Omicidio Khashoggi: i membri del commando erano stati addestrati negli Stati Uniti, secondo il NYT

I quattro membri del commando che ha ucciso il giornalista saudita Jamal Khashoggi nel 2018 avevano ricevuto addestramento paramilitare negli Stati Uniti dopo aver ottenuto il via libera dal Dipartimento di Stato USA, lo ha rivelato il New York Times martedì (22 giugno).

Divenuto critico del potere saudita dopo essere stato vicino a quello, Jamal Khashoggi, residente negli Stati Uniti ed editorialista del quotidiano Washington Post, venne assassinato il 2 ottobre 2018 nel consolato saudita a Istanbul da una squadra di agenti sauditi. Il suo corpo venne fatto pezzi con una sega elettrica.

Tra questi agenti, scrive il quotidiano di New York, quattro di loro avevano ricevuto una formazione da un gruppo di sicurezza privato americano, Tier 1 Group, sulla base di un’autorizzazione concessa per la prima volta dall’amministrazione di Barack Obama nel 2014, dati gli stretti rapporti fra Washington e Riyad.

Questa formazione degli agenti sauditi è continuata almeno fino all’inizio del mandato di Donald Trump, specifica il New York Times.

Il quotidiano americano cita in particolare un documento fornito all’amministrazione Trump da un alto funzionario della capogruppo del Tier 1 Group, il fondo di investimento Cerberus, quando è stato ascoltato da una commissione parlamentare dopo essere stato proposto da Donald Trump per un posto alla direzione del Pentagono.

In questo documento scritto, Louis Bremer conferma che il Gruppo Tier 1 ha fornito addestramento agli agenti sauditi, ma afferma che l’addestramento era “di natura protettiva” e “non correlato ai loro atti atroci successivi”.

Bremer precisa, aggiunge il New York Times, che i quattro membri del commando hanno ricevuto l’addestramento nel 2017 e che due dei due avevano già partecipato ad una prima versione dell’addestramento, da ottobre 2014 a gennaio 2015.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, contattato dall’AFP, ha affermato di non poter commentare queste informazioni, pur chiedendo “l’uso responsabile (…) delle attrezzature e dell’addestramento militari americani”.
“Questa amministrazione (…) esamina le risposte appropriate quando si verificano violazioni”, ha affermato il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price nella dichiarazione.
Secondo un rapporto degli Stati Uniti pubblicato a febbraio, sette membri di un’unità d’élite incaricata di proteggere il principe ereditario saudita Mohamed Ben Salman appartenevano allo stesso commando che ha ucciso Jamal Khashoggi.

Il New York Times non specifica se i quattro ufficiali formati negli Stati Uniti appartenessero a questa unità.

Il corpo del giornalista dissidente, smembrato sul posto, non è mai stato ritrovato. Dopo aver negato l’assassinio, Ryad ha finito per dire che era stato commesso da agenti sauditi che avevano agito da soli. Alla spiegazione fornita dal governo di Riyad hanno creduto soltanto le autorità di Washington, interessate a mantenere gli stretti rapporti di collaborazione con il regime criminale saudita, autore di numerosi azioni efferate contro i sui oppositori.

Dopo un processo opaco in Arabia Saudita, cinque sauditi sono stati condannati a morte e tre condannati a pene detentive: le condanne a morte sono state da allora commutate. Il tutto per salvare la faccia al regime del sanguinario principe Bin Salman.

La fidanzata di Khashoggi, Hatice Cengiz, che doveva sposare il giornalista assassinato, ha invitato i leader mondiali ad agire contro il principe ereditario ma non ha ottenuto ascolto. Il delitto rimane impunito ed il suo mandante siede al potere a Riyad, protetto dagli USA e GB.


Nota: Nessuno negli Stati Uniti ha pensato di incriminare il principe per questo brutale omicidio e tanto meno sono state emesse sanzioni contro l’Arabia Saudita.
Nel frattempo Washington ha incrementato la sua propaganda contro i paesi che qualifica come “autocrazie” (la Cina, la Russia, l’Iran, la Siria, ecc..) ma l’Arabia Saudita non è inclusa in questo elenco e neppure le altre monarchie ereditarie del Golfo.
“Nessuno tocchi l’Arabia Saudita, il nostro alleato strategico in Medio Oriente”, hanno dichiarato gli esponenti del Senato USA, favorevoli al rafforzamento dei rapporti di collaborazione e di assistenza che gli USA intrattengono con il regime di Riyad nella sua guerra genocida contro lo Yemen.
La popolazione dello Yemen sta subendo uno dei peggiori genocidi della storia sotto l’offensiva indiscriminata dei bombardamenti e del blocco aeronavale praticato dagli USA, dalla Gran Bretagna e dall’Arabia Saudita contro il paese arabo, per piegare la resistenza degli Houty yemeniti.
L’Arabia Saudita è il maggiore importatore al mondo di armamenti dagli USA, dalla Gran Bretagna e da altri paesi europei.

Fonte: Con AFP – Al Manar – Press tv

Traduzione e nota: Luciano Lago

3 Commenti
  • ARMIN
    Inserito alle 13:11h, 23 Giugno Rispondi

    Le Forze Armate Yemenite provvedono direttamente, senza troppi indugi, alla PUNIZIONE CORPORALE dei
    disumani. HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA HA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Auguri.

  • atlas
    Inserito alle 13:20h, 23 Giugno Rispondi

    chi se ne frega, fratellanza salafita, e wahhabiti stessa merdogan, che ora sta facendo il porco in Libia. ci penserà la Russia. E l’Egitto https://twitter.com/_DAGOSPIA_/status/1407657992334499845/photo/1

  • antonio
    Inserito alle 18:10h, 23 Giugno Rispondi

    i canaglia del mondo vengono dai gruppi evangelici-giudaici pare ultimamente ( ultimamente da 1’000 anni ? )

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