"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Opinione, Hass: Israele va oltre la sua consueta ferocia

“Gli israeliani si sono assuefatti ai riferimenti storici; non c’è da meravigliarsi che possano giustificare il fuoco omicida contro dimostranti disarmati”scrive la giornalista israeliana su Haaretz
Amira Hass* di Haaretz

* (Traduzione di Cristiana Cavagna pubblicata originariamente su zeitun.info)

Roma, 6 aprile 2018, Nena News – Nella Striscia di Gaza Israele mostra il peggio di sé. Questa affermazione non intende in nessun modo sminuire la ferocia, sia deliberata che accidentale, che caratterizza la sua politica verso gli altri palestinesi – in Israele e in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme est. Né ridimensiona gli orrori dei suoi attacchi di rappresaglia (alias operazioni militari) in Cisgiordania prima del 1967 o le sue aggressioni a civili in Libano.

Tuttavia a Gaza Israele va oltre la sua abituale crudeltà. In particolare là spinge i soldati, i comandanti, i funzionari pubblici ed i civili a mostrare comportamenti e tratti del loro carattere che in ogni altro contesto verrebbero considerati sadici e criminali, o quanto meno non degni di una società avanzata.

C’è spazio solo per quattro riferimenti. I due massacri perpetrati dai soldati israeliani contro la popolazione di Gaza durante la guerra del Sinai del 1956 [l’aggressione di Fancia, Gran Bretagna ed Israele contro l’Egitto in seguito alla nazionalizzazione del Canale di Suez, ndt.] sono sfuggiti alle nostre coscienze come se non fossero mai accaduti, nonostante i fatti documentati.

Secondo un rapporto del capo dell’UNRWA [agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, ndt.] consegnato alle Nazioni Unite nel gennaio 1957, il 3 novembre [1956], durante la conquista di Khan Yunis (e nel corso di un’operazione volta a requisire armi e a radunare centinaia di uomini per scoprire soldati egiziani e combattenti palestinesi) i soldati israeliani uccisero 275 palestinesi – 140 rifugiati e 135 abitanti del luogo. Il 12 novembre (dopo la fine degli scontri) i soldati israeliani a Rafah uccisero 103 rifugiati, sette abitanti del luogo ed un egiziano.

I ricordi dei sopravvissuti sono stati documentati in una grafic novel dal giornalista e ricercatore Joe Sacco: corpi disseminati nelle strade, gente messa contro un muro ed uccisa, persone in fuga con le mani alzate mentre i soldati dietro di loro puntavano li tenevano sotto tiro con i fucili, teste che esplodevano. Nel 1982 il giornalista Mark Gefen, del quotidiano in ebraico ormai chiuso “Al Hamishmar”, ricordò il suo servizio militare nel 1956, comprese quelle teste colpite e quei corpi disseminati a Khan Yunis (Haaretz edizione in ebraico, 5 febbraio 2010).

Palestinesi colpiti

Pochi mesi dopo l’occupazione della Striscia di Gaza nel 1967, il ricercatore indipendente Yizhar Be’er scrisse: “Abbiamo fatto passi concreti per sfoltire la popolazione di Gaza. Nel febbraio 1968 il primo ministro [israeliano] Levi Eshkol ha deciso di nominare Ada Sereni a capo del progetto di emigrazione. Il suo compito consiste nel reperire Paesi di destinazione ed incoraggiare la gente ad andarvi, senza che fosse evidente il coinvolgimento del governo israeliano.”

“Sereni è stata scelta per l’incarico per i suoi rapporti con l’Italia e la sua esperienza nell’organizzare la ha’ apala dei sopravvissuti all’Olocausto dopo la seconda guerra mondiale”, ha aggiunto, usando il termine che si riferiva all’immigrazione clandestina verso il futuro Stato di Israele durante il mandato britannico.

“In uno dei loro incontri, Eshkol ha chiesto preoccupato a Sereni: ‘Quanti arabi hai già mandato via?’“, scrisse Be’er. Sereni disse ad Eshkol che vi erano 40.000 famiglie di rifugiati a Gaza. “‘Se voi stanziate 1.000 sterline per ogni famiglia sarà possibile risolvere il problema. Siete d’accordo a risolvere il problema di Gaza con quattro milioni di sterline?’ chiese lei, e si rispose da sola: ‘Secondo me è un prezzo molto ragionevole’” (sito web “Parot Kedoshot”, 26 giugno 2017).

Nel 1991 Israele iniziò ad imprigionare di fatto tutti gli abitanti di Gaza. Nel settembre 2007 il governo di Ehud Olmert decise un blocco totale, che includeva limitazioni all’importazione di alimenti e materie prime e il divieto di esportazione.

I funzionari dell’ufficio del Coordinatore delle Attività di Governo nei Territori [ente israeliano che governa nei territori occupati, ndt.], coadiuvati dal ministero della Sanità, calcolarono la quantità di calorie quotidiane necessarie perché i prigionieri del più grande carcere al mondo non raggiungessero la linea rossa della malnutrizione. I carcerieri – cioè i funzionari pubblici e gli ufficiali dell’esercito – consideravano le proprie azioni come un gesto umanitario.

