nasce dal fatto che la proposta dei cinque stelle è quella che il partito avrebbe dovuto avanzare da molto tempo, insomma una sorta di cattiva coscienza nei confronti di uno strumento che l’Europa ci stimola ad usare ormai dieci anni e che anche gli economisti alla Cipolletta vedrebbero con favore.

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La coalizione delle milizie ribelli in Siria, autonominatasi “coalizione nazionale siriana”, ha deciso di partecipare ai colloqui di pace di Ginevra ponendo però delle precise condizioni:

prima condizione, che il presidente Assad  si dimetta e sia escluso da ogni ruolo politico; seconda condizione, un governo di transizione ed  un alleggerimento dell’assedio nelle poche zone rimaste sotto controllo dei ribelli; terza, scarcerazione dei civili dalle prigioni siriane (lo hanno richiesto gli esponenti della coalizione).

Sarà  difficile che la Siria ed il suo governo legittimo accettino  delle precondizioni da parte di quelle forze ribelli che, divise fra di loro ed incapaci di parlare con unica voce, adesso reclamano le dimissioni di Assad, che gode invece dell’appoggio della maggioranza della popolazione siriana, come accertato anche da osservatori occidentali.

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Totale fallimento dei negoziati di Ginevra 2 sul nucleare iraniano, accordo saltato per l’opposizione netta della Francia  che ha fatto saltare ogni ipotesi di accordo, non ingannano le frasi di circostanza della  baronessa Ashton, rappresentante dell’ Unione Europea.

Delusione e rabbia manifestata dal rappresentante diplomatico russo Lavrov e dallo stesso segretario di Stato USA  Kerry. Quella della Francia si è manifestata come una vera e propria opera di sabotaggio del negoziato portata avanti per conto di interessi altrui (leggi Israele).

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Libro-denuncia di Elio Lannutti. I banchieri sono gangster: noi crocifissi per colpa loro 

Nel libro Cleptocrazia lei sostiene la tesi che la crisi finanziario – economica scoppiata nel 2007 ha un colpevole: una cupola paramafiosa che si sarebbe arricchita ai danni di imprese e famiglie. Che prove ha?
Proprio in questi giorni il Wall Street Journal ha pubblicato i verbali riservati di una riunione al Fondo Monetario Internazionale del 9 maggio 2010. Doveva servire a  deliberare aiuti finanziari alla Grecia. In quell’occasione molti Stati non volevano quel piano, perché era un cappio al collo al popolo greco. Ma poi in maggioranza votarono a favore soprattutto Stati Uniti e Stati europei, tra cui Francia e Germania. Lo sa perché votarono a favore?
No!.
Votarono perché le banche francesi e tedesche erano piene di titoli di Stato greci per un valore di 78,8 miliardi di euro.

by GPC Imperatrice

Fonte: Scenari economici.it

DATI ECONOMICI AGGHIACCIANTI

Raffica  di dati terrificanti ieri e nei giorni scorsi per la Francia.

1) Standard&Poor’s, la prima delle grandi agenzie di rating ad aver estromesso la Francia dal ristretto club dei Paesi a tripla A (nel gennaio del 2012), ha colpito ancora, abbassando di un altro voto il suo giudizio sull’affidabilità di Parigi (da AA+ ad AA).

L’agenzia sottolinea che i margini di manovra del Paese sul fronte fiscale sono ormai praticamente inesistenti e che  le misure varate negli ultimi mesi non riescono a ridurre il livello, record, della disoccupazione. Ed è proprio l’insofferenza legata alla drammatica situazione occupazionale, secondo Standard&Poor’s, a rendere molto difficile, per non dire quasi impossibile, la realizzazione delle pur indispensabili riforme strutturali.

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Pubblichiamo l’intervista rilasciata da A. Evans Prichard, columnist economico dell’autorevole quotidiano britannico The Telegraph, nella quale si esprimono valutazioni molto realistiche sulla situazione economica dell’Europa e dell’Italia in particolare, ove Evans  Prichard non può fare a meno di notare lo stallo per inerzia del governo Letta e l’ assoluta incompetenza nella gestione politica di un paese sull’orlo del disastro.

In realtà noi sappiamo bene da cosa dipenda questo stallo e la passività dei Letta,  Saccomanni e soci: quando si lavora direttamente per interessi esterni (leggi cartello bancario), non si pensa neanche lontanamente a prendere decisioni di rottura o a produrre strappi con le centrali di potere che ti hanno collocato  in quella posizione. Letta Saccomanni e soci badano a salvaguardare la loro carriera e sono afflitti da quella sindrome tipica italiana che si chiama “libidine di servilismo” verso lo straniero.

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di Yusuf  Fernandez

Traduzione di Luciano Lago

Fonte HISPANTV

Nel corso di una recente visita a Mosca, alcune settimane addietro, Bandar bin Sultan,  l’attuale  responsabile del servizi di intelligence saudita, ha riferito al presidente russo, Vladimir Putin che, soltanto se la Russia avesse riconsiderato il suo appoggio alla Siria, si sarebbe impedito ai militanti integralisti  nel Caucaso,  controllati  dall’Arabia Saudita,  di realizzare azioni terroristiche durante la realizzazione dei giochi olimpici invernali che si terrà a Sochi. Secondo quanto riferito dai testimoni presenti all’incontro, Putin aveva nettamente respinto la proposta.

“Noi siamo al corrente che voi sauditi avete appoggiato i gruppi terroristi ceceni per  parecchi anni.  Questo appoggio di cui parliamo adesso, risulta francamente incompatibile con l’obiettivo comune di lottare contro il terrorismo globale che avete menzionato”, gli ha risposto Putin.

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