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Ombre di guerra : il prossimo conflitto Israele dovrà combatterlo su tre fronti

di Luciano Lago

La campagna di sobillazione ed ingerenza contro l’Iran da parte degli USA si deve spiegare sulla base degli accordi segreti presi tra l’Amministrazione Trump e le autorità del regime israeliano.
Una fonte ufficiale di Israele pochi giorni addietro ha rivelato che un accordo segreto è stato raggiunto il 12 dicembre, in seguito ai colloqui tra il consigliere per la sicurezza nazionale israeliano Meir Ben-Shabbat e il suo omologo statunitense HR McMaster, affinché le due parti agiscano coordinandosi fra loro e possano escogitare scenari contro l’Iran su più fronti.

Neanche per caso alla fine di Dicembre sono scoppiati disordini in varie città iraniane e sono stati individuati e neutralizzati dalle forze di sicurezza iraniane vari agenti provocatori. Questi episodi sono serviti all’Amministrazione USA per orchestrare una campagna mediatica di diffamazione sull’Iran e su una pretesa “insurrezione popolare” contro il regime di Teheran.

Secondo quanto trapelato, negli accordi riservati fra Israele ed USA, si erano previste misure volte a frenare le capacità nucleari e missilistiche dell’Iran, portare la sobillazione all’interno del territorio iraniano, ridurre la presenza delle forze iraniane in Siria e affrontare il suo alleato Hezbollah in Libano. La Casa Bianca in seguito ha confermato l’esistenza dell’accordo dopo che la notizia di questo è stata riportata dai media.

Gli osservatori più accreditati affermano che siamo alla vigilia di una nuova operazione militare che sarà condotta in coordinamento fra il comando militare di Tel Aviv e quello USA e che avrà come obiettivo prioritario quello di colpire le basi di Hezbollah in Libano ed in Siria. L’operazione è fortemente voluta dal premier israeliano Netanyahu in accordo con il genero di Trump, Jared Kushner, l’anima nera della politica USA in Medio Oriente ed ispiratore delle azioni del suocero, fra cui l’ultima del riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele.

L’obiettivo dell’operazione è quello di decapitare Hezbollah riducendo la sua potenzialità bellica e distruggere il retroterra delle sue basi nel Libano del Sud, considerate parte delle forze affiliate all’Iran.
In realtà l’operazione non è così semplice come si può credere per due buoni motivi:
1°-manca l’effetto sorpresa
2°-sarà una operazione che Israele dovrà combattere su tre fronti (Libano, Siria, Palestina)
il comando miltare di Hezbollah è da tempo preparato ad affrontare questa eventualità e dispone di forze missilistiche in grado di infliggere grossi danni alle infrastrutture di Israele. Le capacità miltari di Hezbollah, supportate dall’Iran e dalle forze siriane, sono fortemente aumentate e gli esperti militari dicono che Hezbollah può abbattere gli aerei di Israele e colpire obiettivi su tutto il territorio israeliano grazie alla gittata del suo enorme arsenale missilistico.

Di recente, dopo la proclamazione fatta da Trump su Gerusalemme, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), l’Iran ed Hezbollah, hanno sostenute intense discussioni relativamente alla lotta contro Israele. In queste conversazioni, funzionari dell’Iran, di Hezbollah e delle fazioni palestinesi, hanno sottolineato la necessità di una azione congiunta per far riaccendere la intifada contro gli israliani e mobiltare le forze in difesa di Gerusalemme. Secondo una informativa di fonte libanese, questi elementi stanno formando un comando unificato per coordinare una reazione congiunta contro Israele e contro le misure prese dall’Amministrazione Trump .

Milizie volontarie sciite in Iraq

I responsabili iraniani, incluso il generale Qassem Soleimani, il leggendario comandante delle forze della CGRI (Guardia Rovoluzionaria Islamica), hanno chiarito che l’Iran sarà a loro sostegno e metterà a disposizione le sue forze nella battaglia per Gerusalemme. Vedi: Press Tv .com

Altrettanto hanno dichiarato due comandanti delle milizie sciite, Qais Al-Khaz’ali, il comandante della milizia irachena , ‘Asaib Aal Al-Haqq, che fa parte delle UMP e Hamza Abu Al-‘Abbas, il comandante della milizia Liwa, Al-Imam Al-Baqr, quest’ultimo che si è recato di persona a visitare il passaggio di frontiera tra il Libano ed Israele e da lì ha minacciato di portare le sue forze in appoggio di Hezbollah libanese.

