"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Lo stato italiano, invece di investire nel lavoro per i giovani e presentare i tanti attesi programmi per uscire dalla recessione, è ancora intento ad approvare il decreto-legge che permette al governo di pagare altro denaro pubblico per le missioni militari internazionali.

Denaro che va ad aggiungersi a quello per le forze armate e gli armamenti, ponendo l’Italia  al decimo posto mondiale con una spesa militare reale di 26 miliardi di euro nel 2012, equivalente a 70 milioni al giorno.  Peccato. Altrimenti i cittadini italiani in crescenti difficoltà economiche avrebbero perlomeno la soddisfazione di sapere che, solo per il trimestre ottobre-dicembre 2013, vengono stanziati 125 milioni di euro per la missione militare in Afghanistan, oltre 40 per quella in Libano, 24 per quelle nei Balcani, 15 per il «contrasto alla pirateria» nell’Oceano Indiano (più la spesa, ancora segreta, per la nuova base militare italiana a Gibuti).

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I governi  dei fiduciari delle banche: Monti prima e Letta poi, stanno producendo a passo spedito la liquidazione dell’Italia in favore dei capitali stranieri.  Non tutti sanno che, nell’anno appena trascorso, il governo Monti, con il sostegno trasversale del PD e del PDL, ha versato al Fondo Salva Stati (MES) e alle varie altre forme di salvataggio, la bellezza di 40 miliardi di euro.

I dati dei versamenti  sono forniti la Banca d’Italia  con il Supplemento al Bollettino Statistico pubblicato il 15 marzo scorso.

La stessa cifra che il governo Letta  sta programmando  di pagare entro la fine dell’anno in corso: 20 miliardi nel secondo semestre del 2013 , e altri 20 miliardi nel 2014 (forse).

Lo stesso governo che non ha trovato i denari per evitare l’aumento dell’IVA,  il medesimo che fatica a reperire 2 miliardi per evitare la seconda rata dell’IMU, quando si tratta di versare 20 miliardi ai banchieri di Bruxelles, non batte ciglio.

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di Ronald L. Ray – Traduzione a cura di N. Forcheri

Fonte:  Stampa Libera  http://www.stampalibera.com/?p=66247

L’Ungheria si libera dei vincoli dei banchieri

• Dopo che è stato ordinato  all’FMI di abbandonare il paese, la nazione adesso stampa moneta senza debito

L’Ungheria sta facendo la storia.

Mai più dagli anni ’30 con il caso della Germania un paese europeo aveva osato sfuggire alle grinfie dei cartelli bancari internazionali controllati dai Rothschilds. Questa è una notizia stupenda che dovrebbe incoraggiare i patrioti nazionalisti del mondo intero ad intensificare la lotta per la libertà dalla dittatura finanziaria.

Già nel 2011 il primo ministro ungherese,  Viktor Orbán promise di ristabilire la giustizia sui predecessori socialisti che avevano venduto il popolo della nazione alla schiavitù di un debito infinito con i vincoli del FMI (IMF) e lo stato terrorista d’Israele. Queste amministrazioni precedenti erano infiltrate da israeliani nelle alte cariche, in mezzo al furore delle masse che alla fine, in reazione, hanno votato il partito  Fidesz di Orban.

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Fonte:  Contrainjerencia

Negli ultimi mesi il governo del Venezuela, sotto la presidenza di Nicolas Maduro, successore di Chavez, ha denunciato molti incidenti ed atti di sabotaggio contro il sistema elettrico accompagnati da una costante campagna per sabotare l’economia del paese. Una gran parte dei grandi media internazionali, oltre a quelli privati che sono all’interno del Venezuela, si sono burlati delle gravi denunce fatte dal presidente venezolano e in sua vece hanno cercato di dare la responsabilità al governo per i danni causati al paese. Nonostante questo un documento interno di tre organizzazioni di Colombia e Stati Uniti mettono in evidenza l’esistenza di un macabro piano diretto contro lo stato venezuelano per provocare violenza -incluso vittime-con l’intenzione di giustificare un intervento internazionale prima delle elezioni municipale del prossimo 8 dicembre.

Il documento denominato “Piano strategico Venezolano” era stato preparato dalla fondazione “Internazionalismo Democratico”dell’ex presidente Alvaro Uribe, insieme con la fondazione di Centro di pensiero “Primero Colombia” e l’impresa nord americana di consulenza “FTI Consulting”.

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di Nicola Bizzi
Fonte:  signoraggio.it
Fra caimanizzazione ed emigrazione: la lenta ed inesorabile agonia dell’Italia che affonda
Le pagine dei giornali sono oggi piene di varie amenità, dalla blindatura parlamentare del Ministro Cancellieri, salvata in modo “bipartisan” da PD e PDL, fino agli aggiornamenti giudiziari di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per la vicenda della morte della studentessa inglese Meredith Kercher. Ha fatto meno rumore, invece, la notizia di una recentissima presa di posizione del Ministro Flavio Zanonato contro la pericolosissima pratica del fracking, l’estrazione di gas di scisto mediante la fatturazione idraulica e la devastazione del sottosuolo e l’inquinamento delle falde acquifere con l’immissione nelle cavità della terra di un numero impressionante di sostanze tossiche e nocive. Pratica già purtroppo applicata da tempo anche nel nostro Paese e che, mentre oltreoceano sta dando agli Americani l’illusione di un’autonomia energetica, qui da noi è stata additata da autorevoli ricercatori ed esperti come probabile causa del devastante terremoto che ha colpito l’Emilia e la bassa Lombardia e dell’inquietante fenomeno correlato della “liquefazione” del suolo.
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Al Khalil (Hebron)-InfoPal. Un rapporto sui diritti umani ha rivelato che nel mese di ottobre, le autorità di occupazione israeliane hanno proseguito le loro campagne in Cisgiordania, Gerusalemme e la Striscia di Gaza, effettuando più di 240 incursioni nelle città, i villaggi e i campi profughi palestinesi, e arrestando più di 390 persone.

