APPELLO RACCOLTA FONDI! MANTIENI IN VITA UNA VOCE LIBERA!

Gli alleati conservatori della premier della Confederazione Tedesca CSU, il cancelliere tedesco Angela Merkel, hanno subito perdite storiche nelle elezioni statali della Baviera di questa domenica, perdite che, secondo i primi risultati parziali, assestano anche un duro colpo al suo fragile governo di coalizione a tre partiti.
L’Unione Sociale Cristiana (CSU) ha ottenuto il 35,5%, secondo le prime proiezioni della TV pubblica, un calo umiliante di 12 punti rispetto a quattro anni fa nel ricco stato alpino che hanno governato quasi da soli dagli anni ’60.

Questo risultato negativo significa che il partito perde la sua maggioranza assoluta e deve sforzarsi per mantenere gli alleati della coalizione – piccoli gruppi conservatori o forse i suoi nemici ideologici da lungo tempo i Verdi, che hanno vinto con un record del 19 per cento secondo l’emittente ZDF.

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La realtà di oggi sul terreno  in Siria è quella che non esiste alcuna buona ragione per una continua presenza militare statunitense nel paese arabo
Lo sostiene Doug Bandow in un suo pezzo sul National Interest, dopo aver passato oltre una settimana sul campo in Siria, la politica USA in quel paese è stata un fallimento disastroso.
L’autore è un anziano ricercatore  statunitense e corrispondente dell’Istituto Cato ed ha sottolineato l’appoggio ed il sostegno popolare di cui gode il Presidente Bashar al-Assad nonostante tutte le accuse che pesano contro di lui di essere “un dittatore sangunario”, secondo i media occidentali.

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BEIRUT, LIBANO (10:00) – I manifestanti greci hanno bruciato le bandiere degli Stati Uniti e della NATO ad Atene venerdì, nel corso di una manifestazione per il 74 ° anniversario della liberazione della città dalla Germania nazista nel 1944.

Lo Star and Stripes USA e la bandiera della NATO sono stati oggetto di disprezzo a causa dell’intervento americano nella guerra civile siriana contro il governo di Bashar al-Assad e dei suoi alleati. (video Al Masdar )

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di Paolo Borgognone

Chiamare, come fa il coro unanime del mainstream politico-intellettuale italiano, anche ai più alti livelli, le organizzazioni finanziarie transnazionali, tipo la BCE, il FMI e le famigerate agenzie private di rating, “autorità indipendenti” è un po’ come cercare di far passare un lupo per vegetariano o una pornostar per illibata.

Io credo che il dovere di ciascuno all’onestà intellettuale dovrebbe imporre il buon gusto di chiamare le cose con i loro nomi: le banche private internazionali, compresa ciò che resta di Bankitalia, sono centrali di potere neoliberista, ossia profondamente ideologizzate. E chi sta, in politica, dalla parte del neoliberismo, dovrebbe avere il coraggio di riconoscere questo dato di fatto, peraltro elementare, senza provare pudore o vergogna di sorta.

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Di Paul Antonopoulos

Il segretario di stato americano Mike Pompeo dovrebbe venire a spiegare come è giunto ad approvare gli aiuti militari forniti all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti”, hanno dichiarato in una lettera sette senatori USA.

“Siamo scettici: una certificazione che i due governi hanno intrapreso azioni dimostrabili per ridurre i danni ai civili non è giustificata quando si è dimostrato che la coalizione saudita non ha adottato alcuna delle raccomandazioni degli Stati Uniti mentre le morti civili e le vittime dovute ai raid aerei della coalizione sono aumentate drammaticamente negli ultimi mesi”, come risulta scritto nella lettera il mercoledì. I legislatori hanno chiesto a Pompeo di consegnare i dati reali sull’aumento delle vittime civili, tra le altre richieste, entro il 31 ottobre.

