"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Si avvicina una nuova escalation nella guerra in Ucraina: sono trapelate informazioni di una avvicinamento di una flotta USA verso il porto di Mariupol, una città portuale trasformata in una fortezza dagli ucraini. Gli indipendentisti della Novorussia hanno giurato di conquistare Mariupol se arriva la flotta yankee; cosa che implicherebbe uno scontro diretto tra i miliziani della Novorussia e gli USA.

Oleg Tsariov, presidente del Parlamento della novorussia, ha avvisato gli americani circa l’invio delle loro navi da guerra: ” se i nordamericani invieranno la loro flotta a Mariupol, poco dopo sarà la nostra flotta”, ha scritto Tsariov sulla sua pagina di Facebook.

Il leader dei Parlamenti uniti della Novorussia (repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk ) ha commentato così le voci mediatiche che circolano circa un virtuale invio di navi da guerra dell’armata statunitense al porto di Mariupol, città occupata, militarizzata e convertita dalle truppe ucraine in una fortezza difensiva.

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di Luciano Lago

I sostenitori del libero mercato come “fattore di progresso” ci hanno raccontato che l’Italia, come qualsiasi altro paese, deve rinunciare a molti dei servizi che oggi sono in mano pubblica, dello Stato o degli Enti Locali, per procedere alle privatizzazioni che darebbero luogo a maggiore efficienza e alleggerirebbero i conti del debito pubblico.

Sarà come dicono lorsignori, i sostenitori ad oltranza delle teorie neoliberiste e del primato del mercato sulle esigenze della collettività e delle persone. I partiti di governo in Italia, per primo il PD, sono i primi convinti assertori della necessità di liberalizzare e rottamare ogni incrostazione di mano pubblica in conformità alla esigenza di adeguarsi al mercato omologato ed all’Europa.

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Per lo meno 450 cittadini tedeschi sono partiti dalla Germania per arruolarsi nei gruppi terroristi in Siria ed in Iraq, lo ha dichiarato questo Sabato il Presidente del Servizio di Protezione della Costituzione del paese tedesco (BfV nella sigla in tedesco), Hans Goeorg Maassen.

“Sono persone che possiamo identificare con nome e cognome, Tuttavia il nostro problema è quello che ci sono sempre altri elementi  che appaiono in Siria ed in Iraq e che non conosciamo: Questo significa che sono molti di più”, ha segnalato Maassen nelle sue dichiarazioni al canale radio pubblico “RBB  Inforadio”.

In accordo con il BfV, un organismo di intelligence tedesco interno ha affermato che attualmente è stato stimato in circa 6.300 il numero dei salafiti  tedeschi arruolati nelle file dei gruppi terroristi mentre fino a qualche anno fa si stimava in 2.800 circa.

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Di Edward Lozansky e Martin Sieff, della American University di Mosca.

I governi nazionali e le alleanze internazionali a volte sono miopi, scontrosi e autolesionisti. I sempre crescenti programmi di sanzioni economiche che gli Stati Uniti e l’Unione Europea stanno imponendo alla Russia dimostrano di esserne un classico esempio. Ovviamente possono causare un certo danno all’economia russa, e lo stanno già facendo; ma se gli strateghi occidentali credono che ciò fomenterà una rivolta anti-Putin, farebbero meglio ad abbandonare i loro pii desideri.

Non solo l’appoggio a Putin continua a crescere ad ogni nuova ondata di sanzioni, ma, lungi dall’isolare la Russia, esse la stanno spingendo ad approfondire sempre più i legami economici e la cooperazione strategica con la Cina, in una nuova dinamica eurasiatica cui anche l’India ha chiarito di voler essere partner a pieno titolo.

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di Eugenio Orso

Non mi voglio addentrare, in questa sede, nell’insidioso labirinto delle definizioni di democrazia, né intendo scomodare la filosofia, in particolare quella politica, ma è chiaro che esiste un legame fra democrazia, pluralismo e ideologie ed è proprio su questo punto, molto delicato e controverso, che intendo fare un po’ di chiarezza. Naturalmente a modo mio.

Per la verità, il discorso sulla democrazia e sulle ideologie in rapporto al pluralismo si lega indissolubilmente a quello sul potere. L’obiettivo di ciascun conflitto, politico, sociale, militare, è sempre il potere, effettivo e non apparente. Un potere che esclude le masse, nonostante la retorica del sistema, nelle cosiddette democrazie occidentali, nate dal (malsano) connubio fra democrazia, quale sistema di governo con originari contenuti rivoluzionari, e ideologia liberale di matrice borghese. A tale proposito, conviene citare Luciano Canfora, secondo il quale la sopraggiunta sfiducia nel voto, nel suffragio elettorale a tutti concesso, nelle stesse rappresentanze parlamentari di natura elettiva, deriva dal convincimento che il potere risieda altrove: “Il vero potere sarebbe altrove, alieno all’esporsi al suffragio degli elettori (preferendo, come disse anni addietro un autorevole banchiere, il <<suffragio dei mercati>>).” [Luciano Canfora, La natura del potere, Laterza, 2009]

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Il presidente Russo Vladimir Putin si è scagliato contro gli Stati Uniti e contro l’Occidente, accusandoli di destabilizzare l’ordine mondiale basato su pesi e contrappesi, al fine di trarne i propri vantaggi. Ha anche accusato l’Occidente di infiammare la situazione in Ucraina e ha detto che la Russia non è interessata a costruire un impero.

