"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

di Luciano Lago

Mentre si avvicina la data delle elezioni europee una grande preoccupazione serpeggia nei partiti come il PD, e gli altri della coalizione di governo delle “larghe intese”,
Il malcontento e la protesta di una buona parte dell’opinione pubblica è ormai nettamente maggioritario rispetto alla base elettorale dei partiti tradizionali allineati sulle posizioni di difesa delle politiche dell’eurocrazia e dell’euro.
La protesta sembra che sia in larga parte intercettata dal movimento 5 stelle di Grillo mentre soltanto una minima parte potrà essere raccolta dai movimenti dichiaratisi nettamente anti europeisti come la Lega di Salvini e i F.lli D’Italia, causa i loro trascorsi.
L’incognita è rappresentata dall’astensione ancora potenzialmente molto alta nell’elettorato, disgustato in massa dalla politica o reso abulico rispetto ai messaggi di questa politica.

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Nel suo ultimo post, Jacques Sapir mette a confronto l’economia Giapponese e quella Francese. Mentre il Giappone, scontato il “decennio perduto”, ha cambiato marcia anche grazie a una svalutazione che ha poi permesso riforme successive, la Francia sembra invece avviata ad entrare in deflazione, con l’aggravio dell’assenza di sovranità monetaria.

La visita a Parigi del 6 maggio del primo ministro Giapponese, il signor Shinzo Abe, è stata l’occasione per fare un interessante confronto tra la strategia usata dalle autorità giapponesi e quella usata dalle autorità francesi per affrontare la crisi. Infatti, i problemi affrontati dai due paesi sono in parte paragonabili. Certo, lo sono solo in parte.

Sottolineiamo subito le differenze per evitare facili critiche: il Giappone deve affrontare oggi una crisi energetica dovuta all’incidente nucleare di Fukushima. Questo drammatico incidente, aggravato dalla disastrosa gestione da parte della società privata di fornitura dell’elettricità responsabile della centrale, è oggi uno dei problemi principali del Giappone. Questo bisogno di energia da centrali fossili, a causa della fermata delle altre centrali, spiega in larga misura i problemi economici del paese. Anche la struttura economica e industriale del Giappone è molto diversa da quella francese. Il Giappone fa molta più concorrenza alla Germania per il suo posizionamento industriale. Ma ci sono comunque sorprendenti analogie.

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Guerra civile e strage(dopo quella di Odessa)  anche nel distretto di Donetsk, non si ferma l’intervento dell’esercito ucraino contro le popolazioni russe in stato di insurrezione nel sud est del paese.

Nel distretto di Donetsk, nella cittadina di Mariupol (sud est Ucraina) l’Esercito ucraino è intervenuto con blindati e mitragliatrici ed ha aperto il fuoco sui civili disarmati, mentre avvenivano le celebrazioni della vittoria del 1945.

Si parla di decine di vittime e di molti feriti, palazzi in fiamme e gente che fugge terrorizzata.

Le forze di autodifesa hanno costituito barricate nelle strade cittadine per impedire il passaggio ai blindati ed i combattimenti e le raffiche di armi automatiche si sentono molto intensi nel centro della città.

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Il politologo russo, Yevgueni Satanovski,  ritiene che gli Stati Uniti e l’Europa hanno creato con le loro stesse mani in Ucraina un epicentro di instabilità di dimensioni incredibili ed adesso non sanno come gestire tutto questo.
Il presidente dell’Istituto per il Medio Oriente e politologo, Yevgueni Satanovski,  indica che “risulta più importante capire quello che vediamo adesso a Kiev- la giunta militare assieme alla CIA come consigliere, i delinquenti, gli oligarchi, persone che formano propri eserciti privati e che contrattano personale dall’estero, come gli appartenenti al Blackwater o semplicemente mobilizzano i banditi del settore Destro – si tratta di un qualche cosa che neppure di può paragonare con il Terzo Reich, visto che quello per lo meno era un sistema basato sull’ordine.

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Due cittadini britannici appartenenti al gruppo terrorista dello “Stato Islamico de Irak e levante” (EIL) sono stati uccisi in Siria durante uno scontro con un gruppo rivale, così hanno informato i media del regno Unito lo scorso Giovedì.
Sembra che i due britannici, i quali erano partiti dal paese con destinazione Siria, abbiano perso la vita quando si sono scontrati con il gruppo rivale di Al Nusra, affiliato alla rete terroristica di Al-Qaeda, ha dichiarato un portavoce del Ministero degli esteri del Regno Unito.
Da parte sua il Parlamento britannico ha assicurato che ha intenzione di frenare la partenza dei suoi cittadini che cercano di viaggiare verso la Siria per arruolarsi e combattere contro il governo di Bashar al-Assad, per timore che possano trasformarsi in terroristi fanatici e, al momento del loro ritoprno nel Regno Unito, possano attuare attacchi terroristici nel proprio paese.

