OSPEDALE DI MATERNITÀ BOMBARDATO DALL’AVIAZIONE TURCA/AZERA IN NAGORNO-KARABAKH (VIDEO, FOTO)

Il 28 ottobre è stato bombardato un ospedale per la maternità nella città di Stepanakert, capitale della regione contesa del Nagorno-Karabakh.

Shushan Stepanyan, segretario stampa del ministero della Difesa dell’Armenia, ha riferito che l’ospedale è stato preso di mira dalle forze armate azere, che da più di un mese stanno conducendo un grande attacco al Nagorno-Karabakh. Il segretario stampa non ha fornito ulteriori informazioni sull’incidente.
Nel frattempo, i giornalisti dell’Abkhazian Network News Agency, che hanno assistito all’attacco, hanno detto che un aereo da guerra ha sganciato quattro bombe con paracadute all’ospedale.
Le foto della scena dell’attacco hanno mostrato pesanti distruzioni così come i resti di quello che sembra essere un pesante razzo o missile. Finora non è stato riportato il bilancio delle perdite umane da fonti armene.

Le autorità di Artsakh hanno affermato che stanno esaminando rapporti che indicano che i caccia turchi F-16 hanno effettuato l’attacco sull’ospedale di maternità di Stepanakert
In un comunicato ufficiale, il Ministero della Difesa dell’Azerbaigian ha respinto le accuse armene, descrivendole come “disinformazione deliberata”.
“Con queste informazioni, il nemico sta cercando di distogliere l’attenzione dai crimini di guerra commessi nella città di Barda”, si legge nel comunicato.

Secondo quanto riferito, Barda è stata bombardata dalle forze armene con razzi a grappolo BM-30 Smerch poche ore prima dell’attacco all’ospedale di maternità di Stepanakert. L’aiutante presidenziale azero, Hikmet Hajiyev, ha affermato che 20 civili sono stati uccisi e più di 60 altri sono rimasti feriti nell’attacco.
A Barda il numero dei feriti è arrivato a 20. Il numero totale dei feriti ha raggiunto i 60. L’Armenia ha utilizzato munizioni a grappolo per infliggere un numero eccessivo di vittime tra i civili. È la politica del terrore di stato dell’Armenia. Il centro di Barda è stato preso di mira, deliberatamente, riferisce la fonte armena.

Ospedale Maternità di Stepanakert bombardato

Il bombardamento dell’ospedale di maternità Stepanakert non è stato il primo attacco alle strutture sanitarie armene da parte dell’Azerbaigian. Il 14 ottobre, aerei da guerra azeri hanno bombardato un ospedale militare nella città di Martakert, controllata dagli armeni.

Il Ministero della Difesa armeno condividerà probabilmente maggiori dettagli sull’attacco all’ospedale di maternità di Stepanakert nelle prossime ore e giorni.

Il conflitto nella regione del Nagorno Karabakh continua sempre più aspro e la tregua non è sata rispettata da entrambe le parti.

Il 28 ottobre il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha annunciato che le sue forze hanno catturato 13 nuovi insediamenti nella regione contesa del Nagorno-Karabakh.
La potenza di fuoco pesante e di precisione delle forze azere stanno infliggendo pesanti perdite alle truppe armene che difendono le loro posizioni in Nagorno-Karabakh. Sul campo, mercenari siriani appoggiati dalla Turchia stanno sostenendo l’avanzata di Baku. I tentativi della Russia, dell’Iran e di altri paesi di portare ad una sospensione delle operazioni belliche, fino ad ora non hanno dato esito.

Fonte: South Front

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

1 Commento
  • eusebio
    Inserito alle 18:46h, 29 Ottobre Rispondi

    Secondo il sito WarGonzo l’ospedale era in costruzione e quindi era ancora vuoto, comunque la guerra sta raggiungendo una escalation preoccupante, la prossima vittima potrebbe essere la Georgia, il cui governo filo-NATO sta facendo passare i terroristi e i rifornimenti turchi agli azeri, facendo incavolare i russi, i quali attraverso un loro parlamentare minacciano la Georgia in caso i russi dovessero inviare aiuti agli armeni di essere costretti ad aprire un corridoio in territorio georgiano con la forza.
    La Georgia con la Turchia si comporta come la rana con lo scorpione, si dimentica che a fine settecento furono i re georgiani a chiedere ai russi, che erano arrivati al loro confine salvando i cristiani osseti dal massacro perpetrato da ceceni e circassi, di inviare truppe in Georgia per liberarla dal giogo ottomano.
    Oggi vivono in Georgia 300000 azeri e 150000 armeni, se dovessero cominciare a combattersi sul suolo georgiano la Turchia ci metterebbe un secondo a scatenare i suoi jhadisti e occupare il paese, obbligando i russi ad intervenire.
    La Georgia farebbe meglio a chiedere l’occupazione militare della Russia e la sua copertura nucleare contro i turchi.

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