Da parte sua anche il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha dichiarato che l’asse della resistenza che ha ottenuto molte vittorie in Siria e Iraq, adesso si trova pronto nelle sue componenti per unirsi nella lotta contro Israele. Vedi: Nasrallah: Hezbollah ready to fight Israel despite Syrian war

Lo stesso è avvenuto da parte delle autorità siriane da dove si è dichiarato che una nuova guerra con Israele è inevitabile. D’altra parte Israele ha da poco dichiarato la sua intenzione di annettersi le alture del Golan occupate e la Cisgiordania occupata, manifestando così la sua volontà di espansione ed annessione a danno dei paesi vicini. Il sogno della “Grande Israele” è la meta finale degli ambienti radicali sionisti che sono in sintonia con i gruppi evangelisti cristiano-sionisti che hanno plaudito alla decisone di Trump su Gerusalemme. Vedi: Gerusalemme capitale di Israele? Gli evangelici americani ne sarebbero felici

Nelle ultime settimane ci sono stati intensi contatti fra le forze dell’asse della resistenza ed in particolare è stata registrata la dichiarazione fatta da Nawaf Al-Moussawi, parlamentare libanese a nome di Hezbolah, il quale ha detto che il movimento aveva iniziato a “prendere misure concrete sul terreno per unire l’asse della resistenza su tutti i fronti ed in tutte le aree”.
Risulta che il generale iraniano, Qassem Soleimani, ha di fatto preso il coordinamento di tutte le forze della ressitenza e sta conducendo i preparativi per armare le fazioni palestinesi in Gisgiordania e metterle in grado di aprire un fronte interno con l’esercito israliano al momento in cui partirà l’offensiva. Il generale Soleimani ha parlato per telefono con i comandanti dell’ala militare di Hamas e del FPLP ed ha chiarito che l’Iran è disposto ad appoggiare le forze della resistenza e che tutti i reparti combattenti  sono pronti a difendere Gerusalemme (Al-Aqsa in arabo).

Il Generale Soleimani

Il generale Soleimani non è un uomo che parla a vanvera. Non per nulla gli israeliani, per mezzo del Mossad, hanno un piano di eliminazione fisica del generale, considerato l’obiettivo n. 1. Vedi: Gli USA danno via libera ad Israele per uccidere Soleimani.
Il 13 dicembre, il giornale del Kuwait, Al-Jarida, conosciuto per la sua impostazione antitiraniana, aveva informato che Soleimani, in queste telefonate aveva richiesto ai comandanti miltari di iniziare a reclutare agenti in Cisgiordania promettendo di consegnare loro armi per effettuare azioni armate di resistenza contro le forze di occupazione israeliane. Queste informazioni sono state confermate dai comandanti delle fazioni palestinesi.

Inoltre risulta che il collegamento con Hezbollah libanese ed iracheno è già operativo a tutti gli effetti e l’Iran sta mettendo a punto i suoi sistemi di difesa per terra e per mare per non trovarsi impreparato al momento in cui le forze di Israele e degli USA apriranno l’offensiva.
Lo scenario per un prossimo conflitto esiste già in tutti i suoi aspetti e questa volta sembra che Israele non troverà impreparate le forze della resistenza.

Il conflitto per distruggere la Siria, che il regime di Tel Aviv ha fortemente voluto per annientare lo stato siriano ed annettersi parte del suo territorio, ha avuto degli sviluppi diversi a quelli che le autorità di Tel Aviv avevano previsto e le conseguenze non saranno leggere per l’entità sionista.

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  1. max tuanton 9 mesi fa

    Gli ebrei e i massoni vogliono riedificare il tempio di salomone cioe’ l’umanita’,fateglielo fare una buona Volta ! Tanto poi glielo ributtano giu I Nazi ! Digitate:” l’olocausto e’successo davvero …” Video che vale un Peru ,mi commuovo come un VITELLO a vedere QUANTO ho ragione

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