"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Il regime di Israele continua a sfidare la grande ondata di condanne e di critiche internazionali contro le costruzioni illegali di insediamenti nei territori palestinesi.
Nella loro ultima incursione le forze israeliane, questo giovedì, hanno distrutto completamente il villaggio di Khirbert Yamal nella valle del Giordano, ubicato nell’est  della Giordania occupata.
Secondo le informazioni ricevute, decine di famiglie palestinesi residenti nel menzionato villaggio hanno assistito a come i bulldozer hanno demolito le loro case.

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di Max Parisi

Direttamente dal sito della Bundesbank un estratto integrale del Monthly Report di gennaio ci offre un quadro molto dettagliato (e inquietante) sulla proposta di una patrimoniale da applicarsi nei paesi periferici per ridurre il debito pubblico, dato il loro elevato livello di ricchezza privata (praticamente, l’Italia è il Paese che più di ogni altro corrisponde a questo profilo).

Nella relazione della Banca Centrale di Germania non mancano i suggerimenti su come far passare al meglio questa pericolosa misura, presentandola come una redistribuzione di ricchezza interna, e sulla rapidità necessaria per il successo dell’operazione. Oltre la vaghezza di quanto finora riportato dalla stampa, qui si parla chiaramente di attività non finanziarie e illiquide, delle difficoltà della loro valutazione, e della opportunità di dilazionarne il pagamento.

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I cittadini italiani che hanno avuto l’opportunità di vedere le immagini televisive della seduta parlamentare di ieri hanno potuto scorgere, al di là dello spettacolo folcloristico della rissa scoppiata a seguito dell’occupazione fatta dai deputati del 5 Stelle dei banchi del governo, l’insolito spettacolo di un gruppo filo governativo di deputati del PD e Scelta Civica che fronteggiava l’assalto dei “grillini” intonando “bella ciao” la nota canzone dei partigiani.
In un paese vicino a Reggio Emilia, un sussulto ha scosso un vecchio signore in poltrona che, reduce vivente da quell’epoca, deve essersi risvegliato dal torpore ascoltando quelle note ed ha gridato (rivolto alla nipote) “Bettina, che succede? Sono tornati i fascisti? Che faccio vado a riprendere il mio vecchio fucile nascosto in cantina?”

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di Giorgio Cattaneo

«Povero Renzi, non ha ancora capito che, se mai andrà al governo, non potrà comandare». Idem gli altri “volti nuovi” (o semi-nuovi) della politica, da Grillo a Vendola fino al leghista Salvini, tutti «destinati a vedere vanificate le loro riforme: che siano di destra o di sinistra, sono accomunati dallo stesso destino. Perché il vero potere è altrove. Così vicino, eppure invisibile», incarnato dagli uomini dislocati a Roma dal vero dominus dell’Italia, Mario Draghi. Secondo Marcello Foa, se la Seconda Repubblica ha portato ad esecutivi più longevi ma non troppo stabili – Berlusconi, Prodi – fino al super-tecnocrate Monti e alle larghe intese di Letta, è per via del «male endemico che però non spiega la cronica inefficienza dei governi», a cui è stato impedito di cambiare la politica.

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Emergono le prove del ruolo di complicità svolto dalle reti TV (del Qatar e saudite) di al-Jazeera ed al-Arabiya  con le organizzazioni terroriste degli integralisti in Egitto e negli altri paesi del M.O.

In Egitto la Procura generale ha accusato 20 giornalisti della rete televisiva del Qatar Al-Jazeera, fra di loro anche quattro stranieri, di aver collaborato ed aver aiutato un gruppo terrorista nel diffondere notizie false che hanno danneggiato lo Stato egiziano e possono mettere in pericolo la sicurezza nazionale.

