"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Tra i firmatari dell’appello per la liberazione della 17enne palestinese, arrestata a dicembre per aver “picchiato” due soldati israeliani, Rosario Dawson, Angela Davis, Danny Glover, Alice Walker. Oggi, salvo rinvii, inizia il processo contro la ragazza.

Roma, 13 febbraio 2018, Nena News – Diversi noti attori, atleti, musicisti, studiosi e politici statunitensi hanno firmato ieri una petizione della ong statunitense Dream Defenders che chiede il rilascio della 17enne palestinese Ahed Tamimi. Tamimi è stata arrestata lo scorso dicembre a causa di un video in cui schiaffeggia e dà un un calcio a due soldati israeliani fuori casa sua nel villaggio cisgiordano di Nabi Saleh.

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di Luciano Lago

Si è compreso da tempo che la strategia degli USA in Medio Oriente (e non soltanto in quella regione) punta alla nuova “Santa Alleanza” che include Israele e l’Arabia Saudita e questa costituisce una triade finalizzata alla realizzazione dei piani egemonici dell’Imperialismo e del sionismo.

Non contenti di aver destabilizzato paesi del Medio Orente e dell’Africa (dall’Iraq, alla Libia, alla Somalia, al Sudan, alla Siria, allo Yemen… ) attualmente l’obiettivo di Washington e Tel Aviv punta innazi tutto al grande nemico, l’Iran passando per il Libano e senza rinunciare allo smembramento della Siria dove il piano di Washington e di Israele è stato al momento bloccato dall’intervento decisivo della Russia di Putin.

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Gli USA dovrebbero farla finita con il loro “teatro” della lotta al gruppo terrorista Daesh (ISIS) in Siria (ormai non sono credibili), che in realtà si è trasformata in un combattimento contro la Turchia, ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Edogan.

“Abbiamo 911 Kilometri di frontiera con la Siria. Cosa hanno a che fare gli Stati Uniti con la frontiera della Siria? Hanno già speso 550 milioni di dollari (negli aiuti in armi alle YPG curde), ma adesso vogliono portare la cifra a 3.000 milioni . Dicono che loro starebbero combattendo contro il Daesh. E quanti componenti del Daesh hanno eliminato?”, ha sottolineato Erdogan davanti ai deputati del Partito di Giustizia e Sviluppo.

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by Jonas E. Alexis and Monika Schaefer

Jonas E. Alexis : Lo studio dei movimenti politici e ideologici ebraici non cessa mai di affascinarmi per vari motivi. In apparenza, loro fingono sempre di essere schierati dalla logica e dalla ragione, dalla scienza e dalla storia, come nel caso del recente libro di Steven Pinker sull’ Illuminismo: “Il caso della ragione, Scienza, Umanesimo e Progresso” ( “The Case for Reason, Science, Humanism, and Progress”) . [1]

Ma gli stessi movimenti finiscono sempre per contraddirsi, confondendo i devoti sostenitori e assertori, e implicitamente e indirettamente trovandosi in una palude di costumi e discorsi talmudici. (E. Michael Jones lo ha scoperto nel modo più duro, quando frequentava un corso con Stanley Fish. [2] )

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di Inessa Sinchougova

Gli Stati Uniti stanno cercando di “collegare”fra loro i paesi europei che condividono le tendenze russofobiche, al fine di far armare ulteriormente l’Ucraina.

Lo ha affermato in un’intervista al canale televisivo russo 1, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, rispondendo alla domanda sul perché l’Europa tace dato che gli Stati Uniti stanno fornendo armi all’Ucraina.

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Le milizie sciite irachene si dichiarano pronte a trasferirsi in Libano in caso di guerra con Israele e si preparano a difendere il paese dei cedri da una prossima aggressione israeliana.
Negli ultimi mesi, diversi responsabili delle milizie sciite irachene hanno visitato il sud del Libano.

Un think tank israeliano non ha escluso, da parte sua, una implicazione del movimento iracheno Al Nuyaba in quella che è stata definita una disputa tra Irán ed Hezbolah da una parte e Israele dall’altra. Al Nuyaba è una formazione che forma parte del “Hashid al Shaabi” il poderoso esercito sciita adeestrato dall’Iran, e possiede grandi capacità militari che ha utilizzato con efficacia contro il gruppo terrorista del Daesh.

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Un interessante convegno a Modena da non perdere:

Matteo Simonetti, l’autore della prima ed unica opera sul “Piano Kalergi” spiegherà di persona il risultato delle sue indagini circa le origini del famigerato piano che è la prima elaborazione pianificata della odierna struttura eurocratica e del suo successivo costituirsi in potere oligarchico dominante e le finalità che ad esso erano state assegnate.

Il libro di Simonetti costituisce anche un’accurata quanto spietata documentazione sulle cause dell’immigrazione selvaggia che sta letteralmente travolgendo e deturpando, per inconfessabili ragioni di logge e cosche, l’identità europea ed italiana, sulla rete di interessi che si dipana tra alta finanza, massoneria, vaticano, imperialismo anglosassone, materialismo capitalista e bolscevico, interessi oligarchici e settari.

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La Russia afferma di aver messo fine al sogno degli Stati Uniti di crearse una loro base militare nella regione del Guta Orientale, ubicata nell’Est della città di Damasco, capitale della Siria, come ha informato questo Lunedì il giornale Alwatan, che cita fonti russe della base aerea di Hmeimim, nell’ovest della Siria.

“Mosca ha messo fine agli sforzi dei terroristi siriani nel Guta Orientale, dove questi cercavano di stabilire un aeroporto e basi militari per le forze USA in questa zona, con il fine di evitare l’avanzata delle forze siriane all’est di Damasco”, ha informato oggi il giornale siriano, citando a Alexander Ivanov, il portavoce della base aerea russa di Hmeimim.

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di Rodolfo Sideri

La neolingua, particolarmente quella dell’amministrazione di Bruxelles, ha essenzialmente il compito di occultare lo smantellamento dello stato assistenziale, lo sradicamento dei popoli europei e di cancellare ogni residuo “solido”, forte appunto, di una civiltà che, pur tra errori e orrori, è quanto di meglio la storia umana recente sia stata in grado di produrre; come dimostra indirettamente il flusso migratorio che proprio in Europa si indirizza nel suo numero maggiore.

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BEIRUT, LIBANO (18:00) – Le forze dei ribelli moderati, nella regione orientale di Ghusa di Damasco hanno sparato diversi proiettili di mortaio e missili nella capitale siriana domenica, come ha riferito questo pomeriggio un corrispondente sul campo dell’agenzia Al-Masdar News.

Secondo il corrispondente di Al-Masdar a Damasco, le forze ribelli hanno lanciato più di 40 missili e proiettili di mortaio nei distretti della capitale Qassa, Bab Touma, Duwela e Jaramana, uccidendo almeno cinque civili e ferendone altri dieci.

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