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“La crisi è stata causata dagli sviluppi nel debito privato, e non, come sostenuto, pubblico”. Jurgen Habermas”

Il 4 febbraio scorso a Potsdam, in occasione del congresso del partito socialdemocratico tedesco (Spd), il maggior filosofo vivente erede della scuola di Francoforte, Jürgen Habermas, ha accusato la sinistra tedesca di essere “i continuatori del precedente governo e di non fare nulla per l’Europa, di quello che avete promesso”. In Italia, ma come stupirsi, c’è stato un piccolo trafiletto sul Corriere della sera e una buona copertura solo di Tempi, attraverso Irish Times.

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di Luciano Lago

Il leader della denominata Coalizione Nazionale Siriana (CNS) che rappresenta l’insieme dei gruppi ribelli che combattono in Siria, Ahmad Yarba, si è recato a Washington per perorare la causa di una aumento degli stanziamenti da parte del governo Statunitense a favore dei gruppi di ribelli che combattono per rovesciare il regime di Assad. In particolare Yarba ha richiesto al governo USA un aumento delle forniture d’armi (oltre a quelle che già ricevute) che permetterebbe, a suo dire, di mutare l’equilibrio delle forze sul campo.
Nel corso di una intervista al New York Times, Yarba ha confermato che l’opposizione armata in Siria ha iniziato a ricevere i missili anticarro modello TOW di produzione americana e che ha richiesto anche la fornitura di missili antiaerei per poter respingere gli attacchi dell’Esercito siriano.

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Da Economonitor Edward Hugh conferma la vera missione di Renzi: svendere l’Italia e gli Italiani in cambio del sostegno di Draghi ad un allentamento del deficit di bilancio. Sostegno che sarebbe semplicemente un preciso dovere di una Banca Centrale. In che mani siamo.
Potrebbe un intervento di QE di Mario Draghi della BCE Aiutare Forse Matteo Renzi ad Aumentare il Deficit italiano?

Che titolo contorto! Eppure, la mancanza di eleganza formale potrebbe essere compensata dalla sua pienezza di significato. L’obiettivo del titolo di cui sopra è quello di collegare due nomi nella mente delle persone, entrambi italiani: Mario Draghi e Matteo Renzi. L’idea non è originale, Peter Spiegel del FT ha pubblicato di recente un intero post sul suo blog ( Does Renzi owe his job to Draghi?), in cui cerca di stabilire una sorta di collegamento tra l’entrata in carica in Italia di Matteo Renzi e la recente sentenza della Corte Costituzionale tedesca. […]

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di Paul Craig Roberts

Dopo la pessima gestione, gli Usa cercano ora di dare la colpa alla Russia
Washington non ha alcuna intenzione di risolvere la crisi in Ucraina, scrive Paul Craig Roberts sul suo blog.
Non essendo riusciti a portare il paese nella sua sfera d’influenza e a sfrattare la Russia dalla sua base navale del Mar Nero, gli Usa vedono nuove opportunità nella crisi.
Una di queste, spiega l’ex sottosegretario al Tesoro con Ronald Reagan, è quella di riavviare la Guerra Fredda , costringendo il governo russo ad occupare le regioni ucraine a maggioranza russa, dove i manifestanti si oppongono al governo di Kiev. Queste aree dell’Ucraina sono ex elementi costitutivi della Russia stessa. Esse sono state inglobate nell’Ucraina dai leader sovietici nel 20° secolo quando Ucraina e Russia erano parte dello stesso paese, l’URSS.

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No, non avete letto male: l’Unione Europea è un antidoto ai governi democratici. L’affermazione di Barroso viene analizzata in questo vecchio ma sempre attuale articolo del Telegraph segnalato da Bagnai su Twitter, in cui Daniel Hennan spiega qual’è l’ideologia alla base del progetto di integrazione europea: quella stessa che, sostenendo che la cosa pubblica va gestita da una classe di esperti, ha alimentato le dittature di ogni secolo e colore  (consigliamo anche l’importante riflessione di Orizzonte48 sul tema).

di Daniel Hennan

Il presidente della Commissione europea, José Manuel Durrão Barroso, ha proposto uno dei pochi argomenti assolutamente onesti per l’integrazione europea. La ragione per cui abbiamo bisogno dell’Unione europea, suggerisce, sta proprio nel fatto che non è democratica. Lasciati a se stessi, i governi eletti potrebbero fare ogni sorta di cose semplicemente per far piacere ai loro elettori:
I governi non hanno sempre ragione. Se i governi avessero sempre ragione non avremmo la situazione che abbiamo oggi. Le decisioni adottate dalle istituzioni più democratiche del mondo sono molto spesso sbagliate.”

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