"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

di  Luciano Lago

Gli orologi della Storia stanno segnando l’ora delle scoppio di un nuovo grande conflitto che coinvolgerà inevitabilmente la Russia e l’Iran da una parte, Gli Stati Uniti con la Nato, Israele l’Arabia Saudita dall’altra parte.

Il conflitto potrebbe scoppiare con molta probabilità in Siria con l’intervento di USA e NATO a favore di Israele che si sente minacciata dall’esito della guerra siriana, ma non è escluso che la scintilla di un nuovo conflitto possa accendersi in Europa, in Ucraina, dove gli USA ed il Canada stanno fornendo armi sofisticate al governo di Kiev che sta cercando lo sbocco di una guerra per la riconquista del Donbass in modo da eludere i gravissimi problemi in cui si trova il paese sull’orlo del collasso economico e sociale.

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di  Reese Erlich

Gli Stati Uniti occupano permanentemente la Siria settentrionale e questo è un problema
Quando il presidente Barack Obama ha iniziato a bombardare la Siria nel 2014, ha goduto di un sostegno bipartisan a Washington, gli americani sono rimasti inorriditi dalle atrocità dello Stato islamico, che aveva massacrato gli yazidi e conquistato territori in Siria e Iraq.
All’epoca avvertii che, lungi dall’essere un intervento umanitario, questa azione minacciava di scatenare un’altra guerra in Medio Oriente: “Ancora una volta, gli Stati Uniti stanno conducendo una guerra aperta senza preoccuparsi del benessere a lungo termine delle persone nella regione “.

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di Lupo Glori

In Francia la polizia penitenziaria è in sciopero per i continui e sempre più frequenti attacchi ai quali sono sottoposti i secondini per mano di detenuti islamisti. Come riporta infatti la giornalista Yves Mamou sul sito del Gatestone Institute: «In meno di dieci giorni, un certo numero di secondini che prestano servizio in varie carceri del paese è stato aggredito e ferito, soprattutto da islamisti reclusi per reati di terrorismo o da piccoli criminali che hanno intrapreso la strada della radicalizzazione. In risposta, gli agenti hanno bloccato l’ordinario funzionamento della maggior parte delle prigioni».

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Miami– Il 2018 potrebbe essere l’anno record per le sparatorie con conseguenti stragi di innocenti negli Stati Uniti.
Da poco iniziato l’anno e già si contano 18 casi di sparatorie nelle scuole che hanno lasciato una lunga scia di sangue che suscita terrore e sgomento nell’opinione puibblica.

L’ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto il 14 febbraio 2018, la strage di San Valentino, che ha provocato la morte di 17 persone. La sparatoria è avvenuta a Parkland, in Florida, dove un ex studente della scuola, Nikolas Cruz, di 19 anni, a suo tempo espulso dall’istituto “per motivi disciplinari”, ha fatto irruzione armato nell suo ex Istituto, la scuola “Stoneman Douglas”. Cruz si è presentato armato di un fucile semiautomatico leggero modello Ar-15, dotato di numerose munizioni di riserva, oltre ad alcune granate fumogene.

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di Paul Craig Roberts

In una folle escalation di provocazioni contro la Russia, Washington ha pubblicato una lista di 210 alti funzionari del governo russo e importanti dirigenti aziendali che sarebbero dei “gangster”, “membri della banda di Putin”, “delle minacce”, “persone che meritano di essere sanzionate” o come la stampa venduta occidentale abbia voglia di chiamare la lista. L’assurdo elenco include il Primo Ministro, il Ministro degli Esteri, il Ministro della Difesa e i dirigenti di Gazprom, Rosneft e Bank Rossiya. In altre parole, il suggerimento è che l’intera dirigenza politica e imprenditoriale russa sia corrotta.

I russi sembrano non capire lo scopo della lista. Il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha detto che il governo vede la lista come un tentativo di interferire nelle elezioni presidenziali russe. Non c’è dubbio che Washington vorrebbe ridurre il consenso a Putin per permetterle di utilizzare le ONG finanziate dall’Occidente operanti in Russia per spacciare i tirapiedi americani come le vere voci della Russia. Tuttavia, è improbabile che il popolo russo sia così stupido da cadere in un simile tranello.