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Trump sta cercando di quadrare un mondo globalizzato attraverso un capitalismo americano con base nazionale. Questo non funzionerà …
L’ex presidente Teddy Roosevelt (1901-09) descrisse l’ essenza della politica estera degli Stati Uniti come “parlare piano mentre portava un grosso bastone”.

Sotto l’attuale presidente, Donald Trump, sembra che si tratti di “parlare sempre ad alta voce” .Quella che Trump sta portando in riserva è una politica discutibile.

La differenza si riduce a una questione di credibilità. Un secolo fa, l’America rappresentava un formidabile potere militare, diplomatico ed economico. Quindi, Roosevelt poteva permettersi di parlare sottovoce perché c’erano altri mezzi indiscutibili a sua disposizione per rafforzare il potere degli Stati Uniti.

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Coloni ebrei estremisti lapidano alla morte una donna palestinese
7 persone palestinesi disarmati giustiziate di cecchini israeliani a Gaza

DAMASCO, SIRIA (6:57 AM) – Una donna palestinese è stata brutalmente assassinata, venerdì sera, dopo essere stata lapidata dai coloni israeliani.

Alla fine di questo venerdì sera, una donna palestinese, Aisha Mohammed Alrabi, è stata uccisa dopo aver subito un trauma mortale a causa di pietre lanciate da coloni israeliani illegali. L’attacco barbarico, uno dei tanti episodi di violenza contro persone palestinesi, ha avuto  luogo vicino al punto di controllo militare di Zatara, a sud di Nablus.

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di Tyler Durden

L’amministrazione di Donald Trump aumenta regolarmente la presenza militare nell’Europa centrale. L’idea attualmente discussa è quella di creare una base militare permanente americana in Polonia, vale a dire un ulteriore spostamento della presenza militare statunitense verso il confine russo. Si pone la questione se, attraverso la presenza costante dell’esercito americano in Polonia, Donald Trump voglia migliorare la difesa del vecchio continente o si sforzi di mettere gli uni contro gli interessi dei singoli membri dell’Unione europea. Più debole è l’Europa, più forti sono gli Stati Uniti.

Sebbene l’idea della presenza militare permanente americana nell’Europa centrale non sia nuova, ha ottenuto molta pubblicità dopo l’incontro di settembre alla Casa Bianca tra il presidente polacco Andrzej Duda e Donald Trump. Varsavia ha suggerito non solo di costruire una base ma anche un nome per essa: Fort Trump. Dopo i primi dubbi, Washington, notando i benefici che potrebbe derivare, ha accettato questa proposta.

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, come abile uomo d’affari, dichiara che non è disposto a buttare via miliardi di dollari in accordi militari con l’Arabia Saudita soltanto per il sospetto omicidio di un eminente giornalista saudita per mano degli squadroni della morte del regime di Riyadh in Turchia.

“Cosa ci fa bene a noi americani?”, Ha chiesto Trump, parlando ai giornalisti dello Studio Ovale giovedì, circa una settimana dopo la misteriosa scomparsa di Jamal Khashoggi, dopo che era entrato nel consolato saudita nella città turca di Istanbul.

“Questo ha avuto luogo in Turchia e, per quanto a nostra conoscenza, Khashoggi non è un cittadino degli Stati Uniti”, ha aggiunto Trump, ignorando il fatto che il giornalista viveva negli Stati Uniti.

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di   Luciano Lago

Se ci si ferma alle descrizioni della stampa europea sul fenomeno di Jair Bolsonaro, il candidato vincente nel primo turno delle elezioni in Brasile, si vuole far credere che nel grande paese latino americano si stia assistendo all’emergere di un esponente di un fronte populista nazionale che sarebbe assimilabile, con le dovute differenze geografiche, ai populismi affermatisi in Europa. In altri termini Bolsonaro, secondo gli editorialisti del Corriere della Sera o di Repubblica sarebbe il “Salvini brasiliano” che minaccerebbe la democrazia in Brasile con rischi di contagio in tutta l’America Latina.

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