"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Cosa sta succedendo? Il presidente appena eletto che ci diceva che l’Afghanistan era stato uno sbaglio GROSSO e costoso, adesso cambia idea. “Il mio istinto iniziale era di tirarcene fuori” dice, ma ora afferma di essersi piegato ai consigli dei suoi funzionari e che adotterà una linea più dura col Pakistan.

E’ un cambio di paradigma, ma non è isolato dal progetto generale degli Stati Uniti. Fondamentalmente, quello che dice Trump è che il Pakistan è per l’Afghanistan quello che la Cina è per la Corea del Nord, e che entrambi i vicini devono dare assistenza nei rapporti con i loro confinanti. Se ciò accadesse, la sicurezza regionale ne trarrebbe giovamento, visto che un maggior numero di paesi sarebbe direttamente responsabile del suo mantenimento.

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di Salvo Ardizzone

Mercoledì, Benjamin Netanyahu ha annunciato il pieno sostegno di Israele a un Kurdistan iracheno indipendente; la dichiarazione è stata rilasciata in vista del referendum fissato per il 25 settembre da Masud Barzani, l’eterno presidente del Krg (la regione autonoma del Kurdistan iracheno), malgrado l’opposizione degli altri partiti curdi, del Governo centrale di Baghdad e degli Stati vicini, Iran e Turchia in testa.

Netanyahu è stato attento ad aggiungere che Tel Aviv si oppone al Pkk (acerrimo nemico della Turchia e antagonista di Barzani), che considera un’organizzazione terroristica.

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Un gruppo di uomini armati che indossavano tute mimetiche ha fatto irruzione nel ristorante Fadak, nel distretto di Dhi Qar, dopo aver colpito un posto di blocco della polizia nel distretto di Batha con un’autobomba

dalla redazione

Roma, 15 settembre 2017, Nena News – Mentre l’attenzione è rivolta al nuovo attentato con più di 20 feriti, con ogni probabilità ancora dell’Isis, che ha colpito oggi Londra, passa inosservato l’ultimo duplice attacco suicida compiuto ieri dallo Stato islamico sull’autostrada Dhi Qar-Bassora e in un ristorante di Nassiriya, in Iraq. Si tratta di un’altra gravissima strage. I morti sono 84 morti e i feriti 93 feriti, quasi tutti musulmani sciiti. Le vittime si stavano dirigendo verso la città santa sciita di Kerbala e tra i morti ci sono anche cittadini iraniani in pellegrinaggio. Il Califfato ha rivendicato l’attentato attraverso un messaggio diffuso dalla sua agenzia di stampa “Amaq”.

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In una certa misura, Aung San Suu Kyi, è come un falso profeta. Elogiata dall’occidente per molti anni, la hanno resa una ‘icona della democrazia’ perché si è opposta alle medesime forze nel suo paese, la Birmania, nel tempo in cui la coalizione occidentale guidata dagli Stati Uniti, aveva isolato Rangoon per la sua alleanza con la Cina.
Aung San Suu Kyi ha svolto il suo ruolo come previsto, ottenendo l’appoggio della Destra e l’ammirazione della Sinistra. Per questo ha ottenuto il Premio Nobel per la Pace nel 1991: è entrata nel gruppo degli ‘Anziani’ ed è stata pubblicizzata da molti giornalisti e da vari governi come una figura eroica che si doveva imitare.
Una volta Hillary l’ha definita “una donna straordinaria.”

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di  Enzo Pennetta

Giacomo Gabellini è un giovane autore di grandissime capacità, un nome da prendere come riferimento per tutti coloro che vogliono conoscere la verità supportata dalla forza dei fatti riguardo la storia contemporanea e non le narrazioni di propaganda.

Dalla sua penna sono usciti “Eurocrack. Il disastro politico, economico e strategico dell’Europa“, “Caos – Economia, strategia e geopolitica nel Mondo globalizzato” – 2014, “Ucraina. Una guerra per procura” – 2016, “Israele. Geopolitica di una piccola, grande potenza” – 2017.

I suoi libri sono uno straordinario studio documentato sui temi trattati che, riportando fedelmente quello che è accaduto, consente di andare oltre le diverse opinioni, basate sempre su una conoscenza parziale, e di giungere ad una visione integrale.

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Trento, 14 set – Non assumete italiani, preferite i profughi. Il messaggio agli imprenditori della Valsugana è arrivato forte e chiaro da parte di una coop che l’accoglienza dei migranti per conto della provincia autonoma di Trento. La Cinformi, infatti, secondo quanto riporta La Voce del Trentino che riferisce la testimonianza di un imprenditore a cui è toccata la pressione della cooperativa, contatta direttamente le aziende locali per fare in modo che inseriscano i loro profughi insistendo perché abbiano la precedenza sugli italiani.