La bordata di Putin contro gli Stati Uniti è avvenuta durante un discorso del presidente russo al Valdai Club di Sochi. Putin ha ricordato come Washington agisca senza tener conto degli interessi del resto del mondo:
“Il sistema delle relazioni internazionali aveva bisogno di alcuni cambiamenti, ma gli Stati Uniti, che credono di essere stati i vincitori della guerra fredda, non hanno visto questa necessità”.

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CREAZIONE MONETARIA FUNZIONALE E INFLAZIONE

Sempre più spesso si parla della possibilità od opportunità di una monetazione funzionale, ossia che lo Stato si metta a creare direttamente, o a far creare dalla banca centrale di emissione (assumendone il governo) tutto il denaro necessario a fare gli investimenti pubblici diretti che producano/inducano occupazione, domanda interna, adeguamento infrastrutturale, innovazione scientifico-tecnologica, assicurando al contempo l’impossibilità del default – cioè per fare quelle cose che appaiono indispensabili per uscire dall’attuale recessione-deflazione, dopo il fallimento ormai visibile delle ricette dell’austerità e del quantitative easing, difese oramai soltanto da soggetti in mala fede e per interesse.

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Ed esorta Ue e Fmi a prestare 20 miliardi di dollari a Kiev

Se anche George Soros sembra iniziare a preoccuparsi e si dedica alla scrittura di editoriali, allora Putin sta veramente vincendo, ironizza il blog ZeroHedge.

Ecco i punti salienti di ciò che il fondatore di Open Society ha da dire sulla “minaccia esistenziale russa” in un editoriale appena pubblicato sulle le pagine del “New York Review of Books” :

“La Russia ha lanciato una sfida all’esistenza stessa dell’Europa. Né i leader europei né i loro cittadini sono pienamente consapevoli di questa sfida o conoscono il modo migliore per fronteggiarla. Attribuisco questo principalmente al fatto che l’Unione europea in generale e la zona euro, in particolare, hanno smarrito la loro strada dopo la crisi finanziaria del 2008.
L’Europa non riesce a riconoscere che l’attacco russo in Ucraina è indirettamente un attacco contro l’Unione europea e i suoi principi di governance. Dovrebbe essere evidente che non è opportuno per un paese, o un’associazione dei paesi, in guerra perseguire una politica di austerità fiscale come l’Unione europea continua a fare.
Tutte le risorse disponibili dovrebbe essere messo a servizio dello sforzo bellico, anche se ciò comporta correre su deficit di bilancio”.

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Dr. Kevin Barrett *

Nel 2002, David Frum, un redattore filo sionista che si occupava dei discorsi del presidente degli Stati Uniti, George Bush, inventò  il termine “asse del male” per indicare l’Iraq, l’Iran e la Corea del Nord.

Tuttavia oggi, se dovessimo indicare due paesi del Medio Oriente ed un altro al di fuori di questa regione, come il vero” asse del male”,  questi sarebbero il regime di Israele, l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti, visto che  questi tre paesi hanno diffuso la violenza e la destabilizzazione in tutto il Medio Oriente ed anche al fuori di questo.

A differenza del trio di Frum, l’asse del male Sio-Saudi-Statunitense realmente si presenta come un asse maligno.

Il regime di Israele, Arabia Saudita e gli USA, hanno loro stessi creato il gruppo terrorista dell’ISIS (Daesh in arabo).  Il regime di Israele, con l’aiuto degli statunitensi e dei sauditi, sta commettendo un genocidio in Palestina. Il regime di Israele, Arabia Saudita e gli USA, stanno spingendo i conflitti settari e la violenza in tutto il mondo mussulmano. Oltre al fatto che questi paesi stanno collaborando per saccheggiare tutte le risorse della regione.

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di Alessio Mannino

Grillo ha spostato il mirino contro l’euro per la sovranità monetaria. E ha fatto bene. Era ora. Bisognerà vedere quanto ci metterà a compiere l’ultimo passo: la denuncia del problema a monte di ogni moneta in mano alle banche private, anche quando tornassero nazionali e non più succursali della Bce. E cioè la proprietà, che dev’essere pubblica e non di una banca centrale con azionisti privati. Ma per ora contentiamoci dell’indubbio avanzamento.

Ricapitoliamo. Dopo aver subito un duro colpo più politico che numerico alle europee, il Movimento 5 Stelle ha capito che il furbetto Renzi gli ha tolto il primato della novità e della lotta anti-casta (che questo poi sia vero, è un altro discorso). Nei mesi successivi il “capo politico” Beppe Grillo e il suo stratega Gianroberto Casaleggio hanno scelto di comparire meno e mandare avanti un po’ di più le giovani leve, primi fra tutti Lugi Di Maio e Alessandro Di Battista.

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