In un rapporto pubblicato sabato 2 novembre, il Centro studi Asra Filastin (Prigionieri della Palestina), ha reso noto che l’occupazione ha intensificato le sue campagne di arresti contro i palestinesi nel mese di ottobre, “per soffocare il clima gioioso dovuto al rilascio di un secondo gruppo di detenuti veterani”. Ha aggiunto che i villaggi della Cisgiordania e Gerusalemme hanno testimoniato vari arresti che hanno colpito tutti i segmenti della società palestinese.

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di David  Swanson

(liberamente tradotto da Luciano Lago)

Fonte: Hispantv

http://www.hispantv.com/detail/2013/11/01/246777/eeuu-legalizando-nuevo-tipo-guerra-ilegal

Esiste un lato oscuro nell’ondata di informazioni e testimonianze relative ai droni, per come siano utilizzati ed in quali modi.

Quando leggiamo che “Amnesty International” e “Human Rights” si oppongono agli attacchi con i droni perché questi violano il diritto internazionale, alcuni di noi propendono per interpretare questa come una dichiarazione che, di fatto, gli attacchi con apparecchi non pilotati, violano  il diritto internazionale.

Al contrario, quello che vorrebbero sostenere questi gruppi di organizzazioni per i diritti umani, è che alcuni attacchi violano la legge internazionale ed altri no e che loro (le organizzazioni) si vogliono opporre a quelli illegali.

Quale è la verità?  Perfino i migliori ricercatori non possono parlare di questo argomento.

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di Marco Della Luna

Fonte: http://marcodellaluna.info/sito/2013/10/30/saccomanni-bail-in-e-lotta-al-contante/

RISPARMIATORI E LAVORATORI SACRIFICATI ALLE BANCHE IN CRISI PER TRUFFE DEI BANCHIERI

Nei secoli passati, i saccomanni erano i razziatori dei campi di battaglia, che, dopo la fine dei combattimenti, andavano a spogliare feriti e caduti dei loro oggetti di valore. Prima, questo vocabolo designava i furieri, gli addetti alle salmerie; poi però, nel tempo, si trovò ad esso si addiceva maggiormente il significato di “predatori”.

S.E. il ministro Fabrizio Saccomanni, con tutto il rispetto, absitque iniuria verbis, è fiduciario dei banchieri nostrani, dato che viene dall’ABI, Associazione Bancaria Italiana, già presieduta dal noto Mussari, accusato, assieme ad altri, di aver “svuotato” il MPS dei suoi soldi pagando Antonveneta un multiplo del suo valore.

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Due giornalisti francesi dell’emittente Radio France Internationale (Rfi) sono stati rapiti e uccisi ieri a Kidal, nel nord del Mali. Le vittime sono Ghislaine Dupont, di 51 anni, e Claude Verlon, di 58 anni, e pare siano stati sgozzati. I due giornalisti sono stati prelevati da uomini armati subito dopo un’intervista in casa del leader del Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad (Mnla), Ambeiry Ag Rhissa, ma al momento non ci sono certezze sui responsabili. Il presidente francese, François Hollande, ha espresso “indignazione” e ha convocato per domani i ministri chiave del suo governo per provare a far luce sull’accaduto.

L’indignazione espressa da Hollande costituisce pura ipocrisia in quanto è lo stesso Hollande ed il suo governo che hanno provveduto ad armare ed equipaggiare le bande di terroristi islamici integralisti che hanno combattuto in Libia per rovesciare il regime di Gheddafi, con l’appoggio dell’aviazione francese e della NATO e con il supporto dei servizi segreti francesi, salvo poi gli stessi gruppi armati spostarsi  in Mali utilizzando le stesse armi ricevute dal governo francese con l’obiettivo di stabilire anche in quel paese una regime islamico  sottoposto alle rigide norme della “sharia”.

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di Paul Joseph Watson

Traduzione di massimo Frulla – Fonte Effedieffe

http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=270170:lunione-europea-pronta-a-sorvegliare-i-cittadini-intolleranti&catid=176:worldwide&Itemid=100018

Un’allarmante proposta attualmente in esame al parlamento europeo prevede direttive ai governi perché sorveglino i cittadini considerati intolleranti

L’European Framework National Statute for the Promotion of Tolerance (qui il file pdf ), prodotto dall’European Council on Tolerance and Reconciliation (ECTR) – una NGO con sede a Parigi – è stato presentato lo scorso mese al Comitato per le Libertà Civili del Parlamento Europeo e si ritiene sia nell’imminenza di essere approvato.

Stando al Gatestone Institute, tale Statuto costituisce una minaccia senza precedenti alla libertà di parola e potrebbe avere l’effetto dieliminare di fatto tale libertà in Europa proibendo qualunque esame critico dellIslam e della Sharia Islamica, un obbiettivo chiave dei gruppi attivisti musulmani da oltre due decenni.

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