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di Manuela Comito

Si è conclusa con un fallimento la “missione romana” dei sindaci della Piana di Gioia Tauro che si sono recati all’incontro con il Presidente Letta, avvenuto martedì 21 gennaio. Quello che doveva essere un tavolo di confronto e di trattative si è rivelato l’ennesima beffa ai danni delle istituzioni locali calabresi e della popolazione che rappresentano. La delegazione dei sindaci si è trovata di fronte ad un ultimatum, ad un ordine imposto dall’alto e a nulla sono valse le motivazioni addotte per spiegare il rifiuto di ospitare la nave carica di armi chimiche che giungerà i primi giorni di febbraio dalla Siria.
I sindaci dei 33 comuni della Piana di Gioia Tauro si erano riuniti in assemblea lunedì 20 gennaio, per decidere quale linea adottare e seguire in previsione del vertice di Palazzo Chigi e ne era scaturito un documento, sottoscritto da tutti i presenti, con il quale davano mandato ai sindaci di Gioia Tauro e di San Ferdinando ad opporsi al transito delle navi nel porto della cittadina calabrese. Ma il vertice con i rappresentanti del governo non ha avuto l’esito sperato e auspicato: l’operazione di trasbordo si farà, con o senza l’approvazione degli enti locali.

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“Malgrado i segnali di recupero che sembra presentare l’economia globale, l’Europa continua ad essere un anello debole che potrebbe anche arrivare al collasso nel 2014”, questo quanto ritiene Barry Eichengree, professore di Economia e scienze Politiche dell’Università della California.
Nel corso di una intervista al Der Spiegel, il professore, ex consulente del FMI, ha sottolineato che “anche negli Stati Uniti continua ad persistere il rischio che si formino nuove bolle economiche , così come nella UE, in particolare nelle emissioni del tesoro dei paesi europei”.
“Pertanto è ancora troppo presto per parlare di recuper dell’economia europea. La crisi bancaria ancora non è terminata, la supervisione finanziaria generale inizierà a funzionare in pochi anni, anche il tasso di crescita si mantiene ad un livello basso e le ultime elezioni al parlamento Europeo hanno dimostrato che l’Europa attraversa anche una crisi politica, ha sottolineato il prof. Barry Eichengreen”.

“Forse l’Europa utilizzando soluzioni parziali sarà capace si sopravvivere un anno in più, ma esiste anche la possibilità che tutto collassi una volta di più nel 2014, ha avvertito il prof. Eichengreen.”

I cittadini europei sono avvisati e possono “toccare ferro”.

Fonte: Foreign Affairs

«Negoziato in segreto, questo progetto fortemente sostenuto dalle multinazionali permetterebbe loro di citare in giudizio gli Stati che non si piegano alle leggi del liberismo». Si chiama Trattato Transatlantico ed è l’uragano devastante che minaccia il futuro degli europei, o quel che ne resta. All’allarme – da più parti lanciato nei mesi scorsi – si associa ora anche Lori Wallach, direttrice del Public Citizen’s Global Trade Watch, prestigioso osservatorio indipendente di Washington. «Possiamo immaginare delle multinazionali trascinare in giudizio i governi i cui orientamenti politici avessero come effetto la diminuzione dei loro profitti? Si può concepire il fatto che queste possano reclamare – e ottenere! – una generosa compensazione per il mancato guadagno indotto da un diritto del lavoro troppo vincolante o da una legislazione ambientale troppo rigorosa? Per quanto inverosimile possa apparire, questo scenario non risale a ieri».

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di Nick Turse

Fonte: Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Agiscono nello splendore verde della visione notturna nel sud-ovest asiatico e negli agguati nelle giungle del Sud America. Strappano gli uomini dalle loro case nel Maghreb  e attaccano militanti pesantemente armati nel Corno d’Africa. Sentono gli spruzzi salati quando volano sulle onde turchesi dei Caraibi e azzurro intenso del Pacifico, svolgono missioni nei soffocanti deserti del Medio Oriente e nella gelida Scandinavia . L’amministrazione Obama ha intrapreso una guerra segreta planetaria  la cui ampiezza finora non è mai stata pienamente rivelata.

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Si diffonde l’insurrezione in Libia contro il governo fantoccio della NATO. 

Secondo i media occidentali: si tratterebbe  di “scontri tribali”.

(Traduzione di Luciano Lago)

Fonti della resistenza libica, affermano che “si è sviluppata l’insurrezione per il recupero dell’onore, della dignità e dell’indipendenza del popolo libico e questa è stata attaccata dalle forze degli invasori e colonialisti della NATO e degli USA ”, informano circa la avvenuta restaurazione della sicurezza in generale nelle zone di Sabha ,Shati, Ubari, Murzuq e Gath.
Inoltre le stesse fonti della resistenza informano che la NATO sta pagando 12.000 dinari a mercenari e traditori, attraverso il loro governo di fatto instaurato in Libia, per combattere contro la resistenza.

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