L’offerta che la coop fa agli imprenditori è allettante, una di quelle che quando viene proposta a lavoratori italiani spesso costringe il candidato a rifiutare perché non permette il sostentamento: uno stage gratuito per il primo mese e poi 400 euro al mese. Tutte le spese burocratiche sono a carico della cooperativa. Il datore di lavoro deve solo quindi formalizzare il contratto all’immigrato. Ma se l’imprenditore obietta che in questo modo vengono penalizzati quanti si affannano per trovare un lavoro la solerte cooperativa taglia corto e dice “la ricontatteremo”. Poi il nulla.

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Paolo Borgognone è un giovane ricercatore non allineato, non conformista, collaboratore del quotidiano La Verità che da anni analizza la modernità con studi a metà fra storia e politologia. Si è occupato, nei suoi libri, di disinformazione e media, del dceclino della sinistra radicale e della globalizzazione. Ultimo libro uscito è Deplorevoli? (Zambon ed., pagg. 334, euro 18) sugli Usa di Trump e i movimenti sovranisti europei.

Il 9 novembre dell’anno scorso la vittoria di Donald Trump alla elezioni Usa ha scompaginato i piani delle lobby finanziarie e soprattutto ha mostrato come una maggioranza silenziosa, senza ascoltare il 98 per cento dei mass media Usa, abbia scelto il cambiamento nella politica statunitense in senso sovranista. Perché questo esito nonostante la martellante propaganda “democratica”?

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Pochi giorni addietro, una fonte collegata con il comando USA delle truppe statunitensi che si trovano in Siria, in appoggio delle Forze Democratiche Siriane (FDS) composte da curdi e arabi, aveva dichiarato che i militari statunitensi non avrebbero permesso all’Esercito siriano di avanzare attraversando il fiume Eufrate nei pressi della città di Deir Ezzor, da poco conquistata dall’Esecito siriano. 

La fonte, citata in forma anonima, aveva indicato che il comandante aggiunto della coalizione, Robert Jones, aveva anche minacciato di bombardare l’Esercito sriano se questi avesse oltrepasssato il fiume fino alle foci orientali di questo.

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di Lupo Glori

La propaganda ISIS sulla rete non conosce soste e alza il tiro, ogni giorno di più. Continuano infatti a circolare sul web i messaggi di invito, rivolti ai milioni di fedeli musulmani presenti nel Dar al–Ḥarb, ovvero sul “territorio di guerra” europeo, a colpire i miscredenti kafir con ogni mezzo.

Dopo gli appelli ad attaccare gli infedeli con assalti all’arma bianca, raffiche di kalashnikov e camion lanciati a tutta velocità sulla folla, che hanno ispirato i sanguinosi e drammatici attacchi terroristici degli ultimi tempi nel Regno Unito, Spagna, Francia ed altri paesi europei, lo Stato islamico esorta ora i suoi seguaci a specializzarsi nell’utilizzo di una originale e potentissima nuova arma, capace di compiere stragi di migliaia di vittime senza spargimenti di sangue: il veleno, con cui contaminare i prodotti alimentari presenti nelle grandi catene di distribuzione occidentali.

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di  Luciano Lago

Alla fine è riuscito a raggiungere il suo obiettivo. Parliamo di Emanuele Fiano, il noto esponente del PD, il quale aveva presentato alla Camera, ed ha ottenuto di far approvare in questi giorni , un testo di legge per sanzionare in modo pesante le manifestazioni nostalgiche o parafasciste, dal saluto romano alla vendita dei gadget di Mussolini e calendari con fascio, dalle manifestazioni para nostalgiche alla propaganda di immagini e richiami al fascismo fatti via web (questi ultimi con aggravante).

In particolare nel testo di legge si prevede di far sparire ogni memoria storica del ventennio, dalle scritte Dux sull’obelisco al Foro Italico a Roma, al cancellare ogni scritta inneggiante al Fascismo sul Palazzo della Civiltà e del Lavoro all’EUR , il quartiere fatto edificare da Mussolini a Roma in stile neo romanico e poi deturpato durante la Repubblica con gli orrendi gratteceli dei Ministeri (oggi già ridotti a ruderi abbandonati). Altrettanto si dovrà fare con la Stazione Ferroviaria di Milano, con la Stazione Termini a Roma, con i palazzi edificati a Latina (ex Littoria) a Sabaudia , a Brescia, a Trieste e con decine di altri palazzi e munumenti edificati durante il periodo fascista che portano le firme di illustri architetti dell’epoca, come Piacentini e Giovannoni. Cancellare e demolire, queste le parole d’ordine degli “smemorizzatori” Fiano e compagni.

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