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Generazione Erasmus? Chiamiamola generazione della vacanza permanente. Intervista a Paolo Borgognone sui “cortigiani della società del capitale”

La voce è pacata e appassionata al contempo. Si percepisce che ciò che fa non lo fa in modo frivolo, o superficiale. La parlantina è serrata. Ha palesemente tutto ben chiaro nella testa e lo squaderna senza tentennamenti. Paolo Borgognone è uno storico indipendente dal piglio filosofico. O, forse, meglio sarebbe dire un filosofo che rilegge la storia. Alieno alle facili dicotomie da militante (destra/sinistra, fascista/antifascista), egli è piuttosto un entomologo.

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di  F. William Engdahl (*)

Un nuovo confronto geopolitico si sta delineando in Medio Oriente, e non solo tra Israele e Siria o Iran. Come la maggior parte dei conflitti, comporta una lotta per le risorse di idrocarburi: petrolio e gas. Il nuovo focus è una disputa tra Israele e Libano sulla precisa demarcazione della Zona Economica Esclusiva tra i due Paesi. I principali attori al momento, oltre ai governi di Israele e Libano, comprendono la Russia, Hezbollah, la Siria, l’Iran e gli Stati Uniti d’America con i libanesi nell’ombra.

Gli ultimi attacchi israeliani a presunte basi iraniane o campi di Hezbollah in Siria sono strettamente legati all’obiettivo israeliano di impedire un collegamento via terra dall’Iran attraverso la Siria alle infrastrutture di base di Hezbollah in Libano. L’intera situazione ha il potenziale per condurre a una guerra più brutta che nessuno vuole, almeno quasi nessuno.

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La sinistra mondialista, a totale servizio del sistema globalista e dei potentati finanziari, negli ultimi giorni in Italia ha dimostrato plasticamente di aver voltato le spalle alle periferie ed alle masse popolari, quelle angustiate dall’aumento della criminalità, degrado ed immigrazione incontrollata, per dedicarsi alla tutela degli immigrati ed alla rinnovata campagna di antifascismo. Un abile espediente per occultare la propria nullità ideologica e culturale.

Questo cambio di politica non è avvenuto per caso e non soltanto in occasione degli ultimi avvenimenti di cronaca ma si tratta piuttosto di un processo attuato nel corso degli ultimi 20/25 anni e più, da quando sono iniziati i fenomeni migratori di massa, fenomeni salutati dalla sinistra come un fenomeno “spontaneo” ed irreversibile che avrebbe migliorato la società ed apportato nuove risorse. Non è stato così ed oggi si inizia a percepire un cambio di passo.

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Il ministro degli Estri dell’Iran, Mohamad Zarif, ha rigettato le affermazioni fatte dal Governo degli Sati Uniti circa il programma di missili e la politica regionale del paese persiano con cui Washington cerca un pretesto per rinegoziare gli accordi sul patto del nucleare sottoscritto fra Teheran ed il Gruppo dei 5+ 1-

“La politica regionale e dissuasiva della Repubblica Islamica dell’Iran è del tutto difendibile (…). Attualmente abbiamo la spesa militare più bassa tra i paesi della regione”, ha segnalato oggi il cancelliere iraniano, nel corso di una intervista concessa in esclusiva al giornale locale Jame Jam.

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I Rothschild vogliono avere le quote  delle banche dell’Iran.
di  Pete Papaherakles

Riuscire a ottenere il controllo della Banca Centrale della Repubblica Islamica dell’Iran ( CBI ) è una delle ragioni principali per cui l’Iran viene preso di mira dalle potenze occidentali e israeliane? Mentre le tensioni si stanno accumulando nella regione per una guerra impensabile con l’Iran, vale la pena esplorare il sistema bancario iraniano rispetto alle sue controparti statunitensi, britanniche e israeliane.

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