Negli attacchi a Gaza a partire dal 2008, i criteri israeliani per uccidere in modo lecito e proporzionato in base ai principi etici ebraici divennero più chiari. Un combattente della Jihad islamica che stesse dormendo è un obiettivo ammissibile. Le famiglie dei militanti di Hamas, compresi i bambini, meritavano anch’esse di essere uccise. Lo stesso valeva per i loro vicini. E anche per chiunque facesse bollire l’acqua su un fuoco all’aperto. E per chiunque suonasse nell’orchestra della polizia.

In altri termini, gli israeliani hanno gradualmente intrapreso un processo di immunizzazione dai riferimenti storici. Perciò non meraviglia il fatto che possano sinceramente giustificare il fuoco omicida su dimostranti disarmati e che i genitori siano orgogliosi dei loro figli soldati che hanno sparato alla schiena su manifestanti in fuga.

Tratt da Nena News

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  1. claudio 2 settimane fa

    Questo è anche il nostro futuro, l’evoluzione dell’unione europea anche in caso ( probabile ) di crollo del sistema, anzi, soprattutto in quel caso la cosa verrà accellerata.. non vedete quante tasse che paghiamo?? A chi credete che le paghiamo?? Paghiamo anche l’aria che respiriamo, solo sulla benzina ci sono decine di tasse che risalgono al terremoto di più di 100 anni fa.. poco a poco, piano piano ma inesorabilmente i giudei ci stanno strangolando, soffocando.. abbiamo ormai perso quasi tutto.. l’europa sarà la futura palestina.. ed è inutile che vogliamo cercare il buono in quella manica di esaltati, il cancro del mondo è il giudeo e va estirpato una volta per tutte.. tutti, nessuno escluso. ORA, prima che sia troppo tardi..

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    1. Jack 2 settimane fa

      Eh..”poca gloria,miei signori, per uno che capisce contro mille che non capiscono ” E’ dura eh ?

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  2. Max 2 settimane fa

    La terza guerra mondiale, si innescherà in Israele o
    Palestina fonte cerchii del grano.

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  3. Horus 2 settimane fa

    non e’ cheil cosidetto Israele mostri
    Il peggio di se, mostra quello che e’.
    La differenza fra i due termini e’ sostanziale, per cui se mostra quello che e’ in questa maniera e nessuno dice nulla in occidente, ma solo parole da nulla e non fatti, si fanno vedere imbecilli,
    Perche i palestinesi disarmati ammazzati e tutti gli altri palestinesi in un secolo ormai, hanno piu dignita di tutti gli esseri umani ora che guardano i palestinesi e non intervengono in loro difesa.
    Mettersi al elencare i massacri sionisti quando ora non si muove un dito di fronte a 25 persone uccise aalla schiena disarmate da chi non ha mai saputo nemmeno combattere ma solo aizzare uno contro l altro i popoli e’solo un esercizio giornalistico e basta.
    Un uomo ucciso disarmato e’un onta che nessuno rimuove e unita alle altre porcate produce di rimando l annientamento.Voler eliminare i palestinesi nasconde nei sionisti il desiderio di esser eliminati e la paura che questo avvenga veramente. Per cui sono stritolati in un vortice karmico al quale,come si vede,vanno incontro quale loro destino.

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    1. televisione falsa 2 settimane fa

      forse detto In altre parole : ” il male uccide se stesso “

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  4. robyt 2 settimane fa

    Questo è l’esempio di una Nazione che non tradisce il suo Popolo, che non svende i suoi Confini, che non tratta sul Futuro dei suoi figli. Facciamo il paragone con la nostra italietta, che va a prendere l’invasore per portarlo a carico della fiscalità generale, con il fine di snaturare la sua popolazione e di sostituirla con una razza proveniente da tutto il mondo, credendo che sia più facilmente controllabile e manipolabile, auspicando al meticciato o sdoganando una presunta superiorità morale nel multiculturalismo, lasciando liberi i predicatori del Demonio islamico, ma perseguitando i presunti incitatori all’odio, in nome di una falsa laicità dello stato. Facciamo un ragionamento di lungo periodo: tra 50 anni Israele ci sarà ancora, questo è chiaro. Ma l’italietta invece dove sarà ? Basta guardare l’esempio svedese, che è il modello socioculturale per eccellenza dell’Unione Ze(u)ro-pea, e chiedersi quanto tempo ancora abbiamo…

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  5. Horus 2 settimane fa

    Ma quale nazione e’? Quale popolo e’? Quali confini ci sono?Non esiste nemmeno una costituzione e confini definiti. Di che cosa si sta parlando?

    Il futuri dei loro figli e’quello di continuare a far guerre contro i vicini che glie l hanno giurato e che non hanno cambiato da 70anni a questa parte versione.

    Quoto…il male uccide se stesso.

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    1. Kim 2 settimane fa

      Concordo con te

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      1. Kim 2 settimane fa

        Intendo con Hours evidentemente

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